Il territorio dell’Alpago è meta ideale per chi ama praticare sport d’aria. Chi non teme l’altezza può partecipare ad un corso specifico.

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Uan discesa in parapendio con il lago di Santa Croce sullo sfondo ©Shutterstock

Se lo diceva anche Leonardo Da Vinci che, una volta provata l’ebrezza del volo, quando si è di nuovo coi piedi a terra si continua a guardare il cielo, beh, non c’è che da crederci.

Tanto più se la volta celeste da osservare è quella che tinge d’azzurro la Conca dell’Alpago, racchiusa fra le Prealpi Bellunesi: rimessi i piedi sul suolo, il naso rimarrà comunque sempre all’insù.

Per gli appassionati di sport d’aria, ma anche per chi è alla ricerca di un battesimo del volo indimenticabile, l’Alpago è lo spot ideale per vivere un’esperienza unica, guardando dall’alto gli incredibili panorami di questo angolo di territorio veneto.

Suggestivi panorami

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©Shutterstock

Che parapendio e deltaplano consentano entrambi di osservare il mondo da un’angolazione alquanto singolare è un dato di fatto ma di differenze tecniche (e di utilizzo) fra i due mezzi ce ne sono parecchie.

Felice Boccanegra, dal 1983 istruttore di queste adrenaliniche discipline sportive oltre che direttore della scuola Delta Club Dolada di Alpago spiega: “Spesso questi due mezzi vengono erroneamente confusi. Il parapendio è uno speciale paracadute a forma rettangolare che, per il decollo, richiede di lanciarsi da versanti piuttosto ripidi, con una certa spinta delle gambe, e che una volta raggiunta un’alta quota può essere manovrato grazie a due bretelle collegate alle corde che fungono da manubrio”.

“Il deltaplano– continua– è invece composto da un’armatura metallica con un’ala semirigida a cui si viene assicurati tramite un’imbragatura: se ci si lancia da grandi altezze con questo velivolo si possono fare anche lunghi voli”.

Differenti sono anche la seduta (in deltaplano si è coricati in avanti mentre nel parapendio si è in adagiati nella ‘selletta’), la velocità (maggiore per il deltaplano sia in volo che in fase di decollo e atterraggio) e il peso (più pesante il deltaplano).

Per partecipare ai corsi di parapendio (la scuola di Alpago è specializzata in questo sport) non sono necessari particolari requisiti se non quello di essere in buone condizioni fisiche (è richiesto un certificato medico specifico per volo da diporto o sportivo).

A scuola di volo

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Le fasi di atterraggio dopo il volo in parapendio ©Delta Club Dolada

Le lezioni di teoria trattano di meteorologia, aerodinamica, sicurezza in volo e tecnica di pilotaggio. Ma come si svolgono invece quelle di pratica? “Si parte da un campo scuola ampio e sicuro dove si apprendono nozioni basilari sulle caratteristiche del parapendio e su come gonfiarne la vela. S’inizia poi a staccare i piedi da terra per alcuni metri imparando a decollare e atterrare in tutta sicurezza”, spiega Boccanegra.

“Dopo qualche lezione- prosegue– si passa al tandem didattico, cioè a un ‘volo alto’ con l’istruttore che spiega le dinamiche di manovra permettendo all’allievo di mettere in pratica quanto imparato nella fase iniziale”.

Infine, afferma ancora l’esperto, “quando si sono acquisiti i rudimenti delle varie tecniche si può finalmente vivere l’emozionante esperienza del primo volo ad alta quota in solitaria: il decollo avviene dal Monte Dolada mentre l’atterraggio nella zona compresa fra Garna e Villa, frazioni di Alpago. Due istruttori seguono passo per passo, via radio, l’allievo durante l’intera fase del volo”.

Interessante è anche scoprire l’identikit di chi pratica questi sport d’aria. “La maggior parte sono uomini, solo un dieci per cento di chi si iscrive ai corsi o si dedica al parapendio è composto da donne; le età invece sono le più svariate, dai 16 (per l’iscrizione al corso è necessario il consenso dei genitori) sino ai 60-65 anni”, racconta l’istruttore.

Quest’ultimo evidenzia che “c’è chi ama la montagna e la vita all’aria aperta ma anche chi cerca semplicemente adrenalina e avventura. E poi tanti curiosi che affrontano il battesimo del volo, su un biposto, quasi per gioco, per scelta personale o magari perché esperienza sportiva regalata da amici. Quasi tutti però quando tornano coi piedi a terra si rendono conto di essersi innamorati della sensazione indescrivibile che si prova quando l’unico rumore a sentirsi è il sibilo del vento”.

Lo stesso Boccanegra afferma che “sino a cinquant’anni fa era impensabile praticare sport di questo genere, oggi invece è possibile e lo si può fare in tutta sicurezza. Mi chiedono spesso quale sia la cosa più difficile da apprendere in volo. La mia risposta è sempre la stessa: la prudenza. A dispetto di ciò che si può pensare, imparare a volare col parapendio o il deltaplano è davvero semplice, ma farlo bene e con le accortezze necessarie è tutt’altra cosa”.

Battesimo dell’aria

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Il volo in tandem per il battesimo dell’aria ©Delta Club Dolada

Alla scuola Delta Club Dolada si svolgono corsi tutto l’anno (per informazioni si può consultare il sito ufficiale www.deltaclubdolada.it), con istruttori esperti e qualificati.

A chi si iscrive viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria (vela, casco, imbragatura, radio…) per poter seguire lezioni teoriche e pratiche.

Chi invece il brevetto lo ha già e desidera semplicemente praticare il proprio sport o provare l’emozione di un volo in biposto ammirando dall’alto i suggestivi panorami di questo territorio dalla caratteristica forma a ferro di cavallo, troverà qui pane per i suoi denti: la Conca dell’Alpago è da sempre meta fra le preferite per gli appassionati di sport aerei.

Pronti a spiccare il volo mentre marmotte e camosci, naso all’insù, guardano incuriositi?

Infoutili: sul sito dell’Associazione di promozione turistica Alpago Cansiglio potrete trovare tutte le informazioni per pianificare il vostro prossimo soggiorno nella conca dell’Alpago.

Testo di Sonja Vietto Ramus |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com