Clusone: cercando l’orologio geniale fra arte, storia, natura, delizie

A nord di Bergamo, su un ameno altipiano in Val Seriana, Clusone è una piccola città che condensa un notevole patrimonio artistico, storico, architettonico, e tradizioni buone per l’anima e il corpo. Qui si respira la serenità di una natura varia e intatta, a due passi dal Lago d’Iseo e sulla via d’ingresso alle Alpi Orobie. Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, Clusone attira sempre più visitatori, e non delude.

L’orologio astronomico Fanzago, simbolo di Clusone. @gianfranco podestà

C’era un tempo in cui il tempo non era scandito come oggi. O meglio, conoscere all’istante il succedersi delle ore e il passaggio dei giorni non era sufficiente. Siamo arrivati quasi al culmine delle stradine che salgono dal centro di Clusone a raggiungere la piccola piazza del municipio.

E ce ne stiamo col naso all’insù fissando e tentando di decifrare uno strano orologio, con una sola lancetta e un quadrante colmo di numeri romani, per l’esattezza 24, suddivisi con spazi irregolari in due serie speculari da 12, una per il giorno e una per la notte, e cosparso di simboli. Un rompicapo quasi inestricabile, non fosse per la nostra guida che pazientemente ci svela l’arcano. Posto sulla torre municipale, dal 1583 a oggi l’orologio astronomico marca la vita della città.

Venne ideato e costruito da Pietro Fanzago, possiamo ben dire un cervellone capace di riunire le sue vaste competenze di ingegnere meccanico, matematico, fonditore per realizzare qualcosa che anche in un’epoca di intelligenze artificiali suona prodigioso. Un solo manufatto è in grado di segnare contemporaneamente i movimenti del sole e della luna, le ore del giorno e la durata della notte, gli equinozi e i solstizi, le costellazioni dello zodiaco, le lunazioni, i mesi, le ore, i minuti.

Nulla lasciato al caso, ma tutto misurato e funzionante in virtù delle leggi matematiche. L’antico meccanismo, peraltro incredibilmente semplice considerate le varie funzioni che esegue, viene caricato a mano ininterrottamente tutti i giorni. È certamente il simbolo di Clusone e, nella sua perfezione, un invito implicito a esplorare la città e il territorio.

Affreschi magnifici colpiscono e inquietano

Il grande e pregevole affresco della Danza macabra all’esterno dell’Oratorio dei Disciplini. @gianfranco podestà

Si può iniziare proprio dall’esterno del medievale Palazzo Comunale, riccamente affrescato, così come molti edifici di pregio. Si tratta soprattutto di affreschi votivi e stemmi nobiliari di famiglie veneziane, che celebrano la libera associazione politico – economica di Clusone alla Repubblica Veneta, dal 1427 fino alla caduta, nel XIX secolo.

Lungo periodo nel quale la città raggiunse il più alto splendore artistico, culturale e commerciale, e una grande prosperità economica. Gli stimoli derivanti dal rapporto diretto con la città dei dogi resero Clusone un centro vivace, aperto alle sollecitazioni che arrivavano dalla cosmopolita Serenissima.

La parte intorno all’altare degli affreschi di Giacomo Borlone de Buschis nell’Oratorio dei Disciplini. @gianfranco podestà

Un’altra breve salita ed eccoci davanti a un affresco unico in Europa, prezioso, originale e – diciamolo – anche un pochino inquietante. Si trova sulla parete esterna dell’Oratorio dei Disciplini, antica sede dell’omonima confraternita, di fronte all’ingresso della Basilica di Santa Maria Assunta. Opera del pittore clusonese Giacomo Borlone de Buschis, porta il titolo di Danza Macabra e rappresenta i grandi temi medievali dedicati alla morte: il Trionfo della Morte, la Danza Macabra, la leggenda dell’Incontro dei tre vivi con i tre morti.

Un museo dove regnano l’arte e il tempo

Il MAT è ospitato nelle eleganti sale del palazzo Palazzo Marinoni Barca. ph Matteo Zanga

Tra teschi, scheletri, defunti, lungi dal dispensare serenità, l’affresco costituisce un monito severo verso i vivi, perché – per quanto ricco, potente, pio – nessuno sfugge al proprio destino, sospeso a un filo che si può spezzare da un momento all’altro. A discrezione dei capricci di “regina” morte. Dello stesso artista un altro ciclo di preziosi affreschi si trova all’interno dell’oratorio.

All’interno del MAT una collezione di meccanismi degli orologi da torre, una rarità. @gianfranco podestà

Tiriamo un attimo il fiato ammirando nella grande Basilica, che domina l’abitato della città, diverse tele dei più importanti autori della tradizione lombardo-veneta, e il pregevole gruppo ligneo del Crocifisso della Bottega Fantoni. Ma i luoghi d’arte di Clusone ci vengono incontro quasi a ogni passo.

Il MAT, Museo Arte e Tempo, ospitato nel Palazzo Marinoni Barca, custodisce opere di Palma il Giovane, Trussardi Volpi, Manzù e molti altri artisti locali e non, più la curiosa collezione di rarissimi meccanismi di orologi da torre. Altre chiese costellano vie e piazze storiche del centro e meritano una visita. Come quella della Beata Vergine del Paradiso, molto cara ai cittadini di Clusone, colma di importanti opere. Fra tutte l’affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna Addolorata.

Un festival per celebrare Giovanni Legrenzi, eccelso compositore del Seicento

La suggestiva chiesetta dei Santi Defendente e Rocco, anche sede del Festival Musica Mirabilis. ph SkyLab

Nella sua semplicità invita al raccoglimento la piccola chiesa dei Santi Defendente e Rocco. Eretta durante la pestilenza degli anni Settanta del Quattrocento, in adempimento di un voto fatto dalla Comunità cittadina, recenti restauri interni ed esterni hanno portato alla luce interessanti affreschi risalenti ai secoli XV e XVI. Dal 2022, la chiesa è anche una delle sedi dei concerti organizzati per il Festival Musicale internazionale Giovanni Legrenzi, chiamato «Musica Mirabilis».

Un percorso di riscoperta e valorizzazione dell’opera vocale e strumentale del compositore clusonese Giovanni Legrenzi (1626-1690). Ammirato da Bach, da Händel, da Hasse e da molti altri, fu uno dei massimi compositori italiani della musica del Seicento nell’ambito di quella che comunemente viene definita Musica Barocca (quest’anno il festival si tiene dal 14 agosto al 25 ottobre).

A piedi o in bici, no stress

Adagiata sull’altipiano ai piedi delle Prealpi Orobiche, Clusone è circondata dal verde. ph foto studio Alfa

I vicoli e le strade cittadine invitano a passeggiare. Gustando un piacevole mix fra atmosfere d’altri tempi ed eleganti negozi, botteghe artigianali, bar all’aperto, offerta di gustosi prodotti della tradizione che non mancheremo di assaggiare. Siamo in una terra piuttosto ricca e molto operosa, dove però c’è ancora il piacere di ospitare, conversare e aprire le porte ai visitatori. E prendersi il tempo per vivere la natura circostante, magari in bici, una delle grandi passioni di tutta la Bergamasca.

Per questo, insieme all’escursionistica, l’offerta cicloturistica è molto sviluppata, attirando appassionati o semplici amanti della pedalata un po’ da ovunque. Con una crescita decisa di nord europei, attratti dalle tante possibilità di itinerari del territorio compreso tra Valli Seriana, di Scalve e il Lago d’Iseo, dal clima salubre e dalla palpabile propensione al bien vivre.

La bici è uno dei mezzi migliori per esplorare il territorio di Clusone e le sue valli. Qui la grande pineta. ph Matteo Zanga

Anche senza allontanarsi troppo c’è molto da scoprire. Sfruttando le ciclovie, come i due tratti della ciclabile ValSeriana, è possibile raggiungere località interessanti, fra arte e natura, culminando con il Parco delle Orobie.  E portare tutta a famiglia. Se invece l’intento è sciogliere le gambe, immergersi nel verde e conoscere una storia commovente, bastano pochi chilometri. Partendo magari in e-bike dal centro storico si attraversa la grande Pineta di Clusone, fitta di alte conifere, e si raggiunge il Museo della Casa dell’Orfano.

Voglia di tenerezza

La chiesetta e una parte degli edifici più recenti nell’area della Casa dell’Orfano di Clusone. @gianfranco podestà

La Casa dell’Orfano di Clusone fu fondata nel 1925 da Mons. Giovanni Antonietti (1892 – 1976), orfano a sua volta, sacerdote e cappellano militare nella Prima guerra mondiale. La struttura, creata per accogliere bambine e bambini dei militari deceduti nel terribile conflitto, si estende su di un’ampia area.

Nel 2025 ricorrono i 100 anni dalla fondazione, e sono previste diverse iniziative. Nel corso del tempo ha ospitato anche orfani civili, piccoli in stato di abbandono o provenienti da famiglie indigenti.  Pare oltre novemila, fino alla chiusura.

Una delle illustrazioni tratte da fiabe sulle pareti della sala d’aspetto degli ambulatori. @gianfranco podestà

Qui trovavano un tetto, cure mediche, istruzione, formazione e, talvolta, avviamento al lavoro. Non era una vita facile, spesso le risorse erano limitate, frutto esclusivo di volontariato, donazioni e della fattoria appartenente all’orfanatrofio. Sui bisogni affettivi non ci è dato di sapere. Però quel che è certo è che diversi ex ospiti rimasero e rimangono molto legati alla Casa, fondando un’associazione tuttora attiva. La sezione museale, con interessanti affreschi, libri antichi e reperti frutto di lasciti si trova nella casa portineria, edificio Liberty costruito nel 1931.

Al seminterrato ci sono alcune stanze con mobili della prima metà del novecento. Qui c’erano l’infermeria, l’ambulatorio medico e dentistico, e un reparto destinato ai piccoli degenti per malattie polmonari.

Due cose colpiscono in particolare. Sopra le porte d’accesso motti del periodo fascista invitano i bambini all’obbedienza, al sacrificio, all’impegno, all’amor di patria. Alle pareti della sala d’aspetto, perfettamente conservati, dipinti ispirati alle fiabe. Un po’ di distrazione per mitigare l’ansia, l’angoscia, la paura, in attesa di cure e interventi all’epoca molto meno mirati e dolci di oggi.  

Una delle creazioni di Angelo Balduzzi, libro + bimbo in terracotta, ispirata alla felicità. @gianfranco podestà

A questo punto ci vorrebbe un antidoto alla malinconia, nonostante l’ammirazione per un’opera meritoria e sotto alcuni aspetti pionieristica. Un tocco di leggerezza e speranza. E allora conviene tornare da dove siamo partiti: sotto l’orologio prodigioso di Clusone.

Di fronte, una breve scala scende ad una bottega, magica. Una sorta di bazar apparentemente disordinato, dove Angelo Balduzzi crea ed espone piccoli capolavori ricavati da oggetti in disuso, frammenti naturali, vecchi libri, che trova o gli regalano. E li popola di omini, bimbi, animali in terracotta; oppure dipinge, o illustra librettini con brevi storie a forma di fisarmonica. La gran parte di queste opere hanno per tema principale la felicità e guardano al cielo.

Angelo Balduzzi nella sua bottega d’arte Allerìa sotto Piazza dell’Orologio di Clusone. @gianfranco podestà

Tante possibilità per l’outdoor

Gromo, altra bella località della Val Seriana, meta di escursioni, e famosa per l’artigianato delle lame, detta “piccola Toledo”. ph Matteo Zanga

Molto comodo da raggiungere, a mezz’ora da Bergamo e un’ora da Milano, Clusone è la base ideale per vivere il territorio delle valli circostanti, in particolare Val Seriana e Scalve, dette le “Magnifiche”. Le attività all’aria aperta sono davvero tante, in ogni stagione. Si va dal canyoning al trekking, al cicloturismo ed e-bike, all’arrampicata, alla pesca nei tanti corsi d’acqua di alpi e prealpi, fino al parapendio.

E stanno andando alla grande i weekend nei rifugi alpini, una full immersion nella natura. D’inverno è il momento dello sci, d’alpinismo, nordico, alpino, e poi ciaspole e pattinaggio sul ghiaccio. Un occhio di riguardo anche per i più piccoli ne fa un luogo ideale per le famiglie e, come si evince guardando nelle righe a seguire, pure per i buongustai.

Mangiare & dormire

Antica Locanda – Piazza Uccelli 3, Clusone

Nella zona pedonale del centro storico, un buon indirizzo per soggiornare e assaggiare specialità locali e ottime pizze. Quattro tipologie di camere e suite spaziose e confortevoli, servizio cortese e puntuale. Nel ristorante vengono serviti prodotti e piatti della tradizione bergamasca, spaziando anche nella cucina italiana di terra e di mare. Notevole la cantina, con una selezione non vasta ma sapiente. Con il bel tempo sono a disposizione terrazzo e giardino.

Un interessante risotto con formaggio locale e filetti di patate autoctone proposto dalla Antica Locanda. @gianfranco podestà

Ristorante Mas-cì – Piazza paradiso 1, Clusone

Dal 1927 un punto di riferimento della ristorazione clusonese, nel centro storico della città. Le sale calde e accoglienti invitano al relax e all’assaggio di specialità locali, fra cui una immancabile polenta comme il faut, e altri piatti secondo l’estro dello chef. Ma sempre con attenzione alle materie prime. Da non perdere i tradizionali casonsei, davvero gustosi e preparati senza risparmiare calorie. Possibilità di dormire nell’annesso Albergo Commercio, comodo e con suggestiva vista sulla piazza principale di Clusone.

La versione dei tipici casonsei clusonesi del ristorante Mas-cì. @gianfranco podestà

Agriturismo Larice – Via Valeda 15, Clusone

È subito aria di campagna  quella che si respira arrivando qui, a un tiro di schioppo da Clusone, ma in una dimensione originale. In un ambiente in cui domina il legno, elegante, molto friendly e con una sobrietà quasi nordica, il “ristorate agricolo” sposa creatività e innovazione all’utilizzo di materie prime e ingredienti stagionali prodotti nella fattoria di proprietà o in quelle limitrofe.

E, soprattutto, adottando la filosofia del non spreco. Accostamenti originali e grande attenzione all’impiattamento, utilizzo di erbe spontanee, pesce rigorosamente di lago, cotture prevalentemente alla brace: un raro equilibrio fra ruralità e ricercatezza.

La trota di lago si esalta con le piccole verdure e una salsa speciale alla rapa rossa. @gianfranco podestà

Rifugio San Lucio – Via San Lucio 130, Clusone

La terrazza naturale che ospita il Rifugio San Lucio, sopra Clusone. Immerso nel verde e punto privilegiato per il panorama circostante. ph Matteo Zanga

Si trova ad un’altitudine di 1.027 metri, in una posizione strategica che offre una vista spettacolare sulle Prealpi Bergamasche. Per tutta la comunità di Clusone è anche un luogo di incontro, amicizia, convivialità, celebrazione dell’amore per la montagna. Boschi e prati naturali con splendide fioriture lo circondano. La cucina è ruspante, genuina, con un ottimo rapporto qualità/quantità/prezzo. Non solo piatti tipici, dai casunsei alla polenta, ai funghi, alle lumache, ma anche selvaggina, salumi nostrani, formaggi d’alpeggio e dolci veramente casalinghi con un sapore d’altri tempi.

Polenta e funghi ad accompagnare i “capu”, involtini di verza con ripieno a base di carne, più salsa di pomodoro. @gianfranco podestà

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Testo di Gianfranco Podestà | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com