Francia Loira: un giardino che vale un viaggio

I giardini della Valle della Loira sono luoghi dove non solo ci si può rilassare nella natura ma anche aree aperte a diverse espressioni artistiche. E ognuno offre qualche suggestiva particolarità.

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Sorvolando la Loira in mongolfiera ©shutterstock

Un giardino che vale un viaggio. Nella Valle della Loira ci sono numerose aree verdi che ammaliano il visitatore al primo sguardo. Composizioni floreali allegre e seducenti, aiuole simmetriche e ben curate, potature perfette e colori vivaci che dipingono i terreni esaltando il fascino delle strutture limitrofe sono le caratteristiche che rendono i giardini della Valle della Loira veri e propri capolavori dell’ingegno umano.

Forse non tutti sanno che il Rinascimento italiano ha influenzato la creazione di queste aree. Tutto è stato realizzato nei minimi dettagli per risvegliare tutti i cinque sensi.

Non va dimenticato che i giardini sono anche luoghi dove diverse espressioni artistiche come teatro, musica danza e pittura, prendono forma. Del resto, la bellezza scuote l’animo e stimola a creare opere di valore.

Il Giardino di Leonardo al Clos Lucé

Il grande Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi tre anni della sua incredibile vita nel castello di Clos Lucé, elegante edifico situato nella parte più elevata della località di Amboise. Non è un caso, quindi, che qui fu realizzato il Giardino di Leonardo.

In quest’area,  frutto di due anni di ricerche, sono state reimpiantate più di 30 specie di piante disegnate dall’artista, tra cui pini, frassini, cipressi, e ricostruiti dettagli di rocce, grotte, sorgenti e cascate.

Inoltre è stata ricreata la nebbia sullo stagno: un elemento che rievoca il famoso sfumato dei suoi dipinti. In questo modo il visitatore avrà la possibilità di ammirare da vicino le opere di Leonardo.

Amboise, la tradizione della bachicoltura

I prati dei giardini di Amboise sono la location suggestiva per “picnic panoramici e astronomici” e di spettacoli notturni e concerti.

L’ultima interessante novità riguarda la piantumazione di gelsi: un progetto che mira a far rivivere la storica tradizione della bachicoltura, introdotta nel ‘400 da Luigi XI al fine di lanciare le seterie reali a Tours.

In collaborazione con la Maison Roze (l’ultima seteria), quest’anno verrà inaugurato il primo Conservatorio del Gelso.

Chambord, tra permacultura e vigneti

Il più grande parco cintato d’Europa sorge a Chambord. Attorno al castello e ai giardini di questa piccola località è situata un’area verde vasta ben 5.440 ettari, circondato da un muro lungo 32 km.

Una particolarità che rende speciale questo luogo. Ma non è l’unica. A Chambord ci sono orti biologici e sostenibili e quelli dedicati alla permacultura: si tratta di 4 appezzamenti di orti bio e oltre 140 varietà antiche di meli, peri e peschi. A queste si aggiungono piante medicinali e aromatiche. 

I vigneti sono i regni di due bianchi (un Romorantin e un Sauvignon) e un rosso AOC Cheverny (Pinot nero e Gamay), gioia per ogni tipo di palato, anche quello più sopraffino.

Chaumont, appuntamento al Festival dei Giardini

Il Castello di Chaumont-sur-Loire ospita dal 1992 il Festival Internazionale dei Giardini. Tema dell’edizione di quest’anno è il “giardino ideale”, un argomento delicato che mira ad aprire un dibattito sulle alcuni problemi che affliggono la società moderna come il riscaldamento globale e i bisogni alimentari.

In pratica, il giardino si reinventa divenendo uno spazio creativo che porta l’arte e l’attualità alla portata di un vasto pubblico.

Plessis Sasnières, il fascino di un parco all’inglese

In terra di Francia si trova l’area verde di Plessis Sasnièeres, un parco all’inglese creato secondo un suggestivo criterio di “disordine ordinato” intorno ad un piccolo stagno e a una proprietà di fine ‘800.

In questo spazio verde si trovano piante come il platano “orientalis”, il castagno rosa, il cedro del Libano e grandi distese di fiori tra cui spiccano per la loro particolare bellezza le rose.

Villandry, viaggio nell’arte

Il Castello di Villandry, completato nel 1536, rappresenta il più grande complesso rinascimentale della Valle della Loira. La struttura vanta 4 livelli di terrazze: l’orto-giardino, i giardini ornamentali, il Giardino d’acqua e il labirinto e, infine, il Giardino del Sole.

Eleganza e sontuosità si intrecciano regalando ai visitatori scorci mozzafiato. Chi ama la scultura, la pittura e la fotografia può visitare le mostre che si tengono in quest’area nelle ore notturne.

Rivau, non un unico giardino

Attorno al castello di Rivau ecco 15 giardini che custodiscono una ricca e sorprendente collezione di fiori: 495 varietà di rose, iris, peonie, gigli e anche una rara raccolta di zucche.

Passo dopo passo si potrà andrà alla scoperta di luoghi suggestivi dominati dalla natura: tra questi vi sono la Foresta Incantata, il Sentiero di Pollicino, Alice nel Paese del Rivau, il Giardino Segreto, il Giardino della Principessa Raperonzolo e il Giardino delle farfalle.

Tutto è stato studiato per porre al centro dell’attenzione la difesa dell’ambiente sia in termini di conservazione, con due conservatori di rose e di verdure regionali, che in quelli di sensibilizzazione delle generazioni future grazie alla creazione di un giardino bioclimatico.

Il tema ambientale

Questi sono alcuni esempi di giardini e dei parchi della Valle della Loira che, in considerazione della loro particolarità, meritano una visita. Queste aree verdi sono l’essenza del turismo slow per definizione in quanto permettono di scoprire i paesaggi al proprio ritmo, immergendosi nella natura e privilegiando incontri.

Il tutto rispettando l’ambiente. Nel 2009, Villandry è stato il primo giardino della Francia ad attuare una politica “0 fitofarmaci” in un giardino così ampio. Un esempio, poi, seguito da altri parchi come quelli di Villandry e Amboise, entrambi “Rifugi LPO” (Lega per la protezione degli uccelli): qui i visitatori possono ammirare osservare più di 80 specie di volatili.

Per informazioni

www.valledellaloira-francia.it

Per ogni altra informazione sul turismo in Francia consultare il sito www.france.fr

Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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