Nuovo appuntamento con l’attesissimo Discovering Tuscany. Anche in questa edizione siamo andati alla scoperta di itinerari insoliti della Toscana a bordo di una supercar Lamborghini.

Puntuale come sempre torna di scena anche quest’anno Discovering Tuscany, dove andremo alla scoperta di una delle più belle regioni italiane, la Toscana appunto, con una “scoperta” per eccellenza che anche per questa sesta edizione sarà una Lamborghini Aventador Ultimae.
Una super fuoriserie da 780 cavalli e oltre mezzo milione di euro che segnerà la storia della casa del toro, visto che, come anticipa il nome stesso, sarà l’ultima Lambo alimentata totalmente da un motore termico e per di più un poderoso 6.500 – V12!
È vero che ci prendiamo qualche soddisfazione anche di troppo con la nostra Ultimae, ma il progetto è concepito come un rilassante giro turistico per conoscere più da vicino alcuni dei borghi più incantevoli di una regione che fra arte, storia, paesaggi, vini e cucina è senz’altro la più amata, e non solo dagli italiani.
Il nostro viaggio inizia così da Montepulciano, in Valdichiana Senese, per poi scendere a Monticchiello, passare per Pienza e concludere il percorso a San Quirico d’Orcia, proprio nel cuore della rinomata valle di cui porta il nome.
L’inizio dell’avventura

Partire da Montepulciano significa entrare nel cuore di una città medioevale circondata da vigneti e conosciuta per il suo vino Nobile.
Ma Montepulciano è ovviamente molto di più di un grande vino. Questa città, collocata nel cuore della Valdichiana Senese, fu battezzata all’epoca dei Medici la “perla del Rinascimento”, così denominata per saper evidenziare la ricchezza di palazzi rinascimentali progettati dai celebri archistar dell’epoca: Michelozzo, Antonio da Sangallo, Baldassarre Peruzzi e Vignola che con stile caratterizzano il suo magnifico centro storico dove spicca Piazza Grande, set di molte pellicole cinematografiche, e il Palazzo comunale, in perfetto stile fiorentino.
E le influenze rinascimentali e fiorentine di Montepulciano sono perfettamente rappresentate dal palazzo simbolo della città, il Palazzo Comunale ultimato nel 1440 con la costruzione della facciata attribuita al Michelozzo, al centro della quale si innalza la torre civica dalla quale è possibile ammirare il paesaggio limitrofo che si estende dalla Val di Chiana alla Val d’Orcia, compresi i laghi di Montepulciano, Chiusi e Trasimeno, fino alla catena degli appennini.
E chi trova una forte somiglianza con Palazzo Vecchio a Firenze… ha certamente indovinato! Poco fuori dalla città sorge invece il “Tempio di san Biagio” solenne ed armoniosa costruzione in travertino ad opera del Sangallo.
E dopo aver sfilato con la nostra Lambo tutte queste meraviglie architettoniche prendiamo la strada che ci conduce al più minuscolo dei quattro borghi, quello che però ci fa divertire di più in fatto di guidabilità della vettura.

Finalmente imbocchiamo una serie di curve e tornanti delineati da filari di cipressi, sembra quasi il set di un film tanto è perfetto come scenario, e scatenare i 780 cavalli della Ultimae qui fa davvero un certo effetto perché, sebbene la velocità non sia elevata, grazie alle quattro ruote motrici e sterzanti la percorrenza di curva si fa sentire spingendo sul gas come i G che salgono sullo strumento. Poi immaginate cosa siano 720 Nm di coppia ed il divertimento è assicurato in ogni marcia!
Alla scoperta di Monticchiello
Visto da lontano Monticchiello è solo una torre che si innalza tozza e robusta, sulla sommità di un colle che si eleva a 500 metri sul livello del mare.
I resti delle sue possenti mura e la sua porta medievale le scopriremo quasi giunti a ridosso del castello di questo borghetto che conta appena 200 abitanti.
Lo abbiamo vissuto più con gli occhi che con la Aventador, perché addentrarsi nel suo centro storico con una vettura da oltre 2 metri di larghezza, credeteci: è stata l’impresa più folle che potessimo fare!
Le origini di Monticchiello, borgo medievale, si perdono nel tempo. Se volessimo ritenerlo di origine romana si potrebbe ipotizzare la sua appartenenza alla Gens Cloelia, facendo derivare il nome Monticchiello dal latino Mons Cloelii.
Certo è che Monticchiello è compreso nell’elenco di castelli che nel 943 Lamberto Aldobrandeschi cedette alla Badìa Amiatina e nel 1156 verrà donato a Papa Adriano IV in feudo dal Conte Paltonieri.

Le strade che percorrono il cuore della val d’Orcia sembrano disegnate apposta per essere percorse in auto. Certo, rispettando i limiti non si può assaporare la vera gioia che sprigiona un V12, ma impressiona comunque la prontezza del motore che spinge subito fin dai bassi regimi.
Unica cosa che ci ha un po’ deluso è stato il cambio che, non essendo a doppia frizione come nella Huracan, mostra un certo ritardo nei cambi di marcia, specie a salire quando c’è bisogno di una risposta quasi istantanea.
Il piccolo e suggestivo borgo di Pienza

E noi proseguiamo così il nostro viaggio da turisti curiosi e, tra panorami mozzafiato e dolci colline, troviamo il borgo di Pienza, un piccolo gioiello della Val d’Orcia tanto che Giovanni Pascoli lo descrisse così: “Nato da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”.
Considerata la città ideale del Rinascimento, viene fondata per volere di Papa Pio II, che in questa zona nacque da genitori membri di una nobile famiglia senese.
Riconosciuta come sito Unesco nel 1996, Pienza è una meravigliosa testimonianza dei canoni urbanistici del Rinascimento: l’organizzazione razionale dei suoi spazi e le impareggiabili prospettive di piazze e palazzi cinquecenteschi conquistano lo sguardo di chi la visita e noi non abbiamo facciamo certo eccezione!
Ultima tappa per Discovering Tuscany che in questa edizione di chilometri ne ha percorsi pochi ma ha saputo toccare davvero piccole perle non a tutti conosciute. La Ultimae è una vettura iper sportiva, amante della pista ma che sa adattarsi anche alla strada.
Sono tre le mappature che si possono scegliere: Corsa, Sport e Strada e, selezionando quest’ultima, le sospensioni sono meno rigide, lo sterzo più morbido, il motore più docile, il sound degli scarichi più soffuso.
E in questa modalità spesso non ci sembra nemmeno di avere sotto il sedere una Formula 1 travestita da strada, ma una vera sportiva un tantino più rigida e dalla visibilità posteriore un po’ ridotta.
L’ultima tappa
Nel cuore della val d’Orcia, appoggiato su colli sinuosi, c’è un borgo antichissimo di probabile origine etrusca immerso in un paesaggio fatto di oliveti, vigneti ma anche boschi di querce.
In questo territorio famoso anche per i suoi cipressi, si cela San Quirico d’Orcia che con le sue Pievi medioevali ed il suo scenario incantato è uno dei posti assolutamente da visitare.
Fra l’altro il centro medievale di San Quirico nei secoli ha visto transitare la storia anche con il passaggio della via Francigena.
La Collegiata, Palazzo Chigi e la Chiesa di Santa Maria Assunta, le vie suggestive e le mura medievali che proteggono la città da mille anni sono i punti più caratteristici del cuore di questo borgo.

Da non perdere infine i curatissimi Horti Leonini, splendido esempio di giardini all’italiana.
Ed è proprio con questa immagine dal gran rigore stilistico che chiudiamo il sipario su questa sesta edizione di Discovering Tuscany, impegnativa forse più delle precedenti ma che ha saputo regalarci le sue belle soddisfazioni sia di scoperta del territorio che nel piacere di guida di una vera supercar.
Testo e foto di Luca Bracali, video di Ernesto Mangone e Roberto Sessoli|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































