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Un piatto tradizionale di carne di manzo speziata e accompagnata da riso e uova©Shutterstock

Che il cibo sia componente essenziale della cultura filippina lo si capisce anche dal modo di salutarsi con quel “Kumain ka na ba?” (letteralmente “Hai già mangiato?”), pronunciato ogni qual volta si esprime la felicità nell’incontrare qualcuno.

D’altronde nelle Filippine il cucinare è un’arte e i pasti sono 5 al giorno. In ogni ricetta tradizionale c’è sempre lui, il riso: bollito o cotto a vapore, servito in bianco, rigorosamente senza condimenti perché in accompagnamento a piatti già saporiti.

Che sia in pietanze a base di verdura o di carne, di pesce e frutti di mare, in zuppe, stufati o brasati, con il pollo alla griglia e persino nei dolci (qui utilizzato anche in versione farinacea), questo cereale è il protagonista giornaliero di quasi tutti i pasti, colazione compresa.

Influenzata nel corso dei secoli da popoli e culture diverse, la cucina locale è il risultato di un’armoniosa fusione di ingredienti, spezie e tipi di cotture tipici di Paesi come Spagna e Stati Uniti (che colonizzarono l’arcipelago), Giappone, Malesia e Corea del Sud.

Gustosa, saporita e aromatica

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La cucina filippina si basa sull’utilizzo di ingredienti genuini e materie prime eccellenti ©Shutterstock

Decisamente molto varia grazie a ingredienti come pesce, carne (di maiale e pollo soprattutto), verdura, frutta tropicale e riso per l’appunto, la cucina delle Filippine non è mai piccante né particolarmente elaborata, risultando così piacevole al gusto occidentale.

La varietà di influenze straniere nel Paese e le tecniche di cucina tradizionale, sapientemente unite all’abilità dei filippini nel combinare i sapori e sfruttare al meglio gli ingredienti a disposizione, fanno di molti piatti delle delizie: gustosi e saporiti, genuini e preparati con materie prime eccellenti.

Cinque pasti al giorno

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©Shutterstock

Colazione, merienda (sì, con la “i”) della mattina, pranzo, merienda del pomeriggio e cena (per qualcuno c’è anche lo spuntino di mezzanotte!): ai filippini, e non solo, piace molto gustare le prelibatezze gastronomiche della loro terra.

A cominciare dal pasto più importante della giornata, la colazione. Quella classica è fatta, neppure a dirlo, di riso con pesce fritto e carne, verdure e uova, il tutto annaffiato da un buon caffè nero.

C’è poi lo spuntino di metà mattina (e quello del pomeriggio) perché, per i filippini, il tempo che corre fra colazione, pranzo e cena è troppo lungo. Serve quindi sgranocchiare qualcosa, di buono ovviamente: dolci di riso o di cocco, banane fritte e insalate di frutta con crema per chi sceglie i sapori dolci, involtini o noodles per chi preferisce il salato.

Per pranzo e cena riso bianco abbinato a tante ricette gustose con verdure, carne, stufati, zuppe e così via. Come bevande: latte di cocco, frullati di melone, mango o papaya oppure un liquore fatto di cocco e succo di ananas o agrumi locali (fra cui varietà locali di lime e mandarino).

Il cibo è portato a tavola tutto assieme e senza un ordine preciso, per permettere di mescolare sapori e consistenze anche molto differenti fra loro: una sorta di buffet.

Forchetta e cucchiaio (usato, quest’ultimo al posto del coltello) sono di uso comune anche se spesso, per mangiare, si preferisce utilizzare le mani, come si faceva un tempo.

I piatti da non perdere

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Un piatto di Adobo, piatto tradizionale filippino ©Shutterstock

Se la carne non deve mai mancare sulla vostra tavola, l’adobo è uno dei “must have” gastronomici da assaggiare assolutamente.

Questo stracotto di pollo o maiale, o di entrambi (c’è anche una versione light a base di seppie), è cucinato a fuoco lento: alla carne, marinata in salsa di soia e aceto, vengono aggiunte foglie di alloro e grani di pepe che conferiscono un sapore davvero speciale.

Andate matti per la salsa di arachidi? Provate allora il kare-kare, un ricco stufato che alla coda di bue (o altri tagli di carne di manzo) abbina questo condimento fatto con noccioline americane tostate.

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Un piatto di Kare Kare di manzo ©Shutterstock

Se volete un suggerimento, fate come i filippini che questo piatto lo considerano incompleto se non accompagnato anche da una porzione di bagoong, una salsa di pesce fermentata.

Fra i migliori piatti filippini c’è poi il lechon: un gustoso maiale arrostito, con tanto di pelle perfettamente croccante e carne morbida e succosa; marinata con erbe, si inizia il lento processo di cottura di questa specialità famosa soprattutto nella provincia di Cebu.

Da assaggiare anche la sinigang, una sorta di zuppa piuttosto acida e salata, con tamarindo, verdure e carne (di maiale) o pesce e gamberetti.

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La Kaldereta ©Shutterstock

A chi piacciono i sapori più speziati ecco il sisig, un piatto a base di carne di maiale – guance, orecchie e naso – tagliata molto fine e servita su un piatto di pietra calda.

Ottimo è anche il bistek tagalog, o bistecca di manzo, delizioso mix di sapori salati, aspri e dolci. Il manzo a fette sottili viene precedentemente marinato in una miscela di salsa di soia e kalamansi (un agrume filippino il cui gusto ricorda l’acidità del limone e il profumo del mandarino), fritto e poi condito con cipolle caramellate.

Se volete provare altre specialità ecco ancora il kaldereta, stufato di manzo (o di capra) con salsa di pomodoro e pasta di fegato, accompagnato da carote, peperoni e patate.

Noodles, zuppe e ceviche

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Noodles di riso con verdure ©Shutterstock

Fra gli stranieri (ma anche i filippini) uno dei piatti più popolari e preferiti è il pancit guisado, noodles saltati con verdure a fette e carne, cotti in brodo con salsa di pesce e di soia, e insaporiti dal succo di un kalamansi.

Perfetta per una giornata fresca e piovosa nelle Filippine è una ciotola calda di bulalo, una gustosa zuppa che viene preparata cuocendo lentamente stinchi di manzo e midollo osseo in acqua con salsa di pesce, cipolle e pepe in grani, cui si aggiungono alcune verdure. Particolarmente nota per questa pietanza è la provincia di Batangas, nella regione meridionale dell’isola di Luzon.

Infine, ma non ultimo, il kinilaw, ceviche filippino, che prevede spesso l’utilizzo di tonno e tanuta (specie a carne bianca ma saporita), poi cotti in ammollo di aceto e kalamansi. Per una miscela di sapori più complessa si possono aggiungere cipolle e peperoncino.

Dolci e formaggi

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©Shutterstock

Al cioccolato, vaniglia o fragola ma anche alla crema di formaggio dolce: di brioche, o simile, nelle panetterie filippine (ve ne sono un po’ ovunque) se ne trovano davvero con farciture per tutti i gusti.

Da provare anche il pan de sal, fatto con farina, uova, lievito, zucchero, sale, acqua e latte: questo panino con la crosta dorata ricoperta con briciole di pangrattato si può gustare da solo o farcito con ingredienti dolci o salati.

E a chi piace il formaggio? Anche nelle Filippine, come in buona parte dell’Asia, i prodotti caseari sono quasi inesistenti: li si trova solo nelle città e nei grandi supermercati ma sono di importazione.

Il balut, un uovo “non per tutti”

Un tempo era considerato un piatto piuttosto povero, da street food e venditori ambulanti, sino a diventare, negli ultimi anni, una prelibatezza da alta cucina.

Tipico anche di altri Paesi del sud-est asiatico (fra cui Vietnam, Laos e Cambogia), se dai filippini è considerato un alimento delizioso, per molti altri, viaggiatori in primis, è un esempio di gastronomia estrema.

Di cosa si tratta? Di un uovo d’anatra o gallina, fecondato e bollito nel suo guscio prima della schiusa, quando l’embrione, cioè, è quasi formato.

Lo si consuma direttamente dal guscio, forato, bevendone dapprima il brodo e poi mordendo il tuorlo sino ad arrivare all’embrione. Annoverato come afrodisiaco, non è fra le pietanze etniche adatte a tutti.

Testo di Sonja Vietto Ramus |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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