Dal mare ai monti, dalla città capitale di un distretto minerario ai borghi dei minatori, dalle scogliere scenografiche alle dune ricoperte di macchia mediterranea: la natura magnetica dell’Iglesiente, nel sud ovest della Sardegna, è una sorpresa continua.

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La costa occidentale della Sardegna con il faraglione del Pan di Zucchero ©Shutterstock

Appassionati di storia, amanti del mare o esploratori alla ricerca di paesaggi unici, Iglesias e l’Iglesiente sono la vostra prossima destinazione.

Perché sono luoghi che vi sorprenderanno. Perché qui la storia si mescola alla natura, il sacro al profano, il mare alla montagna.

Perché si passeggia tra le miniere abbandonate, ci si tuffa in acque dal sabor caraibico, si assaggiano piatti che hanno il gusto della terra e della tradizione.

E perché, alla fine, l’Iglesiente è un po’ come la Sardegna stessa: autentico, genuino e con un’anima che non si dimentica.

La piccola e antica capitale dei minatori

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La cattedrale di Santa Chiara a Iglesias ©Shutterstock

Iglesias, piccola perla del sud-ovest dell’isola, è un mix affascinante di storia&storie, di tradizioni minerarie, di atmosfere che sanno di tempi passati.

Fenicia, Romana, Bizantina e poi Pisana, Catalana e Spagnola la città ha avuto tante vite e ancora oggi conserva piccoli grandi tesori di architettura sacra e militare.

Il suo centro storico, racchiuso da imponenti fortificazioni medievali, parla di alcune di queste vite: i trascorsi pisani sono ancora visibili nei tratti di mura, nelle torri, nel castello Salvaterra e nella cattedrale di Santa Chiara, col suo inimmaginabile mix architettonico di romanico e gotico.

Gli anni della dominazione catalana sono raccontati, invece, dalla chiesa di San Francesco costruita in pietra vulcanica rossa. 

Iglesias, il cui nome in spagnolo significa chiese, insomma, non si chiama così per caso. Se la Cattedrale di Santa Chiara è la regina incontrastata tra gli edifici sacri, ogni angolo della città nasconde una cappella, un affresco o un’edicola dedicata ad un santo di cui, magari, non si è mai sentito parlare.

Iglesias e il suo Parco Geominerario

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Una delle gallerie abbandonate che compongono il Parco Geominerario della Sardegna ©Shutterstock

Se Iglesias è la regina, l’Iglesiente è il suo regno variegato e sorprendente, un trionfo di contrasti: mare cristallino, montagne selvagge e borghi che sembrano sospesi nel tempo.

L’Iglesiente, c’è da dirlo, è famoso per le sue miniere, che hanno scritto pagine importanti della storia industriale italiana.

Certo, perché Iglesias è stata il cuore pulsante di un fiorente distretto minerario dove, per secoli, sono state attive le miniere di piombo, zinco e argento più produttive di Europa.

Oggi, i testimonial di questo passato industriale iglesiente (gallerie e pozzi, tunnel e laverie, antichi porti e villaggi fantasma) sono stati trasformati in musei e percorsi turistici  e fanno parte del Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco.

A partire dagli anni ’90 del secolo scorso, infatti, la dismissione degli impianti e delle strutture di estrazione dei minerali ha inaugurato una nuova vita per Iglesias&dintorni che sono diventati, a tutti gli effetti, mete turistiche e culturali di livello.

Già nel centro storico cittadino si visita, in un affascinante palazzo liberty, il Museo dell’Arte Mineraria che custodisce numerosi esemplari di minerali, fossili e reperti di archeologia industriale.

Alla scoperta delle miniere

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La grotta di Santa Barbara ©Shutterstock

Poi, basta lasciarsi alle spalle Iglesias per avventurarsi in un mondo strano e affascinante: il viaggio inizia, alla periferia della città, nel complesso della miniera di Monteponi con i suoi cumuli di scorie di zinco (per tutti, oggi, sono le montagne rosse) e continua con le gallerie della Miniera di San Giovanni dove si entra nella Grotta di Santa Barbara, la cattedrale della montagna (come la chiamano le guide di iglesiasturismo.it), una cavità carsica dove colonne di stalattiti e di stalagmiti danno vita a bassorilievi colorati dagli effetti sorprendenti.

Ma non è tutto, perché il panorama minerario prezioso ed eclettico continua da Nebida a Buggerru, lungo la Costa delle Miniere. Qui si scoprono le memorabilia dal fascino retrò del passato minerario: i villaggi dei minatori (Nebida, Masua, Buggerru), i ruderi a picco sul mare delle strutture utilizzate dai minatori (come la Laveria Lamarmora), le gallerie lungo le quali venivano trasportati i minerali, le linee ferrate, le piccole stazioni a due passi dalla battigia.

E il mare?

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Panorama su Cala Domestica, una delle baie più belle dell’Iglesiente sardo ©Shutterstock

Già il mare. Incredibile. Spiagge di sabbia dorata e impalpabile (quelle di Fontanamare e di Cala Domestica, tra le altre) che si alternano a falesie, dirupi e rocce a strapiombo.

Spettacoli naturali che si rincorrono e si inseguono: le torri e le colonne del Canal Grande che sprofondano in un mare blu e verde smeraldo, grotte e caverne (come la Grotta Azzurra), calette e baie monoposto che ospitano colonie di gabbiani.

E poi il colpo di teatro di Porto Flavia: bello da vedere e da percorrere perché una galleria di poche centinaia di metri porta fino ad un affaccio a picco sul mare con lo scenario maestoso di un faraglione oversize (il Pan di Zucchero) che si erge dal mare come un gigante di pietra e chiude come una quinta il panorama da stordimento del golfo di Gonnesa.

Infoutili

Informazioni generali sulla città si trovano sul sito iglesiasturismo.it, completissimo di ogni informazione curiosità, dettagli sulla storia, le attrazioni in città e dintorni.

Quando andare: Iglesias è una città per tutte le stagioni. L’inverno è mite e consente slow trekking sulle spiagge esui sentieri (dalla città parte il Cammino di Santa Barbara). In primavera la natura si risveglia e regala fioriture insospettabili. L’estate è da dedicare alla scoperta delle spiagge con giornate di luce interminabile. 

Come arrivare: Con i voli di Aeroitalia, l’aeroporto di Cagliari dista una quarantina di chilometri dalla città.

Dove mangiare: Zenith, Via Cagliari 113, Iglesias (SU), tel. 0781 435492. Menu con radici nei ricettari locali ma con qualche contaminazione etnica: culurgiones al burro di tartufo nero e nocciole, cozze fritte su crema di pomodoro allo zafferano, tempura di gamberi e carciofi e maionese allo zenzero.

Oasi Beach: Cala Domestica, Buggerru (SU), tel. 0781 1896483. Chiringuito a due passi a mare con vista su una torre saracena. Degustazione di prodotti locali: prosciutto di Oliena, guanciale di Desulo, Olive di Dolianova, Juncu (formaggio misto di pecorino e caprino), pecorino aromatizzato alla bottarga, pane guttiau.

Dove dormire: Saludi e Trigu, S.S. 130 km 47, Iglesias (SU), tel. 3465250321. Location decisamente rurale per questo agriturismo a 5 minuti dalla città, circondato da un grande parco. La struttura, su una collina situata di fronte ai monti del Marganai, dispone di sei mini appartamenti. La colazione, nella bella stagione, viene servita in un dehors con vista piscina.

Euro Hotel: Via Fratelli Bandiera 32, Iglesias (SU), tel. 078122643. Un 4 stelle nel cuore storico della città di Iglesias, ospitata in una palazzina liberty di inizi ‘900. Gli interni sono spazi eleganti e confortevoli. Le stanze rievocano negli arredi e nelle decorazioni gli anni d’oro della avventura mineraria della città. 

Dove fare shopping: Panificio Vargiu, Corso Matteotti 18, Iglesias (SU), tel. 0781 23408. Forno ultracentenario dove comprare il cocoipintau (il pane decorato come un merletto) e il mustatzeddu (la focaccia) ma anche paste ripiene.

Franco Zedda, Via Cagliari 106, Iglesias (SU), tel. 347 975 9816. Laboratorio orafo dove nascono piccoli gioielli in filigrana d’argento come le tipiche fedi nuziali.

Testo di Enrico Saravalle|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com