Pasqua in Umbria: tra misticismo e convivialità a tavola

Nel periodo pasquale il cuore verde d’Italia si accende con una infinità di iniziative religiose di grande spiritualità che riportano a tradizioni autentiche che trovano radici in tempi assai remoti. Nel contempo è possibile scoprire i sapori più antichi e tradizionali che da sempre influenzano la cultura gastronomica della regione. Infatti l’Umbria è una terra da vivere con i cinque sensi, primo fra tutti il gusto     

L’Umbria è una terra dalla storia antica che affonda le sue radici nell’antichità. Parchi archeologici, antichi ipogei, necropoli e catacombe permettono di vivere un viaggio nella storia e nel tempo fino all’epoca di Etruschi, Umbri, Romani, Bizantini e Longobardi, che hanno abitato nei secoli questa terra lasciando tracce importanti del loro passaggio.

Questa regione è anche il cuore verde d’Italia grazie alla ricchezza di parchi, aree protette e zone di interesse naturalistico. All’interno dei suoi confini si sviluppa gran parte del parco nazionale dei Monti Sibillini. A questo si aggiungono  sette parchi regionali – quelli di Colfiorito, Monte Cucco, Monte Subasio, Monte Peglia, Selva di Meana e del Lago Trasimeno oltre ai parchi fluviali del Tevere e del Nera – con una storia peculiare che viene raccontata attraverso i suoi tesori ambientali e naturalistici.

Dalla flora, alla fauna; dai corsi d’acqua, ai laghi fino alle stratificazioni geologiche, sono tutti elementi che incarnano l’essenza dei parchi umbri, impreziositi da numerose testimonianze culturali.

Inoltre la Riserva Naturale del Monte Peglia, racchiusa tra i bacini fluviali del Tevere e del Peglia, è stata inserita dall’Unesco tra le Riserve mondiali della Biosfera. Le località e i piccoli borghi che ne punteggiano i 40 mila ettari non hanno mai sfruttato intensamente le risorse del territorio, conservando la grande varietà di flora che punteggia i boschi della zona, da secoli rimasta pressoché intatta.

Sul Monte Peglia si trovano giacimenti preistorici risalenti a più di 700.000 anni fa, e i vulcani spenti di San Venanzo, sorto sul crinale di uno di essi, dove è possibile osservare l’associazione di rocce rarissime, presenti solo a Quing Ling in Cina, a Bunyaruguru, Katwe Kykorongo in Uganda e a Mata de Corda in Brasile.

L’Umbria terra di grande spiritualità

L’Umbria si distingue anche per una profonda spiritualità e per essere terra di grandi santi. San Francesco, Santa Chiara, San Benedetto, Santa Rita e San Valentino, per citarne alcuni, hanno percorso le sue strade ed a loro sono dedicati molti luoghi di culto. Basiliche, cripte, chiese e santuari offrono un paesaggio mistico e pacifico, il meglio che si possa desiderare per la meditazione e il raccoglimento spirituale.

Anche per tali motivi il periodo pasquale è particolarmente sentito e l’intera regione si appresta a celebrare come fa da sempre: con grandi appuntamenti che si susseguono durante la Settimana Santa che permettono di vivere momenti di grande spiritualità che riportano a tradizioni autentiche che trovano radici in tempi assai remoti.

Nei borghi con i loro vicoli e le piazze, nei centri abitati più estesi, in ogni dove ci si raccoglie in preghiera tra le luci soffuse delle candele e le litanie di uomini e donne che accompagnano i più solenni momenti.

Assisi: processione del Cristo Morto

Ad Assisi il Venerdì Santo (quest’anno il 18 aprile) è dedicato alla processione del Cristo Morto. Nel corso della mattinata in processione il Cristo Morto “scavigliato”, cioè deposto dalla croce, viene spostato dalla Cattedrale di San Rufino alla Basilica di San Francesco per essere esposto all’adorazione dei fedeli, con tappe intermedie nei monasteri di clausura. Un rito, a cui partecipano tutte le Confraternite della città,  che da secoli è sinonimo di devozione, spiritualità e tradizione.

Norcia: la Processione del Venerdì Santo

Manifestazioni simili sono in programma anche nel comprensorio della Valnerina, a Cascia, Monteleone di Spoleto ed, in particolare a Norcia. In quest’ultimo comune la Processione del Venerdì Santo (detta anche Processione del Cristo Morto)  è un evento emozionante conosciuto ben oltre i confini regionali.

Il corteo parte dalla parte alta della cittadina e si snoda lungo un percorso che costeggia le mura cittadine, dove le stazioni della Via Crucis sono rappresentate da quadri viventi composti da oltre 400 figuranti volontari con abiti d’epoca, dove spiccano i protagonisti del tragico evento culminato con la crocefissione di Gesù.

Il tutto illuminato con sapienza da fiaccole e piccoli falò. La crudezza della rappresentazione cresce man mano che ci si avvicina alla crocifissione: si provano i brividi quando da lontano si cominciano ad intravedere le croci sulle quali tre uomini rivivono e fanno rivivere un dramma del quale ogni uomo si sente partecipe.       

Gubbio: la Venerabile Confraternita di Santa Croce della Foce

 Anche a Gubbio il Venerdì Santo gode di un fortissimo sentimento e coinvolgimento, quasi quanto quello che qui si vive in occasione della Festa dei Ceri. La processione è organizzata dalla “Venerabile Confraternita di Santa Croce della Foce” e affonda le radici nel XIII secolo. La processione percorre le principali vie della città, partendo all’imbrunire dalla Chiesa di San Domenico in Piazza Giordano Bruno. Al suo passaggio vengono accesi grandi fuochi in alcuni punti del percorso.  

Il corteo è aperto dai “sacconi” che suonano le “battistrangole”. Subito dietro i confratelli che portano il teschio simboleggiante il Golgota e i simboli della Passione. Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, pregevoli sculture lignee dell’artigianato locale. Dietro le statue del Cristo e della Madonna intonano le loro note i cantori del “Miserere”, canto popolare tramandato per tradizione orale.

Marmore: la Rievocazione della Passione di Cristo

Il parco Libero Liberati di Marmore, nel ternano, accoglie la Rievocazione storica della Passione di Cristo.  Sotto la luce soffusa e musiche a tema verranno rappresentati gli ultimi momenti della vita di Cristo, dall’ultima cena alla Resurrezione, con il contributo di oltre 100 Figuranti in costume.

Spello: Via Crucis d’autore

Spello, per celebrare la Settimana Santa apre le sue porte all’arte, con la Via Crucis D’Autore dal 18 al 21 aprile. Le relative 14 stazioni che commemorano il percorso doloroso di  Gesù che si avvia alla crocifissione sul Golgota, diventano una fonte d’ispirazione per artisti nazionali ed internazionali che per l’occasione realizzano dipinti da collocare nei luoghi più significativi del centro storico. La Via Crucis prevede delle soste davanti ai quadri per ascoltare il messaggio evangelico del Cristo Risorto.

Città della Pieve: i Quadri Viventi e la Passione di Cristo

Infine Città della Pieve, una cittadina medievale da favola, immersa in una campagna generosa e incontaminata. Un’oasi di emozioni, arte e benessere in cui riscoprire il fascino e il sapore della vita autentica e genuina di una volta. Qui la domenica di Pasqua ed il Lunedì dell’Angelo (quest’anno 20 e 21 aprile) va in scena “Quadri Viventi”, una suggestiva ricostruzione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù a cui partecipano circa 40 figuranti.

L’evento si svolge nei suggestivi locali di Palazzo Orca. In ogni sala del palazzo ecco tutti i passi della Passione, con particolar riferimento all’Ultima Cena, la preghiera all’orto del Getsemani, l’Ecce Homo, la Flagellazione, la Pietà e la Resurrezione. Le scene si ispirano alla tradizione pittorica italiana del XVI e XVII secolo.

Sapori di Pasqua: i cibi tipici di questa festività

Pasqua è anche convivialità, voglia di stare assieme, nelle piazze come in tavola. Infatti l’Umbria è anche un importante giacimento enogastronomico. Tra boschi, valli e altipiani e lungo il dolce degradare delle colline è facile incontrare tesori preziosi che hanno influenzato la cultura enogastronomica dell’Umbria come la norcineria, le lenticchie, lo zafferano, il tartufo e i formaggi.

In ambito culinario gli appuntamenti principali del giorno di Pasqua sono colazione e pranzo anche per degustare pietanze dal valore simbolico legate alla Resurrezione. Regina indiscussa di tale giornata è la Torta al formaggio , chiamata anche pizza di pasqua nel ternano o crescia nella zona di Gubbio. Una torta salata a base di uova, farina e formaggi misti, soffice e gustosa, che nella tradizione veniva preparata dalle donne di famiglia il giovedì santo. Sottoposta ad una lunga lievitazione e poi cotta in forno a legna, non poteva essere consumata prima della mattina di Pasqua.

In Umbria, ancora oggi la Pasqua si celebra con questa prima colazione speciale a base di torta al formaggio, capocollo, uova sode, tutto rigorosamente benedetto. La mattina del Sabato Santo, infatti, le famiglie sono solite preparare un cestino contenente la tipica torta salata, sale, uova, alcuni salumi, pane, vino e la ciaramicola (quest’ultimo, un dolce tipico per i residenti nel Perugino) e portarlo in chiesa per la benedizione dei cibi.

Pane, vino, carne ed uova

Questi alimenti hanno un elevato contenuto simbolico riconducibile alla tradizione cristiana: l’uovo che rappresenta la Resurrezione, il pane emblema di Cristo come ‘pane di vita’, il vino che aggiunge il simbolismo del sangue di Gesù, la carne che evoca il concetto di sacrificio.

Nel corso della giornata si prosegue con un grande pranzo che prevede la preparazione di una pasta fatta in casa come gli “agnolotti’ ripieni di carne, le tagliatelle, i tortelloni di Norcia o gli strangozzi spoletini, a seconda della zona o della tradizione di famiglia. Come secondo piatto, tipico della Pasqua umbra è sicuramente l’agnello, che viene cucinato arrosto e servito con delle fette di limone per esaltarne al massimo il sapore.

Come dolce ecco la ciaramicola, immancabile in tutte le famiglie della zona di Perugia. Si tratta di un torcolo all’alchermes di colore rosso, ricoperto da una glassa bianca di meringa e confettini colorati. L’accostamento del rosso e del bianco ricorda proprio i colori simbolo della città capoluogo dell’Umbria.

Invece tipica dell’orvietano, della Valnerina e delle zone del Trasimeno è la preparazione della Torta di Pasqua dolce, ricca di spezie e canditi. Non può mancare la colomba pasquale – diffusa in tutta Italia – simbolo della Resurrezione di Gesù e messaggio di pace, il più importante che questa festività possa trasmettere dal punto di vista religioso.

Infonotizie

Per ulteriori informazioni visitare il sito di Umbria Tourism.

Testo di Tiziano Argazzi Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.