Tutti riservano piacevoli passeggiate e panorami unici.

Coloro che preferiscono il mare alla montagna possono divertirsi visitando alcuni siti spettacolari per lo snorkeling e i subacquei hanno a disposizione fondali che sorprenderanno per la loro varietà e abbondanza di pesci.

Gli appassionati di pesca d’altura troveranno una vasta offerta di potenti imbarcazioni per andare sulle secche più ricche. I comandanti più esperti sanno dove recarsi per assicurare ai clienti prede eccezionali.

Gli uffici turistici hanno l’elenco dei veri professionisti. È opportuno evitare gli abusi, con barche pericolose e senza assicurazione.

Chi desidera scoprire le isole in bicicletta potrà farlo, a patto che presti attenzione alle auto nei punti in cui le strade diventano molto strette. Bisogna sempre ricordare che alle Seychelles si circola a sinistra, come nel Regno Unito.

Esperienze Trekking a Mahè

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Trekking a Mahe, Anse Major ©Shutterstock

Copolia Trail 

Questa escursione è una delle più conosciute da tutti coloro che vogliono passeggiare nelle foreste di Mahé.

Lunga un chilometro e seicento metri, si percorre in un’ora ed è abbastanza facile.

Guardandosi intorno, si noteranno varie specie vegetali, fra le quali la Nephentes pervillei, l’unica pianta carnivora delle Seychelles.

Per tornare si utilizza la stessa via percorsa all’andata.

Da Danzil fino ad Anse Major

Questo è uno dei tragitti preferiti da coloro che desiderano unire una bella camminata al piacere di un tuffo ristoratore nelle calde acque dell’Oceano Indiano.

È lungo un paio di chilometri e si percorre in un’ora.

Non è opportuno allontanarsi dal sentiero, per non rischiare di cadere nei crepacci presenti qua e là.

Una volta arrivati ad Anse Major, un bel bagno laverà via ogni eventuale stanchezza.

Dans Gallas

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Dans Gallas trail sull’isola di Mahé ©Shutterstock

Per coprire i quasi tre chilometri di questo itinerario si dovrà mettere in conto circa un’ora e mezzo per un percorso di difficoltà moderata.

Il sentiero attraversa i resti di un insediamento umano del XIX secolo, poi si snoda nella foresta e raggiunge alcune scale metalliche che andranno superate.

Quando la traccia si divide, restando sempre sulla sinistra, si raggiunge il punto più alto, da cui è possibile vedere Victoria.

Mare aux Cochons

Questo sentiero si sviluppa all’interno del Morne Seychellois National Park ed è indicato per buoni camminatori.

Con i suoi nove chilometri e mezzo è fra i più lunghi e presenta passaggi piuttosto ardui. Per coprire l’intero tracciato si impiegano quasi sei ore.

Durante la camminata, una buona guida saprà indicare dove vedere la rana di Gardineri, così piccola che due esemplari possono stare tranquillamente in un’unghia umana.

Casse Dent

Il percorso è un continuo saliscendi, durante il quale si attraversano fitte foreste di palme, alberi di cannella e altre specie arboree.

Più avanti si passa un ruscello e si superano alcuni burroni, grazie a dei ponti pedonali; poi, oltrepassata una cascata, il sentiero fiancheggia le rovine di un’antica distilleria.

Dopo altri quattro chilometri si raggiunge la cima, da cui il panorama spazia su Port Launay e il versante nord-occidentale di Mahé.

Morne Blanc    

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Trekking a Mahe, Morne Blanc ©Shutterstock

Con questo trekking di moderata difficoltà, lungo poco più di tre chilometri, si raggiunge uno dei punti più belli della costa ovest. Bastano tre quarti d’ora per completare il percorso, che ha inizio nei pressi della fabbrica del tè, raggiungibile con la Sans SoucisRd da Victoria.

Il punto più panoramico offre una visione spettacolare da Grand Anse a Cap Ternay.

Salazie Nature Trail

Salazie Nature Trail è un divertente itinerario, non troppo impegnativo, che in poco più di un’ora, attraverso la foresta del Morne Seychellois National Prak, consente di camminare per tre chilometri, superando un dislivello di trecentotrenta metri.

Qua e là crescono spontanee le piante di citronella e con una buona dose di fortuna si può avvistare il piccione blu, un uccello endemico delle Seychelles.

Esperienze outdoor a Praslin

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La foresta tropicale delle Seychelles nel Valleé de Mai sull’isola di Praslin ©Shutterstock

Vallée de Mai

Ne abbiamo già accennato, ma è una “perla” da non perdere.

Se volete sapere com’era Praslin prima che le Seychelles fossero scoperte è sufficiente andare alla Vallée de Mai, al centro dell’isola.

Se si percorrono i suoi sentieri subito dopo l’apertura, quando i visitatori sono ancora pochi, la sensazione di essere stati d’un tratto proiettati nella preistoria è palpabile.

I bambini, quelli veri e anche coloro che lo sono rimasti nello spirito, possono immaginare che, da un momento all’altro, possa sbucare un velociraptor sul sentiero o uno pterodattilo si alzi in volo dalla vetta di una gigantesca palma.

È qui che cresce il mitico Coco de Mer, la “noce” più grande del mondo.

Chiusa in un’ampia conca, l’attuale Vallée de Mai restò, fino a tempi molto recenti, immune da tutto e non venne mai nemmeno toccata dagli incendi che hanno devastato Praslin e altre isole.

L’assistenza di una guida è necessaria per capire questa meraviglia della natura.

Dal 1983 l’Unesco ha inserito la Vallée de Mai fra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Fond Ferdinand

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Un sentiero nella jungla della Fond Ferdinand Nature Reserve sull’isola di Praslin, Seychelles

Il parco è stato aperto nel 2012 e rappresenta un valido completamento alla visita della Vallée de Mai.

Si tratta di un’ampia area di 122 ettari, meno ricca di biodiversità in confronto al più noto sito Unesco, ma decisamente maggiore come estensione e altrettanto interessante.

Anche Fond Ferdinand ha, al suo interno, diverse piante di Coco de Mer e alcune di esse sono davvero molto vicine al sentiero, così che è possibile ammirarle da distanza ravvicinata.

L’escursione è piuttosto facile per le persone esperte e di media difficoltà per i meno allenati.

Plaine Hollandaise e Salazie

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Il sentiero della Salazie Forest scorre tra la giungla di Praslinfino al villaggio di Grand Anse. Seychelles ©Shutterstock

Un circuito molto interessante, anche se piuttosto impegnativo, che consente di attraversare l’isola da Grand Anse fino a Baie Pasquière o ad Anse Volbert, con la possibilità, per i più sportivi, di effettuare un percorso circolare, tornando alla base di partenza (tre ore e mezzo, quattro).

Nella stagione umida, in zona si formano stagni e abbondano pantani e giunchi.

Seguendo il corso di un canale, si arriva nei pressi dell’hotel Raffles, con una superba vista di Curieuse. La discesa verso Pasquiere è disagevole e occorre prestare attenzione in presenza di terreno bagnato.

A questo punto si segue la strada litoranea fino ad Anse Volbert; è anche possibile salire su uno dei tanti autobus che per poche rupie effettuano regolare servizio.

Da Anse Lazio ad Anse Georgette

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Anse Georgette Praslin, Seychelles ©Shutterstock

Si tratta di un percorso molto piacevole, sebbene occorra stare attenti e non sottovalutare i rischi.

È un itinerario abbastanza impegnativo che richiede da un’ora a un’ora e mezza, secondo le capacità individuali.

Il tracciato non è sempre ben segnato ed è possibile smarrirsi.

Si parte da Anse Lazio e attraverso sentieri a volte non segnalati si arriva ad Anse Georgette. In pratica s’inizia dalla spiaggia più spettacolare di Praslin e si arriva alla spiaggia che contende ad Anse Lazio il primato.

Da Montplasir ad Anse Georgette

C’è un’altra possibilità di arrivare ad Anse Georgette.

Il capolinea dell’autobus che passa dall’aeroporto è a Montplasir, dove l’automezzo si ferma al parcheggio, fa manovra e ritorna indietro.

Di lì partono due sentieri: uno verso nord-est e l’altro in direzione nord-ovest. È questo da seguire per Anse Georgette.

Si svolta a sinistra e si arriva alla spiaggia.

Entrambi questi percorsi sono soggetti a chiusure temporanee ed è necessario informarsi sulla loro percorribilità in hotel o all’ufficio turistico.

Itinerari sull’isola di La Digue

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Panorama su Petit Anse al termine del jungle trek nella foresta di La Digue, Seychelles, ©Lucio Rossi

Anche La Digue ha itinerari naturalistici interessanti da offrire a chi ama camminare e non si accontenta solo del mare e delle spiagge.

Nid D’Aigle, nonostante non superi i 333 metri, è il monte più alto dell’isola e il sentiero che arriva fino in cima è lungo quattro chilometri; occorrono almeno tre ore per andare e tornare.

Si consiglia di farsi accompagnare da una guida e di non partire nelle ore più calde della giornata.

La parte conclusiva è ripida e non va sottovalutata, anche perché spesso il caldo e il sole “non aiutano” a salire.

Veuve Reserve

Questa piccola riserva naturale è il “santuario” riproduttivo del Pigliamosche del Paradiso delle Seychelles, una rara specie un tempo endemica, ormai praticamente scomparsa a eccezione di La Digue e Denis Island, dove è stata trasferita proprio per cercare di accrescerne il numero ed evitare rischi di estinzione.

La visita è libera, ma è opportuno partecipare a uno dei tour guidati, in quanto è l’unico modo per essere certi di ammirare gli animali e godersi la camminata.

Si può usufruire di una guida individuale, da prenotare in anticipo.

Snorkeling e Diving

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©Shutterstock

È impossibile anche solo accennare a tutti i siti idonei allo snorkeling. Indichiamo quelli più noti.

A Mahé si consigliano il versante nord e sud di Beau Vallon, Anse Major, tutto il parco marino di Sainte Anne e Anse Takamaka.

A Praslin sono particolarmente indicati Coco Island, St. Pierre Island e il versante settentrionale di Anse Lazio.

Le zone migliori di La Digue si trovano ad Anse Source d’Argent, ad Anse Severe e ad Anse Gaulettes.

Anche per i subacquei esistono diverse possibilità. Bisogna rivolgersi ai vari diving e farsi consigliare da loro.

I siti d’immersione intorno a Mahé sono una cinquantina, alcuni facilmente raggiungibili, altri un po’ più distanti. Oltre alla fauna, ai coralli e alle formazioni rocciose, si trovano anche alcuni relitti.

Il punto forse più noto è Shark Bank, poco più di quattro miglia nautiche da Mahé.

Intorno alla gigantesca roccia che si spinge verso l’abisso si incontrano moltissime specie tropicali e squali grigi.

Brissare Rocks e Dragon’s Teeth sono a poche miglia dalla costa e, grazie alle correnti, sono frequentati da grossi pesci, come squali pinna bianca, barracuda, aquile di mare, aragoste. Molto particolari le gorgonie bianche.

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Uno squalo grigio nei fondali delle Seychelles ©Shutterstock

Lost City è un altro sito interessante, con canyon che si aprono nel granito, popolati da moltissimi pesci, anche di grandi dimensioni. Non è indicata durante i mesi di giugno, luglio e agosto.

Chi è interessato ai relitti può visitare i resti dell’Aldebaran, un peschereccio di ventotto metri che si trova a una profondità variabile dai trenta ai quaranta metri.

Altrettanto interessante è la petroliera Ennerdale, colata a picco nel 1970. Giace su un fondale di venti metri.

Immergersi a Praslin

Anche Praslin ha numerosi siti d’immersione.

Channel Rock e White Bank sono fra i più noti. Si vedono, fra gli altri, il pesce pappagallo verde, il più grande di questa specie, con una lunghezza di 1,5 m e un peso fino a 75 kg. Abbondano i pesci napoleone e il carango gigante, un carangide spietato e vorace che fa strage di pesci e anche di uccelli posati sull’acqua.

South Marianne, nella stagione giusta, offre incontri emozionanti dal punto di vista geologico e naturalistico. Si ammirano, infatti, stupende formazioni rocciose sommerse, simili a cattedrali ed è frequente l’incontro con branchi di grossi squali grigi.

Immergersi a La Digue

A La Digue è consigliabile un’immersione a Sister Bank, che assicura l’avvistamento di squali grigi, tonni e grossi trigoni. La massima profondità è a 24 m.

Pesca d’altura

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Pesca d’altura nelle acque di Praslin ©Lucio Rossi

Nelle tre isole maggiori sono molte le società di Big Game Fishing che conoscono le secche giuste dove la cattura di grosse prede è pressoché garantita.

Qualche volta potrà essere anche il mitico pesce vela, o un marlin, ma solo qualche volta. Grossi dentici rossi, enormi carangidi e squali sono quasi sempre presenti.

Per gli appassionati di pesca d’altura che scelgono i resort delle isole private consigliamo Denis Island e Alphonse Island.

In bicicletta a spasso per le isole

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La Passe, la piccole cittadina di La Digue, è un continuo andirivieni di biciclette Seychelles ©Lucio Rossi

Le tre isole principali sotto tutte transitabili in bicicletta, con tragitti più o meno impegnativi.

Qui accenneremo solo a percorsi per i quali è sufficiente una normale bicicletta da strada con un buon cambio.

Per gli appassionati di mountain bike consigliamo di rivolgersi agli uffici turistici o alla direzione del resort dove alloggiano per avere indicazioni sui possibili itinerari con relative difficoltà.

La Digue, fino a qualche anno fa, era visitabile solo in bicicletta (o a piedi); non esistevano mezzi a motore.

Da qualche anno sono state concesse alcune licenze per i taxi e per l’utilizzo di pick up a scopo di trasporto merci.

La Digue, comunque, merita ancora l’antico appellativo di “isola delle biciclette”.

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Turisti in bicicletta a La Digue, Seychelles ©Lucio Rossi

Le poche strade asfaltate sono alla portata di tutti e si pedala senza fatica.

Partendo dall’imbarco del traghetto in direzione nord, si costeggiano varie spiagge fino ad Anse Fourmis, dove la strada finisce, dopo poco meno di cinque chilometri.

Tornati al porto si procede in direzione opposta e prima di entrare nell’Estate Union si prosegue a sinistra fino a Grand Anse, una bellissima spiaggia. Di qui, a piedi, si può arrivare a Petit Anse e Anse Coco.

Anche Praslin si presta a piacevoli passeggiate in bicicletta, ma qui, in alcuni punti, è necessario spingere un po’ sui pedali.

L’isola è lunga 12 chilometri. La strada asfaltata segue quasi tutta la sua estensione costiera, con il solo versante settentrionale percorribile esclusivamente a piedi. Il giro completo è lungo 28 km

Una interessante alternativa è attraversare l’interno, da Baie Sant’Anne a Grand Anse, passando di fronte all’ingresso della Vallèe de Mai. Questo tragitto misura cinque chilometri.

A Mahè le alternative sono diverse.

Il tratto più lungo è seguire la strada che da Victoria porta verso sud, seguendo la costa fino a Anse Maria Louise, dove la S. Coast Road attraversa l’interno e arriva ad Anse Takamaka.

Di qui diventa W. Coast Road e sale verso nord, fino a Cap Ternay, dove s’interrompe, impedendo il giro completo dell’isola. In totale si percorrono un po’ meno di 80 km.

Per fortuna non è necessario ripetere il giro all’incontrario, perché ci sono tre strade interne, un po’ più impegnative, che riportano al versante orientale e a Victoria.

Testo di Pier Vincenzo Zoli foto di Lucio Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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