Una terra affascinante, nel cuore della Calabria, da visitare con calma per apprezzarne le tante peculiarità culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. La start up Divini Itinerari ha messo a punto vari percorsi esperienziali che ne raccontano le tante sfaccettature. Il tutto arricchito con quei dettagli conosciuti solo da chi vive il territorio quotidianamente.

La Calabria, la regione più a sud dello Stivale, è «una penisola nella penisola tutta protesa nel mare». Con queste parole Saverio Strati, noto scrittore calabrese, ricorda che l’antica Enotria – ancorata al continente in prossimità del Pollino ed al centro del Mediterraneo – è stata cuore pulsante della Magna Grecia e poi crocevia di popoli che hanno lasciato tracce importanti culturali ed artistiche.
È anche una mescolanza di paesaggi e di colori e da qualunque parte si osservi ci si trova al cospetto dei suoi due mari, Tirreno e Ionio. Azzurre distese che bagnano le sue coste, lunghe complessivamente 800 chilometri.

Litorali con nomi evocativi
Qui si trovano anche cinque parchi marini regionali e l’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, la regina del mare calabrese, ed una serie di splendidi litorali dai nomi evocativi tra cui la Riviera dei Cedri, la Costa degli Dei, la Riviera degli Angeli, la Costa dei Saraceni e la Costa degli Achei. Ogni spicchio di costa presenta caratteristiche diverse che lo rendono unico, legato all’entroterra di cui è espressione.
Le montagne, che rappresentano la sua anima ancestrale, offrono scenari variegati e un patrimonio naturalistico di grande valore. Poi arrivano a sfiorare un mare cristallino, punteggiato di angoli seminascosti che lasciano letteralmente senza fiato e di spiagge sabbiose, ideali per una tranquilla vacanza balneare.
Su una ventina di queste spiagge sventola la Bandiera Blu, assegnata annualmente a quelle località balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, ed altrettante Bandiere Verdi che certificano i litorali adatti a famiglie con bambini.
L’interno è invece dominato da una natura a tratti selvaggia impreziosita da tre Parchi nazionali (Pollino, Aspromonte e Sila) e punteggiata da piccoli borghi arroccati, a volte anche difficili da raggiungere, testimoni delle sue antiche origini.

Divini Itinerari per conoscere la Sila in modo slow
Come è facile immaginare, la Calabria è una terra che merita di essere scoperta con calma, per “toccare con mano” le bellezze naturalistiche che la caratterizzano e le eccellenze che la contraddistinguono, a cominciare da quelle gastronomiche che parlano la lingua antica e familiare del contadino, del pescatore, del pastore e del casàro.
Sono tipici di questa terra, per citarne alcuni, la ‘nduja, insaccato spalmabile dal gusto piccante, la Cipolla Rossa di Tropea, il Bergamotto di Reggio Calabria, la Patata della Sila Igp a cui si aggiunge il pregiato Olio di Calabria Igp, un concentrato di proprietà nutritive ed organolettiche.
Ci sono tanti tour esperienziali che arrivano nei suoi angoli più nascosti e caratteristici. Uno di questi riguarda la Sila ed è stato studiato per raccontarne le peculiarità storiche, artistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche.
È stato messo a punto da Divini Itinerari, una start up con sede a Rende (Cs). Finanziata in avvio dal Feasr, il Fondo europeo per lo sviluppo rurale, ha creato vari percorsi slow, capaci di raccontare in modo puntuale l’eterogeneità paesaggistica, territoriale e artistica di questo spicchio di Calabria. Il tutto arricchito con quei dettagli conosciuti solo da chi vive il territorio quotidianamente.
Cosenza è l’Atene d’Italia

Nel programma si parte da Cosenza, città di grande tradizione artistica, culturale e di pensiero. Qui nacquero l’umanista e scrittore Aulo Giano Parrasio e Bernardino Telesio, teologo e filosofo, che concorse a definire la città “Atene d’Italia“, sede dell’importante Accademia Cosentina.
Molto interessante il centro storico, con gli scavi archeologici, il teatro, la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta ed una serie di attrazioni ricche di incanto tra cui il ponte “San Francesco di Paola” realizzato dell’archistar Santiago Calatrava per unire i due quartieri della città, separati dal fiume Crati.

In corso Telesio merita una sosta golosa il “Gran Caffè Renzelli”, una pasticceria storica nata nel 1803 e da sempre di proprietà della stessa famiglia. Le salette interne, la rossa e la verde per il colore dei divani, profumano di dolci e cultura.
Oggi il locale, è condotto da Francesco, Vincenza e Stefano Renzelli, la settima generazione. Tra le sue creazioni premium la “Varchiglia alla monacale” a base di impasto morbido di mandorle e cioccolato. Ancora oggi è preparata secondo la ricetta originale del ‘300, inventata dalle Carmelitane Scalze.

Acroneo: l’emozione di un mitologico passato in un calice di vino
Lasciata Cosenza in direzione Montalto-Luzzi si arriva a Serracella di Acri, nella valle del Crati. Qui in Contrada Serricella, si trova la Cantina Archeo enologica Acroneo.
Il titolare è Francesco Gabriele Bafaro, un archeologo trentottenne con la passione per l’enologia, che nel 2017 ha deciso di avviare, assieme ai genitori Raffaele e Katia, una cantina sperimentale attrezzata per la produzione di vini in anfora.
«Il progetto – dice il fondatore Bafaro – nasce dalla mia tesi di specializzazione dove ho studiato in modo approfondito le fonti (letterarie, iconografiche ed archeologiche) relative alle metodologie di vinificazione usate dagli antichi greci e romani per produrre vino. Ho quindi iniziato a produrre vini che si avvicinassero il più possibile a quello che bevevano i nostri antenati».

Nella micro cantina (8 mila le bottiglie prodotte annualmente) si sposano perfettamente le moderne tecniche enologiche con le antiche tradizioni. Le uve vengono messe a macerare in anfore di terracotta interrate, realizzate senza l’utilizzo di smalti ed altri materiali moderni. Anche i tappi rispettano la tradizione antica, sono usati, infatti, materiali naturali come il legno e le pietre.

I principali vini prodotti, affinati e vinificati in anfora, sono l’Acroneo Elektron, un vino ambrato che al naso si presenta con note dolci e i rimandi d’arancia candita e miele, il Rosso Acroneo Arkon affinato in anfora per sei mesi, ha un gusto potente ed armonioso, con tannini vellutati ed eleganti ed il Vino dell’Archeologo i cui profumi ricordano l’odore del sottobosco con note di liquirizia.

Parco Nazionale della Sila: una bellezza senza limiti
La tappa successiva è il Parco Nazionale della Sila per godere della immensa biodiversità di un’area che non ha eguali al mondo. Il territorio, disteso tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, è coperto di alberi tanto da essere soprannominato il “Gran Bosco d’Italia” sfruttato sin dai tempi della Magna Grecia, per la costruzione di navi, case e chiese.
Le sue caratteristiche geologiche, unitamente a quelle dovute alla sua posizione geografica, determinano una serie di paesaggi unici a livello europeo, se non addirittura mondiale.

Per un assaggio della Sila immensa ed emozionante c’è il Centro visite Cupone che si trova a ridosso del lago Cecita, in comune di Spezzano della Sila. È una delle realtà più frequentate del Parco Nazionale della Sila con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico ed un orto botanico accessibile a disabili e non vedenti, con pannelli ed audio che illustrano le specie presenti.

La Patata della Sila Igp: una prelibatezza di montagna
È uno dei prodotti a marchio più gustosi della Calabria oggi tutelato dal Consorzio della Patata della Sila Igp che ha sede a Camigliatello Silano una località montana della Sila Grande in provincia di Cosenza.
Tale prelibatezza di montagna – è coltivata ad oltre 1000 metri di quota – può essere gustata in tanti modi diversi: al naturale o cotta sotto la cenere con la buccia, oppure condita o come ingrediente base di alcune appetitose ricette della gastronomia silana, tra cui le tipiche “patate ‘mpacchiùse” così chiamate perché una volta cotte risultano appiccicate le une alle altre.



Olio di Calabria Igp: un concentrato di proprietà nutritive
Il territorio è punteggiato di uliveti da cui si ricava l’ Olio extravergine di Calabria Igp, un prodotto pregiato con una fragranza unica espressione di sapori e profumi che affondano le radici in tempi remoti. Il suo colore lo distingue assieme al sapore dolcemente fruttato, evocando il sole che bacia il territorio dall’alba al tramonto.
Caratteristiche già note e citate da Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, e legate all’arrivo in Calabria dei monaci d’Oriente, che seppero dare un forte impulso alla produzione olearia locale, consentendole di assumere i caratteri di un’olivicoltura pregiata.

«Oggi l’Olio di Calabria Igp – racconta Massimino Magliocchi presidente del Consorzio di Tutela deputato a garantire la qualità del prodotto e la sua tracciabilità – è un componente essenziale di ogni tipo di dieta, perché esalta i sapori di qualsiasi piatto con personalità. Un alimento creato da produttori appassionati espressione dei sapori e dei profumi della terra su cui cresce e matura. Un concentrato di proprietà nutritive e organolettiche, ottimo sia come ingrediente delle ricette tipiche calabresi e nazionali, e sia come irresistibile condimento di pane casereccio, bruschette e insalate».

Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore: un gioiello del ‘200
La Sila è anche ricca di luoghi di culto come la straordinaria Abbazia Florense di San Giovanni Battista. Si trova nel centro storico di San Giovanni in Fiore, la “capitale” della Sila, ed è stata realizzata, al pari dell’attiguo monastero, negli ultimi decenni del XII secolo su impulso di Gioacchino da Fiore. Un abate giunto in questi luoghi alla ricerca di una nuova fonte di spiritualità e per fondarvi il primo “Ordo florensis”, un ordine monastico di diritto pontificio.
In corrispondenza dell’altare maggiore c’è la cripta con le spoglie di Gioacchino da Fiore. La nicchia sepolcrale è arricchita da una cornice di granito silano con incisi i versetti del Paradiso di Dante: “…lucemi da lato, lo calabrese Abate Gioacchino di spirito profetico dotato”.

Dulcis in Fiore con sua maestà la pitta ‘mpigliata
Infine, sempre a San Giovanni in Fiore, si consiglia di mettere in agenda una visita a Dulcis in Fiore. Un laboratorio dolciario artigianale, guidato da Marco Piccolo e Rocco Pisano, specializzato in prodotti tipici da forno.
Il suo prodotto di punta è la Pitta ‘mpigliata, un dolce di antiche origini che necessita di pochi ingredienti facilmente reperibili tra cui farina e marmellata. In origine preparato per le cerimonie nuziali è diventato il dolce perfetto per le feste per accogliere nel migliore dei modi parenti ed amici.

Non Solo Cioccolato di Isabella Mascaro
Infine a Castrolibero, ad una manciata di chilometri da Cosenza, si possono assaggiare le squisitezze a base di cioccolato preparate da Isabella Mascaro nel suo laboratorio Non Solo Cioccolato. Praline, cioccolatini, frutta farcita o ricoperta, dragée e confetti: l’ampia selezione di prodotti consente di effettuare un percorso guidato alla scoperta dei vari tipi di cioccolato per affinare i propri gusti e scoprire nuovi abbinamenti.

Dove dormire
Per trascorrere una notte d’incanto e d’atmosfera si può provare il Parco d’Arte “Alt Art” una residenza di campagna dove la ricettività si fonde con l’arte contemporanea.
Nel cuore della Sila in località Croce Di Magara si può provare il B&B “La casa nella prateria”, un posto fuori dal tempo nella Riserva naturale “I Giganti della Sila”.
Dove mangiare
Nel centro storico di Cosenza, a due passi dal fiume Crati, si può provare il Ristorante Da Salvino. Le sale sono ricavate nelle antiche stalle di un palazzo nobiliare del ‘400 che un approfondito restauro ha reso gradevoli ed affascinanti. Ebbene tra le antiche mura si possono degustare i piatti della cucina calabrese rivisitati con sapienza dallo chef per non snaturarne le caratteristiche che riportano a sapori e profumi unici ed inconfondibili.

A Camigliatello Silano merita una sosta gustosa la Trattoria annessa al “San Lorenzo si alberga”, un essential hotel con 21 camere nel cuore della Sila. Ai fornelli Emanuele Lecce, uno degli chef più talentuosi di Calabria, che nel 2016 ha raccolto il testimone dal babbo Pietro. La sua cucina è un mix equilibrato tra modernità e tradizione.

Al suo fianco il fratello Biagio, come responsabile di sala, anche lui con un bagaglio di esperienze non da poco, sommelier professionista e stage presso i grandi nomi della ristorazione.
Testo di Tiziano Argazzi Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com










































