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Nel Great American West non ci sono grandi città ma numerose piccoli e interessanti centri urbani ricchi di fascino, storia e cultura.

Che nel Great American West non ci siano grandi metropoli è assodato. Ma è anche vero che le città più importanti, tra le quali si contano le capitali dei cinque Stati, superano di poco i 200 mila abitanti. Sono i piccoli centri urbani che conservano gioielli di storia, fantastici musei, strade vivaci e scoperte entusiasmanti.
La piccola città dell’Idaho

Prendiamo Boise, capitale dell’Idaho con circa 230.000 abitanti. Graziosa e verdissima, tanto da guadagnarsi il soprannome di City of Trees.
Si autodefinisce “Part rugged, part refined”, in parte selvaggia, in parte urbana. È grintosa con un pizzico di glamour. Vivace, pulita, artistica, a pochi passi dalle montagne, accarezzata dal fiume Boise River e con centinaia di sentieri per camminate. È un West inaspettato che piace subito.
Si inizia a scoprirla dall’Idaho State Capitol, un edificio impressionante sia all’esterno che all’interno.
Boise è gemellata con Guernica per la sua comunità basca, la più grande degli Stati Uniti e la più vasta al di fuori dei Paesi Baschi.

In centro città sorge il Basque Block. Si può andare al Bar Gernika per una cena a prezzi accessibili: questo locale è un vero pub basco che offre chorizo, croquetas e agnello stufato, oltre a una birra prodotta localmente da Mad Swede Brewing.
Ci si può fermare ad ammirare il Murales basco dipinto sull’edificio vicino. Grazie al Museo Basco, si riconosceranno molti dei dettagli raffigurati, tra cui l’Albero di Gernika, la Pensione Uberuaga/ Aguirre e i Ballerini Baschi Oinkari che qui si esibiscono.
È una delle migliori città per il ciclismo in America. I 40 km della Boise Greenbelt, un’arteria senza auto nel cuore del centro urbano, sono ombreggiati da alberi e offrono una splendida vista sul fiume e numerosi accessi ai parchi. Un’idea di ambientazione verde urbana su entrambi i lati del fiume Boise, che ospita troppe attività ricreative da menzionare!
Boise è da esplorare a piedi, alla ricerca di prelibatezze al Boise Farmers Market o sorseggiando un cabernet lungo la Sunnyslope Wine Trail.
Si ammirano le strade piene di case storiche della fine del 1800 e dei primi del 1900 nel North End; nel downtown si fa shopping all’Idaho Made mentre al Mixed Greens si va per ricordi fatti a mano che vanno da gioielli e pelletteria alle stampe d’arte. Banana Ink vende, invece, vestiti e accessori decorati con l’iconografia dello Stato.
The Record Exchange è, invece, un ottimo posto per trovare dischi di seconda mano e il merchandising di Treefort Music Fest.

Per l’arte e la storia si visitano il Boise Art Museum (BAM) e l’Idaho State Museum, mentre per la street art non si può perdere la Freak Alley Gallery, il più grande spazio murale all’aperto del suo genere.
Durante una visita a Boise non può mancare una visita anche al World Center for Birds of Prey, per conoscere e capire come si proteggono i rapaci di tutto il mondo, con il suo museo sulla falconeria con manufatti sorprendenti.
La piccola città del Montana

Nel vicino Montana, a nord dello Yellowstone National Park, c’è Livingston, città incastonata sulle sponde del leggendario Yellowstone River che conta circa 7.000 abitanti.
Ha tutto ciò che una grande città propone, ma con la sicurezza e lo charme di una piccola località. Il centro urbano nasce grazie alla Northern Pacific Railroad Co. nel dicembre 1882.
Molte generazioni di ferrovieri, pistoleri e star del cinema hanno fatto di Livingtson la propria città, arricchendone la sua diversità. Questa località è ben poco cambiata nel giro di un secolo tanto che è ancora permeata di una particolare e creativa energia vitale, con un forte senso di comunità in ogni aspetto della vita.

È un posto dove esploratori, artisti, poeti e cowboy si mischiamo nelle strade illuminate coi neon. Un luogo dove si riesce a trovare ancora quell’autentico spirito del West americano.
Dai classici “A River Runs Through It” (In Mezzo Scorre il Fiume – 1999) a “Certain Women“, a star come Michelle Williams: troupe cinematografiche e personaggi famosi sono giunti qui per assaporare l’intatta quintessenza del West.
Livingston a lungo è stata sinonimo di arte nel Montana. Per molti anni artisti, scrittori e musicisti l’hanno scelta quale dimora. Ogni quarto venerdì dei mesi estivi è in programma Livingston Art Walks, un evento che combina tour delle gallerie ed un raduno sociale nel tardo pomeriggio.

I tre musei della città offrono uno sguardo completo sulle tradizioni locali, sugli eventi storici e sulla gente leggendaria che ha forgiato questo posto speciale.
Il Livingston Depot del 1902 è la stazione ferroviaria restaurata con un museo della ferrovia aperto dal Memorial Day al Labor Day. Lo Yellowstone Gateway Museum documenta, invece, la storia della regione.
La ricchezza storica dell’International Federation of Fly Fishers è ben riportata con collezioni di manufatti, letteratura ed arte che coprono oltre un secolo.
La piccola città del North Dakota

Fargo è situata sull’angolo più orientale delle Grandi Pianure del North Dakota, separata dalla sua gemella Moorhead nel Minnesota dal fiume Red River. Si sente nell’aria, nel vento della prateria, che Fargo è un posto diverso.
È una terra nuova ove si vuole trascorrere del tempo, un luogo che ha impostato la barra ben sopra la norma. Stravagante, colorata e piena di sorprese. I suoi 130.000 abitanti condividono una operosità ed un’energia collaborativa unica che deriva dai propri antenati, i coloni scandinavi, che dipendevano gli uni dagli altri per erigere fattorie, raccogliere il grano e ripararsi dalle piene fluviali.
Fargo ha anche un settore tecnologico in forte espansione, con start-up che sfruttano lo spirito dei primi pionieri. Viene chiamata “l’hub tecnologico più sottovalutato” in America. È la Silicon delle Praterie!
Una visita può iniziare dal Visitors Center della cittadina, originale poiché ubicato in un silo per cereali. Un modo per rendere omaggio alle radici agricole della regione.

L’ufficio del turismo distribuisce ogni utile informazione e conserva migliaia di ricordi della fortunata pellicola hollywoodiana dei fratelli Coen, “Fargo” appunto, del 1996. Il film è una sorta di tripudio dell’arte: dagli edifici alle scatole elettriche, tutto è ricoperto di opere di artisti locali.
In ogni isolato troviamo graffiti murali. Un itinerario non può che iniziare dall’iconico #FargoMarioWall, opere che spiccano con colori accesi sulla Roberts Street.
Una ventina di “bisonti dipinti”, painted bison, costellano diverse aree cittadine: le opere sono frutto di un progetto artistico chiamato “HerdAbout The Prairie: A Virtual Art Stampede”.
Il bisonte è anche la mascotte della più grande università dalla zona, la NDSU, nonché il nome della squadra di football North Dakota State Bison, conosciuta con il soprannome di “Mandria tuonante” (The Thundering Herd).
Si curiosa al Plains Art Museum, splendido magazzino di fine secolo scorso ed ex sede di macchinari agricoli che oggi ospita almeno 4000 opere, e al Dakota Fine Art di proprietà di nove importanti artisti regionali e locali, che espone pezzi che riflettono i paesaggi e la cultura delle Grandi Praterie.

Per un delizioso pranzo si può andare da Crave: qui si può assaporare uno dei migliori BisonBurger con tanto di cipolle fritte e uovo all’occhio di bue. Urban 42 serve, invece, un ottimo polpettone di bisonte mentre Lucky’s 13 propone delle eccellenti polpette di bisonte.
Ottima birra si degusta alla Fargo Brewing Company mentre al Wild Terra Cider and Brewing, unica sidreria di Fargo, ha un’offerta variegata che cambia ogni giorno.
Ma non sveliamo di più: è facile arrivare in città, anche in treno a bordo dell’Empire Builder di Amtrak che qui ha la sua fermata.
La piccola città del South Dakota

Rapid City nel South Dakota è stata recentemente nominata da USA Today “Home of Best Attraction in South Dakota“. La città è la porta d’accesso a tutta la regione occidentale delle mitiche Black Hills, Wapa Sapa come le definirono i Nativi Lakota e Dakota.
Con i suoi 73.000 abitanti il centro urbano è decisamente vivace. La città conserva ancora il suo flair western. È conosciuta anche come “City of Presidents” poiché vanta una grande serie di sculture esposte in molteplici parti del centro cittadino: le statue bronzee dei presidenti americani si trovano sugli angoli delle strade, create da artisti locali.
La statua di George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti, è stata strategicamente posizionata fuori del primo hotel di Rapid City, l’Hotel Alex Johnson, costruito nel 1927.
Si può entrare nell’hotel una prima volta per osservare questa bellezza storica e, poi, magari si ritorna per il Vertex Sky Bar: questo locale, posizionato sul tetto, rappresenta un luogo perfetto per gustare un drink e ammirare una splendida vista sulla zona.
Situata a meno di un’ora di auto dai sei parchi nazionali, Rapid City è la porta d’accesso all’avventura all’aria aperta.

Il viaggio può avere inizio con la storia delle Black Hills: si può visitare il Journey Museum & Learning Center con le storie dei nativi indiani per, poi, fare un salto indietro nel tempo di milioni e milioni di anni scoprendo l’evoluzione delle rocce con la mostra geologica. Quindi si passa alla paleontologia, all’archeologia, ai popoli dei nativi per arrivare infine ai pionieri che attraversarono il West.
Si può, inoltre, fare una passeggiata alla Skyline Wilderness Area che nacque nel 1936: le attrazioni principali sono l’imponente brontosauro e le altre sei gigantesche statue di dinosauri. Se non avete paura potreste scattarvi una foto ricordo.
Imperdibile una visita alla Art Alley: un posto unico, dimora di backbeat con bombolette di vernice spray. Le pareti presentano opere d’arte davvero uniche: espressioni personali e politiche su questioni comunitarie e globali.
Il vicolo ha una natura volubile ed è in continua evoluzione, a volte molte volte al giorno. È diventato un luogo sacro per artisti, gente del posto e turisti.
La piccola città del Wyoming

Anche Laramie nel Wyoming sud-orientale, con i suoi circa 32.000 abitanti, ha il suo fiume: il Laramie River. La città è incastonata nella Laramie Valley tra la Snowy Range e la Laramie Range ed attira appassionati di attività all’aria aperta con la sua abbondanza di attività outdoor.
I binari ferroviari raggiunsero Laramie il 4 maggio 1868. Da quel momento la città divenne il luogo dove si alimentavano i motori a vapore. Con il tempo divenne il terminal occidentale della Union Pacific Railroad.
Tra i primi arrivi vi era un misto di cittadini rispettabili e laboriosi provenienti dall’Est e teppisti che cavalcavano le rotaie da veri fuorilegge.

Da non perdere la visita al Wyoming Territorial Prison State Historic Site, dimora per 30 anni di fuorilegge violenti e disperati, tra i quali il famoso bandito del West Butch Cassidy.
Il Bucket of Blood Saloon rimane una bella testimonianza storica del Wild West. Poi la città divenne il centro culturale ed economico del Territorio del Wyoming. Ma non solo.
Nel 1869 la prima legislatura approvò un disegno di legge che garantiva pari diritti politici alle donne sul territorio. Il 6 settembre 1870 la residente di Laramie, Louisa Swain, fu la prima donna negli Stati Uniti a votare in un’elezione generale.
La Wyoming Women’s History House commemora l’importante ruolo svolto da Laramie nella storia dello “Stato dell’Uguaglianza”, l'”Equality State”. Non è un caso che oggi questo vivace centro urbano sia divenuta la capitale culturale del Wyoming.

Una esperienza entusiasmante la si vive nel centro città: si ascolta musica dal vivo con balli Western nei saloon. Atmosfere d’altri tempi.
La tradizione western si celebra ogni luglio al Laramie Jubilee Days Rodeo: alla manifestazione prendono parte alcuni tra i più coraggiosi roper, cavalieri e cowboy del West. Fu proprio un’immagine artistica e storica di questo rodeo ad ispirare il disegno di Alan True che divenne la targa del Wyoming e, infine, il simbolo del cavallo da cowboy per il Wyoming.
Testo di Redazione|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
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