Il pioniere della fotografia a colori Franco Fontana nei tempi in cui tutti i grandi fotografi lavoravano in bianco e nero. Uno dei primi a valorizzare le morbide nuance della pellicola Ektacrome ma solo per motivi economici: al contrario delle pellicole kodacrome che si sviluppavano solo in Germania l’ektacrome poteva essere lavorata anche in un laboratorio di Modena, la città dove ancora Fontana risiede.

Dal 13 dicembre 2024 al 31 agosto 2025 all’Ara Pacis la grande retrospettiva è stata curata da Jean-Luc Monterosso, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di CivitaMostre e Musei, Ze’tema Progetto Cultura e Franco Fontana Studio.
Curatore di fama mondiale, critico d’arte, storico fondatore e direttore della Maison Européenne de la Photographie a Parigi, Monterosso ci guida alla scoperta dell’universo creativo del fotografo modenese, svelando al pubblico aspetti inediti del suo lavoro e la sua profonda influenza sulla fotografia contemporanea.
200 foto viste e mai viste
Oltre 200 fotografie tra quelle più iconiche fino agli scatti rimasti per anni nel cassetto, dalle polaroid all’ultimo video realizzato nel 2017 a Cuba che rivoluziona la prospettiva delle fascinose architetture dell’Avana.
Nonostante gli acciacchi dei suoi 92 anni Franco Fontana si racconta con disponibilità ed energia accompagnato dalle figlie e dal golgota della fotografia italiana, da Roberto Koch (che ha curato il catalogo) a Giovanna Calvenzi. Ha cominciato a scattare mentre faceva il servizio militare ma solo negli anni ’70, vendendo la sua precedente attività, ha potuto dedicarsi interamente alla fotografia.
Franco e le sue “fontanate”
Lui dice: “sono stato fecondato”. Si definisce un fotografo di vita…”fotografo ciò che la vita mi porta” “io divento ciò che fotografo, se fotografo un paesaggio sono quel paesaggio, se fotografo un cimitero sono un cimitero…”e con le sue immagini ha fatto conoscere il paesaggio italiano all’estero. Non trova alcuna differenza tra analogico e digitale, bisogna solo capire quello che si fa. “Se fotografo un paesaggio quello entra dentro di me e le foto diventano ‘fontanate’.
Franco Fontana fotografo di sperimentazione
Nella mostra si è voluto evidenziare il ruolo del fotografo nella sperimentazione del linguaggio dell’immagine a colori in un periodo in cui se ne parlava soprattutto in rapporto alla fotografia americana. L’universo ‘Fontana’ ci accoglie tra i paesaggi astratti in cui la luce gioca sulla linea dell’orizzonte e le geometrie urbane di grande contemporaneità. Ci sbeffeggia attraverso i graffi di stile dell’esperienza americana in cui si mescolano tratti ironici del lifestyle made in Usa ed ambientazioni di ‘Hopperiana’ ispirazione.
Ma ci cattura perfino con i suoi nudi che si scoprono con pudore attraverso i veli o ci occhieggiano attraverso parti scomposte dei corpi.
Informazioni Utili
Museo dell’Ara Pacis
13 dicembre 2024 – 31 agosto 2025
Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre 9.30-14.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Giorni di chiusura
1 maggio e 25 dicembre
€ 11,00 biglietto intero;
€ 9,00 biglietto ridotto.
Testo di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































