Il mecenatismo e l’attenzione per la cultura sono belle parole. Rimandano a principi assai nobili, ma troppo spesso sono vittime della retorica. Una cosa infatti è dire, tutt’altra è fare. Due hotel di Tokyo – la bellissima, affascinante Tokyo – appartengono alla categoria del fare. Ma anche del bello.

Parliamo del Park Hotel Tokyo e dello Shiba Park Hotel. Il primo è un lussuoso workshop per artisti, spesso residenti. Mentre il secondo è un tempio di lettura dedicato all’universo dei libri, ma anche all’arte del Kintsugi.
Scoprirli è stato un piacere.
Park Hotel Tokyo

Il Park Hotel è all’interno della centralissima Shiodome Media Tower. La lobby è al 25° piano, le camere vanno dal 26° a 34° piano. L’altezza già suggerisce una vista panoramica unica. Come unici sono gli ambienti, affidati ad artisti con il compito di adornarli e fare del Park un vero e proprio museo, ma pensato come un luogo di “arte per tutti”.
Tra corridoi e camere, il Park offre ai suoi ospiti oltre 400 opere contemporanee di artisti emergenti ed affermati. Delle 268 camere d’arte, 41 appartengono all’esclusiva categoria “artist in hotel”: ossia stanze dove gli artisti hanno dapprima soggiornato e successivamente ornato con la loro arte.
E’ il caso dell’acclamato Yuji Kanamaru, che firma una sbalorditiva suite chiamata “Birds and Animals in the City”; un omaggio, scrive l’artista in una breve nota posta all’ingresso, a un pittore del periodo Edo: Ito Jakuchu, per una visione dove animali e città sono interconnessi e dove la clamorosa vetrata che rivela Tokyo diviene parte integrante del ciclo pittorico.
Tartarughe, granchi, leoni, elefanti e pesci animano la stanza d’arte, ideata per essere un pezzo unico e rendere la permanenza al Park Hotel una continua rivelazione di dettagli.
Scintillante come il grattacielo che lo ospita, ma caldo di opere d’arte disseminate dalla lobby ai ristoranti interni, dalla lounge fino all’art shop (dove l’artigianato raggiunge vette di design). Il Park è un museo in divenire.
Immersivo, come si dice spesso a sproposito, e davvero unico nel suo genere.
Shiba Park Hotel

In posizione altrettanto centrale lo Shiba Park Hotel è un prezioso hotel biblioteca. Il suo motto è di ascendenza classica: “where your Odyssey begins”.
E’ basato sul concetto di Omotenashi, che potremmo tradurre con “ospitalità”, ma che significa più compiutamente una vera e propria “arte del ricevere”. Allo Shiba Park l’ospite può, con l’aiuto del personale, scegliere uno o più libri da prendere in prestito o da leggere negli spazi comuni.
Ricco di 1500 volumi – molti dei quali in lingua inglese – lo Shiba si presenta con un’armonica scala-libreria (che ingloba una fontana, essendo l’acqua un elemento base della ricerca di equilibrio) ed è preludio a tutti i salotti intimi dove sono riposti i libri nel seguente ordine tematico e per piano: al sesto: Craft; al settimo: Architecture; all’ottavo: Photo; al nono: Travel; al decimo: Fashion; all’undicesimo: Art.
Ma lo Shiba ha in serbo per i suoi ospiti un’ulteriore offerta di raro fascino: il nuovissimo corso di Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro degli antichi ceramisti giapponesi.
Per rispondere a una clientela molto esigente in termini di offerta culturale, il corso di Kinstugi dello Shiba arricchisce la sua offerta di Omotenashi; con i suoi istruttori certificati, introduce alla filosofia del recupero e dell’armonia degli elementi e trasforma un viaggio in Giappone in una vera e propria odissea culturale.
Da turisti a viaggiatori

Il Park Hotel Tokyo e lo Shiba Park Hotel sono luoghi d’accoglienza che trasformano il turista in viaggiatore, e fanno apprezzare un soggiorno in Giappone ben oltre il tempo di permanenza.
Come un balsamo a lento rilascio l’arte e la cultura incrociati vi accompagneranno per lunghi mesi o forse per sempre.
Testo e foto di Federica Miglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































