La piccola regione del Centro Italia è una terra segreta ed enigmatica. Qui l’inaspettato e l’inedito sono di casa e si manifestano con elementi culturali notevoli impreziositi da una storia ultramillenaria ed una gastronomia d’autore con tanti prodotti di eccellenza tra cui il tartufo molisano e le tipicità di “CB Molisani”.
Il Molise è una piccola regione ricolma di meraviglie. Una terra segreta lontana dai grandi assi viari, con una storia plurimillenaria da raccontare, un paesaggio da incorniciare e tradizioni secolari, approdate integre ai giorni nostri. Su due spiagge (Lido di Campomarino e Termoli) sventola la Bandiera Blu che premia annualmente quelle località in prima fila per turismo sostenibile, salubrità del mare e pulizia delle spiagge.


A spasso per borghi antichi e tratturi
Diverse località (Agnone capitale italiana della cultura 2026, Frosolone, Roccamandolfi, Scapoli e Ferrazzano) si fregiano della Bandiera Arancione, il marchio di qualità turistico-ambientale del Touring Club Italiano. Quattro borghi – Fornelli, Frosolone, Oratino e Sepino – fanno parte dell’esclusivo club dei “Borghi più Belli d’Italia”.
In particolare Oratino, dall’alto dei suoi 800 metri, domina un lungo tratto della valle del Biferno, il fiume interamente molisano che sfocia in Adriatico dopo una corsa iniziata ai piedi del massiccio del Matese, appena fuori Bojano. Infine Scapoli, piccolo angolo arroccato su un colle, è noto per essere la “Capitale della Zampogna”.
Poi passeggiando per tratturi, sentieri e per i vicoli dei tanti borghi antichi è facile scorgere i segni lasciati da antichi popoli. A tutto questo bisogna aggiungere un cibo delizioso frutto di una proposta gastronomica variegata e ricca di tipicità.

Termoli: la perla dell’Adriatico
Termoli è una importante destinazione turistica. Uno spicchio di terra conosciuto come “Perla dell’Adriatico” con due anime: una nuova e l’altra antica. Quest’ultima è rappresentata dal Borgo Vecchio, una cittadella fortificata di impronta medievale con un reticolo di stradine lastricate e piazzette che fendono le vecchie case avvolte nel loro silenzio centenario. Lungo il percorso ci si imbatte nel vicolo rejecélle, uno dei più stretti d’Italia e d’Europa con una larghezza di appena 41 centimetri.

Il simbolo della città è il Castello Svevo di epoca normanna. Costruito probabilmente intorno all’XI secolo sopra un preesistente torrione di epoca longobarda, è stato ricostruito dopo il terremoto del 1456 e poi restaurato in più momenti. Il 15 agosto di ogni anno, per rievocare il saccheggio compiuto nel 1566 per mano degli ottomani, si svolge il suggestivo “Incendio delle mura e del Castello” che illumina di fuochi e colori il Borgo Vecchio.

Enogastronomia molisana: un viaggio nel gusto
In Molise i prodotti della terra si alternano con le prelibatezze del mare per dare vita ad una proposta gastronomica interessante e variegata. Ce n’è davvero per tutti i gusti: dal capocollo, alla soppressata molisana; dal caciocavallo di Agnone, al pecorino di Capracotta. Il grano poi ha decretato il successo della pasta e del pane di questa terra.
Tra le tante eccellenze anche l’olio extravergine Molise Dop e il tartufo, bianco e nero. Poi ovviamente la cucina a base di pesce, da gustare soprattutto sulla costa. Aragoste, dentici, orate, spigole triglie e calamari affollano i fondali costieri ed hanno un gusto ed una fragranza senza pari. E per gustare al meglio tali prelibatezze un calice di vino di una delle quattro Doc del Molise: Biferno, Molise, Pentro d’Isernia e Tintilia. Bianchi e rossi che si accompagnano al meglio con le tante ricette e tipicità molisane alcune delle quali anche presidi Slow Food.

Tartufi molisani: una bella scoperta
Il piccolo ed eterogeneo Molise, oltre ad essere una terra con una ricca biodiversità, è caratterizzato da importanti tradizioni rurali ed agricole. Inoltre il suo habitat naturale, con una antropizzazione bassissima, è l’ideale per la crescita del pregiato tartufo, uno degli ingredienti principe della cucina italiana. Un prodotto da sempre preceduto da un’aurea di nobiltà in quanto in passato impreziosiva solamente la tavola delle persone più abbienti.
Il tartufo molisano, in particolare quello bianco, è molto pregiato con pochi eguali in altre regioni. Le sue caratteristiche più importanti sono la forma rotondeggiante, le venature, la durezza, il profumo ed il sapore molto intenso. Il periodo di raccolta del tartufo bianco dal gusto molto intenso, è da ottobre a gennaio mentre il nero pregiato, aromatico e delicato si raccoglie da novembre a marzo. Lo scorzone, cioè il tartufo nero estivo, è molto facile da trovare anche a pochi centimetri dalla superfice e si “cava” da metà maggio a fine settembre.

In Molise ci sono tantissime tartufaie. Una di queste, Di Iorio Tartufi Molise, è l’unica azienda italiana del settore a presidiare l’intera filiera: dall’allevamento ed addestramento dei cani da “cerca”, alla trasformazione e commercializzazione del pregiato prodotto.
La “cerca” del tartufo avviene nei boschi della tenuta di proprietà: 46 ettari di boschi querce secolari, pioppi, noccioli, faggi, roverelle e salici a pochi chilometri di Busso un piccolo borgo, in provincia di Campobasso, con alle spalle una ricca storia di nobili famiglie feudatarie.
Nei boschi di Di Iorio è anche possibile andare alla ricerca del tartufo al seguito dei cani da “cerca” per vivere in prima persona le emozioni che regala una simile esperienza. Poi tutti a tavola per degustare il tartufo assieme a squisiti piatti che ne esaltano il profumo e il sapore.

“CiBi Molisani”: un brand identitario per promuovere le tipicità regionali
Un’altra chicca è rappresentata dai CiBi Molisani, in sigla “CB Molisani”, un brand tutto molisano fondato qualche anno fa da due amici, Pasqualino Fierro e Pasquale Felice, contadini da generazioni.
I due imprenditori hanno deciso di continuare a lavorare la terra dei loro padri, applicando però idee e concetti innovativi indispensabili ad un’agricoltura 3.0 ben piantata negli anni duemila. Hanno quindi deciso di puntare alla coltivazione in idroponica: una pratica agricola altamente sostenibile incentrata sulla coltivazione in serra fuori suolo, cioè senza terra. Si sfrutta l’acqua a cui vengono aggiunte le sostanze nutritive idonee a far crescere, velocemente e in salute, le piante posizionate in comode postazioni galleggianti.

Il percorso ha raggiunto importanti risultati tanto da convincere Pasqualino Fierro e Pasquale Felice ad ampliare il loro raggio d’azione. Hanno realizzato altre serre – oggi se ne contano 7 e ben altre 8 in progetto – e poi fondato un Consorzio di Rete denominato “CB Molisani”. Un contenitore di piccole imprese che promuove il territorio, ne esalta le qualità e ne preserva l’eccellente biodiversità regionale. Con la nascita del Consorzio è stato possibile ampliare visione e catalogo dei prodotti da commercializzare, quasi tutti a residuo o chilometro zero.

Così all’idroponica verde si è aggiunta quella colorata dei fiori eduli e dei frutti quali lamponi, mirtilli, fragole, che per l’assenza di nichel non producono allergie o controindicazioni; si aggiungono le farine e i derivati tra cui pasta, biscotti, pane; la Tintilia, il vino simbolo del Molise; le uova di quaglia quasi prive di colesterolo cattivo; i salumi artigianali; i latticini con l’immancabile caciocavallo di Roccamandolfi; l’olio extravergine d’altura; i dolci da forno quali il panettone e l’oggettistica che fa riferimento all’arte della ceramica locale prodotta con creta e argilla del posto.

Spazio anche all’accoglienza ed alla cucina d’autore grazie all’agriturismo il Casale Rosa di Vinchiaturo e alla Trattoria Borgo Antico di Civita Superiore. Partner esclusivi i Ricci Fornai dal 1967 con il panettone e i lievitati campioni del Mondo, le Fattorie del Zingaro con le uova di quaglia, il Caseificio la Roccolana, i Liquori del Matese con gli amari di erbe spontanee del massiccio del Matese.
Attualmente il sodalizio conta su 15 soci effettivi che commercializzano i propri prodotti con il marchio “CB Molisani” più alcune decine di simpatizzanti. I loro prodotti si possono trovare nei Conad Adriatico d’Italia, nei negozi specializzati di Molise, Abruzzo, Campania e nello shop online del Consorzio.

Dove degustare
A Termoli si può fare una sosta golosa al ristorante Svevia. Si trova in un antico palazzo del Borgo Vecchio. Lo chef Massimo Talia con la sua brigata di cucina (composta da Giuseppe Sodano, Antonio Palomba e Bogdan Caraza) propone ottimi piatti della tradizione marinaresca. Una combinazione perfetta di passione, tecnica e ingredienti freschi di alta qualità in arrivo dal locale mercato ittico.

Ottimo anche il servizio di sala curato dal maître Silvio Chiappa, che consiglia i giusti abbinamenti con i vini della rifornita cantina, e dalla impeccabile Nicoletta Di Tomaso.
A Vinchiaturo si può fare tappa all’Agriturismo Casale Rosa dello chef Pasquale Felice, uno dei fondatori di “CB Molisani”. La struttura immersa nella campagna molisana, propone piatti della cucina del territorio con un tocco di modernità. Le ampie vetrate che avvolgono il ristorante permettono di godere di un panorama fantastico. Attualmente il ristorante è chiuso per ristrutturazione ma riaprirà i battenti dal prossimo 24 marzo.
Dove dormire
A Termoli si può pernottare alla Residenza Sveva, un albergo diffuso con varie camere (matrimoniali, doppie, familiari, junior suite e suite) dislocate in vari punti del Borgo Antico. La reception è in piazza Duomo, nella parte alta della cittadina, di fianco alla Cattedrale di “Santa Maria della Purificazione”.
Foto di apertura. Termoli, uno sguardo sul Borgo Antico. ©Ph. Filippo Cantore
Infonotizie
AAST – Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo del Molise
Piazza Garibaldi, 42 – Termoli (CB) – Tel. + 39 0875-703913
Testo di Tiziano Argazzi Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.










































