Il plebiscito popolare che ha sancito l’unione di Nizza alla Francia è del 1860. Giuseppe Garibaldi, qui nato nel 1807, avrebbe voluto che la città rimanesse italiana. Morirà a Caprera senza che ciò sia avvenuto, ma verrà ricordato dai nizzardi con un monumento e una piazza cittadina.

Chi visita Nizza, sa che una delle prime mete da perseguire è una full immersion nella splendida e ben conservata città vecchia. Poco discosto, in prossimità dell’antico nucleo storico e del porto, c’è un luogo dal quale si domina la Promenade des Anglais. Questo luogo è la Colline du Château che offre numerosi punti dai quali spaziare sui bellissimi scorci che la città offre.
Uno dei primi ad essersi entusiasmato dalla visione di questo centro abitato, sospeso tra i rilievi collinari e il mare, è stato Friedrich Nietzsche, che così ha scritto, nel 1909, nel suo “Ecce Homo”: “…molti angoli nascosti e altezze silenziose nel paesaggio di Nizza sono segnati per me da indimenticabili momenti”. Nietzsche ha ammirato la città in lungo e in largo: le luci, l’acqua, il paesaggio; al punto che oggi la terrazza più alta della collina del castello porta il suo nome.
Anche Louis Nucéra, autore nizzardo di “Avenue des Diables Blues” (1979), ha trovato qualcosa di speciale in questi luoghi: “…se dovessi morire, è guardando Nizza dalla Colline du Château, vicino al cimitero, che vorrei andarmene”. Da questa collina, Nizza si mostra attraverso due differenti prospettive: verso il lato est, ecco le bellissime case genovesi dagli splendidi e luminosi colori ocra, giallo e rosso, che creano un naturale contrasto col turchese delle acque del mare che entrano nel porto, per molti anni cuore della città.
Jean-Marie Gustave Le Clézio, nato e cresciuto a Nizza, così testimonia la vivacità del luogo: “…sul porto galleggiava una nuvola di squisiti odori che faceva battere più forte il cuore di ogni ragazzo che sogna l’avventura” (Cento Anni, 1997). Dirigendo lo sguardo verso il lato ovest, il panorama dominante sono le tegole arancioni del Vieux (nucleo antico), come i locali chiamano la città vecchia; nucleo delimitato dal nastro verde della Promenade du Paillon.
Altro innamorato della vecchia Nizza era Guillaume Apollinaire, che in una lettera a Madeleine del 1915 così si esprime: “…che magia, la Vieux Nice, le sue case genovesi e il mercato ai margini del Paillon; guarda, mi fa venire nostalgia”.
Scrittori e luoghi ispiratori

Un punto della riviera che ha ispirato in più occasioni il già ricordato Nietzsche è il sentiero che da Nizza conduce a Èze, a picco sul mare. Lo scrittore tedesco ha speso molte delle sue giornate a percorrerlo, sostando per scrivere nel suo taccuino le impressioni che il panorama gli suggeriva; la memoria popolare racconta che è questo il luogo che gli ha ispirato lo scritto “Delle tavole antiche e delle nuove”.
Un fatto è certo: la Costa Azzurra e segnatamente la città di Nizza sono caratterizzate da atmosfere particolari, come testimonia nel suo libro (Zilwa) lo scrittore contemporaneo Grégoire Laroque; lui le descrive come una sorta di nonchalance che le persone emanano, legandosi alla perfezione alla quieta ma incisiva bellezza dei luoghi.
Nella città non sono poche le istituzioni che hanno ospitato e forgiato le menti di molti giovani e fra questi, personaggi noti della letteratura. Il primo è il Lycée Masséna, dalle sembianze di castello e classificato come monumento storico, prossimo alla Promenade du Paillon.

Quattro secoli di attività dedicati all’istruzione dei giovani, molti dei quali sono divenuti autori affermati: Michel Déon(1919-2016) Accademico di Francia; Guillaume Apollinaire, il lituano Romain Gary, il già segnalato Grégoire Laroque, Daniel Pennac, il nizzardo Joann Sfar (fumettista, illustratore, scrittore, regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico) e altri ancora.
Altro monumento ispiratore è la Villa Santo Sospir a Saint-Jean-Cap-Ferrat, abitata dallo scrittore e pittore Jean Cocteau. Questa villa, molto amata da Cocteau, ha influenzato non poco l’attività artistica del poeta, che si è sentito in dovere di ricambiare – in un certo senso – i favori ispirativi facendogli dire: “…non bisognava vestire i muri, bisognava disegnare sulla loro pelle; per questo ho trattato gli affreschi in modo lineare, con i pochi colori che valorizzano i tatuaggi; Santo Sospir è una villa tatuata”(1952).
Una seconda località prossima a Nizza è quella di Cagnes-sur-Mer, luogo prediletto del prolifico scrittore belga Georges Simenon. Al numero 98 della Montée de la Bourgade (Haut de Cagnes) c’è la casa della felicità, come la chiamava lui, casa che conserva romantici segni del suo soggiorno, vissuti con la moglie Denise.
Atmosfere nizzarde

La Place Garibaldi è il luogo che ha ispirato la trilogia “Baie des Anges” di Max Gallo. In questo luogo è avvenuto il primo incontro con la città dei fratelli Revelli, i tre personaggi del romanzo, che così la descrivono, complici le parole dell’autore: “…la piazza era quadrata, aspra come il clima piemontese, simile alle piazze di Cuneo o Torino con i portici, gli edifici simmetrici, con facciate nobili decorate da colonne e frontoni classici”. Piazza ad ogni modo mediterranea, conclude Gallo, nella sua effervescenza, nei colori dei tetti, nelle voci, nello splendore della luce (1975-1976).
Un altro luogo caratteristico di Nizza è il “Mercato dei Fiori”, situato nel Cours Saleya. In uno dei suoi molti romanzi Georges Simenon fa dire al suo personaggio principale, Norbert Monde: “…camminava per il mercato dei fiori, dove venivano spazzati via mazzi di steli e petali appassiti che assumevano l’odore di Ognissanti”.
Louis Nucéra, nel suo romanzo “Kiosque à Musique” (1984), in omaggio al famoso monumento nel “Giardino Albert premier”, ne farà il luogo d’incontro dei suoi due personaggi, Jean e Mireille, elevandolo a simbolo del loro amore.

Invece nel giardino cittadino dell’Alsazia-Lorena, Jean, il personaggio principale del romanzo di Patrick Modiano, “Dimanche d’Aout” (Gallimard, 1986), il protagonista e la sua compagna Sylvia leggono il giornale sulla panchina vicino alle altalene e Jean sospira: “…amo questo posto per via dei pini marittimi e degli edifici che si stagliano contro il cielo”. Da ultimo, alcune pagine ci portano alla scoperta del famoso “Hotel Negresco” affacciato sulla Promenade des Anglais.
La storia di questo mitico hotel è raccontata in “Nice, la vision intime d’un écrivain” (1979) di Raoul Mille; il Negresco viene ricordato anche nel libro (dello stesso autore) “Les Amants du Paradis” (1987). La fama del Negresco è più che meritata. Non sono pochi i visitatori di Nizza che si fermano ad ammirarne la magnifica facciata, vero gioiello della Belle Epoque. Uno dei molti luoghi o monumenti che fanno di Nizza una delle più belle e visitate città di Francia.
Per saperne di più si può consultare il sito del turismo in Costa Azzurra o il sito del Turismo francese in Italia.
Testo di Federico Formignani|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com





































