L’Isola di Montecristo, conosciuta da molti per il celebre romanzo di Dumas, è uno scrigno di tesori naturalistici e terra di leggende.

È una delle perle dell’arcipelago toscano, un luogo piacevolmente selvaggio e remoto. L’Isola di Montecristo è un vero e proprio paradiso naturalistico coperta dal verde della macchia mediterranea. Non è un caso che sia scelta dagli uccelli migratori come casa dove riposarsi.
Frequentata solo dalla famiglia del custode e, in estate, da pochi agenti del Corpo forestale, è uno dei luoghi più inaccessibili dell’intero arcipelago.
Un’isola remota e solitaria

E proprio la sua inaccessibilità è il segreto del suo fascino. Sì, perché nel corso dei secoli Montecristo è sempre stata protagonista di storie e leggende.
Per visitarla occorre richiedere un permesso giornaliero a pagamento alla segreteria del Corpo Forestale dello Stato di Follonica. Di persone, dicevamo, ce ne sono davvero poche. Tra gli essere viventi che si possono incontrare vi è la capra selvatica: questa è l’unica popolazione caprina che vive allo stato selvatico in Italia.
Sull’isola, per di più, vi è una sola costruzione: villa Watson-Taylor, situata nella fascinosa Cala Maestra. Tutto ha inizio nel 1852 quando il giamaicano George Watson Taylor comprò dal Granduca di Toscana l’isola e qui si trasferì con la sua famiglia. Poco alla volta l’illustre personaggio trasformò Cala Maestra in un’area ricca di giardini terrazzati e specie arboree rare, tra cui l’eucalipto.
La leggenda

Montecristo avrebbe nascosto un tesoro legato alla leggenda di San Mamiliano. Vescovo di Palermo, perseguitato dall’imperatore Diocleziano, Mamiliano vagò per tutto il Mediterraneo prima di approdare sull’isola.
Si racconta che il religioso, tra le tante cose, dovette combattere una dura battaglia anche contro un drago alato. Nel luogo dell’uccisione del mitico animale furono trovati un tesoro e una fonte d’acqua purissima. Quando il religioso morì, nel 460, un’enorme colonna di fumo si innalzò su tutta l’isola di Montecristo.
In memoria del santo uomo fu successivamente edificato il Monastero di San Miniato. Questo luogo sacro, però, fu più volte saccheggiato dai pirati saraceni.
I monaci provarono a resistere per quanto potevano ma si dovettero arrendere alle continue aggressioni tanto che dalla seconda metà del Cinquecento abbandonarono l’isola.
La storia sembra finita e invece arriva fino ai giorni nostri. Perché nel 2004 archeologi scoprirono il famoso tesoro di cui tanto si parlava.
L’enorme fortuna non si trovava nell’isola di Montecristo bensì nel borgo etrusco e medievale di Sovana, frazione di Sorano in provincia di Grosseto. Qui sotto l’altare della chiesa di San Mamiliano sono state ritrovate ben 498 monete d’oro risalenti al V secolo d.C..
La natura

Ma è la natura il vero tesoro dell’Isola di Montecristo. Da scoprire seguendo due percorsi di trekking, da effettuare accompagnati dalle Guardie Forestali previa prenotazione.
Con il primo itinerario, in poco più di un’ora da Cala Maestra, si arriva ai resti del convento dedicato a San Mamiliano. Il secondo percorso conduce fino alla Grotta del Santo, situato a circa 40 minuti dal monastero.
Nell’isola, ammantata da uno struggente silenzio, si possono avvistare gabbiani, cormorani, berta maggiore e minore e anche specie di passeriformi come la sterpazzola e la capinera. Ogni passo è una scoperta, ogni passo è una immersione totale in una realtà assolutamente affascinante.
Informazioni utili:
Dove dormire:
THE SENSE EXPERIENCE RESORT 5*****L
Struttura di lusso situata nel Golfo di Follonica. Immersa in un parco naturale di 5 ettari, si affaccia sul mare e dispone di una spiaggia privata. Tutte le camere e le suite, dotate di comfort moderni, sono ispirate dalla natura circostante.
Per saperne di più si può consultare il sito.
Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com








































