L’Italia musicale e trionfale di Mozart

Wolfgand Amadeus Mozart

I viaggi di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791) non possono essere considerati viaggi da Grand Tour, come quelli fatti da famosi scrittori e poeti europei. La differenza è evidente: mentre i primi sono scesi in Italia per conoscere la storia e la cultura del nostro paese, Mozart ha percorso la penisola donando a piene mani l’unicità del suo genio musicale: concerti in ogni dove, contatti con musicisti italiani di chiara fama e un rapporto, con le varie città visitate, risultato in ultima analisi molto appagante per il compositore austriaco, al punto che avrebbe voluto scegliere Milano per viverci, progetto questo ostacolato con decisione dalla sovrana Maria Teresa.

Nei suoi viaggi italiani, dunque, il giovanissimo Mozart ha dato molto di sé con la sua musica innovativa e fresca, ricevendo in cambio entusiastici consensi per le sue interpretazioni, acquisendo esperienza per mezzo dei contatti avuti e arricchendo non poco la sua sterminata produzione musicale. Peccato, davvero, non abbia vissuto più a lungo.

Da bambino prodigio a compositore sublime

Wolfgand Amadeus Mozart bambino

Predestinato già nel nome latino con il quale è stato battezzato, il piccolo Mozart: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus. I primi due nomi perché presenti nel calendario a indicare la data di nascita (27 gennaio); Wolfgangus, nome del nonno paterno ma dal significato sottile (dal passo di lupo!); infine Theophilus (colui che ama Dio) nome del padrino di battesimo.

Papà Leopold, che lascerà il proprio lavoro per seguire la “carriera” del figliolo, accompagnandolo in giro per l’Europa e fungendo da vero e proprio impresario (efficiente e anche interessato) lo chiamava affettuosamente Wolferl; mentre per parenti e amici era Amadé. Le cronache del mondo, riferite all’universale personaggio Mozart, concordano nell’accreditargli un inizio artistico davvero precoce: a tre anni d’età “giocava” con i tasti del pianoforte e a cinque già componeva sonate; lo ha fatto – naturalmente creando brani musicali sempre più complessi – sino alla fine della sua breve esistenza (trentacinque anni).

Suonava il pianoforte, il violino e l’organo ed è su questo strumento che ha imparato a suonare, esercitandosi con quello del duomo di Salisburgo; in una sua lettera al padre del 1771, Mozart ricordava infatti: “…l’organo è la mia passione”. La musica di Mozart ha influenzato in maniera profonda i vari generi musicali della sua epoca: musica sinfonica, sacra, da camera e operistica. Non sono pochi i compositori celebri che hanno subito il fascino della musica creata da Mozart, tra i quali Ludwig Van Beethoven e Franz Joseph Haydn.

Un altro aspetto non secondario della “genialità” di Mozart riguarda la sua carriera di libero professionista che affiancava a quella di Hofkomponist (compositore) presso la Corte Imperiale Viennese. La vita di Mozart ha avuto termine il 5 dicembre del 1791 e le esequie funebri si sono svolte nella cattedrale di Santo Stefano a Vienna. Nella stessa giornata della morte o forse il giorno successivo il corpo è stato sepolto in una fossa comune del Cimitero di St. Marx; pare non ci fossero parenti, amici o conoscenti. Forse, si pensa, per espressa volontà del compositore, contrario a manifestazioni sfarzose e poco raccolte.

Le date dei viaggi in Italia

I viaggi in Italia di Mozart con l’indispensabile papà Leopold (…subito dopo Dio, viene Papà), sono stati tre: il primo tra il 1769 e il 1771, nel quale ha visitato in pratica l’Italia classica del Grand Tour: Veneto, Lombardia, Emilia, Firenze, Roma, Napoli e, sulla via del ritorno, Umbria, Marche, ancora Emilia, quindi Milano, Torino, di nuovo il Veneto con Venezia non visitata prima e ritorno a Salisburgo. Il secondo viaggio, sempre del 1771, tra agosto e dicembre, con visite in Trentino, Veneto e Lombardia. Il terzo, infine, compreso tra il 1772 e il 1773, più o meno identico a quello precedente: città del Trentino, del Veneto quelle visitate, oltre a Milano.

Mozart concertista e compositore in Italia

Wolfgand Amadeus Mozart a Napoli

In occasione di ogni viaggio, il grande compositore ha compiuto in alcune zone soste maggiormente prolungate, in funzione questo degli impegni musicali presi (da papà) o a seguito della non infrequente ripetizione di concerti al fine di soddisfare l’entusiasmo della gente. Così è stato per Verona: una permanenza di due settimane, con il concerto pianistico di Wolfgang del 5 gennaio 1770 per l’Accademia Filarmonica di Verona. A Milano, città nella quale Mozart – nei diversi viaggi – ha sostato complessivamente per quasi un anno, incontra diversi musicisti (Hasse, Piccinni, Sammartini, Paisiello), cantanti e scrittori. Nel conte Carlo Giuseppe Firmian, il musicista austriaco trova un amico, colto e determinante per l’organizzazione dei suoi concerti, sempre molto affollati e di grande successo; sintetico al riguardo il giudizio di Johann Adolph Hasse: “…questo ragazzo ci farà dimenticare tutti”.

A Bologna Mozart c’è stato in due riprese (da marzo a ottobre del 1770), ospite del conte Gian Luca Pallavicini; qui ha incontrato musicisti e studiosi, oltre a un personaggio noto dell’epoca: il celebre cantante castrato Farinelli. Nella sua permanenza a Parma, Wolfgang ha avuto occasione di assistere a un concerto privato del celebre soprano Lucrezia Agujari, detta La Bastardella. A Firenze, grazie alla raccomandazione del conte Pallavicini, la famiglia Mozart incontra il granduca e futuro imperatore Leopoldo II, presso il cui palazzo estivo tiene poi un concerto unitamente al violinista Pietro Nardini. Giunto a Roma, Mozart fornisce ai suoi estimatori una straordinaria prova delle sue capacità: dopo aver ascoltato due sole volte nella Cappella Sistina il Miserere di Gregorio Allegri, riesce a trascriverlo interamente a memoria; l’eco di questa notevole impresa raggiunge anche Papa Clemente XIV.

A Roma il grande musicista avrà tempo e modo per dedicarsi a un’intensa attività compositiva. Caratterizzata da un fatto curioso è al contrario la permanenza di sei settimane a Napoli, una delle capitali europee della musica. Oltre ad avvicinare la musica di alcuni innovatori dell’opera italiana (Cimarosa, Traetta, Cafaro, De Majo e, soprattutto, Paisiello), Mozart tiene un concerto al conservatorio della Pietà dei Turchini; qualcuno gli imputa di eccellere nella musica per via di un anello che portava al dito; quasi un magico strumento di supporto; Wolfgang lo toglie, lo posa sulla tastiera e continua a suonare divinamente!

Nel viaggio di ritorno, scrive una composizione sacra dedicata alla Madonna di Loreto, mentre a Milano, al Teatro regio Ducale, viene eseguita la prima rappresentazione dell’opera Mitridate, con il musicista al clavicembalo; successo clamoroso, seguito da ben ventidue repliche. A Torino Mozart incontra il violinista Gaetano Pugnani e il quindicenne bambino prodigio Giovanni Battista Viotti, mentre a Padova, don Giuseppe Ximenes, principe di Aragona e mecenate della musica, gli commissiona un oratorio; l’unica opera di questo genere che il compositore abbia realizzato.

Le parole di Mozart e quelle su Mozart

Il grande compositore salisburghese era di carattere giocoso ma in qualche occasione piuttosto scurrile e gli piaceva non poco, con parole ed azioni, prendersi gioco degli amici che frequentava.

Certo, aveva non poca considerazione per le sue capacità d’espressione: “…vedi, sono capace di scrivere in tutti i modi che voglio, elegante o selvaggio, corretto o contorto. Ieri ero di pessimo umore e il mio linguaggio era corretto e serio; oggi sono allegro e il mio stile è contorto e giocoso” (da una lettera del 1789 alla cugina Maria Anna Thekla). In un’altra lettera indirizzata alla madre, confida: “…ieri ascoltammo il re scoreggione, era dolce come torrone e benché non fosse granché in voce, rumoreggiava in modo atroce”. Scrivendo a suo padre Leopold (lettera del 1778) si esprime in questo modo: “…ora le comunico una notizia che forse saprà già: quell’ateo e arci birbone di Voltaire, è morto come un cane; che ricompensa!”. Da Napoli scrive: …cara sorella mia, oggi il vulcano fuma parecchio, accidenti: a tutto spiano!” Non dimostra di rimanere particolarmente colpito dai suoi grandi successi concertistici, tant’è che annota: “… la gente si profonde in complimenti e tutto finisce lì; mi si prenota per questo o per quel giorno; io suono, mi

sento dire: oh, è un prodigio…inconcepibile, incredibile; e buona notte!”. Abile nel praticare diversi strumenti con grande grande maestria, Mozart alla fine si dichiara nella sua vera veste artistica: “…io sono un compositore e sono nato per fare il maestro di cappella; non devo e non posso seppellire in questo modo il mio talento di compositore, quel talento di cui il buon Dio mi ha così generosamente dotato”. Nel corso della sua breve esistenza, Wolfgang Amadeus Mozart ha ricevuto ampi riconoscimenti sia dai suoi contemporanei che da famosi personaggi nati in epoche successive. Si può concludere con due sole testimonianze; quella dello scrittore Herman Hesse: “per me un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate”, e dello scienziato Albert Einstein: “la musica di Mozart è così pura e bella che la considero un riflesso della bellezza interna dell’universo stesso”.

Libertas Dicendi n°362 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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