Val d’Aosta Fenis, a guardia della valle

Con le sue immense pinete e gli alpeggi oltre i quali si innalzano i ghiacciai, la Valle d’Aosta è un’autentica isola tra le vette. Ad esaltarne il luogo sono, in ogni stagione, i grandi spazi e i suggestivi silenzi e le architetture medievali come il fiabesco castello di Fenis, cittadina alle porte di Aosta dove l’ospitalità diventa un progetto di accoglienza e accessibilità con l’Albergo Etico.

Il verde delle valli. Il bianco delle nevi e delle cascate. Il bruno delle rocce e della terra coltivata. Non sono molti i Paesi che possono vantare, come questa valle, una così assoluta purezza di disegno e di colori.

La Valle d’Aosta è una terra in cui la natura delle persone, delle abitudini e delle cose è sottolineata dalla riservatezza invece che dall’ostentazione, dalla sostanza invece che dall’apparenza, dal silenzio invece che dal rumore.

Una regione rara, dove gli spettacoli da scoprire sono grandiosi: la cerchia di montagne unica al mondo, il frangersi delle cascate sommesso o fragoroso come una sinfonia e sconfinata la dolcezza dei grandi campi colmi di fiori in primavera.

E poi? Il piacere di raggiungere un romantico castello affacciato sul fiume alla felicità di lasciarsi scivolate lungo i pendii ammantati di neve, o al brivido dell’avventura che coglie chi si incammina sui sentieri del Paradiso.

Come sentinelle tra le Alpi, sorgono su rocche inaccessibili, proiettando verso il cielo le loro torri: sono più di un centinaio i Castelli che collegano il fondovalle alle vette ai confini cielo. La più piccola regione italiana è quella che vanta il maggior numero di “4.000”: il Bianco, il Rosa e il Cervino.

Il Castello di Fenis

Il Castello di Fenis

Possenti torri quadrate, ponti, merli e feritoie fanno del magico Castello di Fenis il più scenografico della Valle d’Aosta. Gentile e armonioso all’esterno – ubicato a metà strada tra Aosta e Chatillon – sembra uscito da una fiaba, incastonato nella valle vicino al capoluogo è un magnifico esempio di architettura medievale.

Si tratta di una classica fortezza che troneggia in tutta la sua magnificenza sulla sponda destra della Dora. Innalzato nel 1242 per scopi difensivi, fu trasformato nel 1340 in una residenza nobiliare da Aimone di Challant, esponente di spicco della famiglia, fu per secoli residenza di rappresentanza di questa influente dinastia che ne ha avuto l’egemonia grazie ad un’attenta politica di alleanze e matrimoni.

La casata dominò l’intera Valle d’Aosta fino al settecento. Su un lieve poggio erboso, innalza torri e torrette e una doppia cinta muraria a base pentagonale. E’ un vero labirinto fortificato, dove sembra di perdersi, per poi ritrovarsi nello splendido cortile con la scala circolare sulla quale campeggia l’affresco di Giacomo Jaquerio, maestro del gotico internazionale.

Le figure dipinte di San Giorgio (San Giorgio che uccide il drago, è la scena più famosa del ciclo di affreschi) e i profeti introducono alla sala d’armi, alla cucina dagli enormi camini, all’esattoria con l’antico forziere e, al primo piano, alle camere dei conti, con il salone baronale e la cappella.

In senso antiorario, come suggerisce una scritta in latino provenzale, le balconate in legno conducono alle stanze degli armigeri, che si trovano nel sottotetto. Da lassù, si possono vedere le gronde che facevano confluire l’acqua piovana nella grande cisterna accanto al cortile, indispensabile in caso di assedio.

Le canne fumarie dei camini riscaldavano le spesse mura delle camere nobiliari un tempo ricoperte da arazzi. Nel 1716, dopo la morte dell’ultimo discendente degli Challant, il Castello conobbe un periodo di abbandono, in cui divenne stalla e fienile dei contadini di Fenis.

Restaurato agli inizi nel Novecento rimane un esempio di “Castello di rappresentanza” con tutto quello che ci si aspetta di trovare in una dimora medievale. Dalla vicina Nus si dipartono strade panoramiche a mezza costa. Sempre da qui si accede alla tranquilla Valle di Saint-Barthélemy e il suo Osservatorio Astronomico.

Info: www.castellodifenis.it

Aosta la  “Roma del Nord”

Aosta fu fondata dai generali di Augusto, ma l’apice del suo prestigio giunse mille anni dopo, in pieno Medioevo. La città molto accogliente è un’isola urbana nella tranquillità della Valle autonoma e bilingue: un ponte verso l’Europa.

Il capoluogo della regione è una capitale alpina dal grande passato eppure ancorata alle tradizioni e dove, ad esempio, sono sufficienti pochi minuti per arrivare a Pila con il suo carosello di piste situate sul versante opposto della Valle della Dora.

Fondata dai romani nel 23 a.C., in posizione strategica, nel punto in cui convergono i grandi itinerari alpini che conducono in Francia e in Svizzera (alla Francia attraverso il traforo del Monte Bianco e il colle del Piccolo San Bernardo e alla Svizzera attraverso il colle e il traforo del Gran San Bernardo), presenta un impianto urbanistico che ricalca perfettamente quello dell’antica Augusta Praetoria.

All’epoca romana risalgono alcuni dei monumenti più interessanti. All’ingresso orientale della città si erge il maestoso Arco di Augusto, costruito in onore dell’imperatore Cesare Augusto e divenuto il simbolo della città.

Nel centro storico si possono ammirare l’imponente porta Praetoria, perfettamente conservata, i resti della mura di cinta che delimitano il centro, il teatro romano di cui rimane la grandiosa facciata e, poco distante, l’anfiteatro di cui non rimangono che ruderi. Il volto medievale di Aosta è invece tratteggiato da complessi monumentali di grande fascino e ricchi di opere d’arte.

La Cattedrale – che risale al medioevo – si presenta con una facciata neoclassica che conserva un suggestivo interno gotico con volte a crociera: da una porta sul lato sinistro si accede al piccolo, suggestivo chiostro. Oltre ad essere una città d’arte, Aosta è una moderna stazione turistica alpina a 360°.

www.guidaturisticavda.com

Tentazioni golose

Il prosciutto Saint Marcel
Il prosciutto Saint Marcel

La Valle d’Aosta pullula di botteghe che vendono miele, fontina, tome fresche, liquori, mocetta, la gustosa carne di camoscio salata e affettata e tanto altro ancora. Il repertorio completo si trova a La Valdotaine (www.prosciuttosaintmarcel.it), famosa per l’originale prosciutto alle erbe di montagna, unico nel suo genere che lo rende squisitamente buono. Altri prodotti locali di eccellenza a partire dalle grappe e dai liquori tipici della regione, completano la scelta degli acquisti “golosi”.

Il piacere di una calda ospitalità

La ricettività alberghiera valdostana è quanto mai varia e diversificata, in grado di soddisfare anche la clientela più esigente. Oltre ai Grand Hotel storici e ai lussuosi complessi a quattro stelle, meta di un turismo esclusivo, vi sono piccoli alberghi di montagna di grande atmosfera, spesso gestiti con la passione e l’attenzione riservate a una casa privata, dove anche il più breve dei soggiorni si trasforma in una vera vacanza.

Dove dormire

Albergo Etico Valle d’Aosta Comtes de Challant

L’Albergo Etico – in prossimità del Castello di Fenis e a pochi chilometri dagli accessi alle piste da sci e da percorsi e camminate – è un progetto rivoluzionario di accoglienza e accessibilità.

La mission dell’Hotel è quella di integrare e di far crescere professionalmente ragazzi con diverse forme di disabilità, in un vero e proprio contesto lavorativo, affiancati da professionisti del settore. Si può quindi definire il “Comtes de Challant” una scuola, una casa e un futuro per questi giovani.

Dall’atmosfera cordiale, il colore che lo contraddistingue è l’arancione e l’albero di cachi è il loro simbolo. Perché questo colore? Sottolinea in merito Alex Toselli (una lunga esperienza nel settore finanziario e che ha contribuito a trasformare quello che era solo un sogno in un esempio virtuoso di impresa sociale), Presidente della Cooperativa Download Albergo Etico:

Il logo è nato da un’intuizione del nostro chef, ed è stato realizzato da un grande artista, Marco Aru. Il caco è un frutto persistente, di un colore intenso. Inoltre è un frutto con una storia antichissima, già Omero lo cita nell’Odissea.

Ci rappresenta bene, perché resiliente anche al freddo più intenso; si dice che a Hiroshima, nel 1945, gli unici esseri a sopravvivere alla bomba atomica furono due alberi di cachi, pertanto denominati alberi della pace. Un’ultima curiosità: nel nostro logo ci sono 21 cachi sull’albero, con chiaro riferimento alla Sindrome di Down”.

L’ aspetto dell’Hotel è quello classico degli chalet; all’interno ogni dettaglio è molto curato. L’albergo si trova in una posizione strategica al centro della Valle d’Aosta, circondato dalle montagne che offrono panorami mozzafiato e vicino alle arterie di collegamento con le principali località valdostane.

Un indirizzo prezioso per chi ama la “conduzione familiare” abbinata ai comfort e al servizio a tre stelle: si è accolti in ambienti intimi e piacevoli accompagnati da mille attenzioni. L’albergo propone un’esperienza rilassante a tu per tu con la natura, l’ideale per una vacanza all’insegna dell’assoluto relax lontano dalla mondanità.

Come si sostiene il progetto? Grazie al contributo, attraverso una vacanza del soggiorno in Hotel. Le camere (28 attrezzate al meglio) si affacciano con balcone privato sulle montagne, hanno quattro diverse tipologie, ma un unico obiettivo: rendere speciale la permanenza dell’ospite.

Il ristorante?  Ottimo e con servizio “à la carte”: è a disposizione di tutti, anche chi non soggiorna nella struttura. Qualità, freschezza e semplicità sono gli ingredienti che propone sulla tavola l’ottima cucina dello Chef che attinge alla tradizione valdostana interpretandola con creatività, come la bistecca alla valdostana con fontina filante, oppure piatti di fantasia preparati con le mele. Buonissima e ampia la scelta dei vini.

E poi? Davvero golosa la prima colazione a base di torte fatte in casa al centro di un ricco buffet. Completano la struttura il bar, la zona esterna con giardino e dehor, un ampio parcheggio, il noleggio di biciclette (gratuito) e anche un’area giochi per il piccoli ospiti.

Oggi Albergo Etico, oltre alla struttura alberghiera di Fenis e al ristorante di Asti (dove c’è anche l’Accademia dell’Indipendenza, il percorso di formazione e lavoro della durata di tre anni) ha aperto sedi a Roma, Tirana in Albania, Mount Victoria in Australia, Cordoba in Argentina e Betlemme nelle Terre Palestinesi; le prossime aperture sono previste a Sondrio e Cesenatico in Italia, negli Stati Uniti e in Norvegia. Conclude Alex Toselli:

L’obiettivo è di aprire altre strutture in Italia e all’estero, portando il nostro messaggio e il nostro sistema di lavoro e formativo nel mondo.”

Info utili albergo: www.hcdc.it

Testo di Stefania Bortolotti | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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