Molise: una regione dove l’inedito e l’inaspettato sono di casa

Un viaggio slow nel cuore della piccola regione del Centro Italia viva e vitale. Uno scrigno di cultura, storia millenaria e gastronomia d’autore. Nel periodo natalizio si illumina di pace e spiritualità con tante iniziative per festeggiare il momento più bello dell’anno

Termoli
Una veduta aerea di Termoli, Molise ©Franco Cappellari

“Il Molise è tra le plaghe più segrete, profonde e meno conosciute del nostro paese”. Così Guido Piovene descriveva la piccola regione stretta tra Abruzzo, Puglia, Lazio e Campania,  nel suo “Viaggio in Italia”, una guida precisa, acuta, fedele e circostanziata sull’Italia del dopoguerra. Un reportage lungo tre anni durante i quali il famoso giornalista e scrittore vicentino del secolo scorso, ci ha portato alla scoperta di città, borghi, piazze, caratteri: dai più noti a quelli dimenticati tra cui il Molise.  Una terra enigmatica dove l’inaspettato e l’inedito sono di casa e si manifestano fuori dai percorsi tradizionali, oltre le consuete alchimie.

Una regione con appena 300 mila residenti lontana dai grandi assi viari, con una storia plurimillenaria da raccontare, un paesaggio da incorniciare e tradizioni secolari, espressione tangibile di uno spirito popolare ancora molto sentito tra i molisani. A tutto questo bisogna aggiungere un cibo delizioso frutto di una proposta gastronomica variegata e ricca di prodotti locali.

Bagnoli del Trigno: particolare del presepe artistico più grande del Molise. Crediti visitmolise.eu

Festività natalizie: tra spiritualità e tradizione

 Poi in questi giorni tutte località hanno dato il via ad un ricco ventaglio di iniziative per festeggiare il periodo più bello dell’anno. Ad esempio da oltre 40 anni a San Polo Matese, un paesino arroccato sui monti del Matese in provincia di Campobasso, va in scena il presepe vivente con un “cast” di circa 140 personaggi in costume con scene che richiamano la Palestina al tempo della nascita di Gesù.

A Pesche, un borgo alle porte di Isernia dove il tempo sembra essersi fermato, è in programma “I Presepi nel Presepe”: una manifestazione giunta alla 20esima edizione che anima il borgo fino al prossimo 7 gennaio.

A Bagnoli del Trigno, in provincia di Isernia, si può ammirare il presepe artistico più grande del Molise, circa 400 metri quadri di esposizione con una infinità di statuine, rappresentazioni e dettagli minuziosi.

Molto interessanti anche gli eventi in programma ad Isernia che si sviluppano attorno al Borgo di Babbo Natale ed ai Mercatini natalizi. Anche la città di Termoli, conosciuta come “Perla dell’Adriatico”, si è “vestita a festa” con il contorno di tante luminarie che si sviluppano per l’intero centro storico, per rendere ancora più affascinante e magica l’atmosfera natalizia.

Termoli: panorama sul Borgo Vecchio. Ph Filippo Cantore

Termoli: la perla dell’Adriatico

Il viaggio in terra molisana può allora iniziare proprio da Termoli, nota destinazione turistica che offre al visitatore tesori d’arte e piccoli capolavori dell’uomo e strutture ricettive confortevoli e moderne. Uno spicchio di terra con due anime: una nuova e l’altra antica. Quest’ultima è rappresentata dal   Borgo Vecchio, una cittadella fortificata di impronta medievale con un reticolo di stradine lastricate e piazzette che fendono le vecchie case avvolte nel loro silenzio centenario. Lungo il percorso ci si imbatte nel vicolo rejecélle, il più stretto  d’Europa con una larghezza di appena 41 centimetri.

Termoli: lungomare. Foto Tiziano Argazzi

Il simbolo della città è il Castello Svevo di epoca normanna. Costruito probabilmente intorno all’XI secolo, nel luogo di un preesistente torrione di epoca longobarda, è stato ricostruito dopo il terremoto del 1456 e poi restaurato in più momenti.

La cittadina è anche punto di incrocio tra un parallelo (42° Nord) ed un meridiano (15° Est). Quest’ultimo determina l’ora nell’Europa centro-occidentale, chiamata infatti l’ora di Termoli. L’incontro tra le due linee immaginarie si trova sulla spiaggia di Rio Vivo, nelle vicinanze della Marina di San Pietro, la più bella del litorale termolese dove da quest’anno è tornata a sventolare la Bandiera Blu. 

Tanti i luoghi ricchi di fascino

Il territorio regionale è un mix affascinante di montagne, colline e mare. Ci sono 40 chilometri di coste su cui sventolano due Bandiere Blu (assegnate a Lido di Campomarino e Termoli) il marchio di qualità che premia annualmente quelle località in prima fila per turismo sostenibile, salubrità del mare e pulizia delle spiagge.

Sul pennone più alto di Agnone, Frosolone, Roccamandolfi, Scapoli e Ferrazzano, sventola la Bandiera arancione del Touring, espressione di eccellenze in ambito ambientale, storico-culturale ed enogastronomico. Ci sono anche quattro località (Fornelli, Frosolone, Oratino e Sepino) che fanno parte dell’esclusivo club dei Borghi più Belli d’Italia.

Frosolone: una delle sale del Museo civico dei ferri taglienti. Foto di Tiziano Argazzi

Frosolone la città dei coltelli e delle forbici

L’intera regione è anche punteggiata da borghi incredibili che mostrano ancora oggi i segni del passaggio di popoli antichi, tra cui Sanniti e Romani. Ad esempio il centro storico di Frosolone è stretto tra le antiche porte di accesso e raccolto attorno a Largo Vittoria, la bella piazzetta dove un tempo sorgeva la chiesa di San Pietro completamente distrutta da un terremoto. Il borgo è conosciuto come la “città dei coltelli e delle forbici”. Qui si trova anche lo straordinario Museo civico dei Ferri Taglienti che custodisce oltre 500 oggetti (coltelli di ogni forma e dimensione, pugnali, forbici ed altri “ferri taglienti”) opera dei maestri artigiani frosolonesi del secolo scorso o in arrivo da altre parti d’Italia ed anche del mondo oppure donati, come nel caso delle lame militari, da varie Soprintendenze regionali per i Beni Artistici.

Il Museo è la memoria storica di un’attività, quella della forgiatura di ferro e acciaio, molto fiorente nel secolo scorso nella cittadina molisana, dove si contavano oltre 100 botteghe specializzate nella produzione di coltelli e di forbici. Attività artigianali che si sono sempre contraddistinte per meticolosità, ottima qualità dei materiali ed estetica dei prodotti finiti, tanto da poter paragonare le lame frosolonesi a quelle di Toledo la città spagnola dei coltelli o della friulana Maniago famosa in tutto il mondo per la produzione di arnesi da taglio.

Frosolone: un mastro coltellinaio all’opera nella bottega artigiana allestita in un’ala del Museo dei ferri taglienti. Foto di Tiziano Argazzi

In un’ala è stata allestita un’antica bottega artigiana dove i mastri coltellinai danno dimostrazione della forgiatura delle lame, un’attività del  passato che conserva intatto il suo fascino.

Poi ogni anno, nel secondo weekend di agosto, tale arte antica si presenta al grande pubblico con “Lamarte” la Mostra Mercato del Coltello d’Arte con tantissimi artisti in arrivo da ogni parte d’Italia che presentano ai numerosi turisti che annualmente affollano gli stand le loro opere e le tecniche di lavorazione delle lame.

Matrice: Chiesa romanica di Santa Maria della Strada. Foto di Tiziano Argazzi

Tanti i borghi molisani con integre strutture medievali

Frosolone è uno dei tanti borghi molisani dove il centro storico mantiene una integra struttura medievale. Tale periodo storico è ancora ben documentato in molte località di questa piccola ed affascinante regione. Tra queste: Castelpetroso che si presenta al visitatore con il grandioso Santuario neogotico dell’Addolorata; Venafro una cittadina situata a ridosso dei massicci del Matese e delle Mainarde con importanti reperti archeologici come un Anfiteatro, un Ninfeo e l’acquedotto romano; Matrice, a poca distanza dal capoluogo regionale, custodisce un interessante patrimonio storico artistico, tra cui la Chiesa di Santa Maria della Strada, un gioiello dell’architettura romanica dell’XI secolo; Scapoli un piccolo angolo arroccato su un colle, noto anche in  ambito internazionale per essere la “Capitale della Zampogna”.

All’interno dell’Acquedotto molisano. Foto di Tiziano Argazzi

Fiume Biferno e le ricchezze idriche molisane

Oratino, è uno quattro borghi molisani “Più Belli d’Italia”. Dall’alto dei suoi 800 metri domina un lungo tratto della valle del Biferno, il fiume interamente molisano che sfocia in Adriatico dopo una corsa di 85 chilometri, iniziata ai piedi del massiccio del Matese, appena fuori Bojano. Questo è un territorio con una grande ricchezza idrica. Ciò ha portato alla realizzazione dell’acquedotto molisano, un gioiello di ingegneria costruito 60 anni fa, che dalla sorgente di Rio Freddo a San Polo Matese porta l’acqua potabile nel beneventano ed in altre parti della Campania.

Prodotti tipici molisani. Foto di Tiziano Argazzi

Enogastronomia molisana: un viaggio nel gusto

In Molise i prodotti della terra si alternano con le prelibatezze del mare per dare vita ad una proposta gastronomica interessante e variegata. Ce n’è davvero per tutti i gusti: dal capocollo, alla soppressata molisana; dal caciocavallo di Agnone, al pecorino di Capracotta.

Ricci fornai italiani dal 1967: Panettone e Panevo. Foto di Tiziano Argazzi

Nell’ambito dell’arte bianca, a Montaquila, nell’alta valle del Volturno, in provincia di Isernia, merita una visita  Ricci fornai italiani dal 1967. Al timone Angelo Ricci con la sorella Enza ed il figlio Mattia, entrato in azienda una ventina di anni fa. Il loro fiore all’occhiello è il PanEvo, un panettone con olio extravergine di oliva che prende vita dopo una lievitazione naturale di almeno 48 ore. 

Una selezione dei prodotti dello storico Molino Cofelice di Matrice

A Matrice è in piena attività il Molino Cofelice, uno storico mulino molisano in attività dal 1910 e da oltre 60 anni di proprietà della famiglia Cofelice. L’attuale gestore, Dionisio Agostino Cofelice, continua nella tradizione di famiglia che è quella della macinazione a pietra, come si faceva una volta, di cereali esclusivamente molisani. I punti di forza rimangono i grani duri come il “Senatore Cappelli”, il Saragolla a basso contenuto di glutine e la Solina un grano tenero coltivato da sempre in Molise ed Abruzzo.

A Macchiagodena c’è il pluripremiato Forno a legna “De Cesare”, gestito da oltre un quarto di secolo da Anna Lucia con il marito Rocco, che si contraddistingue da sempre per la panificazione senza l’aiuto di macchinari. Il loro pane, 100% casereccio senza additivi e conservanti è stato riconosciuto “Prodotto alimentare tradizionale”. È preparato con farine selezionate, poi lavorato a mano da lievito madre, come si faceva un tempo, ed infine cotto nel forno a legna.

Meringa dell’azienda dolciaria Dolceamaro di Claudio e Silvano Papa

A Monteroduni, in provincia di Isernia, si trova un’azienda dolciaria (Dolceamaro) con un cuore artigianale ben radicato nel biologico ed una dimensione industriale con fatturato 2022 che ha superato gli 11 milioni di euro. I due titolari (i fratelli Claudio e Silvano Papa), hanno dato il via mezzo secolo fa con i loro genitori, ad un percorso imprenditoriale sempre più ricco, interessante e gustoso, in grado di “allietare” il palato di schiere sempre più ampie di consumatori non solo italiani. I prodotti in questione, a marchio Papa e Cuorenero, spaziano dai confetti tradizionali a quelli della linea  “cocktail” (novità di quest’anno), con mandorla tostata e copertura di cioccolato al latte al gusto cosmopolitan, mojito e gin tonic; dai  donuts ai macaron, rigorosamente gluten free, fino alle classiche uova di cioccolato ed altri prodotti da forno.

Tante le tipicità della tavola molisana

Tra le tante eccellenze anche l’olio extravergine Molise Dop e il tartufo, in particolare quello bianco. Poi ovviamente la cucina a base di pesce, da gustare soprattutto sulla costa. Aragoste, dentici, orate, spigole triglie e calamari affollano i fondali davanti alle coste termolesi ed hanno un gusto ed una fragranza senza pari.

E per gustare al meglio tali prelibatezze un buon calice di vino di una delle quattro Doc del Molise: Biferno, Molise, Pentro d’Isernia e Tintilia del Molise. Bianchi e rossi  che si accompagnano al meglio con le tante ricette e tipicità molisane alcune delle quali anche presidi Slow Food.

Dove dormire

A Termoli si può pernottare alla Residenza Sveva, un albergo diffuso con varie camere (matrimoniali, doppie, familiari, junior suite e suite) dislocate in vari punti del Borgo Antico.  La reception è in piazza Duomo, nella parte alta della cittadina, di fianco alla Cattedrale di “Santa Maria della Purificazione”.

Tartare di tonno, verdure e pane carasau. Foto di Tiziano Argazzi

Dove degustare

Sempre a Termoli si possono fare tappe golose in due ristoranti: Svevia e  Salsedine. Il primo, situato in un antico palazzo del Borgo Vecchio, propone interessanti piatti della tradizione marinaresca da abbinare con i vini della rifornita cantina. Il secondo è sul Lungomare  Cristoforo Colombo 51, nella parte nuova tra la spiaggia ed il Castello Svevo.

Ristorante Salsedine di Termoli: lo chef Antonio Casciati con il titolare del locale Fabrizio Vincitorio. Foto di Tiziano Argazzi

Lo chef Antonio Casciati delizia gli ospiti con una cucina classica del territorio principalmente a base di pesce. I suoi piatti top sono Spaghetti allo scoglio, Pampanella di tonno una delizia dal sapore unico  e “U’ Scescille” alla termolese, che sono delle polpettine di forma allungata composte da pane, uova e formaggio.  Un gustoso piatto della antica cucina povera che va a braccetto con “U’ bredette” sempre alla termolese”, il brodetto che i pescatori preparavano con le rimanenze del pescato che non riuscivano a vendere. Un piatto povero ma particolarmente gustoso che si consiglia di provare.

Ulteriori info

AAST – Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo del Molise

Piazza Bega, 42 – Termoli (CB) – Tel. + 39 0875.703913

Sito web: www.termoli.net

Articolo di Tiziano Argazzi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com