Il legame tra profumi e arte

Narrazioni olfattive di spazi e architetture che saldano il legame tra il mondo fisico e quello delle fragranze. Un ponte olfattivo che collega la persona con la storia, l’arte e l’architettura.

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©Shutterstock

Nel mondo del design e dell’architettura, la percezione sensoriale si sta espandendo oltre la vista e il tatto per avvicinarsia un territorio meno esplorato: l’olfatto.

Il maître parfumeur attraverso specifiche emozioni e sensazioni che gli trasmettono i luoghi, compresi palazzi e residenze storiche, non crea solo la piramide olfattiva, ma viene anche ispirato nella progettazione del flacone che contiene il profumo.

Vi raccontiamo la storia di sei fragranze visionarie che hanno catturato l’attenzione del mondo per il loro approccio unico e la loro fonte di ispirazione, luoghi e residenze storiche.

Questi profumi sono anche narrazioni olfattive di spazi e architetture, che saldano sempre più il legame tra il mondo fisico e quello delle fragranze.

Un ponte olfattivo che collega la persona con la storia, l’arte e l’architettura, trasportando chi li indossa in un viaggio sensoriale attraverso il tempo e lo spazio.

Chanel N° 5

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È un profumo icona, senza tempo e anche da record: è il più venduto al mondo dalla fine degli anni Venti, si dice una bottiglia ogni 55 secondi.

Una vera e propria rivoluzione olfattiva, sinonimo del lusso, radicale in tutti i suoi aspetti che riflette la personalità di Gabrielle Chanel di cui è il doppio olfattivo, N° 5 si è affermato come l’archetipo del profumo.

Un flacone semplice dalle linee pure, un radicalismo quasi farmaceutico dove il tappo sfaccettato fa da contraltare: i suoi contorni richiamano quelli di Place Vendôme che Mademoiselle contemplava dal balcone della sua suite all’Hotel Ritz di Parigi.

Place Vendôme è una delle piazze più belle e famose della città, fu fatta costruire da Luigi XIV con un decreto del 1686 per ospitare la Biblioteca Reale.

La piazza, progettata da Jules Hardouin-Mansart, è un esempio dell’architettura classica francese, è caratterizzata da eleganza sobria, lontana dagli eccessi tipicidell’epoca.

Un luogo rinomato per gli edifici che vi si affacciano e i numerosi negozi dei più importanti marchi mondiali, soprattutto gioiellerie.

Les Bains Guerbois

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Les Bains Guerbois a Parigi

Fondata nel 1885 da François Auguste Guerbois, la Spa Les Bains Guerbois divenne ben presto il tempio parigino della bellezza e del benessere, dove artisti come Manet, Monet, Zola, Renoir, Proust incontravano l’alta società.

Nel 1978 quel luogo, rinominato Les Bains Douches, diventò uno dei più famosi nightclub del mondo. Per poi trasformarsi nel 2015 in un hotel boutique a 5 stelle e ritornare negli anni alla sua originaria natura di club e Spa.

L’erede, Jean-Pierre Marois, ha reinventato Les Bains Guerbois lanciando nel 2016 la prima Colonia e candela profumata.

Negli anni successivi è stata concepita una collezione di Eau de Parfum grazie alla collaborazione di profumieri come Michel Almairac, Dominique Ropion, Fanny Bal, Bertrand Duchaufour e altri.

Ciascuna fragranza è un viaggio olfattivo in un anno specifico e nella storia del ricco passato di Les Bains Guerbois, che gode di una storia lunga più di 135 anni.

Amouage

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Amouage-Oman

Un profumo venuto dall’Oriente, esattamente da Muscat in Oman. Amouage è la crasi tra l’espressione araba “amwaj” (onde) che incontra il termine “amour” (amore) in francese.

Raccontare l’inestimabile eredità della raffinata cultura profumiera araba fu un obiettivo caro alla famiglia reale dell’Oman, in particolare a Sayyid Hamad bin Hamoud al-bu Said, che nel 1983 si dedicò con passione a questa missione.

Il Sultano mise insieme ingredienti rari e pregiati, i migliori nasi del mondo e l’eccellenza per realizzare profumi preziosi.

Nel 1984 venne creato Gold Woman di Amouage dal profumiere francese Guy Robert, presentato in una grande bottiglia di cristallo dal tappo dorato che riproduceva una cupola islamica su disegno affidato ad Asprey.

Da subito il brand si impose nel mercato della profumeria di nicchia e in pochi anni il brand diventò così prezioso tanto che le sue fragranze furono nominate il “Dono del Re”.

I reali omaniti, infatti, le offrivano ai rappresentanti delle case reali, aristocratiche e capi di Stato quando erano in visita al re. La lavorazione di ciascuna fragranza richiede da uno a tre anni di impegno ed ecco spiegata la ridotta produzione e i prezzi costosi.

Talvolta Spray Ambiente Architettura Fornasetti

Talvolta di Fornasetti

Questo spray per ambiente ha il decoro Architettura, un immaginario paesaggio urbano sospeso nel tempo e nella storia. È perfetto per gli amanti dell’arte, del design e delle fragranze sofisticate, per chi desidera unire il piacere olfattivo a un’estetica raffinata e distintiva.

La fragranza è un distillato dell’intero mondo Fornasetti in un profumo per ambienti elegante ma intenso: una combinazione delle erbe mediterranee del giardino di Casa Fornasetti con cedro e sandalo.

Nel packaging il design e la fragranza si incontrano in un’esperienza sensoriale che sembra sospendere il tempo. L’uso dello spray Fornasetti Architettura è un’esperienza che va oltre il semplice profumare l’ambiente; è un viaggio sensoriale che arricchisce gli spazi, aggiungendo un tocco di arte e raffinatezza.

Cutie Pear Palazzo Nobile di Valmont

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Cutie Pear

Il profumo è un bouquet di fiori e frutta multicolor come i mosaici di Palazzo Bonvicini a Venezia, sede della Fondazione della Maison Valmont dove vengono organizzate diverse mostre dall’artista Didier Guillon, patron della Maison.

Nella Résidence Bonvicini i pavimenti sono stati rinnovati nel rispetto di un palazzo d’interesse storico che va salvaguardato.

I restauri sono stati fatti da Orsoni, l’ultima fornace storica della città che dal 1888 produce bellissimi mosaici in oro e smalto. Il profumo Cutie Pear, nel pack ricorda quei mosaici, è un’eau de toilette floreale fruttata che si apre con note fresche di pera e limone per giungere a un cuore di gelsomino, rosa e magnolia.

Shalimar di Jacques Guerlain (1925)

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Shalimar

Il flacone che contiene questo profumo ipnotico e voluttuoso si ispira al Taj Mahal, il magnifico mausoleo costruito nei giardini di Shalimar ad Agra, in India.

Jacques Guerlain lo creò in omaggio alla leggendaria storia d’amore ambientata nel XVII secolo tra Mumtaz Mahal e l’imperatore Shah Janan che devastato dal dolore della morte della sua amata decise di costruirle una tomba nel punto in cui 14 anni dopo sorse il Taj Mahal.

Shalimar significa tempio dell’amore e il flacone, disegnato da Raymond Guerlain (cugino di Jacques) e realizzato da Baccarat, con i suoi arabeschi si ispira alle meravigliose fontane che circondano il tempio, le cui acque zampillanti sono ricordate dalla forma del tappo a ventaglio.

Il profumo fu presentato al pubblico nel 1925 all’Esposizione delle Arti Decorative di Parigi, al Grand Palais. In seguito al successo ottenuto a bordo del transatlantico Normandie, in occasione di una traversata verso New York dove la moglie di Raymond lo indossa conquistando tutti i viaggiatori, fu presentato in anteprima anche negli Stati Uniti.

Testo di di Monica Melotti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com