Il Nord è una condizione dello spirito e la bellezza dell’Europa settentrionale si coglie in pieno toccando le capitali che affacciano sul mare del Nord e sulla Manica.  L’acqua è la linea di confine e di contatto tra queste mete ed è via nave che si compie il viaggio. 

Un’esperienza notevole: navigare, attraccare, scendere e tornare a terra per visitare centri storici, musei, cattedrali e poi rientrare a bordo e ributtarsi tra i flutti. Bello, diverso, intenso.

La nave in questione è una delle regine della flotta MSC, l’Euribia, splendida, colorata e ad un tasso di sostenibilità ambientale. Alimentata a gas naturale liquefatto, si muove in direzione emissioni zero, obiettivo fissato per il 2050.

Quest’inverno L’Euribia trasporta i felici crocieristi nel Nord dell’Europa, 7 giorni in giro tra Amburgo e Southampton, attraccando a Rotterdam, Amsterdam e Bruges. Piacevole, divertente, diverso dal semplice viaggiare via terra. C’è molto di più: è come fossero molti viaggi differenti, esperienze diverse che si fondono in un qualcosa di più complesso.

Si sa, le grandi navi da crociera sono mondi a sé, e ognuno si costruisce la sua crociera personale. Una modalità di viaggio assai piacevole, soprattutto se si viaggia nell’area dell’imbarcazione chiamata Yacht Club, dotata di cabine suite con terrazzo e grande finestratura sul mare e il cielo. Beh, qui è il paradiso. Moquette, ampi spazi, letti extra size, butler a disposizione h24. Oltre a ristorante panoramico, solarium e piscina dedicati.

Amburgo

Amburgo La sala di concerto Elbphilharmonie ©Marco Carulli

Si sale in nave ad Amburgo; l’estuario infinito dell’Elba è quasi un Rio delle Amazzoni europeo. Grandioso il fiume che penetra verso l’interno e si irradia nella città. E’un protagonista l’Elba da cui non si può prescindere.

Si diffonde e si ramifica attraverso mille canali, detti fleete, che riflettono come specchi il cielo e la luce feroce dell’inverno nordico. Il porto naturale sul fiume è infinito e così ampio da sembrare un mare.

Amburgo è una città tutta nuova,rinata dai disastri del secondo conflitto mondiale quando fu rasa al suolo dai bombardamenti Inglesi. In verità la città vecchia, Altstadt , è stata meravigliosamente ristrutturata e le antiche facciate rosso- mattone con le finestre bordate di bianco, si specchiano nei tanti canali che la attraversano.

Amburgo Hafen City ©Marco Carulli

Qui ad Altstadt sulla riva dell’Elba spicca una delle costruzioni più interessanti: la sala da concerti Elbphilharmonie, amichevolmente detta Elphi. E’un grandioso edificio metà in mattoni e per il resto in vetro azzurro con il bordo superiore frastagliato a suggerire un’onda.

Sembra anche una immensa vela dispiegata. Si visita e vi si può anche cenare o soggiornare- ci sono due alberghi all’interno; dalla terrazza del Plaza, all’ottavo piano si gode una vista spettacolare sul fiume e la città.

Ancora architettura da non perdere nel distretto di Kontorhaus: un intero quartiere eretto negli anni 20 e 30 del ‘900 in quello che viene definito l’espressionismo del mattone. Grandi edifici in mattoni rosso bruni e tetti in rame, ora sinuosi ora geometrici: molto interessanti. E dopo essere annegati nella bellezza algida ed elegante di Amburgo, si riguadagna la nave attraccata sull’Elba.

Rotterdam

Lungo i canali della città di Rotterdam ©ph_Lucia_Giglio

L’ancora si solleva e si viaggia verso Rotterdam.  Anche a Rotterdam, acqua e ancora acqua, mare e fiumi immensi dalla portata grandiosa, il Reno e la Mosa, nomi che raccontano la storia del vecchio continente. E qui la storia parla di una lotta infinita tra l’uomo e l’acqua a cui da secoli si strappano terre.

La darsena cittadina, ultimo esempio di questa lotta millenaria, è stata riempita di sabbia per ricavare spazi edificabili: si attende la solidificazione e poi si costruiranno nuovi edifici. Immensi i fiumi, immensi i ponti. Il più bello è il Ponte Erasmus, bianco dalle campate collegate da colossali funi d’acciaio.

Anche Rotterdam, il porto europeo storicamente più importante, venne doppiamente distrutta nel 1940 e di nuovo nel 44. Risultato: una città nuova, splendente di costruzioni sorprendenti. Così la città è diventata un centro di riferimento per l’architettura contemporanea.

Rotterdam ©ph_Lucia_Giglio

C’è una visione retrostante a noi difficilmente comprensibile: il concetto di conservazione è estraneo a questa città: qui non si conserva, ma tutto si cambia in un divenire continuo. Nuovo e ancora nuovo: una scelta delle amministrazioni che non hanno voluto ricostruire l’antico, ma hanno scelto di aprire un capitolo assolutamente contemporaneo.

Richiama locali e stranieri l’infinita spianata del Central Plaza,il più grande centro commerciale d’Europa. Un edificio enorme a ferro di cavallo con una galleria commerciale al centro  cui si accede da una grandiosa vetrata.

Curiosamente tutta la parte che sovrasta la galleria è adibita ad appartamenti che affacciano sui negozi e sul frastuono del mercato. Dall’altro lato della piazza, le celebri case cubiche di Piet Blom, come enormi dadi gialli in bilico, suscitano ammirazione e qualche domanda: come si vive in un dado inclinato?

  

Rotterdam ©ph_Lucia_Giglio

Ma la città è tutto un susseguirsi di grandi firme, Renzo Piano e Norman Foster, tra i più noti. Davanti alle case cubiche una figura contorta e protesa verso il cielo non riceve molte attenzioni, ma dovrebbe. E’ la statua che il grande Ossip Zadkine, scultore franco russo ha dedicato alla  Rotterdam distrutta dalle bombe.

Rotterdam ©ph_Lucia_Giglio

Nuova, nuovissima e fotografabile al massimo grado, la curiosa Depot, enorme “tazza” ricoperta di pannelli di vetro che riflettono cielo e terra da ogni lato. Non è un museo ma un deposito di opere non esposte dai musei cittadini.

Rotterdam ©ph_Lucia_Giglio

Ma nella distruzione bellica, in verità qualcosa è restato in piedi della città antica. E’il quartiere di Defshaven, che affaccia sul canale Aelbrechtskolk. Qui tutto è intatto: il doppio filare di case antiche che si rispecchiano nell’acqua, il mulino sul fondo e la cappella dei Padri Pellegrini che di qui si imbarcarono alla volta dell’Inghilterra e poi dell’America nel 1620.

Rotterdam ©ph_Lucia_Giglio

Sembra di vederli con le loro gorgiere barocche, sostenuti dal più fervido calvinismo, pronti a colonizzare le terre selvagge che diverranno gli Stati Uniti D’America.

Amsterdam

Amsterdam ©ph_Lucia_Giglio

Da Rotterdam è facilmente raggiungibile con un breve percorso di circa 1 ora la bella Amsterdam. Dopo l’immersione nelle nuove architetture di Rotterdam, è un interessante cambio di prospettiva.

La capitale olandese, infatti ha un centro storico magnificamente conservato, infiniti canali, bellissime case antiche. Genera sempre curiosità il quartiere a luci rosse, De Wallen, ovvero “le mura”, dove nelle vetrine-cabine  ammiccanti signorine in abiti ristretti, richiamano i visitatori.

Amsterdam ©ph_Lucia_Giglio

La zona è molto bella, un intreccio di vicoli medievali affacciati sui canali, ma richiama malavita e spaccio. L’amministrazione vorrebbe chiudere questi commerci, prostituzione e vendita di droghe leggere,  e quindi potrebbe essere una delle ultime occasioni per vedere il De Wallen in piena attività.

ZeeBrugge

Il porto di Zeebrugge ©ph_Lucia_Giglio

Salpare da Rotterdam in direzione ZeeBrugge è un momento topico: 40 km dura l’uscita dalla  Nuova Mosa verso il mare del nord; si percorre al tramonto ed è un vero godimento. Zeebrugge è il porto marittimo della magnifica Bruges.

Bruges

Bruges ©ph_Lucia_Giglio

Vista, rivista, celebrata e fotografa, rimane una felice sorpresa. La chiamavano “Bruges la morta” nel lontano ‘500. Dopo i fasti medievali in cui la città era un florido centro mercantile e finanziario, seguì la decadenza.

Il motivo fu l’insabbiamento del canale naturale che collegava la cittadina al mare. Dunque, fine dei traffici, dei commerci delle imprese. Tutto restò fissato in un eterno presente giunto fino a noi. Ed eccola oggi questa città perfetta, un centro medievale intatto, come sotto una colata lavica ripulita.

Bruges ©ph_Lucia_Giglio

Si gira a piedi, ed è altamente consigliabile la minicrociera sui canali. A bordo acqua la prospettiva è anche più affascinante; accompagnati dai cigni che languidi scivolano vicino alle barche, si godono palazzi dalle facciate a scaletta, chiese e palazzi patrizi.

Fa effetto scoprire che nella gotica cattedrale di Nostra Signora, nel suo piccolo museo, è conservata una pregevole madonna con bambino di Michelangelo Buonarroti.  Nella zona più quieta del museo, dormono distesi come usava nei monumenti funebri di età medievale, Carlo Il Temerario e la bella figlia Maria di Borgogna, la nonna di Carlo V°, l’Asburgo sul cui impero non tramontava mai il sole: ah, le Fiandre, nucleo dell’Europa moderna.

La tomba di Carlo il temerario nella cattedrale di Nostra Signora a Bruges ©ph_Lucia_Giglio

In genere si accede alla città dal complesso del Beghinaggio, un insieme circolare di begli edifici in mattoni di foggia gotica, sorta di ospizio per ricche signore nubili o vedove,che optavano per la castità perpetua. Di qui in un giro per vicoli e vicoletti si giunge alla grandiosa Burg, piazza circolare su cui affacciano edifici che vanno dal barocco fiammingo, al gotico: un compendio di storia dell’architettura.

Una pasticceria a Bruges ©ph_Lucia_Giglio

Non ci si perde a Bruges, ma ci si può smarrire tra le mille cioccolaterie che offrono praline, cioccolato in tutte le fogge e sapori. In città si contano almeno 60 artigiani cioccolatieri, ma come avverte la guida, il vero cioccolato di Bruges tutto a base di pregiato burro di cacao non può che costare almeno 30-35 euro al kg.

Le Havre, Honfleur ed Etretat

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Le Havre ©Marco Carulli

A sera si lasciano le coste fiamminghe per veleggiare verso la Francia, obiettivo Le Havre. Anche qui le distruzioni belliche hanno lasciato un’eredità pesante e tutta l’area portuale, rasa al suolo è stata ricostruita per poi rinascere e diventare parte del patrimonio Unesco.

Qui sbocca la Senna dopo il lungo viaggio in terra di Francia e lo spettacolo è imponente. In verità Le Havre è un importante trampolino verso la Normandia e verso la capitale.

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Il porto di Honfleur, Normandia ©Marco Carulli

Non distano molto luoghi incantevoli come Honfleur, con il bellissimo canale, le case a graticcio e i panorami che richiamarono Monet e Courbet; in città c’è un piccolo quanto ricco museo dedicato agli Impressionisti, il Museo Eùgene Boudin, in un vicoletto accanto al porto.

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La Chapelle Notre-Dame-de-la-Garde spicca in cima alle scogliere di Etretat ©Marco Carulli

Altra meta possibile, Étretat: scogliere a picco sul mare, lunghe spiagge candide e sul finire dell’arenile, i tre celebri archi naturali. Anche qui gli impressionisti hanno tratto ispirazione. Parigi è ad un soffio e attrae con forza irresistibile. Tutta la giornata è a disposizione per affrontare le bellezze della Ville Lumière. Diciamo un anticipo per nuovi viaggi.

Southampton

Con un’ultima notte di navigazione, si lascia l’Europa continentale per approdare a Southampton. I tanti colori della campagna dell’Hampshire non lasciano dubbi: siamo sbarcati nella dolce Inghilterra.

L’attrazione principale è proprio qui nella zona portuale. Era il 10 aprile del 1912 e dal molo della White Star partiva per il fastoso viaggio inaugurale il magnifico Titanic. Come finì è tristemente noto. Meno noto l’impatto del disastro per la gente di Southampton: 724 membri dell’equipaggio arrivavano proprio da questa cittadina e solo 175 sopravvissero. 

Londra

Royal Exchange Night Credit to ©City of London Corporation and London & Partners
©City of London Corporation and London & Partners

Londra è 127 km, un’inezia. In poco più di un’ora si viene catapultati nelle strade della capitale inglese che, in vista del Natale, si accende di luci, mercatini, spettacoli. Una conclusione brillante prima di far ritorno in patria, per attenuare la malinconia che assale alla fine di ogni viaggio.

Informazioni Utili

La motonave Euribia ©ph_Lucia_Giglio

MSC Crociere, il terzo brand crocieristico mondiale, propone per la stagione invernale, una crociera tra il Mare del Nord e la Manica. In 7 giorni di navigazione si toccheranno diverse città sparse tra cinque Nazioni, Amburgo, Zeebrugge (Bruges), Rotterdam, Le Havre ed infine Southampton.

La motonave Euribia ©ph_Lucia_Giglio

La crociera si svolgerà a bordo della motonave Euribia, ultima arrivata e perla della flotta MSC. Tante leeccellenze dell’Euribia, varata a giugno di quest’anno.

In primo luogo, la sostenibilità ambientale che si allarga a tutti gli aspetti del navigare, dall’alimentazione a gas GNL, combustibile pulito, all’efficienza energetica, al trattamento delle acque reflue fino alla gestione dei rifiuti. In secondo luogo il design curatissimo dagli interni, alla decorazione dello scafo affidata ad un artista grafico tedesco.

La motonave Euribia ©ph_Lucia_Giglio

Una nave immensa che trasporta fino a 6327 passeggeri e 1700 membri dell’equipaggio. I numeri sono impressionanti: 2419 cabine, 5 piscine, aree dedicate a bambini e adolescenti, 21 bar, 10 punti ristoro, cinque aree comuni all’aperto e 16 al coperto, palestra e Spa di eccellenza.

La motonave Euribia ©ph_Lucia_Giglio

Posta sui ponti più elevati (dal 14 al 18) ecco lo Yacht Club, sorta di “nave nella nave”, poco più di 300 cabine suites, concierge e maggiordomo disponibili h24. Accoglienza e trattamento da hotellerie di lusso.

Quanto costa

Crociera di 7 giorni a partire da € 1126 in cabina doppia con vista mare.

MSC Yacht Club de luxe, € 5146 euro per due persone

Tutte le info su msccrociere.it

Testo e foto di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

La motonave Euribia ©ph_Lucia_Giglio
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