“Settecentoalberi” un agrigourmet ecosostenibile a Noventa di Piave

Un agriturismo di charme nella campagna veneta  dove tutto invita al gusto e al calore. Un posto del cuore, circondato da un grande bosco di pianura, composto da azienda agricola, ristorante e cinque camere luminose dove l’ospite può rilassarsi e riscoprire i ritmi lenti della natura

Noventa di Piave è una gradevole cittadina distesa nella parte orientale della provincia di Venezia a pochi chilometri dalla città lagunare e dai principali centri del litorale adriatico. Pur se di piccole dimensioni è caratterizzata da un intreccio di percorsi naturalistici che da Noventa arrivano a San Donà e poi al mare di Eraclea e Cortellazzo. Tratti pianeggianti adatti a tutti, anche ai più piccoli, che qui possono scoprire e riscoprire il fascino e la bellezza della natura.

Lungo uno di tali tracciati, in via Guaiane, a poche centinaia di metri dal Designer Outlet e dall’uscita autostradale di Noventa, sulla A4, si incontra l’agriturismo biologico Settecentoalberi. Il nome deriva dal numero di alberi, settecento, che dà vita al grande polmone verde che lo protegge e lo avvolge.

Settecentoalberi: nave luminosa ed accogliente ………. in un mare di verde

Questo è il luogo del cuore di Sabrina Vistoli e Giorgio Turini, i due titolari, lei jesolana e lui laziale, da tempo compagni nella vita e nel lavoro. Entrambi insegnanti hanno iniziato quest’avventura una decina di anni fa, riversando nel progetto di ospitalità tutte le esperienze personali e professionali di una vita.

Al centro di tutto c’è il loro casale, immerso nel verde della campagna veneta, dove Sabrina e Giorgio sono andati a vivere per riscoprire i ritmi della natura, con il sottofondo  di un tempo “rallentato”, lontano anni luce dalla frenetica corsa del quotidiano.

«Per concretizzare questo sogno – dicono Sabrina e Giorgio – legato a filo doppio con il nostro amore  per la terra e la natura, abbiamo da subito pensato a qualcosa di speciale che parlasse al cuore e vibrasse di bellezza e benessere.

Inizialmente abbiamo piantato delle talee e messo a dimora oltre settecento alberi che si affacciano sull’ampia radura verde dove si trova la nostra casa. Otto anni più tardi – proseguono i due titolari – con l’intervento di un team di architetti abbiamo adattato ad alloggi una parte del vecchio fienile e attrezzato la nostra abitazione con una grande sala spaziosa e ricolma di luce per pranzi e cene.

Oggi tutto questo è “Settecentoalberi” il nostro posto del cuore. Una nave luminosa ed accogliente. in un mare di verde, che vogliamo condividere con i nostri ospiti».

Settecentoalberi: agrigourmet con orto biologico

Un luogo dove si respira un’atmosfera leggera che sa di casa e famiglia. Un agriturismo che prima di tutto è un Agrigourmet, con un buon ristorante, una accogliente area comune, cinque camere per un’ospitalità di ottimo livello, anche per lunghi periodi, ed una azienda agricola vocata alla sostenibilità. Nell’annesso orto biologico di un ettaro e nel piccolo frutteto di 3.000 metri si coltivano frutta ed ortaggi in modo naturale senza pesticidi e prodotti chimici.

I legumi, 100% bio, ed i cereali antichi arrivano dai terreni di proprietà, circa otto ettari, a  Servigliano, in provincia di Fermo e l’olio dal mezzo ettaro di ulivi a Civitella San Paolo, nella valle del Tevere, ad un’ora di macchina da Roma.

L’ospitalità è garantita da cinque camere ampie e luminose, ricercate anche nei nomi: Teatro Allegro, Tuli-Poni, Isabel, Quinta e Spring, l’unica singola. Ognuna ha diversi allestimenti e rivestimenti, legati alle collezioni delle ceramiche Bardelli, che ne influenzano in maniera unica interni e bagni.

Cucina di qualità che sceglie e riscopre

Altro suo segno distintivo è il ristorante, aperto però solo nel weekend: nelle sere di venerdì e sabato e domenica a pranzo. La cucina è il regno della chef Sabrina, per trent’anni insegnante in vari istituti alberghieri, dapprima al I° Istituto Alberghiero di Roma, poi al Barbarigo di Venezia e infine al Cornaro di Jesolo.

L’attività di ristorazione è decollata a partire dal 2021 quando Sabrina ha deciso di cessare l’attività di insegnamento per dedicarsi a tempo pieno al suo agrigourmet.

Assieme alla sua brigata di cucina, tutta al femminile, ha iniziato da subito a proporre piatti – intriganti e particolari – che reinterpretano con fantasia le ricette della tradizione contadina.

Il menu, à la carte, è articolato su una quindicina di piatti, tra antipasti, primi e secondi, aggiornati mensilmente in base a disponibilità e stagionalità dei prodotti. C’è pure una linea per chi è vegetariano ed una selezione di “crudités” di stagione, ovviamente preparate al momento.

Le verdure utilizzate sono quelle dell’orto biologico che Sabrina seleziona e raccoglie quotidianamente assieme al marito Giorgio, ortolano e addetto alla cura del bosco.

Invece la carne, i formaggi  e tutto quello che non può essere prodotto in casa arriva da selezionate aziende del territorio. Pane, pasta e dolci sono fatti in casa. Le due sale da pranzo, con 35 posti a sedere, sono ricolme di libri, tutti a disposizione degli ospiti.

Cosa degustare: gli abbinamenti cibo vino

In questo periodo si può provare un tortino di fagioli mame dell’Alpago  con spuma al grana padano, polvere di liquirizia e ossocollo croccante con un calice di “150” Lison Classico Docg della Cantina Borgo Stainbeck. 

Tra i primi si consiglia un assaggio di gnocchi di patate al pesto di cavolo nero e mandorle, pomodori secchi e spolverata di pecorino di fossa con un bicchiere di Verduzzo di Motta della Cantina Vignepiane di Motta di Livenza. Come secondo, guancia di manzo Valcasoni marinata allo Spezier,  in felice abbinamento con lo splendido Raboso Spezier della Cantina Tessere di Emanuela Bincoletto. 

La carta dei vini punta decisamente sulle cantine venete tra cui Vintinove di Lison di Pramaggiore, Terre Grosse di Zenson di Piave, Costalunga di Castegnero di Vicenza e Italo Cescon di Roncadelle di Treviso.

“Buongiorno inverno” è l’esclusiva colazione letteraria

Alla mattina il profumo delle pagnotte e dei dolci appena sfornati solletica il naso ed il palato ed aiuta a cominciare la giornata nel migliore dei modi. È il momento di “Buongiorno inverno” la colazione letteraria a base di squisitezze del territorio, da gustare nella grande sala con le travi in legno, ricolma di libri, tappeti ed oggetti che raccontano di conoscenze, di storie e di viaggi.

Al momento di lasciare la sala, ogni ospite riceve una speciale foglia con una riflessione o un pensiero d’autore magari quello che parla della piacevolezza di vivere in campagna, all’aria aperta,  per sentire “il canto degli uccelli. E respirare il profumo delle fioriture che indugia nella sera”.

«E’ la foglia che ti sceglie» dicono con soddisfazione Giorgio e Sabrina. Ed hanno ragione, sicuramente, perché qui ogni gesto e ogni incontro hanno un senso da vivere e indagare.

La bottega dove acquistare i prodotti dell’agriturismo

Annessa all’agriturismo c’è una piccola bottega dove si possono acquistare i prodotti raccolti dall’orto e quelli che vengono trasformati nel laboratorio interno. Confetture, sciroppi e sottoaceti, ma anche polpa di pomodoro e sugo, zucca in saor e cipollotti in agrodolce. A cui si affiancano le confetture “speciali”: alle olive, al melocotogno e rafano ed alla zucca e uva passa.

Prodotti che accompagnano, nel migliore dei modi, la degustazione di  ricotta e formaggi del territorio, una tavolozza di sapori molto apprezzata come dessert ….. assolutamente da provare.

Per San Valentino: “Solo amore” il menu alla carta in edizione limitata

Il 14 febbraio, in occasione della festa più romantica dell’anno, il ristorante del Settecentoalberi propone  “Solo Amore” una serata con menu à la carte e uno speciale dessert in edizione limitata dedicato a San Valentino.

Infoutili

Agriturismo Settecentoalberi, Via Guaiane 144, Noventa di Piave (Ve)

Sito web: www.settecentoalberi.com

L’agriturismo è aperto tutto l’anno mentre il ristorante solo nel weekend.

Testo di Tiziano Argazzi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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