Ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, Danzica è una città dove passato e presente si combinano in un unico elegante elemento capace di incantare persone di tutte le età.
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Il sole del mattino che sbuca dietro le guglie della Bazylika Mariacka s’irradia sulla Długa, la Via Reale di Danzica, un tempo avenue trionfale dei re polacchi.
Se la Wielka Zbrojownia, il Vecchio Arsenale di piazza Targ Węglowy, è il capolavoro dell’architettura civile di Główne Miasto, la Città Principale, l’immensa basilica in stile gotico baltico lo è di quella ecclesiastica.
Con la fontana del Nettuno, la Dwór Artusa, antica sede della Lega Anseatica, e la Złota Kamienica, la Casa d’Oro dalla sontuosa facciata, la Via Reale è il simbolo dello splendore di Główne Miasto, oggetto di un’imponente ricostruzione dopo le distruzioni dell’ultima guerra.
Sotto la volta stellata dell’Artusa, tra modelli navali ed armature, spicca una smisurata stufa rinascimentale di maiolica, composta da oltre 500 piastrelle con i ritratti dei sovrani d’Europa.
Al complesso appartiene anche la Sien Gdanska, casa d’epoca che conserva in parte gli arredi originali.
Ma anche le altre splendide residenze storiche di Danzica, colorate dal verde scuro al rosso opaco, dall’arancione al bianco e all’oro scintillante, gioielli d’architettura baltica con le loro facciate cesellate, i portali rinascimentali, i fregi manieristi, barocchi e rococò, testimoniano il glorioso passato di una città cosmopolita, libera, aperta a tutte le culture.
Passeggiando lungo la Mariacka

I primi clienti si accomodano ai tavoli di Pellowski, la pasticceria storica, per fare colazione con la drozdzowka, la brioche polacca, mentre sulla Mariacka, l’angolo più bohémien della città, alzano serrande le botteghe dell’ambra, incastonate sotto le soglie di palazzetti tra due ali di rzygacze, grondaie e doccioni a forma di testa umana o animale.
Breve e stretta, la Mariacka sta per riempirsi di turisti a caccia di ciondoli, collane, bracciali, bijoux d’ambra in preziosi modelli classici, in forme vintage, in stilizzati design d’autore.
Oltre la mole grandiosa della Zielona Brama, la Porta Verde, si allunga il corso della Motława, la Moldava, il fiume che lambisce l’icona della vecchia Danzica, la Gru Medioevale, mastodontico marchingegno inglobato nel Museo Marittimo che racconta la storia della navigazione sul Baltico.
Il museo è diviso in due sezioni che si fronteggiano sulle due rive del fiume: la più recente, il Centro Culturale Marittimo, è una moderna struttura che afferra lo sguardo lasciando apparire, dietro le grandi vetrate, un’imbarcazione vichinga sospesa tra le passerelle interne.
Tracce della grande storia

Dalla banchina davanti al museo un galeone d’epoca salpa per le escursioni lungo la Moldava. Dal fiume il panorama della città sfila come in un film alla Mad Max: oltrepassato il ponte mobile si entra in una scenografia di vecchi cantieri, scheletri di navi, gru, cataste di tronchi d’albero e travi di ferro fino al monumento di Westerplatte, memoriale della Seconda Guerra Mondiale.
Dei cantieri navali da cui partirono gli scioperi di Solidarność rimane all’ingresso un’insegna, “Stocznia Gdanska”.
Oltre il cancello numero 2, un museo interattivo – il Centro Europeo di Solidarność – ha trasfigurato le cupe geometrie d’archeologia industriale con l’aggiunta di inedite strutture di design e addirittura di un winter garden.
Nella terra di nessuno degli stabilimenti dismessi, nascosti tra i container accatastati accanto alla BHP, la sala dove vennero siglati gli storici accordi sindacali dell’agosto 1980 e che oggi si visita come un museo, sono spuntati locali alternativi, sale da concerto, cocktail bar e ristorantini di street food etnico di gran moda tra i giovani gedanesi, gli abitanti di Danzica, specie se, come l’agglomerato di container e sedie a sdraio di 100czinia in Ulica Popiełuszki, si trovano solo con google maps.
Tra religione e architettura
Settant’anni fa, quando ebbe inizio la ricostruzione postbellica, la vecchia Danzica lungo il canale Radunia era in macerie. Santa Brigida, ricostruita pietra su pietra, divenne poi la chiesa frequentata dagli esponenti e dai dirigenti del sindacato d’opposizione, oggi è anche una meta d’arte gettonatissima dopo la costruzione del monumentale altare cesellato nell’ambra che occupa la navata centrale.
Nella stessa area sorge il Wielki Młyn, l’edificio simbolo di Stare Miasto, la Città Vecchia, che per sei secoli ha funzionato come il più grande mulino del vecchio continente.
Qui è stato appena trasferito, dalla vecchia sede nell’ex Torre Carceraria di Główne Miasto, il Museo dell’Ambra: due piani stracolmi di gioielli, creazioni d’epoca ed oggetti esposti in un allestimento di luce soffusa che fa brillare le trasparenze e i riflessi della resina baltica.
Nell’odierna tendenza dell’estetica urbana, basata sul contrasto tra la monumentalità delle architetture antiche e l’aerodinamicità delle moderne strutture, s’inserisce anche il Museo della Seconda Guerra Mondiale di piazza Bartoszewsk, annidato all’interno di un’architettura sghemba di spigoli appuntiti e angoli acuti conficcati nel suolo, utilizzato anche come location per performance teatrali e concerti rock.
Le aree semiperiferiche di Danzica

Il nuovo volto di Danzica non ha tralasciato le zone semiperiferiche come Dolne Miasto, la Città Bassa, dove sorgevano i seicenteschi bastioni anfibi a difesa della città dalle inondazioni.
Ai primi del ’900 vi furono costruite case popolari in stile art nouveau: oggi è il quartiere latino della città polacca.
Dietro le facciate decorate a stucco fervono i lavori di ristrutturazione. L’opera di riqualificazione è partita dal ŁAŹNIA, il Centro per l’Arte Contemporanea nato in un ex bagno pubblico come spazio aperto alla sperimentazione, una delle prime istituzioni culturali pubbliche della Polonia post-comunista.
Sui viali dove sferragliavano i vecchi tram oggi si affacciano atelier, caffè e winiarnia d’atmosfera retrò. Il tram n. 4 conduce a Zaspa, un labirinto di palazzoni in puro stile sovietico (in uno di questi ha abitato anche Lech Walesa).
Le altissime pareti degli edifici – dieci e più piani – fanno da fondale per i murales che hanno trasformato il quartiere in una galleria di street-art, da scoprire a naso in su e mappa in mano (si scarica da muralegdanskzaspa.pl) o con l’app Foursquare.
Il progetto è nato nel 1997 per il millenario di Danzica; da allora, ogni anno, si aggiungono nuovi murales.
Tra i più emblematici il ritratto del leader di Solidarność “pixellato” da Piotr Szwabe, quello che ricorda il 70° anniversario dello scoppio della Seconda Guerra mondiale, opera di Mariusz Waras, e quello firmato dall’artista italiano Ozmo, dedicato al primo concerto rock organizzato nella Polonia libera.
Danzica di sera

All’ora del tramonto, se non c’è foschia, si sale a Góra Gradowa, dove Danzica si illumina tra le gru dei nuovi cantieri, per assistere alla calata del sole accoccolati ai piedi della casamatta di un forte napoleonico.
La città pullula di locali, wine-bar, birrifici artigianali con annesso boutique-hotel, botteghe di stilisti e designer che reinterpretano con ironia le linee dello stile socialista.
In serata le luci colorate trasformano le strade in cunicoli affollati di gente in piedi per l’aperitivo. Proszę piwo – una birra, per favore – è la parola d’ordine, anche se la moda del momento è mettersi in fila da Wisniewski, dove si serve soltanto il tipico liquore di ciliegia.
Come in tante altre città europee, anche la movida baltica si è allungata in periferia ed è a Garnizon, dove sono nati i nuovi condomini eco-fiendly e le eaterie biologiche, che i gedanesi posh si ritrovano intorno ad una caserma prussiana dismessa che ospita una galleria d’arte, un concept store (sztukawyboru.eu), le box-boutiques di nuova moda in vecchi container, e un birrificio, Stary Manez (starymanez.pl), dove tutte le sere si fa musica dal vivo.
Anche a Danzica tenera è la notte. Soprattutto in piena estate, quando il clima e le temperature sono quelle di un mite settembre italiano.
Informazioni utili:
In Italia: Ente Nazionale Polacco per il Turismo, via G. B. Martini 6, Roma, tel. 06-4827060;
A Danzica: Gdańsk Tourist Information Centre, Długi Targ 28/29, tel. 0048-(0)58-3014355;
Come arrivare:
In aereo
Voli diretti da Bergamo con Wizz Air: tariffe da 8,79 € a tratta; da Pisa con Ryanair: tariffe da 18 € a/r; da Roma con scalo a Monaco di Baviera con Lufthansa: da 93,83 € a tratta. Dall’aeroporto si raggiunge la stazione dei treni di Danzica Glówny con il bus n. 210B: circa 30 minuti, 3,80 złoty (0,85 €); in taxi con Neptun Taxi si arriva in città dopo una corsa di 15 km: prezzo 75 złoty circa (16,82 €).
Con la Tourist Card, acquistabile anche online, libera circolazione sui mezzi pubblici e ingresso gratuito in alcuni musei: da 35 złoty (7,85 €) la card giornaliera.
Cosa vedere
Muzeum Bursztynu Wielkie Młyny 16
Orario: 10-19 tutti i giorni fino al 18/9. Ingresso: 16 złoty (3,59 €). Dal 24 luglio la più grande raccolta al mondo di gioielli ed oggetti d’ambra si è trasferita dall’antica Torre Carceraria nei pressi della Porta d’Oro allo storico Wielki Młyn, il Grande Mulino. Su due piani, con installazioni multimediali e allestimenti artistici per ogni sezione tematica, in un’ambientazione ad effetto, avvolta nella semioscurità che fa risaltare le trasparenze e i riflessi della preziosa resina.
Narodowe Muzeum Morskie Ołowianka 9-13;
Orario: fino al 31/8 gio.-mar. 11-18 (10-16 dall’1/9), mer. 13-18 (13-16 dall’1/9). Ingresso: 15 złoty (3,36 €). Il museo navale lungo la Motława testimonia i fasti della Danzica anseatica e comprende una straordinaria gru medievale, icona del paesaggio di Danzica (attualmente in ristrutturazione assieme al battello a vapore Sołdek, ormeggiato di fronte). Al momento l’esposizione si articola in due spazi, uno dedicato alla storia della navigazione e l’altro, sulla riva opposta del fiume (un ferry collega le due sponde), negli antichi granai dell’isola Ołowianka, con una collezione di arte marittima e modelli di navi.
Europejskie Centrum Solidarności pl. Solidarności 1;.
Orario: lun.-ven. 10-19, sab.-dom. 10-20. Ingresso: 25 złoty (5,60 €). In un edificio che riprende la forma dello scafo di un’imbarcazione, allestito nei cantieri navali, dietro il cancello n. 2 dove Lech Walesa radunava gli operai, un percorso museale interattivo racconta la storia di Solidarność, il movimento sindacale e di resistenza civile che guidò l’opposizione al regime. Il giardino d’inverno e la terrazza sul tetto offrono una splendida vista della città vecchia.
Muzeum II Wojny Światowej pl. Bartoszewskiego 1;
Orario: mart-dom. 10-18, chiuso dom. Ingresso: 23 złoty (5,15 €). Nella città dove ha avuto inizio la II° guerra mondiale non poteva mancare un museo dedicato, in uno scenografico edificio con un’esposizione permanente di 5.000 mq.: una delle più grandi mostre museali storiche del mondo.
Sala BHP Popiełuszki 6;
Orario: mar.-dom. 10.00-18.00 dal 26/6 al 25/9, 10-16 il resto dell’anno. La sede della storica sala da dove è partito il cambiamento politico in Polonia – qui furono siglati gli accordi sindacali dell’agosto 1980 – è meta di decine di migliaia di visitatori all’anno.
Centrum Sztuki Współczesnej ŁAŹNIA 1 Jaskółcza 1;
Orario: mar.-ven. 14-20, sab.-dom. 12-20, chiuso lun.. Ingresso: 7 złoty (1,60 €). In ex bagno pubblico primi ’900, la galleria d’arte da cui è partito il rinnovamento artistico polacco con mostre, spettacoli, eventi, workshop, editoria. Un’altra sede, ŁAŹNIA 2, è nella zona di Nowy Port (Strajku Dokerów 5) e comprende biblioteca, laboratori e un cinema all’aperto.
Kościół św. Brygidy Profesorska 17; Orario: lun.-sab. 10-18.30, dom. 13.30-18.30. Ingresso: 4 złoty (0,90 €).
Eretta tra il 1394 e il 1420, Santa Brigida fu quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale; ricostruita nel 1973, divenne la chiesa degli attivisti di Solidarność. Parte integrante dell’architettura l’altare d’ambra dedicato a Papa Giovanni Paolo II e al cardinale Wyszyński.
Cosa fare:
Gdańsk zkajaka Dokowa 1; Prezzi: 28 € a persona per il tour di due ore e mezza.Escursioni guidate in kajak alla scoperta della città lungo i canali della Motława.
Escursioni in galeone
Orario: ogni ora dalle 11 alle 16. Prezzi con prenotazione on-line: 35 złoty (7,85 €) a tratta, 55 złoty (13,75 €) a/r.
Dal lungofiume Długie Pobrzeże, ai piedi della gru medioevale, ci si imbarca su due vascelli d’epoca, la Czarna Perła e il Lew, per un’escursione (un’ora e mezza a/r) lungo il porto verso la penisola di Westerplatte, dove avvenne il primo scontro militare della II° guerra mondiale, con visita all’avamposto militare polacco.
Zaspa Art Tour Prenotazioni presso il punto Info dell’Instytut Kultury Miejskiej, Długi Targ 39/40;
Orario: lun.-ven. 10-18, sab.-dom. 12-16. Prezzi: 150 złoty (33,50 €). Visite guidate in inglese tra i murales di Zaspa, moderno quartiere nord trasformatosi in galleria d’arte a cielo aperto: una lunga passeggiata (circa 7 km.) alla scoperta degli oltre 60 murales, tutti firmati, catalogati e geolocalizzati, dipinti sulle facciate dei palazzi.
Cosa comprare:
Styl Galeria Długie Pobrzeże 31, tel. 0048-(0)58–3014380;
Zbigniew Strzelczyk, maestro d’ambra e orafo, è il proprietario di uno dei più tradizionali laboratori d’ambra baltica di Danzica, specializzato anche nel restauro di pezzi d’antiquariato.
Moja Forma Mariacka 46, tel. 0048-(0)58-3056206;
Orario: 10-19, chiuso dom. Tra le botteghe di Mariacka, la via dell’ambra, questa si distingue per lo stile innovativo e il design originalissimo dei bijoux in argento e ambra.
Colorat Grobla I 5/7, tel. 0048-737-170807;
Orario: lun.-ven. 11-18, sab. 11-16, chiuso dom. Boutique tutta al femminile lungo la strada pedonale a ridosso della basilica di Santa Maria, con creazioni all’insegna di un coloratissimo stile urban graffiti – abiti, borse, blousons – firmate da un gruppo di stiliste locali.
Sztuka Wyboru Słowackiego 19, tel. 0048-509-898386 o 0048-531-243685;
Orario: lun.-ven. 11-19, sab. 10-19, dom. 12-18 Nel cuore di Garnizon, il nuovo quartiere di tendenza, in un’ex caserma prussiana dell’Ottocento, un concept con galleria d’arte, libreria, negozio di design polacco e moda indipendente, caffè-bistrot ed una vasta area relax.
Dove dormire:
★★★★★ Gdańsk Boutique Szafarnia 9, tel. 0048-(0)58-3001700;
Affacciato sul porto turistico, unisce un’area yachting dal design old marina ad un’altra, d’atmosfera retrò, in un antico granaio ristrutturato. Camere in calde tonalità oro, bordeaux e arancio, spa con saune, bagni turchi e grotte salino-iodiche e, al piano terra, un birrificio artigianale di qualità. Doppia con colazione da 124 €.
★★★★★ Podewils Szafarnia 2, tel. 0048-(0)58-3009560;
Ospitalità romantica in una casa padronale settecentesca sulle rive della Motława (un piccolo ponte la collega all’isola di Ołowianka).Solo dieci camere arredate con mobili d’epoca e carta da parati floreale, per creare un’atmosfera da villeggiatura d’altri tempi. Doppia da 103 €, colazione 13 €.
★★★ Hampton by Hilton Lektykarska 4, tel. 0048-(0)58-6703333;
In un ex cinema dietro la centralissima Długa, ha conservato nella hall le poltroncine d’epoca. Décor cinematografico negli spazi comuni, con affiches, foto e vecchi proiettori. Doppia con colazione da 82 €.
★★★ Artus Piwna 36/39, tel. 0048-(0)58-3209600;
Location incomparabile, tra la Cattedrale e la fontana di Nettuno, per un piccolo hotel dalla hall essenziale ma con camere che conservano all’interno la muratura a vista e sfoggiano un décor di tendenza con colori flou e poltroncine di modernariato. Doppia da 55 €, colazione 9 €.
★★ Gotyk House Mariacka 1, tel. 0048-(0)58-3018567;
Una bomboniera incastonata tra le botteghe della via dell’ambra, sorprende per architetture e arredi di gusto teatrale e stile gotico, mentre le dieci camere sono di design moderno con ispirazione decò. Ottimo il rapporto qualità-prezzo. Doppia da 57 €, colazione 8 €.
Dove mangiare:
Zafiszowani Tokarska 6; tel. 0048-661-511811;
Ristorante dell’omonimo hotel, con veranda sul fiume e un menù messo a punto dallo chef Daniel Chrzanowski: aringhe marinate in salsa di mele, zuppa di pesce alla maniera di Danzica, black pudding con mousse di barbabietole. Conto medio: 140 złoty (31 €).
Eliksir Mariana Hemara 1, tel. 0048-570-191910;
Signature cocktails e sapori gourmet in questa enoteca-ristorante di Garnizon, il quartiere di tendenza cresciuto intorno ad un’antica caserma. Lo chef Paweł Wątor orchestra una cucina regionale rivisitata: pirogi (i ravioli polacchi) su crema di formaggio, filetto di sogliola del Baltico con purea di lenticchie, polenta di farro con verdure confit. Menù degustazione da 129 złoty (29 €), giro di cocktail da 119 złoty (27 €).
Kubicki Wartka 5, tel. 0048-(0)58-3010050;
Il più antico ristorante di Danzica, aperto nel 1918, è stato riallestito con un look sofisticato che unisce l’antico e il moderno. Specialità regionali come l’anatra arrosto con cavoli e salsa di mirtilli e la zuppa di pesce piccante. Conto medio: 110 złoty (24,50 €).
Gdanski Bowke Długie Pobrzeże 11, tel. 0048-(0)58-3801111;
Sulla riva della Motława, una birreria tipica con cameriere in costume e grandi tavolate. Piatti tradizionali come l’aringa del Baltico in panna acida con cipolle e il bigos, stufato di carne e cavoli. Conto medio: 65 złoty (14,50 €).
Gvara Chlebnicka 48/51, tel. 0048-795-889288;
Bistrot con ampio dehor che propone una cucina regionale contemporanea con prodotti a km. 0. Da gustare la versione light dello zurek, la zuppa tradizionale polacca a base di patate e salsiccia o il luccioperca grigliato, ma anche molti piatti vegani. Conto medio: 60 złoty (14 €).
Pellowski Długa 40/42, tel. 0048-(0)58-3014520;
La pasticceria più rinomata di Danzica, tra la fontana di Nettuno e la Porta d’Oro. Prima colazione con brioche appena sfornate o una fetta di kajmak, pan di Spagna imbevuto di liquore, farcito con crema al caramello e ricoperto di arachidi tostate. Conto medio: 18 złoty (4 €).
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
Sfoglia l’articolo su Danzica con tante immagini sul magazine mensile Latitudes Travel Mensile








































