Cos’hanno in comune la focaccia di Recco e la burrata di Andria? Molto: sono entrambi prodotti IGP che attraverso la bontà e genuinità identificano il territorio. Arrivato alla sesta edizione, l’evento Fattore Comune, che annualmente si tiene nel borgo marinaro di Sori, organizzato e ideato dal Consorzio della focaccia di Recco col formaggio IGP, è un esempio virtuoso di come promuovere il territorio attraverso le produzioni tipiche certificate.
Quando il prodotto DOP e IGP è sinonimo di territorio

In nessun altro luogo come in Italia le produzioni agroalimentari tipiche riescono a identificare e dare lustro a una città, un paese o un territorio. Soprattutto quando si tratta di eccellenze eno-gastronomiche che ne citano il nome, come avviene per le prestigiose certificazioni Denominazione d’Origine Protetta (DOP) o Indicazione Geografica Protetta (IGP) rilasciata dall’Unione Europea. Questi prodotti sono intimamente legati alle località da cui provengono, portando ovunque, attraverso il gusto, la testimonianza di storie, passioni, tradizioni, eventi. Un racconto che diviene anche un invito al viaggio e alla scoperta.
Di tutto questo ormai da sei anni si occupa Fattore Comune. Un’iniziativa promossa dal Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP, patrocinata da molti soggetti pubblici e privati tra cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, e la Regione Liguria. Il Consorzio di Recco, che riunisce quattro comuni, Sori, Camogli, Avegno e, appunto, Recco, si è dimostrato particolarmente sensibile a questo tema. Proprio perché l’ottenimento della denominazione è stato anche un modo per celebrare un prodotto ricco di significati per il territorio. Un lavoro lungo e impegnativo sostenuto con forza e passione da Lucio e Daniela Bernini, due pilastri del Consorzio e di Fattore Comune.
Rinascere grazie a una delizia gastronomica

La focaccia col formaggio qui vanta una storia antichissima. Ne parlavano già i Romani e viene menzionata in documenti della terza crociata. Di certo in epoca medievale per fuggire alle incursioni dei saraceni gli abitanti di Recco dal mare si spostavano nell’entroterra, potendo sfamarsi solo con pochi indispensabili ingredienti: olio d’oliva, formaggetta e farina, e costruendo con la cottura sull’ardesia un piatto semplice e buonissimo.
Ma il vero grande successo di questo prodotto è stato il rilancio e la rinascita di Recco nel dopoguerra. La cittadina rasa al suolo dai bombardamenti che aveva perso tutto il suo fascino di caratteristico centro marinaro, grazie alla sua strepitosa focaccia al formaggio diviene un polo d’attrazione gourmet, con tantissimi estimatori. Arriva gente da ogni dove per degustare la specialità e altri piatti e prodotti tipici del Levante Ligure. E intanto scopre angoli suggestivi, apprezza il mare, conosce storie e vicende, e il bien vivre di un angolo accogliente del Mediterraneo.
Un fattore che muove l’economia e il turismo

Con l’ideazione di Fattore Comune si mettono finalmente in relazione fra loro tante realtà in cui le eccellenze del territorio sono già, o possono diventare, un richiamo importante per il turismo del gusto. E allo stesso tempo questi prodotti, dal salume tipico al peperone di nicchia, si fanno strada presso i consumatori, in Italia e nel mondo, conquistando palati ad ogni latitudine e stimolando nuovi investimenti.
L’ultima edizione di fattore Comune si è tenuta lo scorso 17 novembre a Sori. Molte le tematiche toccate, con interventi delle istituzioni ai massimi livelli, e un focus attualissimo sulla prevenzione e repressione delle numerose minacce a cui sono sottoposte le Dop e Igp. Un compito estremamente delicato, svolto in particolare dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare, presente in tutta Italia. Il nostro cibo è di moda e ci sono continui tentativi di imitazione che danneggiano case produttrici e consumatori. Sono stati poi presentati alcuni prodotti e produttori – diversi ogni anno – provenienti da varie regioni.
Il racconto di un luogo, il piacere di eccellenze uniche

Per il 2023 si è scelto di raccontare la Burrata di Andria IGP, la Casciotta di Urbino DOP, lo Zafferano dell’Aquila DOP, i Salumi DOP Piacentini, il Crudo di Cuneo DOP, il Rossese di Dolceacqua DOC e l’Asti DOCG. Ogni specialità enogastronomica è anche una narrazione di tradizioni e territori, talvolta poco conosciuti, ma meritevoli di essere scoperti e vissuti. Non è il caso di Andria, nota città pugliese ricca di monumenti con alcuni gioielli assoluti. Come la cattedrale e, soprattutto, lo splendido Castel Del Monte, eredità del genio poliedrico di Federico II di Svevia.
Il Consorzio della Burrata di Andria IGP riunisce i produttori di un formaggio ormai ai vertici delle specialità casearie italiane. Con una storia risalente ai primi del Novecento, quando grazie all’intraprendenza del casaro andriese Lorenzo Bianchino il latte delle masserie, che non poteva essere trasportato a causa di una forte nevicata, venne trasformato in una morbida sacchetta di pasta filata ripiena di panna e sfilacci della stessa pasta. Una vera delizia, fresca, leggera, saporita.
Profumi e aromi, nel piatto e nel calice

Prezioso come l’oro, profumato d’Oriente. Lo zafferano dell’Aquila DOP è un ingrediente raffinato e indispensabile per la cucina italiana. A Fattore Comune è stato presentato dal Comune di Navelli, dove nel medio evo si iniziò la coltivazione dello zafferano, estendendola a tutto lo splendido altipiano ai piedi del Gran Sasso. L’assaggio di questa spezia di qualità superiore è anche lo stimolo a visitare uno dei Borghi più Belli d’Italia, piccola gemma dell’Appennino abruzzese.
Il Piemonte dei grandi vini ha molte frecce al suo arco. Tra queste un’eccellenza assoluta: la Denominazione Asti Docg. Nasce dal vitigno Moscato Bianco coltivato in Provincia di Asti, Alessandria e Cuneo. Due le tipologie di vino: Asti Spumante e Moscato d’Asti. Garantite dal Consorzio di Tutela Asti Docg. Una avvolgente ventata di aromi e profumi con sentori di miele, perfetta con i dolci o per brindare. Un motivo in più per conoscere le colline di un territorio premiato dall’UNESCO.
Si sente il mare, anche da lontano

Si rimane in Piemonte, ma per un prodotto in piena ascesa, che non molti hanno avuto per ora la fortuna di assaggiare. Le belle montagne del Cuneese sono sempre state per un lungo tratto anche il tramite di collegamento con la Liguria. Le famose Vie del Sale da cui arrivavano i prodotti della costa, le olive, l’olio, le acciughe. E proprio grazie al sale marino si è imparato a conservare la carne, e a stagionare ottimi prosciutti derivati dai suini allevati in zona. Il Consorzio di Promozione e Tutela del prosciutto Crudo di Cuneo DOP ha recentemente riunito piccoli produttori regalandoci un crudo di fattura quasi artigianale, stagionato almeno 24 mesi, rigorosamente da affettare al coltello, sempre più apprezzato.
Urbino, altro Patrimonio dell’Umanità Unesco, oltre a essere famosa città d’arte e pregevole architettura rinascimentale, insieme al territorio dell’intera Provincia condivisa con Pesaro è la patria di un formaggio storico e tipico. La Casciotta di Urbino Dop viene prodotta con tecniche casearie di radici antiche, consolidate nei secoli, rigidamente regolamentate. Il disciplinare prevede l’utilizzo di latte di pecora intero da un minimo del 70 ad un massimo dell’80%, e di latte vaccino intero per il restante 20-30%. Lavorata scrupolosamente a mano, il periodo di maturazione è di 20-30 giorni. Un gusto che ci trasporta fra le bellezze altrettanto inimitabili del Montefeltro, sospeso fra mare, colline, cime verdeggianti.
Vini eroici e grandi salumi

Il Rossese di Dolceacqua è stato il primo vino DOC in Liguria, oggi garantito dal Consorzio di Tutela. Ma già in passato vanta illustri estimatori, dall’ammiraglio Andrea Doria a Napoleone. Un vino di nicchia che si fa sempre più conoscere e apprezzare in tutto il mondo. È prodotto all’estremità occidentale della regione in 14 località. Da uve coltivate su terreni impervi che richiedono un faticoso lavoro manuale. Inimitabile, racchiude sentori di una terra difficile e magnifica, in cui il borgo di Dolceacqua spicca per attrattive, con l’inconfondibile ponte vecchio sul Nervia e la parte antica. Tra caruggi, botteghe, artisti, cantine, farsi rapire dalle immagini che stimolarono la creatività di Claude Monet, quando dipinse “Le Château de Dolceacqua”.
Sarà per via del microclima fondamentale per la stagionatura di un’area che spazia dalle pianure del Po all’Appennino. O ancora, in forza di una tradizione risalente al medio evo. Fatto sta che in provincia di Piacenza da sempre si producono salumi di altissima qualità. Il Consorzio Salumi DOP Piacentini ne è l’alfiere. E quando si sceglie uno dei produttori associati, si è certi di gustare coppa, pancetta e salame tipici piacentini DOP, preparati applicando rigorosamente il metodo di lavorazione tradizionale. Con la salatura a secco, l’aggiunta di poche spezie (per ottenere un prodotto delicato) e la stagionatura prolungata. Castelli, palazzi antichi, brume padane, aria fine d’altura: tutto si ritrova in queste delizie dal sapore di una volta.
La promozione di prodotti unici in una regione che ti cattura

Fattore Comune è un momento di incontro e dibattito fra diversi attori del mondo dell’enogastronomia e del turismo. Centrato su prodotti che accrescono la rinomanza di un luogo o di una zona di produzione. Ed è anche l’occasione di degustare le specialità IGP e DOP presentate e coinvolte ogni anno. Così è stato anche nell’ultima edizione, ospiti di Manuelina, con altri ristoranti di Recco un’autentica istituzione, soprattutto per la blasonata focaccia al formaggio IGP.

Preparazioni golose e accostamenti mirati hanno esaltato i diversi prodotti, con un doveroso contributo del territorio di Liguria. Rappresentato dalle Olive Taggiasche Liguri prossime all’ottenimento definitivo dell’IGP, sino al Basilico Genovese DOP, all’Olio DOP Riviera Ligure, ai vini dell’Enoteca regionale della Liguria. E, naturalmente, focaccia fragrante appena sfornata. L’ambasciatrice di Recco.

Un motivo più che appropriato anche per visitare la cittadina. Che certo oggi non può competere in fatto di bellezza con celebri località del Golfo Paradiso. Ma possiede anche attrattive interessanti, come il Santuario della Madonna del Suffragio. Costruito a metà del Settecento, dall’alto campanile, venne quasi per miracolo parzialmente risparmiato dai terribili bombardamenti.

È un’oasi di pace e raccoglimento presso il centro. Ci sono poi gradevoli spiagge, nere scogliere di ardesia, e una piacevole passeggiata a mare prossima alla piscina dove giocano e si allenano i campionissimi della gloriosa pallanuoto Pro Recco 1913, la più titolata al mondo. In un viaggio nel Levante Ligure una buona idea, da coronare immancabilmente con Genova, sempre autentica, bella, sorprendente, piena di risorse e novità, come i Rolli Days.
Testo di Teresa Scacchi e Gianfranco Podestà |Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com






































