A ovest di Lione e a nord di Saint-Étienne, alle sorgenti del fiume Loira e sulle prime colline vulcaniche del Massiccio Centrale, si snoda la nuova Strada dei Vini Forez-Roannais, una destinazione enoturistica (ma non solo) dalle mille sfaccettature.
Testo e foto Sonja Vietto Ramus

L’Auvergne Rhône-Alpes è un territorio ricco di città meravigliose e di panorami naturali unici al mondo: montagne innevate, laghi incantati, crateri di vulcani, campi di lavanda e di girasoli ma anche vigneti e oliveti.
Nel dipartimento della Loira (uno dei 13 della regione), un nuovo itinerario turistico, quello dei Vini Forez-Roannais, si snoda per 96 km da La Pacaudière a Saint-Marcellin-en-Forez permettendo di incontrare 38 produttori certificati come “Vignobles et Découvertes”.
A Champdieu, Gilles Bonnefoy, è uno di questi. La sua tenuta, sulla Côte Forez, si chiama Les Vins de la Madone. Agli inizi del 2001, l’azienda sceglie di praticare un’agricoltura biologica ma il desiderio di avvicinarsi ancora di più all’approccio naturale e rispettoso dell’ambiente porta nel 2004 ad adottare la biodinamica, ottenendo nel 2009 il riconoscimento Demeter.
Oggi, Les Vins de la Madone si estende su una superficie di 11 ettari, situati principalmente intorno al vulcano Madone, su suoli vulcanici e argilloso-granitici. Ogni appezzamento è vinificato a sé. Questa tenuta è un’affascinante scoperta, con i suoi vini dalla forte identità, espressioni nuove del Gamay.
Da Saint-André-d’Apchon ad Ambierle in… monopattino

Villaggio di vigneti sulle colline della Côte Roannaise, Saint-André-d’Apchon si estende sulla collina e le sue abitazioni si susseguono dai prati della pianura sino alle conifere dei primi contrafforti dei Monts de la Madeleine.
I vitigni DOC sono onnipresenti in questa località con piantagioni che producono un vino ricco di sapori fruttati e olfattivi: la vocazione viticola del borgo risale al Medioevo.
Dalla piazza della chiesa gotica si può partire in monopattino (ma anche in bici o a piedi) per una passeggiata alla scoperta di uno dei vigneti più rinomati del territorio, il Bouthéran: visibile a km di distanza, questa collina esposta a sud è rinomata per la produzione di vino rosso AOC (equivalente alla denominazione italiana DOC).
Un bel circuito, con tratti su strada e altri su sterrato, sino a raggiungere una delle tenute vitivinicole di Ambierle: quella di Yann Palais, il Domaine des Palais.
Su 6,5 ettari di vigneti – coltivati a Gamay, Viognier, Roussanne, Syrah e Gewurztraminer – dal 2000 questo vignaiolo ha ripreso in mano un’antica attività (fondata nel 1850) ma poi abbandonata.
Oggi lavora con i due figli, François e Jean-Baptiste, che hanno portato un tocco di dinamismo alla produzione della tenuta che ospita anche eventi nella sala che un tempo era dedicata ai monaci.
Immersa in un parco di 6mila metri quadrati, questo domaine offre una vista mozzafiato sui vigneti e sul villaggio di Ambierle, rinomato per la sua storia e architettura.
Il borgo deve la sua fama a un’abbazia benedettina fondata nell’Alto Medioevo. La chiesa in stile gotico fiammeggiante è impreziosita da vetrate del XV secolo e ospita la pala della Passione, capolavoro fiammingo del 1446, mentre il tetto è in tegole verniciate alla maniera borgognona.
Situato su un promontorio a 400 metri di altitudine, all’incrocio fra il Cammino di Santiago de Compostela e la Via Sancti Martini (dedicato al vescovo San Martino), Ambierle ha un ristorante stellato Michelin e produce ceramiche oltre a ottimi vini.
Le Crozet, antiche dimore e veicoli d’epoca

Arroccato su uno sperone roccioso che domina la pianura, Le Crozet è un vero e proprio museo a cielo aperto con case medievali e rinascimentali.
Oltrepassata la Grande Porte (la principale delle due cittadine; l’altra, la Piccola, è oggi purtroppo scomparsa), si accede al cuore della cittadella con le sue viuzze selciate dove andare alla scoperta di splendide dimore e palazzi in pietra, mattoni smaltati e legno.
Salendo sulla cima del maschio (del XII secolo) si rimane affascinati dal suggestivo panorama che si estende dal Morvan ai monti della regione di Lione, passando per il Beaujolais.
Passeggiando per il villaggio si possono ammirare la casa di legno detta “del conestabile”, dal 1982 sede del Municipio; il lavatoio, costruito lungo il fiume Gourtal; Casa Papon, affacciata su piazza del Terrail, dimora del celebre giureconsulto Jean Papon; Casa Dauphin, un tempo mercato coperto dei macellai, oggi splendido esempio dell’architettura in voga all’epoca del regno di Luigi XII; Casa del Quadrante con il suo riconoscibile tetto a punta.
Questo adorabile borgo di interesse architettonico (fa parte dei “villages de caractère en Loire”) può essere visitato in ogni stagione dell’anno: autonomamente scaricando l’applicazione gratuita Baludik, con tour guidato su appuntamento (5 euro a persona) o con una divertente “caccia al tesoro” se si è in compagnia di bambini dai 4 ai 12 anni.
Le Crozet vanta anche il marchio turistico “Villes et Villages d’Accueil pour Véhicules d’Epoque” assegnato dalla Federazione Francese dei Veicoli d’Epoca all’inizio dell’anno 2024.
“Le Crozet è il primo sito del dipartimento della Loira che ha ottenuto questa denominazione di qualità: l’idea è di valorizzare le città e i villaggi impegnati nello sviluppo turistico automobilistico e soprattutto far convivere un patrimonio storico così importante con quello mobile di numerosi collezionisti -spiega Alain Froumajou, responsabile del Punto di Informazione Turistica-. Per noi è un’ulteriore opportunità di farsi conoscere dal grande pubblico e per i collezionisti appassionati è una garanzia di essere ricevuti nel villaggio con un parcheggio riservato e sicuro”.
I vini del Domaine du Tafret

Sulla collina del Tafret, fra Le Crozet e il vicino villaggio di La Pacaudière, la vendemmia è manuale. Su questi territori dimenticati, Victor Lehuger, giovane vignaiolo del Domaine du Tafret, ha fatto rivivere il patrimonio viticolo dei due paesi piantando l’intero vigneto in selezione massale (il metodo tradizionale di propagazione della vite, per via vegetativa) e rispettando le specifiche dell’agricoltura biologica.
I suoi vini, freschi ed eleganti, sono il prodotto di una superficie di 2 ettari dove Victor realizza tutte le fasi viticole da solo e in modo coscienzioso. “Uso solo lieviti indigeni e solfiti in piccole quantità -racconta il vignaiolo-. Fra i nostri vini di punta ci sono un rosso, leggero e fruttato, ottenuto da Gamay Saint-Roman, un altro sempre rosso, realizzato con la stessa uva ma parzialmente invecchiato in muid (nome francese di un’antica misura cava per liquidi e secchi) e un bianco ottenuto da Chardonnay, fruttato, invecchiato in botte”.
Saint-Jean-Saint-Maurice, terrazza sul fiume Loira

Questo pittoresco borgo a 15 km dalla città di Roanne, abitato da poco più di mille abitanti, è di origini molto antiche, come testimoniano edifici e monumenti da scoprire passeggiando per le stradine ripide e ciottolate che gli conferiscono un certo fascino.
Unico villaggio ad essere affacciato sul fiume Loira, Sainte-Maurice (questo il nomignolo con cui viene chiamato), ha una splendida chiesa romana con il coro decorato da affreschi; un’altra chiesa, più recente, dedicata a San Giovanni, con il campanile del XII secolo, unico residuo del priorato benedettino distrutto al tempo della rivoluzione francese; monumenti storici come il maniero della Meridiana e quello di La Mure (quest’ultimo, in particolare, con una bella porta scolpita ad architrave e con sculture nella torre delle scale).
Se si ha un po’ di tempo, una visita la meritano anche il piccolo museo nella Casa del Curato (le chiavi si possono richiedere all’ufficio turistico) e i laboratori artigianali locali (polo mestieri d’arte “La Cure”) dove ammirare creazioni in ceramica, tessuti e metalli e partecipare a workshop.
Per gli appassionati di flora e fauna ci sono anche sentieri segnalati per scoprire il ricco patrimonio naturalistico che dalla torre del XVIII secolo offre uno dei panorami più incredibili sulle gole della Loira.
Roanne, gastronomia d’eccellenza

Con le sue facciate colorate e le splendide rive della Loira, a Roanne soffia un’aria di dolce vita. La città coccola i suoi visitatori offrendo tante prelibatezze, testimoniando al tempo stesso la sua storia (industriale e tessile in particolare) e invitando ad esplorare il suo patrimonio e la natura a due passi.
Seconda città del dipartimento della Loira, Roanne ospita un incredibile centro storico con 20 secoli di storia; un teatro municipale animato da spettacoli e incontri; Place des Promenades, polmone verde creato nel 1812 con fontane, chioschi e statue; la chiesa di Santo Stefano; il tradizionale mercato del martedì e venerdì mattina e Les Halles Diderot, istituzione gastronomica della città, luogo di incontro per i buongustai (qui si possono trovare prodotti locali e specialità dolci e salate di Roanne).
E fra le bontà imperdibili c’è la Praluline, prodotto di punta della Maison Pralus sin dal 1955: in città la si può acquistare in Rue Charles de Gaulle (civico 8) oppure a Les Halles Diderot.
Croccante in superficie e fondente all’interno, questo dolce (nato da… un errore in cucina!) è un delizioso pan brioche fatto con un impasto di mandorle della regione di Valencia, nocciole rosse (spelate e tostate) del Piemonte, uova, burro, farina e zucchero. Una delizia per il palato e l’anima!
Vichy “mon amour”
Conosciuta sin dall’epoca gallo-romana per le proprietà benefiche e terapeutiche delle acque termali, Vichy (a una settantina di km da Roanne) conserva del suo antico splendore una prestigiosa varietà architettonica, eclettica e raffinata.
“Parchi e giardini che si estendono per 140 ettari, ville, chalet e palazzi Belle Époque, la sorgente dei Celestini con acqua che sgorga da una roccia di aragonite, due campi da golf a 18 buche, un ippodromo, attività di sport acquatici: la città offre di tutto –spiega Alla Pikozh, guida di Vichy Destinations-. Fiori all’occhiello sono il teatro d’opera in stile Liberty, unico in Francia, decorato in un’armonia di oro, avorio e giallo, e le magnifiche terme, fra le più grandi d’Europa, oasi di pace”.
Ci sono poi Villa Strauss, l’Hotel degli Ambasciatori, Rue Hubert-Colombier con i suoi edifici dai diversi stili, Passage Giboin che collega il Grand Casino e la chiesa di San Luigi, il Tempio Protestante e la Sinagoga.
Alla scoperta della città si può andare anche in bici (o a piedi per chi lo preferisce) percorrendo uno dei sentieri tematici della Via Verde (che si snoda in totale per 27 km, collegando i Comuni di Saint-Yorre e Billy) dedicato alla mobilità ecologica.
Il tour ad anello (circa 6 km) lungo la riva sinistra del fiume Allier, ultimo fiume selvaggio di Francia, permette di immergersi nella natura autentica di questo territorio e di scoprirne tutte le bellezze: il sentiero, largo 3 metri, è accessibile a ciclisti e pedoni.
Infoutili
Come arrivare: Con più di 1.300 km di autostrade, l’Auvergne Rhône-Alpes è una delle regioni meglio servite e più facilmente raggiungibili di Francia. Chi preferisce viaggiare in treno può utilizzare quelli a grande velocità (TGV) e le linee internazionali. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Lione e Clermont-Ferrand (Francia) e Ginevra (Svizzera).
Quando andare: I mesi primaverili ed estivi sono perfetti per viaggiare in questo territorio grazie a temperature miti e lunghe giornate di sole, condizioni ideali per visitare città storiche, borghi antichi e per fare escursioni nella natura. Per gli amanti della neve e dello sci, l’inverno sarà altrettanto buono per dedicarsi alle numerose attività sportive.
Dove dormire e mangiare: Le Passagran 2, Rue Louis Gauchona Boën-sur-Lignon; Passagran (in patois regionale, è il nome del sistema di misurazione del vino) è una bella residenza d’epoca Art Déco, nel cuore del Forez e dei suoi vigneti: una struttura con camere di grande comfort, un’area benessere con “Spa giapponese” e un ristorante in cui gustare una cucina raffinata preparata esclusivamente con prodotti locali. Fra le delizie da assaggiare: cocktail di sambuco; crema di carote, arance e cumino; tortellini con salsa di formaggio locale; merluzzo e ratatouille; pere al vino Poceylan. La proprietaria, Anne Bertier, saprà inoltre consigliare visite ed escursioni nel paese e nei suoi dintorni.
Chateau Champ Long 100, Chemin de la Chapelle a Villerest. Questo 4 stelle – con 12 camere (alcune mansardate) che evocano nei loro nomi spezie come zafferano, coriandolo, anice e cannella – è immerso nella natura incontaminata del villaggio medievale di Villerest, a una manciata di km da Roanne. Ad accogliere i clienti sono Véronique e Olivier Boizet (lui è lo chef del ristorante) con una gentilezza squisita. Se soggiornare in una di queste stanze è un’esperienza indimenticabile, altrettanto lo è assaporarne le prelibatezze della cucina: da provare la tartare di pomodoro profumato con pepe affumicato, crumble di parmigiano e sorbetto al basilico; il risotto di farro con barbabietola nero d’Egitto; il riso al latte marinato all’albicocca e frutta profumata al rosmarino. Eccellenti i vini della tenuta locale, in particolare quelli prodotti dal vitigno Roussanne (bianco Saint-Joseph).
Dove dormire: Hotel Les Nations 13, Boulevard de Russie a Vichy. Situato nel cuore di Vichy, questo elegante 3 stelle costruito nel 1859, è uno degli ultimi edifici dell’epoca di Napoleone III. Nel 2016, Monique Pruniaux lo ha acquistato e ogni inverno lo rinnova per renderlo ancora più accogliente, pur mantenendo intatto il fascino della sua gloria precedente. Benvenuti gli amici a quattro zampe.
Dove mangiare: Atmosphère Rue Claude Decloitre a Bellerive-sur-Allier. Perfetto per trascorrere una piacevole pausa gastronomica in compagnia, immersi in un’atmosfera bucolica, questo bistrot propone piatti con prodotti freschi e locali e deliziosi dolci.
La Table d’Antoine 8, Rue Burnol a Vichy. La cucina di Sébastien Méhaux, chef del ristorante, è un’armonia di prodotti freschi, locali e stagionali a base di alghe e condimenti giapponesi. Dolci e pane sono fatti dalla moglie Delphine e dalla figlia Tennessee. Ottimi i vini presenti nella carta.
Restaurant le N3 Vy Resort Thermal & Spa – 111, Boulevard des États Unis a Vichy. Questo ristorante gastronomico prepara piatti di cucina tradizionale francese con prodotti regionali e un tocco di leggerezza: oltre ai dolci (ottimo il millefoglie) sono squisiti l’uovo con cremoso tiepido di mais e succo di pollo e i fiori di zucchine con mandorle, salsa di limoni e tempura di fiori.
Le Patio 8, Rue de Paris a Vichy. In questo locale nel cuore della città termale si possono gustare portate di carne (arrosto di vitello con timo), legumi (pomodori con burrata e pesto al basilico), dolci e selezioni di formaggi regionali.
Dove acquistare: Aux Marocains 33, Rue Georges Clemenceau a Vichy. Questa confetteria e cioccolateria artigianale, costruita all’epoca di Napoleone III nel 1866, è iscritta fra i monumenti storici. Il nome lo deve alla frequentazione del “pacha” di Marrakech, Madani El Glaoui. Ottime le varietà di cioccolato al latte e nero, la pasta di mandorle, la frutta secca e candita e le pastiglie di Vichy.
Dove noleggiare monopattini elettrici: D’Trott Saint-André-d’Apchon. Si possono noleggiare da 1 ora sino a mezza giornata per andare alla scoperta del territorio. Tariffe a partire da 18 €.
Link utili:
Per saperne di più france.fr/it, Auvergnerhonealpes-tourisme.com e vichymonamour.fr.
Testo e foto Sonja Vietto Ramus|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































