Di culto ed ensoriano: è l’autunno di Anversa che propone un poker di mostre per raccontare il grande artista fiammingo James Ensor.

Anversa è un mix inaspettato di stili, di soluzioni architettoniche, di sperimentazioni urbanistiche e di diverse identità, che raccontano la storia avvincente di questa piccola metropoli delle Fiandre.
Ma questo autunno c’è una ragione in più, anzi quattro, per visitare la città. Dopo le mostre di Ostenda, dedicate al grande pittore James Ensor ecco, infatti,quelle di Anversa.
L’annus mirabilis dedicato all’artista (quest’anno, ricordiamolo, ricorre il 75° anniversario della sua scomparsa) continua con alcune mostre che svelano altri aspetti dello chef des néo-peintres (il capo dei nuovi pittori), come era stato definito dai critici suoi contemporanei.
Ma perché Anversa, visto che Ostenda, città natale del maestro, è sempre stata un buen retiro da cui Ensor difficilmente si allontanava?
I nuovi eventi

Anversa, prima di tutto, conserva nelle sale del Museo Reale di Belle Arti, il KMSKA la più completa collezione di opere di Ensor, dalle opere giovanili (come La mangiatrice di ostriche) fino a quelle della maturità (Natura morta con cineserie) e poi paesaggi, ritratti e autoritratti, nature morte e corbeille di fiori, maschere e scheletri, in poche parole, tutto l’immaginario del pittore.
E questo già da solo basterebbe. Ma c’è di più, ovviamente. Da settembre, infatti, il KMSKA dedica ad Ensor la mostra I sogni più sfrenati di Ensor. Oltre l’Impressionismo (dal 28.09.24 al 19.01.25).
Titolo strano per una mostra? Forse, ma non per una esposizione dedicata ad Ensor: il “Rubens della modernità”- altra definizione della critica fiamminga – rappresentava i suoi (e i nostri) sogni meno controllati proponendo sulle sue tele immagini ridicole e luciferine che sembravano uscite da visioni mostruose o incubi notturni.
Ma la mostra del KMSKA fa di più: le opere di Ensor vengono esposte di fianco a quelle degli oldmasters e degli artisti suoi contemporanei che lo hanno ispirato o con i quali Ensor si misurava.
Concorrenti di vaglia, sia chiaro, come Claude Monet ed Edvard Munch, Hieronymus Bosch e Francisco Goya. Soprattutto questi ultimi (Bosch e Goya) anticipano nei loro lavori la rappresentazione del grottesco, le visioni notturne e demoniache, gli scheletri e le maschere che entrano a far parte del repertorio ensoriano.
Ma non è tutto: l’artista di Ostenda non si accontenta, vuole andare “oltre l’impressionismo” e se, come per gli impressionisti, i suoi colori passano direttamente dal tubetto al quadro, difficilmente i suoi lavori possono definirsi impressionisti perché solo lui è capace di dare a questi colori espressività, sfumature, toni e delicatezze.
Il poker d’assi delle mostre dedicate e/o ispirate a Ensor continua. Al MoMu (www.momu.be), il Museo della Moda di Anversa è in cartellone Masquerade, Make-Up &Ensor (dal 28.09.24 al 19.01.25) mostra che ricorda e celebra i pittori della moda, i creativi del trucco&parrucco, la loro bravura e la loro inesauribile inventiva.
Mostra multimediale quella del MoMu (sono previste installazioni video in collaborazione con Beauty Papers, una piattaforma creativa ma anche una rivista semestrale sulla cultura della bellezza) dove sono possibili incontri ravvicinati con colore e arte, moda e make up.
Il significato delle opere

“La maschera per me significa: freschezza del colore, decorazione sontuosa, gesti inaspettati e selvaggi, espressioni molto stridenti, squisita turbolenza”, scriveva James Ensor e in Masquerade, make-up&Ensor le idee dell’artista sul fascino, l’inganno, la finzione vengono tradotte e trasportate al contemporaneo.
E le opere di Ensor, di Cindy Sherman, di Pat McGrath (solo per citare alcuni autori delle opere in mostra) esplorano la stretta relazione tra il trucco e i diversi caratteri del nostro essere umani: la precarietà fisica, le imperfezioni immaginate o indotte, le paure esistenziali.
La Cindy Sherman
E ancora, il Museo della Fotografia, il FOMU presenta Cindy Sherman (dal 28.09.24 al 02.02.25), la prima grande antologica dedicata in Belgio all’artista americana.
Con più di 100 opere dagli anni ’70 ad oggi, la mostra offre una panoramica completa del suo lavoro come artista contemporanea di spicco e approfondisce lo strano rapporto tra la Sherman e il mondo della moda, l’interazione tra il suo lavoro libero e gli incarichi del settore della haute couture.
Dagli anni ’80, infatti, la Sherman ha collaborato regolarmente con famose case di moda (Commedes Garçons, John Galliano e Balenciaga, per esempio) e con riviste del settore (Vogue, Interview e Harper’s Bazaar).
Ma, va detto, senza alcun interesse per la fotografia di moda glamour perché le sue sono foto provocatorie di personaggi che difficilmente possono essere definiti belli. Facendo suoi alcuni temi dell’opera di Ensor e trasferendoli in un contesto artistico contemporaneo.
Sherman, infatti, come aveva fatto l’artista fiammingo, mette in discussione il sistema con tutte le sue insidie: il suo interesse per il mondo della moda testimonia un atteggiamento sovversivo verso ciò che quell’ambiente rappresenta.
Le sue foto mostrano figure tutt’altro che attraenti, capovolgendo tutte le convenzioni dell’alta moda e le consuete rappresentazioni della bellezza. Non da ultimo, il tema moda sembra essere per l’artista un punto di partenza per domande fondamentali su genere, stereotipi ed età.
L’avventura grafica di Ensor

Last but not least, il Museo Plantin-Moretus. In questa casa-tipografia-museo (sito UNESCO) residenza fascinosa dei più importanti stampatori ed editori del ‘500, viene allestita, tra la collezione di vecchie macchine da stampa, la biblioteca e gli archivi di Christophe Plantin, una esposizione dedicata alla avventura grafica di Ensor: Stati di immaginazione. Ensor e l’esperimento Grafico (dal 28.09.24 – 05.01.25).
“Al momento non dipingo più con piacere ed ho orientato i miei sforzi artistici verso la composizione e l’incisione”, scriveva Ensor. E questa mostra raccoglie per la prima volta i risultati più significativi della sua opera di incisore (disegni preparatori, lastre di rame e varie prove di stampa) raccontando anche come Ensor trasformava le sue acqueforti in opere d’arte uniche colorandole a mano con matite, tempere o acquerelli.
Nella sala di lettura del museo, poi, una mini esposizione racconta il rapporto tra Ensor e il poeta Emile Verhaeren: a fornire materiale per questa mostra è la straordinaria collezione di incisioni e grafiche appartenute a Verhaeren e ora patrimonio del Plantin-Moretus.
Informazioni
Informazioni generali sulla città si trovano sul sito www.visitflanders.com, completissimo di ogni informazione curiosità, dettagli sulla storia, gli hotel, i ristoranti e le attrazioni in città e dintorni. Potete consultare anche il dossier Anversa sulle nostre pagine.
Quando andare: in autunno la natura cambia abito e regala atmosfere ensoriane. Anche grazie alle mostre dedicate al grande pittore fiammingo.
Come arrivare: dall’aeroporto di Bruxelles, grazie ai frequenti collegamenti ferroviari, si raggiunge Anversa in poco più di mezz’ora.
Dove mangiare
Fiera
Per una serata d’atmosfera niente di meglio che scegliere Fiera, ospitato negli spazi sontuosi della vecchia Borsa, dove il menu è ispirato alle città del mondo e ai loro prodotti icona.
Dove dormire
B&B Hotel Antwerpen Centrum
Ad un manciata di minuti dalla Stazione Centrale si trova il B&B Hotel Antwerpen Centrum, camere confortevoli (con kit di cortesia Nespresso), colazione a buffet e free coffee per tutta la giornata, grande roof garden panoramico affacciato su palazzi neoclassici del centro storico.
Testo di Enrico Saravalle foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com










































