Il Regent ha una lunga storia alle spalle, ma soprattutto ha la miglior vista di tutta Hong Kong che domina Victoria Harbour. Ospiti qui si è tentati dal non uscire mai, tanto l’atmosfera interna è più che sufficiente a definirla un viaggio nel viaggio.

Quando ad attendervi all’aeroporto di Hong Kong il Regent vi fa accogliere da una limousine, lucida come un pianoforte ed ecologica comme il faut, capite che siete finiti in ottime mani. Il fascino di Hong Kong è tropicale, ma ci si sente già a casa.
Hotel d’autore
L’hotel Regent, situato sul lato di Kowloon, è firmato da Chi Wing Lo, architetto nativo con formazione internazionale che ha replicato la minuta trama del ricamo manuale come motivo portante dei decori interni.
La sensazione di calma, già infusa dalla fontana Feng Shui che accoglie gli ospiti nel cortile e aiuta a lasciarsi la contagiosa frenesia di Hong Kong alle spalle, è quindi totale.
Suite mesmerizzante

Una suite sul Victoria Harbour è un salotto privato nel cuore della metropoli più intrigante d’Asia, da godersi su divani dalle tonalità pastello o dalla vasca da bagno, sempre disegnata da Chi Wing Lo.
Un comfort assoluto e immaginifico, a ogni ora, perché i colori del porto sono cangianti il giorno e la Skyline di luci è mesmerizzante la notte.
Decadent Afternoon Tea

Il Regent è anche il miglior indirizzo per la cerimonia post coloniale e raffinatissima del decadent Afternoon Tea.
Le poltrone dalla Lobby Lounge che vi accolgono per questo rito appaiono quasi immerse nel Victoria Harbour.
Mentre la selezione di infusi è un atlante del gusto, l’étagère, come da protocollo, accoglie savory e dolci d’altissima pasticceria.
The Steak House

Sarebbe riduttivo definire The Steak House del Regent una steakhouse. Diciamo che siamo in puro stile understatement, per un locale che fa del brunch domenicale un appuntamento, come si dice oggi con linguaggio ardito ma efficace, iconico.
Ma di fatto lo è: dal buffet freddo alla cantina, dal caviale servito scenografico alle aragoste con la formula del Surf & Turf – cioè in binomio con i migliori tagli di carne – il locale è una sintesi esemplare del sincretismo di Hong Kong.
Qura bar

Il Qura bar è poi un vero e proprio Cabinet de Curiosités, dove accanto ai cocktail di gran rango e ai liquori di maggior pregio sul mercato si può optare per degustazioni provenienti da bottiglie senza mercato, comprate cioè all’asta, con vero piglio da collezionisti.
I prezzi degli esemplari rari sono su richiesta, ma forse questo è l’ultimo dei problemi per chi vuole apprezzare un cognac del 1914 tra arredi Art Deco.
Un’idea di albergo diffuso

Gli spazi comuni (common areas) sono ormai un fattore strategico per gli hotel di alta categoria. Il concetto di “albergo diffuso” delinea uno spazio che vuole essere di sintesi tra l’ambiente di un hotel e quello di una casa.
Qui i coffee table book invitano a godersi Hong Kong come un buen retiro che non trascura una palestra iper-moderna o una piscina dove l’aria tropicale fluisce tra vetrate e rimandi architettonici come in un avvincente romanzo di Lawrence Osborne.
Oltre le amenity c’è … l’indulgenza

Il nuovo Regent riesce insomma nell’alchimia di far sentire nel lusso e a casa propria; perché ogni volta che si rientra in camera ti fanno trovare un piccolo (o relativamente piccolo) dono, come una bottiglia di champagne o una torta di compleanno perché non gli sfugge nulla, nemmeno la tua data di nascita.
Insomma: leaving Hong Kong never easy.
Testo e foto di Federica Miglio |Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com













































