Cappadocia, mondo perduto

Situata nella regione della Turchia centrale dell’Anatolia, la Cappadocia è un luogo suggestivo che ha ospitato numerose ed antiche civiltà che hanno lasciato preziose tracce un po’ in tutto il territorio. Se non si soffre di vertigine si può andare alla scoperta di quest’area selvaggia e semi-arida della Turchia a bordo di una mongolfiera.  

Testo e foto di Mauro Parmesani

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Valle di Pasabag ©Mauro Parmesani

Chiese rupestri, canyon monolitici, pinnacoli abitati, colline che toccano il cielo, villaggi scavati nelle falesie tufacee,città sotterrane distribuite su più livelli, immense praterie spazzate dal vento i cui colori cangianti sembrano usciti dalla mano sapiente di un pittore. È la Cappadocia, un universo di terra scolpita dalla natura e trasformata dall’uomo.

Un’opera d’arte naturale inclusa fin dal 1985 nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Una meraviglia che lo scrittore Antonio Tabucchi definì “un incrocio tra il Grand Canyon e la Cappella Sistina”.

L’avventura in Cappadocia ha inizio

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La preparazione delle mongolfiere prima del volo sulla valle di Goreme ©Mauro Parmesani

Alle 4 di mattina nessuno parla, forse per l’aria pungente o per il sonno arretrato. Nel silenzio si percepiscono, invece, le prime avvisaglie di luce che rischiarano la grande vallata del Göreme National Park.

La jeep si ferma nell’immensa vallata e, come per magia, una tazza di caffè bollente spunta dal bagagliaio. La sosta, necessaria e gradita, permette di osservare i preparativi per far alzare la mongolfiera. Non siamo di certo soli in questo universo primordiale: basta guardare gli altri cento palloni aerostatici che, colorando il cielo albeggiante, creano un suggestivo spettacolo.

Il silenzio, totale e quasi onirico, è rotto solo dalle scariche infuocate di gas propano necessario per volare. Nell’orizzonte punteggiato dalle mongolfiere si staglia l’inconfondibile sagoma del castello di roccia di Uçhisar, la più alta città della Cappadocia biblica.

Una volta a bordo di questi particolari mezzi di trasporto si scivola sospinti dalle correnti con gli occhi sgranati mentre si ammira il meraviglioso paesaggio della Red Valley. Un insieme di pianure, falesie, piramidi naturali,canyon, monoliti e di altissimi camini di tufo calcareo che il sole radente modella in scenografie soprannaturali di bellezza primitiva.

Un paesaggio disegnato dalla mano di Dio in cui storia, leggende e tradizioni hanno dato vita a un mosaico culturale unico. L’incessante lavoro degli agenti atmosferici hanno modellato il territorio che fu abitato sin dai tempi del Neolitico, tra il 1800 e il 1200 a.C, dagli Ittiti prima e poi dagli Assiri, dai Frigi, dai Lidi, dai Persiani ed infine dai Romani che la trasformarono in provincia nel 17 d.C.

In epoca bizantina la regione fu rifugio di anacoreti e cristiani che scavarono le proprie abitazioni nella roccia, oltre che di monaci eremiti costruttori di monasteri e chiese rupestri.

Tra cielo e terra

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In mongolfiera nella vallata del Göreme National Park ©Mauro Parmesani

La  mongolfiera sfiora i lunghi camini delle fate della Love Valley. L’incredibile sequenza di pinnacoli, alti anche 40 metri, rappresenta uno degli spettacoli naturali più elettrizzanti dei 4900 kmq dell’Anatolia Centrale. Un universo rupestre utilizzato, nel 1969, come set del film “Medea” di Pier Paolo Pasolini.

Scivolare tra queste dita tufacee protese verso il cielo è come entrare in un’altra dimensione in cui realtà e sogno si fondono creando una dimensione fatta di magia e contemplazione. Prima di atterrare in un campo di margherite, lo sguardo si sofferma sul grande castello di Uçhisar, gruviera di tufo, trasformato in sicuro rifugio per gli antichi abitanti.

Una fortezza naturale dalla cui sommità si possono ammirare i vigneti ed i frutteti che caratterizzano la pianura. Lo sguardo, però, viene catturato anche dalla sagoma massiccia del vulcano Erciyes Dagi, perennemente ricoperto di neve.

Lungo le falde del colosso si erge il grazioso paesino con i minareti cilindrici turcomanni mentre nella verde vallata sottostante spuntano gli enormi camini e le caverne utilizzate in tempi Neolitici. Alcune di queste strutture sono ancora oggi in uso.

L’avventura in Cappadocia continua con l’esplorazione via terra della Zelve e della Red Valley, territori suggestivi formati da rocce plasmate dall’azione del vento e dell’acqua. La zona di Pasabag, nella Red Valley, è un intreccio continuo di camini, rocce e percorsi scenografici lungo i quali non è improbabile imbattersi in novelli sposi impegnati in scatti fotografici.

Non solo storia e architettura. Perché sorprese sono riservate anche al palato. Nella cittadina di Urgüp è d’obbligo una sosta nella cantina vinicola Turasan, la più antica e grande della Turchia, che propone degustazione di 6 vini locali. Il buon cibo è di casa nel villaggio di origini greche di Mustafapasa (Sinasos).

Antiche città

Ciò che lascia sbalorditi durante un’avventura in Cappadocia è la visita delle città sotterranee di Derinkuyu e Kaymakli. La prima, scavata in epoca frigia (VII secolo a.C.) su dodici piani sotterranei, vanta un incredibile sistema di tubature, cunicoli, gallerie e labirinti realizzati per impedire l’accesso ai nemici.

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Goreme Open Air Museum ©Mauro Parmesani

L’insediamento si ampliò con l’arrivo dei Romani: prima si raggiunsero i 55 metri di profondità e, successivamente, gli 85. Il tutto fu arricchito da un sistema ingegnoso di pozzi che servivano sia per l’illuminazione che per la distribuzione dell’acqua. Di un certo interesse anche il monastero sotterraneo che ebbe anche funzione di sanatorio mentale.

Kaymakli è, invece, stratificata su sette livelli (cinque visitabili) ed include una necropoli molto estesa. Entrambe le località ospitavano una popolazione di oltre 20.000 abitanti.

Altro sito di indiscusso fascino è il villaggio di Göreme. Patrimonio UNESCO dal 1985, questa località sorge su tre vallate tufacee: un luogo magico che di sera si trasforma in un fantasmagorico presepe di luci e colori. Poco fuori dall’abitato sorge il Göreme Open Air Museum, un enorme complesso che include oltre 300 chiese rupestri, monasteri bizantini e cappelle.

Una delle più interessanti è la cappella Tokali Kilise, o Chiesa della Fibbia: questo antico luogo di culto è composto da una struttura originale più antica che occupa la navata centrale e da un’altra ben più recente dominata da una navata trasversale ad abside.

La magnificenza delle costruzioni la si contempla nei sorprendenti affreschi policromi che lo scrittore Antonio Tabucchi, nel suo libro, “Viaggi ed altri viaggi” (2010), così descrisse: ”Gli affreschi bizantini, mai ritoccati, si sono conservati in maniera stupefacente”.

Nella stessa valle lungo l’agevole percorso, si possono ammirare centinaia di piccionaie scavate nel tufo. Una volta all’anno il guano che si forma viene raccolto ed utilizzato come fertilizzante.

Non può mancare la visita della cittadina di Avanos in cui abbondano le botteghe di artigianato e di ceramica che ancora oggi utilizzano l’antica tecnica ittita di decorazione. Non è un caso che questa terra ricca di fascino sia celebrata nei versi senza tempo del poeta sufi anatolico Mewlana (1207-1273): “Mi hanno detto: Da ogni parte c’è la luce di Dio. Ma gli uomini tutti gridarono: Dov’è quella luce? Di fronte a voi, né a destra né a sinistra”.

Le suggestioni di Nevşehir

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©Mauro Parmesani

Nevşehir, anticamente conosciuta come Nissa o Nyssa, si trova in una zona ricoperta dalle ceneri dell’eruzione del vulcano Erciyes Dagi avvenuta quasi 3 milioni di anni fa. Il paesaggio, soggetto all’incessante azione erosiva di acqua e vento, offre straordinarie figure dall’aspetto irreale.

Con il sole i colori delle rocce variano dall’oro al rosso, regalando tramonti unici. Dalla cittadella, di periodo selgiuchide, si gode di un panorama magnifico.

Nel 2013 è stata scoperta vicino a Nevşehir una metropoli ipogea che si estende su 46 ettari di superficie. Gli scavi sono arrivati a 30 metri di profondità ma si ipotizza che le strutture arrivino molto più in profondità.

Gli affreschi della Valle di Ihlara

La valle si estende per 15 km lungo un canyon solcato dal fiume Melendiz. La gola che, in alcuni punti raggiunge una profondità di 110 metri, è formata da ripide pareti in cui sono visibili numerose tracce di insediamenti rupestri.

Qui si contavano 5000 abitazioni, comprese le chiese rupestri: nonostante l’azione erosiva delle acque e dei venti, alcuni affreschi si sono miracolosamente conservati. Altra magia di una terra semplicemente suggestiva.

Infoutili

Informazioni: sul sito del Turismo in Turchia

Come arrivare: Con Turkish Airlines, la compagnia che raggiunge il maggior numero di aeroporti al mondo: con la sua flotta di 371 aeromobili vola verso 334 destinazioni mondiali. Per cinque anni consecutivi votata da Skytrax come Miglior compagnia aerea d’Europa. L’hub della compagnia è il Nuovo Aeroporto di Istanbul, inaugurato nel 2018. Sostenibilità, salute e benessere sono i valori della cucina di bordo, altro punto di forza della compagnia.

Quando andare: i colori della Cappadocia in primavera e in autunno sono davvero straordinari. In inverno fa freddo ma sembra di stare in un presepe.

Clima: Il clima della Cappadocia è steppico asciutto. Rare le piogge, circa 295 mm annui, con una temperatura media di 16° gradi.

Dove dormire:

Argos in Cappadocia; splendido monastero, trasformato in hotel di lusso con, le camere affacciate direttamente sulla vallata.

Millstone cave Suite Hotel; a meno di 500 metri dal castello di roccia di Uçhisar, con vista spettacolare sulla vallata di Göreme.

Henna Hotel; nel Parco Nazionale di Göreme, rustico quanto basta con un incantevole terrazza da cui si ammira il borgo che, di sera si trasforma in un presepe.

Kelebek Special Cave Hotel & Spa; scavato direttamente nella roccia, nel cuore del borgo di Göreme, a disposizione bagno turco e una graziosa piscina.

Elite cave Suites; suite scavate nella roccia. Spicca la bella terrazza dove si può cenare all’aperto. A disposizione degli ospiti parcheggio gratuito e WiFi.

Dove mangiare:

Seki Restaurant; elegante e pluripremiato ristorante dell’hotel Argos in Cappadocia. Piatti internazionali e della tradizione turca.

The Plum Restaurant; prodotti del territorio e di stagione, per una cucina contemporanea e mediterranea a la carte.

Cratus Premium restaurant; ottima posizione, eccellenti cocktail e buona cucina, gli ingredienti necessari ci sono tutti.

Oscar Steak House; il posto migliore di Göreme per gustare eccellente carne alla griglia.

Fuso orario: un ora avanti rispetto all’Italia

Documenti: passaporto in corso di validità o, carta d’identità

Vaccini: nessuno

Lingua: Oltre la lingua ufficiale turca, nelle strutture internazionali si parla inglese ma, è bene conoscere qualche parola in turco di ringraziamento.

Religione: islamica

Valuta: la lira turca, meglio avere euro in contanti o, le carte di credito

Elettricità: Le prese sono uguali alle nostre, non c’è bisogno dell’adattatore

Abbigliamento: comodo e leggero per la primavera e l’estate. Qualche capo più pesante per l’autunno e l’inverno, specialmente se si vola in mongolfiera.

Shopping: Sitki art gallery; Sultan Carpet; Tribal Collections Nomadic Rugs and Textiles

Suggerimenti: Da non perdere il famoso giro in mongolfiera, la mattina presto è uno spettacolo indimenticabile, quando si alzano in volo oltre un centinaio di mongolfiere, per raggiungere i camini delle fate. Turkiye Balloons, Goreme Ballons, Kapadokya Balloons

Testo e foto di Mauro Parmesani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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