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Madeira l’arcipelago del vino

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Madeira l’arcipelago del vino
I terrazzamenti a picco sul mare dove crescono i vitigni del Madeira ©Shutterstock

Madeira, territorio portoghese al largo delle coste africane e lontano dall’Europa, possiede un immenso tesoro sui suoi terrazzamenti a mezza costa: le viti da cui si ottiene il Madeira, un vino che è un vero biglietto da visita e che ha reso celebre quest’isola sperduta. Da visitare anche per le sue bellezze selvagge e naturali.

Testo e foto di Marco Santini

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I terrazzamenti a picco sul mare dove crescono i vitigni del Madeira ©Shutterstock

Seduti attorno ad un vecchio tavolino traballante del Blandy Wine Lodge, nella penombra rotta dai bagliori delle candele, circondati da preziose bottiglie centenarie, non si direbbe di essere nel cuore di una fortezza naturale persa in mezzo all’Oceano Atlantico.

Le coste dell’Africa sono a 600 chilometri di distanza e quelle del Portogallo a 850. A vederla dall’aereo, Madeira fa impressione. Le scogliere come mura a picco in un mare subito profondo, i monti che arrivano ai 2000 metri d’altezza.

Poi, una volta a terra, Madeira cambia aspetto: il colore delle jacarande, il profumo dei fiori tropicali, il clima dolce, l’atmosfera sospesa, quasi sensuale di un giardino incantato. Mille sfaccettature, raccolte nei 2000 metri di dislivello che separano l’oceano dal picco più alto.

Un vino dal carattere unico

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I vigneti di Madeira al tramonto ©Shutterstock

E’ proprio a mezza costa che si trovano i terrazzamenti che ospitano le viti da cui si ottiene il vino di Madeira. Per provare le sensazioni formidabili regalate da questo vino capace di invecchiare oltre cent’anni, non c’è che venire di persona, qui a Funchal, nella più straordinaria enoteca del mondo.

Le mura del Blandy Wine Lodge, sono impregnate di una storia centenaria che racconta di mercanti inglesi, di avventurosi viaggi in nave, di un vino che ha incantato per secoli le corti più illustri del mondo, come dimostrano i documenti antichi conservati tutt’ora nel Lodge: bolle di spedizioni a case reali che risalgono al ‘700.

Intorno al vecchio cortile e ai piani superiori, si trovano le grandi stanze dove riposano decine e decine di botti di legno piene di vini che risalgono ad annate antiche, anche di fine ottocento.

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Il vino di Madeira invecchia nei sottotetti ©Marco Santini

Sono ambienti radicalmente diversi dalle cantine attuali dove la moderna tecnologia viene utilizzata per proteggere il vino dagli agenti atmosferici, dal clima. Qui il Madeira invecchia nei sottotetti, cotto dai raggi di un sole tropicale, soffre ogni sbalzo di temperatura, di umidità. E’ così che si forgia il suo carattere unico, straordinario.

Il momento magico arriva nella sala di degustazione. In questo luogo senza paragoni è possibile sedersi al lume di candela e ordinare un bicchiere del 1908, uno del ’32, uno del ’54 e magari anche uno del proprio anno di nascita.

Un’esperienza unica al mondo, che si deve proprio al carattere formidabile di un vino che ha dovuto resistere per decenni in quelle botti nei sottotetti e che è capace rimanere perfettamente immutato anche dopo anni in una bottiglia stappata.

Il tutto, e non è poco, a prezzi accessibili.

La storia del vino di Madeira

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Vecchie bolle di spedizione del vino di Madeira ©Marco Santini

Le prime vigne vennero piantate dai coloni nel XVI° secolo con l’intenzione di produrre vino per il mercato interno ed, eventualmente, venderlo ai vascelli che facevano scalo all’isola durante le traversate atlantiche.

La prima nave con un carico commerciale di vino partì da Madeira nel 1665, quando Carlo II d’Inghilterra sposò la portoghese Caterina di Braganza e acquisì il controllo virtuale di tutte le merci dirette verso l’America del Nord.

A quel tempo il vino era diventato un bene di lusso, assai richiesto anche nelle colonie d’oltreoceano.

Ben presto il vino, ed il Madeira in particolare, si imposero come un aspetto significativo dello stile di vita americano; al punto che il brindisi che accompagnò la “Dichiarazione di Indipendenza” di George Washington venne celebrato con il vino di Madeira.

Curiosamente fu proprio tramite gli americani che gli inglesi si appassionarono a questo nettare.

Fra storia e leggenda

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Grappoli di uva di Madeira ©Shutterstock

Si dice che il vino di Madeira debba superare l’equatore per acquisire le sue migliori caratteristiche organolettiche. Una radice reale questa storia ce l’ha davvero. Nei secoli passati il Madeira viaggiava sui velieri, a volte per mesi, in botti di legno.

Era costretto a sopportare il gran caldo dei tropici nelle stive, mentre le navi attraversavano lentamente l’oceano. Si verificava così, una sorta di maturazione accelerata che conferiva al vino (quando non andava a male) un carattere invecchiato aumentandone il pregio.

Oggi, questo processo avviene direttamente in cantina e si applica solo alla categoria di Madeira commercializzato più giovane (e meno pregiato): il 3 anni.

Si tratta di un passaggio, generalmente di tre mesi, che il vino fa nelle estufas, contenitori di cemento o acciaio, dove la temperatura viene mantenuta artificialmente fra i 50 e i 55 gradi centigradi.

In questo modo il vino “matura” più rapidamente riproponendo, in modo forse meno romantico ma più controllabile, quel carattere dovuto all’effetto equatore.

Il Madeira, un vino diverso dagli altri

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Veduta su Camara de Lobos al tramonto, Madeira ©Shutterstock

Quello del Madeira è un universo complesso, diverso da quello di qualsiasi altro vino.

Sono 5 le varietà di uve usate per ottenere il vino Madeira: Sercial, Verdelho, Bual, Malmsey (o Malvasia) e Tinta negra. Il vino viene fortificato con aggiunta di alcool di vino.

I vini che appartengono alla categoria dei 3 anni o finest vengono vinificati con uve Tinta negra e possono essere dry (secchi), medium-dry (semi-secchi), medium-rich (semi-dolce), rich (dolce).

I Madeira di 5 (reserve), 10 (special reserve) e 15 anni (extra reserve) sono dei blend di annate diverse e devono contenere un minimo dell’85 % del vitigno dichiarato in etichetta (Sercial, Verdelho, Bual, Malmsey). I Colheita sono vini provenienti da una singola vendemmia, invecchiati fra i 12  e i 20 anni

Il Vintage è il re dei vini di Madeira.  Ottenuto dalla vinificazione dei singoli vitigni (Sercial, Verdelho, Bual o Malmsey), provenienti da un singola vendemmia. Matura come minimo 20 anni in botti di legno e può invecchiare anche più di 100 anni.

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Il vino di Madeira appena estratto dalle botti ©Marco Santini

La palette sensoriale dei vini di Madeira è fortemente influenzata dall’ossidazione. Gli aromi sono simili nelle varie famiglie di vino, cambia la dolcezza.

Troviamo sentori di eucalipto, di resina di pino, vaniglia, crosta di pane, cioccolato, caffè, miele, fumo, lievito e funghi, scorza d’arancio, mandorle, prugna e uvetta e fichi secchi. Fra le spezie si riconosce la cannella, il pepe e il garofano.

Il Sercial è il più secco dei vini di Madeira. Va servito freddo, come aperitivo.

Il Verdelho è semi secco. Capace di accompagnare un intero pasto, si può servire freddo come aperitivo, mentre a temperatura ambiente si abbina splendidamente al foie gras, al montone al forno con le uvette, ai formaggi stagionati.

Il Bual è semidolce. Si abbina ai formaggi erborinati, alla frutta secca, i dolci a base di cioccolato. Quanto è molto vecchio diventa un vino da meditazione per eccellenza, ideale con il sigaro. Il Malmsey è dolce, aromatico. E’ vino da dessert assai eclettico.

Il viaggio sull’isola di Madeira

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Una vista aerea di Funchal capoluogo dell’isola di Madeira ©Shutterstock

La scoperta di Madeira parte da Funchal, la capitale. Bella cittadina affacciata sull’Atlantico, con un centro storico vivace e caratteristico. Bello il Teatro Municipal, costruito dagli stessi architetti e carpentieri che si occuparono della Scala di Milano.

Da visitare la Fortaleza de São Tiago e lo splendido Giardino Botanico (raggiungetelo in funivia e tornate sugli slittoni di legno che scendono a rotta di collo per le strade ripidissime di Monte).

Per quanto riguarda le degustazioni a Funchal bisogna cominciare da The Blandy Wine Lodge. Qui si possono degustare le 4 etichette raggruppate nel marchio Madeira Wine Company: Cossart Gordon, Blandy’s, Leacock’s e Miles.

Altre cantine da non perdere sono: Barbeito, sempre a Funchal, e H & H, a Câmara de Lobos.

Un giro dell’isola in auto riserva grandi sorprese: si parte da Câmara de Lobos a pochi minuti da Funchal. E’ il villaggio dei pescatori, con mille barche colorate e  i volti coperti di rughe. Si prosegue per Cabo Girão, vertiginoso balcone panoramico a 600 metri d’altezza a picco sull’oceano.

Arrivati a Ribeira Brava, si può prendere la strada che taglia l’isola, salire fino al Miradouro dell’Encumeada per una veduta sull’interno montuoso e quindi sbucare sulla selvaggia costa nord.

Qui vale la pena di percorrere la vecchia strada, in pessime condizioni, che regala vedute mozzafiato sui monti che si gettano nell’Atlantico sempre mosso.

Da non perdere anche una salita al Pico de Areeiro: la strada parte da Funchal e con un percorso da brivido arriva fino ai 1810 metri della seconda cima dell’isola.

Infoutili Madeira

Informazioni:

sul sito dell’Ufficio del Turismo di Madeira e sul sito del turismo portoghese

Come arrivare:

La Tap, compagnia di bandiera Portoghese collega le maggiori città italiane con Madeira quotidianamente, via Lisbona.

Dove dormire:

Quinta da Belavista: Caminho do Avista Navios 4, Funchal; splendida villa del ‘700, circondata da un giardino lussureggiante.

Jardim do LagoRua Dr. João Lemos Gomes 29, Funchal; Lussuosa dimora dell’800 immersa in un giardino botanico. 40 camere e un ottimo ristorante.

Quinta Splendida – Estrada da Ponta da Oliveira, Caniço; Hotel di lusso, nascosto in un giardino tropicale.

Dove mangiare:

Restaurante do Forte: Rua Portão São Tiago, Funchal; situato nella Fortaleza do São Tiago, bello anche se un po’ turistico.

Adega da Quinta: Rua José Joaquim da Costa, Estreito de Câmara de Lobos; ristorante specializzato in cucina tradizionale in posizione molto panoramica.

Fuso orario: un ora in meno rispetto all’Italia

Testo e foto di Marco Santini|Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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