Qual è il vero spirito zurighese, quello freddo da capitale mondiale della finanza o quello vivace, nuovo, da metropoli in movimento, giovane e frizzante? Contraddizioni che convivono e che danno un nuovo smalto alla città più frigida che c’è. Testo e Foto di Emanuela De Santis

Schiffbau – Nietturm bar, schiffbaustrasse 4 , Zurigo ©ph_Emanuela De Santis

Dietro la sua cortina di banche e società finanziarie, ville blindate e cliniche di lusso, la Svizzera vive oggi un rinascimento urbanistico e sociale che ha imbellettato la tradizionale anima elvetica, rugosa e un po’ antipatica, gelida e ossessiva come la raccontavano Friedrich Dürrenmatt o Max Frisch. Zurigo è la città-simbolo di questa ambigua modernità svizzera.

Da un lato sede di centri di potere che da qui si spartiscono l’economia del mondo; dall’altro piccola metropoli giovane, vitale, effervescente, da anni saldamente in testa alle classifiche mondiali per qualità della vita.

Centro storico e nuove realtà urbane

©ph_Emanuela De Santis

Da una parte il centro storico e monumentale lungo il Limmat: i vicoli e le piazzette da cartolina che scivolano sulla romantica promenade del lungofiume, le botteghe artigiane di Schipfe, le vetrine milionarie della Bahnhofstrasse, i negozi e i concept store del design e della moda di tendenza come Neumarkt 17 e Time Tunnel.

Dall’altra le nuove aree urbane: Zürich West, nata dalla riconversione della zona industriale, con condomini di lusso dalle linee architettoniche estreme, gallerie d’arte, teatri, locali alla moda; e Sihlcity – a sud dell’altro fiume di Zurigo, il Sihl – quartiere leisure che ingloba una riadattata cartiera d’epoca in mezzo ad un anello di negozi, ristoranti, cinema, sale da concerti, alberghi a cinque stelle.

Ricchezza reinvestita

A Zurigo la ricchezza non è finita nelle tasche dei furbetti del quartierino, ma è stata investita nella riqualificazione del centro storico, nella razionalizzazione dei trasporti pubblici, nello sviluppo culturale e abitativo delle aree dismesse. E dunque si parte vetrate di Chagall nel convento di Fraumunster, dagli affreschi di Giacometti nella hall della centrale di polizia e dalla casa di vetro di Le Corbusier in riva al lago, ora sede del museo estivo Heidi Weber. E, sorpresa:  si arriva – con neanche venti minuti di tram – alla fonderia ottocentesca riconvertita nel centro commerciale e fitness Puls 5, oppure allo Schiffbau, ex cantiere navale che ospita sale per mostre, teatri, il ristorante modaiolo La Salle, il jazz club Moods e il trendissimo bar Nietturm.

Il birrificio Lowenbrau sulla Limmatstrasse è l’ennesimo reperto d’archeologia industriale riconvertita: all’interno si annidano sia un pugno di innovative gallerie d’arte contemporanea come la Kunsthalle, la Galerie Eva Presenhuber o la Hauser & Wirt, sia musei specializzati come il Daros (astrattismo, pop-art e scena newyorchese anni ’80).  Anche  il Migros, di proprietà dell’omonima catena di supermercati, ha casa qui e qui  promuove il suo personale percorso di concept-art legato alla sostenibilità ambientale, con collezioni permanenti e mostre temporanee.

Segnatevi le prossime:  tra maggio e novembre 2025 sono in agenda  le personali di Karla Black, Tatiana Trouvé, Shana Moulton e Josephine Meckseper, oltre ad una rassegna dedicata alla storia del film d’animazione.

Dadaismo riaggiornato

Steinfels bar brauerei , Heinrichstrasse 267, Zurigo, ©ph_Emanuela De Santis

Dopo novant’anni di letargo è risorto il Cabaret Voltaire, luogo di nascita del manifesto dadaista, oggi café-bar dalle pareti completamente ricoperte da graffiti, oggetti bizzarri e stravaganze assortite. con in più uno spazio per mostre ed eventi, una biblioteca specializzata e uno shop per dada-chic.

Un’altra corrente dell’avanguardia artistica del Novecento, il costruttivismo, ha lasciato le sue tracce in città: nell’ex centrale elettrica Haus Konstruktiv è conservata l’autentica Rockefeller dining room, emblema del design costruttivista, commissionata a Fritz Glarner dallo stesso miliardario americano.

Zurigo è stata sempre recettiva nei confronti dell’anticonformismo creativo; lo dimostrano la cinquantina di musei sparsi nel territorio urbano, molti dei quali dedicati alle avanguardie. Le opere d’arte sono in mostra persino nei ristoranti, dal Kronenhalle  che inanella alle pareti Klee, Chagall, Matisse, Miró, Kandinsky, Braque, Bonnard, Picasso e Tinguely originali) al Seidenspinner, con le luccicanti installazioni del multimedialista Ugo Rondinone.

Gallerie per ogni gusto

Capitale elettiva di galleristi, collezionisti e mercanti, grazie anche alle detassazioni del regime fiscale elvetico sull’acquisto e sull’esportazione di opere d’arte, Zurigo pullula di spazi d’esposizione e vendita; la parte del leone spetta alle gallerie Mai 36 specializzate in arte concettuale, pop e minimal. E ancora, Bruno Bischofberger che espone Warhol e Basquiat e il supermoderno Gmurzynska dedicato alle avanguardie russe ed est-europee.

 Accanto al museo d’arte orientale Rietberg, ampliato e ridisegnato con uno scenografico padiglione di vetro, il Museum für Gestaltung, interamente votato al design, è il punto d’arrivo degli aspiranti professionisti del disegno industriale e della grafica.  Questo spazio  non si limita a mostrare ma assiste nella pratica professionale i giovani artisti e creativi che abitano tutti nella città vecchia, tra Grossmunster e Predigerkirche.

L’aperitivo più cool

Quando si spengono le luci di banche, negozi e musei, ecco entrare in scena i teenagers cool della Zurigo-bene. Aperitivo nel décor anni ’70 del bar-ristorante Steinfels, poi via a tirar l’alba nei locali incastonati nelle fabbriche e nei depositi da cui un tempo non lontano folle di operai sciamavano via al tramonto.

I più gettonati sono il Labor, disco-bar etero che la domenica si riconverte in discoteca gay-glamourous, l’Hard One, incastrato sul tetto della multisala cinematografica Abaton, da cui si gode una vista spettacolare su Zürich West, e lo stilosissimo lounger-club La suite en folie.

Ma il posto che in città mette tutti d’accordo è la cioccolateria Sprüngli, fucina di delizie pralinate, glassate e farcite, punto di ritrovo universale degli zurighesi, dal breakfast al tè del pomeriggio. Un vero e proprio tempio del cacao di charme che, per non smentire l’esclusività del lusso svizzero, ha aperto filiale a Dubai.

Giungle svizzere

A parte negozi e gallerie d’arte, non è da trascurare un giro allo Zoo di Zurigo (Zurichbergstrasse 221, tel. 044.2542505, www.zoo.ch) che  vanta una iniziativa solidale quanto geniale: un progetto di cooperazione con il Madagascar per la conservazione a lungo termine del Parco Nazionale di Masoala. E così l’idea brillante  è stata quella di ricostruire l’ecosistema della foresta pluviale malgascia all’interno di una nuova struttura dello zoo.

Esemplari della fauna e della flora autoctone sono stati trasferiti e adattati in un padiglione di 11.000 metri quadrati, tra ruscelli, laghi e cascate che riproducono un perfetto doppio in miniatura dell’ambiente originale di Masoala. Grazie allo straordinario successo di pubblico ed alle donazioni dirette dei visitatori, la mini-foresta zurighese contribuisce oggi con un minimo di 100.000 dollari all’anno a coprire i costi necessari alla gestione del Parco africano. La vocazione agli affari non si smentisce.

Allacciate le borse

©ph_Emanuela De Santis

Accanto al lusso sfrenato delle gioiellerie, delle orologerie e delle pelliccerie sulla Bahnhofstrasse, Zurigo offre occasioni sfiziose per lo shopping controcorrente. Molto trendy le borse cult della Freitag, inventate dai fratelli Markus e Daniel, entrambi disegnatori grafici, e realizzate interamente a mano con i teloni usati dei Tir, le cinture di sicurezza e gli airbag delle automobili rottamate, i telai e le camere d’aria delle vecchie biciclette.

La fabbrica di Zürich West oggi sforna migliaia di borse, sacche e tracolle, ognuna diversa dalle altre per motivi, forme, accostamento di materiali e di colori; le nuove collezioni si trovano in anteprima nel negozio ufficiale dell’azienda (Geroldstrasse 17, tel. 043.3669520, www.freitag.ch). La genialità dell’idea, a mezzo tra la provocazione dadaista e l’environmentally correct, è quella di aver creato un oggetto assieme unico e seriale, personale e di massa, esclusivo e standardizzato, chic e trash. Non a caso il MoMa di New York ha riservato alle Freitag un posto d’onore nella galleria dedicata al design.

Alle falde di Zurigo

Nonostante gli zurighesi lo chiamino “la nostra montagna”, l’Uetliberg è in realtà poco più di una collina. Alto neanche 900 metri, coperto di boschi, è diventato quasi un quartiere verde di Zurigo, una sorta di parco pubblico sul quale salire a passeggiare e ammirare il panorama della città e del lago oppure fermarsi a mangiare al ristorante dell’hotel Uto Kulm (tel. 044.4576666, www.utokulm.ch).

Diversi sentieri, in circa un’ora di cammino, raggiungono la sommità dell’Uetliberg: il Denzlerweg e il Laternenweg, più impegnativi, partono dall’Albisguetli (capolinea del tram n. 13), mentre da Triemli (capolinea del n. 14) ha inizio il sentiero Hohensteinweg, che d’inverno si trasforma in una pista per slittini. Un ulteriore tracciato, più pianeggiante, sale dal parcheggio di Uitikon-Waldegg. Si può anche prendere il treno della linea S10 dalla stazione centrale fino alla stazione di Uetliberg, e da qui imboccare il “sentiero dei pianeti”, che in dieci minuti conduce alla sommità del monte attraverso un’installazione in scala del sistema solare. Per tornare indietro c’è il viottolo fino a Felswenwegg, da dove prima la funivia e poi il treno da Adliswil riportano in centro città.

La città in tasca

Zurigo è una città carissima; conviene quindi  acquistare la ZürichCard che permette accesso gratuito in 37 tra musei e luoghi turistici della città e l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici diurni, compresa la metropolitana dall’aeroporto.  Per i viaggi sulla rete notturna occorre invece pagare un supplemento.  La card offre inoltre sconti di varia entità sul biglietto d’ingresso in varie altre attrazioni, come lo Zoo o il Giardino Cinese.

La card ha una validità di 24 o 72 ore e costa rispettivamente 19 o 38 franchi (13 o 26 franchi per bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni d’età); si acquista presso il Tourist Service della Stazione Centrale, in tutte le biglietterie della metropolitana, in aeroporto e nei principali alberghi. Se pensate di spostarvi nei dintorni di Zurigo può essere conveniente la ZürichCard Plus (validità 24 ore, costo 36 franchi per gli adulti e 24 franchi fino ai 16 anni d’età), con la quale si entra gratuitamente in 61 musei e attrazioni anche nel territorio di Zurigo, si utilizza liberamente la rete di trasporti regionale e si gode di qualche agevolazione aggiuntiva.

Testo e Foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com