Boa Vista è la terza isola per ordine di grandezza delle dieci che compongono l’arcipelago di Capo Verde. A ilha fantàstica, è il titolo del romanzo di Germano Almeida, ambientato proprio qui, il luogo in cui nacque. E per tanti fantastica lo è davvero. Sospesa fra realtà e fantasia, intrisa di magia e popolata di miti, ha i colori, i contrasti, le meraviglie e i paradossi di un miraggio. Così, ancora oggi, nonostante il turismo e i cambiamenti, ammalia.

10 isole, un arcipelago
Sospeso come un punto interrogativo al largo del Senegal, l’arcipelago di Capo Verde chiede di essere visitato più da viaggiatori che da turisti. Perché ha un’anima a mosaico fatta di molte tessere. Il mélange nato dalla storia delle grandi scoperte geografiche, quando i Portoghesi decisero di colonizzarlo importando schiavi dall’Africa, per poi farne un crocevia tra Europa, Sudamerica, continente africano.
In più possiede una cultura particolare, la criolidade, e una natura possente. Con l’oceano, definito da Jaques Cousteau il più selvaggio del mondo. Per non parlare di musica e tradizioni. Allora la nostra scelta è di portarvi a Boa Vista.

Isola dai forti contrasti, di grande bellezza, luogo di contraddizioni e suggestioni oniriche. In cerca della Ilha fantastica evocata da Germano Almeida nel suo romanzo. Scrollandoci di dosso il torpore di una vacanza all inclusive. Per stimolare la nostra voglia di conoscere e comprendere.
Un’isola “dimenticata” per secoli
Boa Vista è la terza isola per ordine di grandezza delle dieci, di cui nove abitate, che compongono l’arcipelago di Capo Verde. Fa parte del gruppo di Barlavento (sopra vento), ed è anche la più vicina al continente africano, distante circa 500 Km. Un dato importante.
Dopo la scoperta, esposta agli Alisei e povera d’acqua, teatro di carestie e diaspora, Boa Vista non ebbe un grande sviluppo rimanendo per molto tempo un po’ dimenticata rispetto ad altre isole di Capo Verde. Solo alla fine degli anni ‘90 del secolo scorso, con i primi insediamenti turistici, iniziò la svolta che ne ha fatto una delle mete più battute per i viaggi vacanza nel Paese.

Attualmente l’arrivo nel capoluogo Sal Rei può lasciare straniti, con la piazza principale in rifacimento ormai da inizio 2020, le tante case abbandonate e non finite, diversi negozi chiusi. Una sensazione che si dissolve rapidamente lanciando lo sguardo verso il mare. L’atmosfera dell’isola assume un altro aspetto, e c’è rischio di esserne catturati per sempre.
Legami storici con l’Italia
Almeno, questo è quanto è successo a molti che, partiti per una vacanza, l’hanno scelta come residenza della vita. Persone che hanno investito tutto, dagli affetti al lavoro. Sono tanti gli italiani residenti sull’isola che hanno creato buone opportunità economiche. E quello italiano è stato per molti anni uno dei primi mercati turistici per arrivi. Del resto il legame fra noi e Capo Verde è forte e storico. Si pensi che l’aeroporto dell’isola di Sal, il principale del Paese, venne costruito dagli italiani negli anni ‘30 con funzione di scalo verso il sud America. E anche la scoperta di Boa Vista, si deve a nostri navigatori ed esploratori.

Infatti secondo i registri ufficiali del Portogallo la scoperta risalirebbe al 1460 da parte dei navigatori Antonio da Noli e Diogo Gomes, esattamente il 14 maggio, e per questo in origine venne battezzata con il nome di São Cristovão. In realtà diversi documenti depongono per uno sbarco da parte del navigatore veneziano Alvise Da Mosto (o Cadamosto) con Antoniotto Usodimare in anni precedenti. Di certo il nome attuale le sarebbe stato attribuito poco dopo, mutuandolo dall’esclamazione Boa vista! (letteralmente “Bella Vista!”) che i marinai portoghesi usavano lanciare all’apparire di una terra vergine.
Un nome, e anche un marchio, rimasto tale nei secoli. Basta qualche giorno e la voglia di girarla per comprenderne il motivo.

50 sfumature di bellissime spiagge
A cominciare dalle bellissime spiagge che orlano l’isola per un perimetro di oltre 55 chilometri. Difficile stabilire una graduatoria. Anche se Santa Monica, 18 km di arenile deserto, mare cristallino, e una zona umida ricca di fauna, è stata inserita fra le prime 10 al mondo. Ma che dire delle dune di Chavez, ultimo tratto dell’immensa baia di Sal Rei, muraglie mobili di sabbia finissima accarezzate dalle onde? O di Curral Velho, con la salina rosa e le esili palme svettanti, profonda e sterminata.

O ancora, Varandinha, con la grotta scavata dal mare, João Barrosa, paradiso delle tartarughe, così come la successiva Ervatão, dalla verdeggiante ribeira e il baobab millenario. Queste le più famose, ma il cerchio si chiude con tante altre, alcune difficilmente raggiungibili, fino alla deliziosa spiaggetta dell’Ilehu de Sal Rei, l’isolotto su cui si trovano le mura e alcuni cannoni del forte di Bragança, edificato nell’Ottocento per proteggere il villaggio dalle ripetute incursioni dei pirati.
Tartarughe, balene, coralli, uccelli rari e l’ultima emozionante scoperta
Alcune caratteristiche particolari rendono Boa Vista un luogo dove la natura è viva e offre spettacoli magnifici. I litorali sabbiosi e deserti ne fanno uno dei più importanti siti dell’Atlantico per la nidificazione delle tartarughe Caretta-caretta, che a migliaia giungono in estate per deporre le uova. Recentemente ha nidificato la rara tartaruga Olivacea, mentre la Verde (Chelonia mydas) pascola tutto l’anno fra le alghe in diversi punti presso la riva.

Ma parlando di fauna marina l’emozione più grande si prova tra metà febbraio e maggio, quando i bassi fondali attorno a Boa Vista accolgono le megattere (baleja jubarte in portoghese). Sono infatti l’ambiente ideale per lo svezzamento dei piccoli e poi per l’accoppiamento. In questo periodo è facile vederle anche a poche centinaia di metri dalle spiagge tra Estoril e Santa Monica: sbuffi potenti e salti acrobatici. La costa nord orientale, una delle meno battute, offre altri spettacolari incontri. Le acque sono particolarmente ricche di pesce e gli squali raggiungono spesso la riva. Non di rado fermandosi sulla battigia è possibile scorgere le pinne a pelo d’acqua. Escursioni naturalistiche con Naturalia

Il regale falco pescatore plana sulla “nursery” degli squali
Da non perdere poi gli itinerari naturalistici alla scoperta delle piante e degli uccelli. Il regale falco pescatore dall’inconfondibile richiamo è una presenza stabile, mentre la Cotovia è un piccolo e simpatico uccello endemico che saetta fra gli sterpi. Numerose colonie di candidi fetonti dalla lunga coda nidificano in primavera fra le scogliere. Le sule si tuffano infallibili fra le onde, e l’uccello delle tempeste faccia bianca – Pelagodroma Marina, è difficile da vedere di giorno, ma ben riconoscibile. Grazie alle sottili zampe palmate danza sull’acqua per cibarsi di plancton e piccoli pesci.

Una ricerca condotta dall’Università di Lisbona (Laboratorio Marıtimo da Guia, Faculdade de Ciencias, Cascais, Portugal) insieme alla ONG capoverdiana Sphyrna, ha rivelato che la baia di Sal Rei rappresenta l’area di nursery ideale per una serie di invertebrati, pesci e in particolare squali. Qui i neonati e i piccoli di diverse specie di squali (innocui e indispensabili per l’ecosistema marino) trovano le condizioni ideali per crescere al riparo dai predatori, e poi migrare. Si tratta di un caso molto raro, sembrerebbe unico in Africa Occidentale.
Perché contemporaneamente nella baia si incontrano moltissimi neonati di squali pinna nera (Carcharhinus limbatus), squali latte (Rhizoprionodon acutus), gli endemici squali donnola dell’Atlantico (Paragaleus pectoralis) e persino gli squali martello smerlati (Sphyrna lewini) a rischio di estinzione e altamente migratori, più alcuni individui di altre quattro specie. Lo sviluppo turistico mette a repentaglio il delicato equilibrio naturale della baia di Sal Rei, che merita di essere tutelata e apprezzata anche per la ricchezza delle sue acque. (Per approfondire, articolo su Frontiers in marine science)
Sulle piste e nel deserto di Viana
Per girare l’isola meglio scegliere un fuoristrada con autista (gli aluguer, tanti propongono escursioni sull’isola), ma è possibile noleggiare anche auto in autonomia. Se tutti i paesini sono raggiungibili su carrozzabili asfaltate o di porfido, quasi tutte le spiagge e molti dei siti naturali più interessanti richiedono veicoli in grado di percorrere piste pietrose, sabbiose, sconnesse. Un po’ di avventura e di scomodità, ma ne vale la pena. Delle spiagge abbiamo detto, alcune è impossibile non portarsele nel cuore. Aggiungiamo alla lista, forzatamente incompleta, un altro paio: la maestosa Praia Atalanta, con quel che resta del relitto del cargo Cabo Santa Maria e la minuscola, incantevole Praia de David, occultata fra rocce laviche.

A proposito di relitti: va ricordato che in ragione dei bassi fondali e delle correnti oceaniche, Boa Vista ne conta una sessantina, risalenti a epoche diverse. Noi intanto proseguiamo nella ricerca della ilha fantastica, aggiungendo nuovi luoghi per tentare di afferrarla e farla nostra. Allora passando da Rabil e Estancia da Baixo (il villaggio delle bruxe, le streghe buone…) ecco lo spettacolo, alle luci dell’alba, del tramonto o da godere nelle notti di luna piena, del deserto di Viana: un pezzo di Sahara in mezzo all’oceano. E dove di notte si possono ammirare le stelle accompagnati da esperti di firmamento e costellazioni.

Verso i villaggi dell’interno
E ancora percorrendo la strada del Norte, immersi in un paesaggio dai contorni vulcanici quasi surreale, i villaggi sonnacchiosi di João Galego, Fundo de Figueiras, Cabeça de Tarafes con le casette decorate dai molteplici sgargianti colori. Le soste hanno il sapore d’altri tempi: si entra per una bibita o un ponche e i “salgadinhas” in una loja (negozio, merceria, bar) di João Galego e, se si è fortunati, si può trovare pane e formaggio fresco di capra. Oltre Cabeça de Tarafes, mettendo in conto anche una mezz’ora di trekking, è possibile raggiungere la cavità fra le rocce che racchiude uno specchio di acqua dolce: l’Ojo Do Mar.

Un miracolo di frescura nell’aridità totale, fatto di silenzio e natura. Di nuovo verso la costa. Il faro appollaiato sul Morro Negro è il punto più prossimo all’Africa di tutto l’arcipelago di Capo Verde. La leggenda vuole che un tempo fosse il magnetismo delle rocce sottostanti a far impazzire le bussole delle navi causando naufragi e arenaggi. Dal faro la vista spazia su un orizzonte grandioso. E fa percepire qualcosa che ci narra di un’epoca nemmeno troppo lontana, quando l’uomo ancora non aveva messo piede su questa terra.

Kriol e morabeza, anima capoverdiana
Fra gli ingredienti di un viaggio a Boa Vista, così come in tutto l’arcipelago, non dovrebbe mai mancare la conoscenza di un popolo e di una cultura particolari, frutto dell’incontro tra genti dell’Africa continentale ed europee. La criolidade, nata da una storia tragica di popolazioni deportate dai Portoghesi sulle isole, è il segno distintivo di Capo Verde. E significa tradizioni, musica, lingua, espressività, ma anche un caratteristico aspetto fisico, di un popolo ammirato per la sua bellezza. Così come lo è la “Morabeza”, termine intraducibile in italiano e in altri idiomi che sostanzialmente significa accoglienza, offerta di amicizia, ospitalità.

Preparandosi a sperimentare una volta ritornati a casa il sentimento della “sodade” (la saudade brasiliana e portoghese e, semplificando, nostalgia) che accomuna i tantissimi capoverdiani migrati all’estero, reso famoso nel mondo dall’immensa Cesária Évora attraverso la melodia struggente della morna. La musica e la danza sono componenti fondamentali della cultura capoverdiana.

Nei locali di Sal Rei e nelle feste popolari ci sarà sempre un gruppo o un artista ad accendere la notte di canzoni, pescando nello sterminato repertorio di morna, coladeira, funanà, batuko, passada, colasanjon, landum. Ma non mancano discoteche e feste in spiaggia a base di ritmi più attuali, afro e non, con un occhio di riguardo al reggae, per un’affinità sentimentale anche al mondo caraibico.
Le isole contano circa 500 mila abitanti, ma la diaspora fa sì che la popolazione di Capo Verde all’estero sia quasi tre volte quella residente. Dagli Usa all’Europa la comunità capoverdiana porta la sua identità e il sentimento unico della Morabeza in ogni luogo, come detto la capacità di accogliere con amicizia, fiducia e gentilezza, e di far sentire chiunque come se fosse a casa sua.
Nuovi progetti green portano acqua per la popolazione e ortaggi freschi
Nella Ilha fantastica può succedere di tutto. Che si tenti di costruire un ecomostro a ridosso di una spiaggia meravigliosa, aggiungendolo ai tanti edifici mai finiti. Oppure che si realizzino progetti all’avanguardia per migliorare la vita della gente. Come l’impianto di desalinizzazione dell’acqua di falda alimentato dal sole che ha riportato i contadini nei campi e dato forniture idriche potabili al paesino di Povoçao Velha della società italiana Genius Watter, dando nuovo impulso all’agricoltura locale e alla ripresa dell’allevamento, con aumento dell’occupazione e produzioni di qualità.

Orti di coltura idroponica, Uuhaa, good greens, con impianti a energia solare, che producono ottime verdure e erbe aromatiche destinate a ristoranti, hotel e abitanti contribuendo a ridurre le importazioni. La stessa azienda italiana che opera nel solare e acqua pulita dal sole sta realizzando progetti di riconversione ecosostenibile per strutture già esistenti e nuove anche sulle altre isole dell’arcipelago. Visioni e pulsioni diverse convivono e si scontrano, in una versione aggiornata e simbolo dell’eterno rapporto tra vivi e trapassati in questo angolo di tropico.
Sport d’acqua e di terra, per campioni e sognatori in un’eterna primavera
Tanti sono i motivi per visitare l’isola, a iniziare dal clima di primavera-estate tutto l’anno. Da sfatare l’idea del troppo vento. Certo in alcuni mesi, quelli in cui i campioni di kite surf volteggiano sulle onde, soffia con intensità. Altrimenti non sarebbe famosa, con l’isola di Sal dove in questo momento si stanno svolgendo i campionati mondiali di Kite e che hanno visto campioni nella prima tappa Airton Cozzolino e Mitu Monteiro entrambi capoverdiani, quale palcoscenico internazionale degli sport d’acqua. Per contro da fine aprile a dicembre il vento cala e diventa una piacevole brezza a rinfrescare anche le serate più calde.
Kite, foil, wind surf

Oltre al kite surf, che in questo momento è lo sport più diffuso, con tanti centri qualificati, istruttori esperti e master class (a marzo ci sarà quella del capoverdiano campione del mondo e ben quattro volte classificato secondo o terzo, Matchu Lopes), l’Hydro Foil sta prendendo piede. Sembra facile vederli sfidare le onde su una tavola con timone e una strana vela! Anche qui si parla di campioni: Wesley Brito è una stella. E poi surf da onda, sempre oceano è, e a volte i “tubi” sono davvero emozionanti, poi Sup, e il più classico Wind surf.
Ultramarathon
Ci voleva un vecchio lupo delle Apuane innamorato dei deserti e delle imprese estreme per inventarsi quella che è ormai un classico fra le maratone internazionali a lunga percorrenza in autonomia. I 150 Km della Boa Vista Ultramarathon, la creatura di Piergiorgio Scaramelli, richiamano oggi i grandi della specialità, attratti tanto dalle difficoltà agonistiche del percorso quanto dalle bellezze naturali e dai grandiosi paesaggi dell’isola. La prossima edizione è in programma per il 7 dicembre 2024.
Info utili
Molti gli atout per scegliere le isole di Capo Verde: 10 isole di cui 9 abitate, divise in Sotavento e Barlavento (Sottovento e Sopravento), capitale Praia (isola di Santiago). Dal 1975 Repubblica Indipendente (dopo la Rivoluzione dei Garofani, affrancandosi dalla colonizzazione portoghese).

Secondo Paese d’Africa per livello di democrazia, con un buon PIL e buone università. Situato fra il Tropico e l’Equatore, crocevia fra Africa, Europa, Sud America a 500 miglia dalla costa del Senegal (da quel Capo Verde che gli diede il nome), 1500 km a sud delle Canarie, e 3 ore mezza di volo da Fortaleza in Brasile.
Clima: Ha un clima buono tutto l’anno, con temperature dell’acqua che non scendono sotto i 22° e atmosferiche intorno ai 19° la minima, 30°/32° la massima. Questo anche grazie al vento che soffia quasi costante (più intensamente da dicembre a marzo/aprile, attirando nelle isole di Sal e Boa Vista i campioni e i campionati di kite surf e wind surf).
Fuso orario: 2 ore in meno quando in italia c’è ora solare, 3 con ora legale.
Copertura telefonica: molto buona, basta acquistare una sim locale a 5 o 10 euro per poter telefonare internamente o usare WhatsApp con il mondo. Wi-fi diffuso quasi ovunque e a disposizione. Il prefisso è 00238.
Corrente elettrica, 220 volt, se avete bisogno di presa a terra portate gli adattatori
Perché Boa Vista

Natura: Un mare intatto ricco di pesce, perfetto anche per la pesca d’altura, per rock fishing e il surf casting, le immersioni e lo snorkeling. Da febbraio a maggio regala l’osservazione delle megattere che spesso transitano vicino alla costa. E l’arcipelago è al secondo posto nell’Atlantico (ma visti i dati 2023 potrebbe ora essere il primo) per la deposizione delle tartarughe Caretta-caretta che si possono ammirare da luglio a ottobre per la deposizione delle uova e la schiusa.
Escursioni sull’isola: meglio scegliere un aluguer/guida che vi farà scoprire le meraviglie, ma si possono noleggiare anche auto, escursioni in quad, buggy, uscite in barca con grigliate, in canoa all’ilheu con snorkeling, passeggiate a cavallo. E una recente inzitiva volta a mantenere vive le tradizioni e portare lavoro nei paesini, Cabrer Journey, propone la visita a una fattoria con le capre. Per vivere una giornata da cabrer, con tanto di cappello in paglia, cimentandosi nella mungitura, vedere come si fa il formaggio, per poi degustarlo e fare un pequenho almoço come i contadini. Una bella esperienza, a Cabeça dos Tarafes (@cabrerjourney). Affascinante anche scoprire stelle e costellazioni con esperti e cena nel deserto di Viana (Stargazing).

Come arrivare: Boa Vista è collegata direttamente con l’Italia con voli Neos da Milano, Verona e Roma, con Tap via Lisbona, da Milano e Roma in connessione, ed è recente la ripresa dei voli con TACV, la compagnia capoverdiana. Possibile anche arrivare da altre capitali europee direttamente (Parigi, Asterdam, Bruxelles, Francoforte,…). Voli interni fra le isole al momento difficoltosi, ma sembra che la situazione stia migliorando, così come la navigazione (spesso oggetto di cancellazioni).
Dove Mangiare:

Tanti i ristoranti, impossibile citarli tutti. In media si spendono fra i 20 e i 30 euro; attenzione al vino (un po’ caro rispetto ai piatti), ma è da provare quello dell’isola di Fogo, il Cha o il Vinha Maria Chaves, un progetto dei Frati Capuccini di Fossano (CN). Buonissima la frutta locale, papaya, mango, banane, anguria….e poi il pesce, tonni, ricciole, serra, e in stagione le aragoste.
Da Bia in centro a Sal Rei per una buona cachupa tradizionale (è il piatto tipico, una zuppa di mais e legumi) e piatti capoverdiani,
Cà Baby, di un’italiana che, come tanti, anni fa ha deciso di vivere qui. Friulana, propone ottimo pesce, pizza e pasta casera (fatta in casa) e a volte piatti tipici della sua terra. In centro Sal Rei

Bowlavista – un bel giardino sul lungomare cittadino, con piatti d’ispirazione vegetariana, le verdure per lo più provengono dalle serre idroponiche, pesce e cachupa rivisitata, musica ao vivo la domenica e alcune sere. Negozio con marmellate e saponi home made, prodotti cosmetici biologici, selezione di grougue e altri spiriti. Mostre temporanee di giovani artisti.
Sodade –ristorante in un sobrado ristrutturato, affasciante il giardino interno, le sale con mobili dell’epoca coloniale portoghese, cucina vegetariana e pesce, ottima selezione di spiriti. Casa della memoria visitabile al primo piano con mirabilia di epoca coloniale, musica dal vivo in alcune sere e mostre fotografiche permanenti e temporanee: in corso, Cabrers di Mario Costa.

Simplicidad, Riba d’Olte, Sal Rei, piccolo e carino, bello cenare nella piazzetta, buoni gli spaghetti con il granchio, il polpo e il capretto.
Cafè Alma Criola – in zona Cabral, aperto da poco, cucina fusion e capoverdiana, buona selezione di vini capoverdiani.
A Praia Estoril e Praia Carlota si trovano diverse spiagge attrezzate con centri per sport d’acqua. Accoglienti e con buoni ristoranti aperti a pranzo: Tortuga, Toca da Garoupa, Alisios, Agùa Beach, Bahia The Beach, Morabeza (qui fanno anche serate musicali)
Cosa fare:
Kite Kriol e Wind Club appuntamenti per kiter, wind surfisti e per tutti un aperitivo al tramonto.
Museu dos Naufragos – un’interessante collezione di reperti marini e di allestimenti fantastici dovuti alla creatività e all’impegno di Maurizio Rossi e dei suoi figli. Il venerdì serata in musica con aperitivo e schiaccine tosco-capoverdiane, buonissime.
Tè Manché – imperdibile appuntamento al tramonto per una birra e la moreia fritta

L’Embuscade deux – è una rhumerie, qui più appropriato una groguerie. E’ il secondo locale di Silvino, expat per molti anni a Parigi dove aveva L’embuscade a Pigalle, una famosa rhumerie frequentata da artisti e cantanti come Cesária Évora, la regina della morna o Jhonny Halliday e molti altri. Merita una sosta anche per le tante storie che ha da raccontare.
CAC– è il centro di arte e cultura, dove fanno concerti, spettacoli, intrattenimento e spesso ci sono mostre.
Dove dormire:

Oltre i resort -villaggi di buon livello e per una vacanza all inclusive si possono scegliere alternative interessanti come B&B, hotel, ma soprattutto l’idea dell’albergo diffuso: locazione di appartamenti gestiti con una reception centrale.
Mi Ma bo B&B a Riba d’Olte, carino e accogliente, gestito da Sonia Stacchezzini artefice del buon progetto dell’asilo per i bimbi di Boa Vista Un Click Per Un Sorriso Boa Vista Jardim Infantil Progetto Solidale sostenuto da Fiori di Campo. Se volete potete sostenere a distanza, se siete sull’isola andate a visitarlo.
Nos Casa – rua padre Varela, una casa tradizionale ristrutturata, molto charme in una zona popolare del paese.
White hotel – Oàsis – un bell’hotel nuovo comodo prossimo al mare e al centro cittadino, con piscina e solarium
Ouril – carino in centro, vicino a Spiaggia di Estoril – terrazza vista mare, aperitivi aperti agli esterni.
Appart hotel – Cala da lua, Ca Nicola, Por do sol e altri – a casa come in hotel.

Fusion Guest house – trulli o tukul? E’ sicuramente una scelta romantica. Poche “capanne “ private e una splendida vasca piscina.
Spinguera Lodge – per staccare davvero la spina, un luogo incantevole, lontano da tutto.
Na areia – villette nella sabbia, ben gestito, grigliate nel giardino
Da portare a casa
Tesouro do mar – di una coppia di italiani, che creano lampade con conchiglie (molte con i gusci di buzio, un mollusco che si mangia), arselle, e raccolgono dal mare le boe abbandonate per farne luci magiche. Ma anche quadri e gioielli.

Art mar boavista – Eurico, ricicla tutto e fa nascere piccoli capolavori, monili, soprattuto, ma a anche sculture.
Olaria a Rabil – è l’antica fabbrica di terracotta. Ancora oggi modellano a mano vasi, lampade, souvenir a forma di tartaruga, balena, porta lume pesce palla…
Per informazioni chiedeteci pure, conosciamo l’isola da più di 20 anni! teresa@latitudeslife.com
Testo di Teresa Scacchi e Gianfranco Podestà|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com










































