Bressanone, è abbracciata da boschi e foreste, i suoi fiumi Isarco e Rienza corrono tra le case e rinforzano l’energia naturale che esala da tutta la città e dalle montagne che l’avvolgono. Venite a Bressanone a respirare la forza del bosco.

Abete rosso, larice, pino bianco e nero, pino cembro, faggio e quercia ecco le verdi creature che popolano i quasi 4700 ettari bosco attorno a Bressanone. L’aria è fresca e sottile, lo spirito ne è esaltato, la salute ringrazia. Benefici che si guadagnano anche con il solo respirare da queste parti. Ma non basta perchè il bosco regala molto di più.
Le foreste vengono celebrate
Il 21 marzo inizia la bella stagione ma primavera a parte questa data è dedicata alle foreste. La “Giornata internazionale delle foreste” è stata istituita dalla FAO nel 1971 per richiamare l’attenzione sulla distruzione globale delle foreste. Una nuova coscienza si è diffusa e questa celebrazione ha un significato profondo per gli abitanti e per i turisti soprattutto dopo la tempesta Vaia che ha distrutto tanti boschi delle Dolomiti.
Il bosco ti cura
Gli abitanti delle valli alpine conoscono da sempre le proprietà benefiche della foresta. E i boschi che circondano Bressanone sono una clinica naturale e pura dove imparare a gestire lo stress. Ma oltre a passeggiare e respirare, qui si aggiungono tante possibilità che aiutano ad accrescere il benessere dello spirito e favoriscono lo stato di salute fisico. Pronti via: bagni nel bosco, gettate di vapore nel bosco, escursioni guidate nel bosco. E alberghi interamente dedicati alla foresta.
Vivere la foresta

Come il My Arbor, l’hotel di Markus e Renate Huber che sulla montagna cittadina, la Plose, hanno creato un sogno: un albergo tutto sugli alberi, a livello degli alberi e circondato da alberi. Legno sempre e ovunque così che lo spirito del bosco penetri nelle camere. Non manca il bagno nella foresta, conclusione di percorso meditativo di mindfulness che attiva tutti i sensi.
La Plose è scelta anche per il hideaways Forestis dove Stefan Hinteregger e sua moglie Teresa hanno allargato e aggiornato un edificio storico cui sono state aggiunte tre torri suite, che mimano i tronchi d’albero. Stupende, di altezze diverse, proiettate verso il cielo, sembrano grandi alberi che vivono in armonia con la foresta circostante. In questo paradiso c’è anche uno chef, Roland Lamprecht che officia una cucina naturalistica e forestale. E sempre il bosco è l’ispiratore della spa.
Grandi e piccini tra i prati
Escursioni meditative, saune, infusi, spa sotto gli alberi, tutto dentro e con la foresta. E’ per grandi e piccini l’offerta della famiglia di albergatori Sanoner. Il progetto dell’AKI Family Resort Plose, è rivolto ai bambini che vivranno esperienze nel bosco con giochi tra i prati in fiore. Ma anche agli adulti che acquisteranno benessere e consapevolezza grazie all’esperienza meditativa nel bosco.
Addormentarsi guardando i boschi genera sensazioni benefiche che si possono provare alloggiando in uno degli appartamenti dell’Anders Mountain Suites. Andreas Plattner è il proprietario nonchè lo chef di questa struttura di architettura e design perfettamente integrata nella foresta che la avvolge. I piatti che propone ai suoi ospiti arrivano dal ricettario di famiglia e sono cucinati con i prodotti più autentici delle fattorie del circondario.
Quando lo chef è il bosco

Funghi, bacche, aghi di pino, pigne e germogli di abete rosso: magici ingredienti offerti dai boschi che alcuni ristoranti e rifugi mettono in pentola. Esperienze sensoriali e gustative tutte nuove e intense come quelle offerte da Christoph Hinteregger, lo chef della Rossalm sulla Plose: quando arriva l’estate qui vengono serviti aperitivi e cocktail con sciroppo di pino cembro o timo serpillo, canederli allo speck o polenta di Storo con finferli freschi.
Martin Messner gestisce la Halslhütte, un rifugio che sta ai piedi del Sass de Putia. E come in ogni rifugio che si rispetti la cucina è robusta e corroborante: tagliatelle fatte in casa con finferli e funghi porcini appena raccolti nel vicino bosco, gulasch di cervo con finferli freschi. E per finire liquore di pino mugo e grappa di mirtilli.
Tornati in città non ci si dimentica del bosco: Florian Fink, capo cuoco e patron del fink Restaurant & Suites, ha di recente aperto il suo incantevole locale sotto i portici minori di Bressanone. Eleganza quieta, raffinatezza di un restauro perfetto, e piatti all’altezza. E’ lo stesso padrone di casa a recarsi in foresta alla ricerca di germogli di abete rosso, pigne e altre gemme naturali che vengono poi lavorati in piatti di grande creatività. Come il risotto da Termeno con germogli di abete rosso, la sella di vitello in crosta di erbe di bosco o la guancia di manzo brasata con salsa di sambuco.
Gastronomia boschiva
Tartare di cervo con finferli, cavolo rosso e more, pappardelle con ragù di camoscio, more e germogli di abete rosso: innovazione e tradizione in onore della natura. Le creazioni di Levin Grüten, capo chef dell’ Haller Suites & AO Restaurant, hanno il sapore delle erbe, dei funghi e dei germogli della foresta. Buon cibo, annaffiato dal vino dei vigneti di Bressanone da godersi dopo una giornata di escursioni nella natura e nelle foreste di Bressanone.
La foresta ci cura, ci distende, ci rinnova. E ci dona esperienze spirituali e gastronomiche inimitabili. Corpo e mente si rilassano e si placano all’unisono. Viva il bosco di Bressanone e tutto quello che generosamente dona a noi umani. Rispettiamolo.
Informazioni
Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































