Via terra da Delhi a Calcutta, alla ricerca dell’India meno nota, meno fotografata, meno battuta dagli stranieri. Un viaggio alla ricerca di un Paese contemporaneo, quello che non aderisce al mito occidentale, anzi.
Testo e foto di Stefano Pensotti

Mille sono le sovrastrutture mentali che l’Occidente ha costruito sull’India. Ognuno ha in mente un Paese che spesso non aderisce in nessun modo alla realtà del subcontinente così com’è oggi.
Chi si spinge fino a Delhi o Calcutta trova un mondo assai diverso da quello che aveva immaginato.
Trova una realtà sfaccettata che è un grande braciere dove ardono totale modernità e devozione spirituale assoluta a divinità arcaiche, il Dio Elefante Ganesha o il Dio scimmia Hanuman.
È un viaggio che inizia dalla modernità di New Delhi per raggiungere Calcutta via terra, passando attraverso Uttar Pradesh, Bihar, Jharkhand, Bengala Occidentale.
Sulla strada si incontrano molte puje, ossia l’insieme di culti, cerimonie, riti, quei momenti tutti spirituali compiute dai fedeli indù mentre adorano una delle loro divinità.
E ancora, santoni, villaggi rurali, risaie, templi buddisti, miniere di carbone e feste indù.
La pazza spiritualità di New Delhi

Delhi, la mega metropoli, vive la condanna di essere il luogo di accesso all’India. Ma anche di essere la città dalla quale fuggire appena scesi dall’aereo.
Tuttavia prima di abbandonare il suo caos tremendo si può tentare si scoprire luoghi di fede inaspettati come il Kalkaji Mandir, antico tempio dedicato alla Dea Kali. Qui il sabato v’è l’assalto di folle oceaniche; sono i fedeli della Nera Dea della Morte.
Famiglie intere giungono in bus da fuori Delhi per la puja e le celebrazioni dedicate alla Dea dalle quattro braccia. Manifestazioni di fede difficili da vedere negli altri templi di Delhi: famiglie con bambini addormentati che innalzano preghiere alla Dea della Morte, svenimenti, canti e offerte.
E non meno grande è la sorpresa di scoprire che tra gli ombreggiati quartieri moderni ed eleganti di New Delhi si nascondono alcuni degli ultimi antichi Akhada tradizionali, i campi di terra in cui si allenano i Kushti, o Pehlwan, i lottatori tradizionali indiani.
Questa antica lotta non è solo sport: gli Akhada sono un’esperienza di vita, religiosa e filosofica. Si accede negli Akhada con riverenza e viene eseguita un’intera serie di rituali mattutini.
Conclusi i riti, tutti i lottatori si mettono in fila con le mani giunte per recitare la puja rituale. I corpi unti d’olio alla luce rossa dell’alba. I lottatori entrano nell’arena. E inizia un rito antichissimo e affascinante.
Varanasi, dove si purificano le anime
Varanasi, la più sacra città dell’India, si stende placida sulle sponde del Gange. È un luogo di riti che colpiscono intensamente gli occhi occidentali. Cremazioni, puje e abluzioni si susseguono per ogni dove.
Sui ghat, le grandi scalinate che scendono verso le acque sporche del sacro Gange, decine di pire bruciano in contemporanea mentre i pellegrini cercano la redenzione dai peccati del loro karma.
Un luogo sconvolgente l’antichissima Varanasi, il solo luogo sulla terra in cui gli Dei permettono agli uomini di sfuggire al Saṃsāra, all’eterno ciclo di morte.
Difficile spiegare l’atmosfera cupa e insieme estatica di questa città. L’effetto è ancora dilatato se si risale il fiume in barca per osservare le pire ardenti e i tanti fedeli che si bagnano nel Gange.
Oggi a Varanasi arrivano milioni e milioni di pellegrini Indiani che fanno il viaggio dalle campagne con agenzie specializzate che organizzano tutto in giornata, il viaggio e la cerimonia del Pind Daan, la puja per liberare l’anima del defunto dalla sofferenza e donare la pace ai familiari sopravvissuti.
Efficienza da cantone svizzero, pacchetto completo, si paga alla partenza, ti danno anche il badge magnetico con i dati dei servizi acquistati.
E i tempi sono rispettati. Chi va di fretta e non può attendere in coda per il darshan, ossia la “vista divina” in presenza di una divinità in un tempio, si concede all’esperienza del visore 3D per la realtà virtuale del “Virtual Reality 3D Darshan For Devotees” al Kashi Vishwanath Temple. Tempi moderni.
Bihar, dove camminava il Buddha
Lontano dal turismo, nel Bihar si va verso l’India difficile, fatta di gente vera che vive, che fatica e lavora in uno degli Stati più poveri del Subcontinente. Uno Stato, il Bihar, senza risorse particolari e punteggiato da siti di archeologia industriale. Fabbriche abbandonate e centinaia e centinaia di ciminiere, queste ancora in funzione, che affollano le rive del Gange.
Sono le bricks factory, almeno 100.000 fabbriche di mattoni che danno lavoro a 25 milioni di indiani, uomini donne bambini, sottopagati e sfruttati per sagomare la creta in mattoni che cuociono nelle fornaci.
In passato, invece, nel Bihar prosperavano città, dinastie di regnanti illuminati, amanti dell’arte e della cultura, maestri religiosi che rivoluzionarono il pensiero filosofico dando vita a nuove religioni basate sulla rinuncia e l’introspezione.
Qualche traccia di questa spiritualità secolare si trova tra gli stupa ed i monasteri buddisti di Bodh Gaya; qui si percorrono i sentieri sui quali camminò il Buddha.
Una fiumana di pellegrini, soprattutto orientali, percorre ogni giorno le strade della piccola Bodh Gaya. Monaci amaranto e arancioni, bambini con i capelli rasati e gli occhi pieni di vita, camminano insieme a signore giapponesi dall’aria serafica.
Jharkhand, la maledizione del carbone
Lo Jharkhand,stato giovane che si è separato dal Bihar 20 anni fa, ha notevoli risorse che arrivano da grandi miniere di ferro, rame, bauxite, carbone, uranio e mica.
E con le miniere sono arrivate le industrie in campo siderurgico, le industrie metallurgiche che lavorano la bauxite, lo zinco e il rame, la raffinazione di petrolio, le cartiere, l’industria chimica e tessile.
Ma tutta questa ricchezza non ha cambiato la vita dei 35 milioni di abitati dello Jharkhand. Anzi, se possibile, in alcuni luoghi l’ha peggiorata.
Dhanbad, nella sua area metropolitana, conta circa 1.335.000 abitanti. Queste persone vivono nel bel mezzo del più grande giacimento carbonifero dell’India sfruttato da 23 miniere sotterranee e 7 immense a cielo aperto. Si estrae carbone fossile bituminoso di ottima qualità.
Jharia Coal Belt è il sito minerario di carbone più importante dell’India e uno dei più grandi dell’Asia. Questo tempio del carbone è minacciato da un incendio sotterraneo incontrollato che brucia da più di 100 anni, un inferno a lenta combustione.
Periodicamente i villaggi nell’area attorno alla miniera vengono fagocitati per l’ampliamento dell’area di scavo e la popolazione obbligata a trasferirsi altrove.
Le persone qui sono troppo povere per abbandonare i loro villaggi fatiscenti e continuano a vivere nella stessa area, rischiando la vita.
Non hanno nulla e vivono rubando quel carbone per pagarsi due pasti giornalieri. Fumi, polveri, inquinamento di aria, acqua e terra. Gas velenosi ammorbano l’aria provocando gravi malattie non solo nei minatori ma in tutta la popolazione.
Bengala occidentale, dove nascono gli idoli
E poi si entra nel Bengala Occidentale all’inizio della settimana dedicata a Durga, in quei giorni che precedono il festival di Durga Puja in cui piccoli laboratori artigianali modellano le immagini della Dea con l’argilla cruda estratta dal fiume Gange.
Durga è la dea guerriera, bella, fiera e protettrice. L’intero processo di creazione degli idoli, detti murti, dalla raccolta dell’argilla alla decorazione, è sacro.
Dopo i riti necessari, l’argilla viene trasportata con colorate processioni presso gli artigiani che la debbono modellare, quindi finalmente le statue vengono consegnate ai committenti per la puja e per le preghiere.
Oggi il Durga Puja da festa religiosa si è trasformato nel maggior evento socio culturale della società bengalese.
Il festival principale si tiene a Calcutta, nel Bengala occidentale. Qui si svolgono balli, spettacoli teatrali, kermesse di cucina bengalese in mezzo a un’infinità di bancarelle dove mangiare e acquistare souvenir culturali.
Ma soprattutto ci sono “gli spettacoli di Durga” chiamati anche pandal. Nella sola Città della Gioia sono più di 2000.
Comitati di quartiere si preoccupano di trovare sponsor, artisti, designer e artigiani per realizzare faraoniche strutture temporanee realizzate esclusivamente con canne di bambù, legno e tessuto, in cui verranno esposti gli idoli della Divinità.
Ogni notte della settimana di Durga Puja, Calcutta diventa un pazzo carnevale dove un milione di persone esce di casa per andare a fare pandal-shopping con amici e familiari.
Il traffico si blocca, molte persone abbandonano i loro veicoli e si incamminano a piedi. La Durga Puja a Kolkata è spesso indicata come il Carnevale di Rio dell’emisfero orientale.
La festa raggiunge il culmine “religioso” nella sera dell’ultimo giorno, il “Durga Visarjan”, quando le grandi statue di creta policroma della Dea Durga vengono portate in processione sino al fiume Hooghly, un affluente del Gange, e qui immerse nelle acque da cui proveniva l’argilla. È il “ritorno a casa”, alle proprie radici, là dove tutto ebbe origine.
Infoutili
Come arrivare: In aereo, dall’Italia con Air India da Milano e Roma via Delhi o Mumbai.
Quando andare – Clima: I mesi migliori per fare questo viaggio sono settembre/ottobre, quando non si verificano piogge, il clima è secco e le temperature oscillano tra i 26/28 °C durante il giorno e 10/12 °C durante la notte.
Viaggio organizzato: L’itinerario proposto nel servizio verrà ripercorso nel Workshop Fotografico in India dedicato a chi vuole approfondire la fotografia di reportage. Il viaggio dedicato al festival di Durga Puja a Calcutta si terrà dal 20 settembre al 3 Ottobre 2025; a cura di Stefano Pensotti & Namaa Travel Photography. Un’esperienza alla ricerca dell’India più vera: da Delhi a Calcutta, via terra, passando per Uttar Pradesh, Varanasi, attraversando Bihar, Jharkhand, Bengala Occidentale sino a giungere a Calcutta. Tra puje santoni villaggi rurali risaie templi buddisti miniere di carbone e feste indù.
Fuso orario: La differenza oraria rispetto all’Italia è di + 4 ore e mezza. Se invece in Italia è in vigore l’ora legale, la differenza è di + 3 ore e mezza.
Documenti: Per l’ingresso in India è necessario presentare un passaporto con validità minima di 6 mesi dalla data del viaggio e almeno due pagine libere consecutive. È inoltre fondamentale portare con sé l’ETA che si ottiene attraverso una procedura online.
Vaccini: Non è richiesta alcuna vaccinazione per entrare in India. Si consiglia di consultare sempre il medico di fiducia o l’Ufficio di Igiene del Comune di residenza.
Lingua: In India si parlano tante lingue e dialetti locali. L’hindi è la lingua ufficiale diffusa nel nord del Paese ma l’inglese è comunemente parlato ovunque.
Religione: L’India è la patria delle filosofie e delle religioni. L’80% della popolazione indiana segue la filosofia induista con il suo pantheon infinito di divinità. Il 12% della popolazione è di fede musulmana e il restante 8% si divide tra buddhisti, sikh, jainisti, cristiani e altre religioni minori.
Valuta: La valuta ufficiale dell’India è la Rupia Indiana (Indian Rupee INR). Il valore attuale corrisponde a 1 Euro = 88 Rupie.
Elettricità: La corrente elettrica funziona a 220 Volt e ha prese standard in quasi tutti gli hotel. Non funzionano le spine con la presa a terra (spinotto centrale). È preferibile munirsi di un adattatore di tipo universale.
Abbigliamento: La scelta del vestiario deve essere ispirata alla praticità, comodità, rispondenza al clima e all’ambiente. È consigliato optare per indumenti sportivi e calzature comode.Un principio da tenere presente quando si scelgono i capi di vestiario è quello dell’abbigliamento “a strati“: meglio avere a disposizione più capi leggeri o di medio peso da indossare sovrapposti, piuttosto che uno solo pesante.
Shopping: l’artigianato indiano di qualità è confinato ai negozi di antiquariato, in generale le bancarelle sono il regno di paccottiglia a poco prezzo di origine cinese, ciò non toglie che qualcosa di simpatico lo si possa sempre trovare.
Linkutili: Incredible India
Testo e foto di Stefano Pensotti|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.






































