Repubblica Dominicana: encanto caraibico

Chi approda in Repubblica Dominicana ha un’idea fissa: le spiagge bianche e i mari azzurri. Chi esce anche solo dopo una settimana, avrà scoperto un’isola verde con vocazione eco, una varietà climatica inaspettata, cibo semplice ma saporito e merengue come colonna sonora di un popolo fiero ma straordinariamente accogliente. Testo e foto di Eugenio Bersani

La prima cosa che bisogna resettare quando si arriva su quest’isola caraibica è il nome: si chiama Repubblica Dominicana, ma tutti la chiamano Santo Domingo che in realtà è la città capitale del paese. Noi siamo andati a scoprire la parte orientale dell’isola verso Bayahibe, Punta Cana e Miches.

Le spiagge di Punta Cana

Repubblica Dominicana, Punta Cana, Bavaro Barcelo Beach, ©Photo_Eugenio_Bersani

Cominciamo con le spiagge. Nella zona di Miches c’è Macao che  pur non essendo straordinariamente trasparente ha un paio di caratteristiche che la rendono interessante. Per prima cosa è uno degli spot per surfisti  più importanti di tutta l’isola. Ma è anche il luogo di ritrovo dei dominicani dei villaggi locali,  sia per lo sport sia per l’umanità  vivace che lo popola: se capitate di domenica la fiesta è assicurata.

Bavaro Beach è classificata come la nona spiaggia più bella del mondo, ma qui le spiagge sono una sequenza interminabile di sabbia bianca palme reali ed è difficile trovare qualche difetto. In realtà qui c’è il motore dell’industria turistica dominicana e questa è la zona con il più alto tasso di presenza alberghiera e le strutture dei resort occupano la maggior parte degli approdi a mare ed è difficile sfruttare la costa se non si è ospiti in uno di questi alberghi super attrezzati.  Per chi ama il tutto compreso senza pensieri questa è la località giusta per rilassarsi.

Repubblica Domenicana, Punta Cana, Bavaro Barcelo Beach, ©Photo_Eugenio_Bersani

Più a nord a Miches si trova anche la bella spiaggia del Club Med con tutte le strutture tipiche della compagnia francese, con un tocco di classe nella ricerca degli arredi e delle strutture. Inoltre una qualità notevole anche nel cibo, specialmente la parte di cucina dominicana che qui viene fatta a regola d’arte. www.clubmed.fr/r/miches-playa-esmeralda/y

Montana Redonda

Repubblica Dominicana, Miches, Montana Redonda, ©Photo_Eugenio_Bersani

La montagna in Repubblica Dominicana è il Pico Duarte che con i suoi 3087 metri di altezza è la vetta principe dei Caraibi interi. Ma qui a Miches la montagna è la  Montaña Redonda  che in realtà non è una montagna, è una collina. Anche se il suo interesse è proprio sembrare una montagna a picco sulla valle sottostante. E la sua prima attrattiva è proprio la spettacolare vista che si gode sulla pianura sottostante che degrada sulla laguna Redonda e infine nell’azzurro Mar del Caribe della baia di Samanà.

Già per arrivare sulla vetta della Montaña Redonda  comincia il divertimento. Si lascia l’auto nel parcheggio d’ingresso dove ci aspettano i camion con panche all’aperto che portano sulla sommità della collina e subito cominciano le montagne russe, perché la strada è sterrata e curvosa: i facinorosi si esaltano subito saltando sulle panche di legno mentre i deboli di stomaco si piazzano  davanti. 

All’arrivo sull’altipiano scatta il rodeo dell’autoscatto per Instagram  con le photo-opportunity create ad hoc: l’altalena è la più gettonata. In effetti lanciarsi sull’altalena nel vuoto può dare brividi notevoli e anche rievocare l’infanzia dei giardinetti e degli scivoli. I più impavidi però saltano in groppa al parapendio,  guidato dall’esperto Fernando Soler che per 80$ ti fa provare il brivido di volare davvero. Mentre con 15$ puoi fare  una breve zip-line non particolarmente eccitante.

Non manca “il volo della strega” ovvero un giochetto fotografico che diverte grandi e piccini per la sua disarmante semplicità: a cavalcioni di una sgangherata scopa da strega si salta più  in alto che si può  e la foto che si realizza dà l’impressione di un volo nel vuoto celeste. Infine per i goderecci e per chi  non vuole sbattersi troppo, e ce ne sono tanti, la soluzione è la fresca birretta Presidente, che qui va’ per la maggiore, da assaporare godendosi il paesaggio sotto la ventilata tettoia del bar di vetta. montanaredondaparadise.com/

Riserva ecologica Ojos indigenas e Hoyo Azul

Repubblica Dominicana, riserva ecologica Ojios indigenas, ©Photo_Eugenio_Bersani

Il bagno nelle piscine naturali può essere un’esperienza divertente e davvero unica. La Repubblica Dominicana non manca certo di foreste pluviali, anzi è una delle più verdi delle isole caraibiche, ma non ti aspetteresti  certo di lasciare le bianche spiagge del litorale di Punta Cana e a poche centinaia di metri trovare questa natura così rigogliosa e queste pozze blù d’acqua dolce. 

La riserva ecologica Ojios indigenas è di proprietà e mantenuta dalla Fondazione Grupo Puntacana un organizzazione senza scopo di lucro costituita a per  proteggere e preservare le risorse naturali  della regione di Punta Cana. La sua filosofia è l’ eco sostenibilità del turismo e lo sviluppo della comunità locale. Ce lo racconta Antonio facendoci visitare la Riserva che ha una rete di sentieri che portano a 12 sorgenti d’acqua dolce.

Preparate il costume perché il bello arriva quando è ora di scendere nelle acque verdi e blu delle pozze. La sensazione è quella di immergersi nel ventre liquido della madre terra che ti accoglie con le sue fresche acque. Tutto attorno rami e foglie della vegetazione creano un’atmosfera di grotta vegetale che ti fa sentire parte di un ecosistema primitivo.  Immergersi fino sul fondo di questo ventre azzurro e riemergere è una specie di parto naturale e benefico.

Ma il sogno dura poco ed è infranto dal tuffo di due impavide teutoniche  che al grido di wunderbar! scombussolano il climax primordiale e riportano alla realtà della democrazia del turismo: tutti devono divertirsi e ognuno lo fa a modo suo.  Comunque quei pochi minuti di idillio eco-estatico valgono la gita alle Ojos indigenas.

Antonio poi ci invita a comprare i prodotti locali creati  dai dominicani locali, come borsette e altri oggetti di artigianato. Ma il prodotto da portare a casa è il Puntacana Forest Honey un miele di cui loro vanno fieri e che ha un sapore originale e proprietà curative; viene anche utilizzato dagli chef  Santiago Salamanca e Jessica Navarro per realizzare piatti di alta cucina, nei ristoranti della catena dei Puntacana Resort. www.puntacana.org/en/

Casa de Campo

Repubblica Dominicana, La Romana, Casa de Campo, ©Photo_Eugenio_Bersani

Casa de Campo è un enorme complesso con resort all-inclusive di lusso considerato la Beverly Hills del tropico. Con i suoi 28kmq  contiene un resort di lusso , 16 ristoranti, un centro equestre, un campo da polo, campi da golf, tiro al volo, campo di atterraggio per elicotteri privati. Le sue oltre 1800 ville sono spesso di un lusso eccessivo con piscine enormi, chef e maggiordomi privati. Non a caso Casa de Campo è conosciuta perché frequentata da celebrità del mondo dello spettacolo e anche dei grandi ricchi del nord America, ma anche europei ed  italiani. La sicurezza qui è garantita da un esercito di guardie private che all’ingresso chiedono documenti come fosse una città-stato. Dentro i ristoranti più quotati dove assaporare la cucina più sofisticata di tutto il paese. www.casadecampo.com.do/

Altos de Chavon

Repubblica Dominicana, La Romana, Casa de Campo, Altos de Chavon, ©Photo_Eugenio_Bersani

Ad Altos de Chavon c’è la ricostruzione di un villaggio mediterraneo medievale realizzato da uno scenografo  della Paramount Pictures. Ha poco a che fare con la cultura dominicana, ma è senz’altro la location ideale per matrimoni o scampagnate domenicali. L’anfiteatro con 5000 posti è stato inaugurato nel 1963 da Frank Sinatra. Ma la vera chicca è la vista sopraelevata del fiume Chavon che proprio qui davanti forma un ansa  spettacolare. Non a caso è stata scelta per girare una delle scene topiche di Apocalypse Now. www.casadecampo.com.do/experiences/altos-de-chavon/

Piscine naturali e isola Saona

Repubblica Dominicana, isola di Saona ©Photo_Eugenio_Bersani

Che c’è di più  bello della gita scolastica? La Saona island boat trip! Prenderla è come rivivere il passato scolastico all’ennesima potenza. La regola principale però è di accettare le regole imposte dall’organizzazione senza ribellarsi e l’esperienza sarà superba. Anche se qualcuno lo fa, non si va sull’Isola di Saona per ubriacarsi. E’ vero c’è l’open bar e si può bere a garganella, ma il vero scopo è bagnarsi nelle acque trasparenti e cristalline delle piscine naturali al largo di Bayhaibe e approdare sulla  bianchissima spiaggia dell’Isola Saona, che è parco naturale.

Si parte dal piccolo porto i Bayahibe e si capisce subito che ci sarà da divertirsi perché a bordo del capiente catamarano c’è subito la fiesta, con musica, ballerini e ballerine che animano il variegato parterre composto da etnie di varie nazionalità. C’è di tutto: femmes fatales e distinti signori con inaspettati serpenti tatuati che fuoriescono dai pantaloncini fluorescenti. Ma a calamitare l’attenzione sono i ballerini e le ballerine che conducono la truppa al ritmo del merengue verso il ballo collettivo allegro e coinvolgente come solo la musica caraibica può essere, facendo divertire anche i più musoni.

 Le piscine naturali di Bayahibe hanno davvero un colore straordinario un azzurro intenso che degrada sul verde che spicca sulla sabbia bianchissima del fondo. I più fortunati possono avvistare sul fondo le stelle marine: per favore non toccatele perché sono delicate e rischiano l’estinzione in queste spiagge.

La tappa successiva l’isola di Saona, abitata da pochissimi locali è una riserva naturale parte del Parco nazionale di Cotubanama. Le sue spiagge orlate da alte palme reali sono lo stereotipo della spiaggia caraibica che sogniamo nei nostri tristi uffici europei. Va per la maggiore la foto seduti sulla palma piegata verso il mare cristallino: la prova provata di essere stati nel paradiso terrestre.

Su queste spiagge è tutto ben organizzato e le ballerine e i ballerini si trasformano in un attimo in operosi camerieri che servono il cibo del “tuttocompreso”. Il rientro è fatto con lance veloci che in meno di un ora riportano gli esausti ma felici turisti nel porto di Bayahibe da dove eravamo partiti. L’esperienza costa 35$  per la partenza da Bayahibe . Chi alloggia nei resorts deve calcolare in più il transito per  Bayahibe.

Città di Santo Domingo, la capital

Repubblica Domenicana, città coloniale di Santo Domingo

 La città di Santo Domingo detta la capital, è il centro culturale economico e politico dell’isola caraibica e il centro della vita del paese. Qui si possono trovare i migliori ristoranti, i migliori negozi e i migliori locali notturni dell’intero paese. Nella zona coloniale Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, si trovano i monumenti storici e i musei. Bisogna percorrere Calle el Conde con tutta la calma possibile per entrare nell’atmosfera dei tre Colombo Cristoforo, il fratello Bartolomeo e il figlio Diego. Il primo ha scoperto l’isola per conto di Isabella regina di Spagna, il secondo ha fondato la città, mentre il terzo l’ha governata  nel bene e nel male fino alla sua morte. La città coloniale  oggi è una delle mete più interessanti del paese grazie a monumenti unici come l’Alcazar e la Catedral Primada de America.

 Ma la sua bellezza è dovuta specialmente alle case restaurate e mantenute intatte, coi colori originali, le sue pietre, le mura del XVI sec.  Vale la sosta nel Parque Colon, la piazza dedicata a Cristoforo Colombo  che deve il nome al navigatore genovese qui onorato con una statua ai cui piedi è posta Caona  la regina del popolo tainos primi abitanti dell’isola . Qui si trovano negozi di sigari, ambulanti venditori di Larimar (la pietra turchese che si trova solo in Repubblica Dominicana), turisti e un viavai davvero sorprendente e vivace. Basta sedersi ad uno dei locali che si affacciano alla piazza e lo spettacolo della città è servito!

La capital non si può vedere in poche ore se non per un assaggio. Uno dei modi per godersela davvero è scendere in uno delle strutture di Casa del XVI, una catena di B&B di case coloniali perfettamente restaurate nella vecchia città coloniale membri  della Small Luxury Hotels of the World. L’atmosfera è unica e coinvolgente grazie agli arredi curati e alla ricerca dei particolari, come la Casa de Mapas con 3 stanze  e piscina nella corte, oppure la Casa dell’albero o la  Casa del Diseñador omaggio a Oscar de la Renta l’illustre stilista dominicano. www.casasdelxvi.net

Info utili

Per informazioni utili in Italia è attivo l’Ufficio del Turismo della Repubblica Dominicana, Piazza Castello 25, Milano. www.godominicanrepublic.com/it

Visto e accesso al paese

non è richiesto il visto per gli italiani in arrivo Repubblica Dominicana. 72 ore prima della partenza, è necessario compilare sia in arrivo che in partenza un modulo di ingresso con dichiarazione doganale facilmente compilabile sul sito del Ministero qui:  https://eticket.migracion.gob.do/. In uscita dal paese c’è una tassa di 20€ da pagare.

Covid

La Repubblica Dominicana è stata inserita da subito nei corridoi turistici con accesso privilegiato già dal gennaio 2022. Le autorità sanitarie del paese  dichiarano che la situazione del covid è sotto controllo sull’isola. Non ci sono limitazioni per gli accessi in frontiera e non viene richiesto nessun tampone. La mascherina non è obbligatoria da nessuna parte, escluso solo sui voli. E’ consigliabile un’assicurazione di viaggio.

Come arrivare

Molte sono le linee aeree che operano sull’isola fra cui Aireuropa, Iberia, Air France. La compagnia italiana Neos offre un comodo volo diretto alla settimana da Milano Malpensa a La Romana Casa de Campo nella parte orientale.

Tour Operator

la Repubblica Dominicana è molto gettonata dagli italiani che da parecchi lustri la frequentano per le sue spiagge. Chi decide di organizzare il viaggio avrà a disposizione oltre 25 Tour Operator che programmano e organizzano viaggi e permanenze. Chi vuole una vacanza tutto compreso può trovare decine di resort strutturate per una vacanza di mare senza pensieri, specialmente nella zona di La Romana e Punta Cana. Chi vuole viaggiare autonomamente non avrà problemi a organizzare fly&drive e muoversi con facilità

Testo e foto di Eugenio Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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