Casa Caveau, scrigno espositivo di Padergnone (TN), apre le sue porte per offrire un suggestivo viaggio nel tempo tra storia e tradizioni popolari con protagonisti Nosiola e Vino Santo. Il prossimo 30 marzo è in programma il tradizionale rito laico dell’aspersione degli occhi, dopo un enotrekking tra i vigneti del territorio

Padergnone è un piccolo borgo trentino, fra Trento e la Valle dei Laghi. Un luogo antico (come testimoniano i rinvenimenti archeologici risalenti al primo secolo dopo Cristo) raccolto nella conca che si apre verso i laghi di Toblino e di Santa Massenza, in un ambiente collinare e vallivo a morfologia glaciale.
Un villaggio con una storia millenaria che, dall’1 gennaio 2016 assieme a Tertago e Vezzano, ha dato vita al nuovo comune di Vallelaghi circondato da un paesaggio da cartolina dove convivono in perfetta simbiosi le piante mediterranee con la flora alpina.
Infatti la cittadina – oltre ad essere l’ultima della Valle del Sarca dove crescono gli ulivi, anche grazie al benefico influsso dell’Ora, il vento del Garda – è la culla del vivaismo trentino ed anche il luogo dove è nato il Vino Santo, così denominato perché l´uva messa ad appassire per tutto l’inverno su apposite graticole (chiamate “arèle“, dislocate in locali arieggiati) veniva poi pigiata durante la Settimana Santa.

Cosa vedere a Padergnone
Nel villaggio si può visitare l’antica parrocchiale dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. La chiesa risalente ai primi decenni del XVI secoli ha una struttura tipicamente medievale ed all’interno è decorata da affreschi rinascimentali raffiguranti la Madonna in Trono, Santa Caterina e San Sebastiano. Pregevole anche la Chiesa Regina della Pace, moderna (costruita negli anni ’60 del secolo scorso) e dalle linee pulite.
Nelle vicinanze c’è l’incantevole Lago di Toblino, la meta romantica per antonomasia, fra aromi di olive e rosmarino. Molto bello il castello cinquecentesco che spunta da uno sperone di roccia a picco sull’acqua. Di interesse anche il Lago di Santa Massenza, nato dall’erosione glaciale accoglie le acque del fiume Sarca e del lago di Molveno. E’ collegato al Lago di Toblino da un canale sopra il quale passa la statale Gardesana.

Casa Caveau del Vino Santo: un museo innovativo per il passito dei passiti
A Padergnone c’è anche la Casa Caveau del Vino Santo Trentino Doc, un vino dolce, accattivante, seducente ed equilibrato. Uno scrigno espositivo che si trova nella centralissima Piazzetta del Mercato a pochi passi dal Lago di Santa Massenza. Un luogo esperienziale e suggestivo dove attraverso voci, suoni, immagini, profumi, gusto, si può incontrare e degustare il puro e pregiato passito dei passiti, appunto il Vino Santo Trentino Doc.
La vigilia di Pasqua (quest’anno il 30 marzo) di Casa Caveau del Vino Santo è all’insegna della cultura e delle tradizioni locali legate alla produzione di questa particolare eccellenza, conosciuta anche come “passito dei passiti” che, proprio grazie alla variabile del tempo, raggiunge la sua massima espressione qualitativa.
Vino Santo: le uve pigiate nella Settimana Santa
Il tempo è, infatti, componente imprescindibile di questo vino prezioso che segue il più lungo processo di appassimento al mondo, con le uve Nosiola raccolte sul finire dell’estate e poi spremute e pigiate proprio durante la settimana Santa, dopo aver riposato per oltre sei mesi sulle àrele, i caratteristici graticci in legno o ferro.
Un lento appassimento naturale possibile grazie alla ventilazione costante di Peler e Ora, venti provenienti rispettivamente dalle Dolomiti e dal Lago di Garda, in cui si sviluppa la Botrytis Cinerea, muffa nobile che aumenta la concentrazione degli zuccheri conferendo agli acini profumi e sapori inconfondibili.

Il tempo è la capacità di pazientare per affinare un vino che rimane in botte per almeno quattro anni e che verrà poi degustato, compreso e apprezzato a distanza di generazioni. Il tempo è la storia di un prodotto che affonda le proprie radici nel 1500, ai tempi del principe vescovo Giorgio Neideck, e che oggi rappresenta l’emblema della tradizione vinicola di questo angolo del Trentino.
Casa Caveau del Vino Santo nasce proprio con l’intento di celebrare la storia – e quindi il tempo – di questo prezioso vino attraverso un percorso narrativo allestito presso l’ex fruttaio Rigotti, che fino al 1980, grazie alle sue dimensioni, accoglieva le uve provenienti da diversi vigneti della valle, ma anche attraverso una serie di iniziative culturali.

Casa Caveau del Vino Santo: il 30 marzo una full immersion tra storia e territorio
Ad aprire idealmente il calendario della stagione l’evento in programma sabato 30 marzo quando, nell’ambito della manifestazione DiVin Nosiola, quando il vino si fa santo, il “caveau” proporrà una full immersion tra storia e territorio.
Appuntamento alle 14 per un suggestivo percorso guidato lungo il sentiero etnografico della Nosiola per approfondire gli aspetti agronomici, paesaggistici e naturalistici del paesaggio vitato alla base di questa produzione. Al termine del trekking, il rito dell’aspersione, tradizione popolare laica in cui gli occhi vengono bagnati con gocce di Nosiola come gesto benaugurante per la stagione agricola in partenza.
Degustazione di Nosiola e tipicità gastronomiche del territorio

Dalle 16.30 il coro della Valle dei Laghi proporrà un repertorio di canti della tradizione anticipando il momento di degustazione finale a base di Nosiola e prodotti gastronomici locali. A seguire la visita dello spazio: un vero e proprio viaggio alla scoperta della storia e delle caratteristiche di questa eccellenza dell’enologia trentina attraverso un percorso interattivo multisensoriale che coinvolge suoni, immagini, gusto e profumi.
Tutti i momenti sono a partecipazione libera e gratuita, mentre per il trekking è richiesta la prenotazione via email (casacaveauvinosanto@gmail.com) o whatsapp al numero +39 353 4037389.
Dal mese di maggio, oltre alla programmazione di visite guidate settimanali del mercoledì, sabato e domenica, prenderà il via anche il calendario di showcooking mensili organizzati in collaborazione con i cuochi dell’Alleanza di Slow Food, con l’obiettivo di celebrare il riconoscimento a Presidio trentino del pregiato Vino Santo.
Testo di Tiziano Argazzi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.














































