Roma, Venezia e Mondovì sono 3 destinazioni da scoprire in questa primavera. Ecco gli appuntamenti da non perdere e i tesori da visitare.

Arte, cultura, tradizioni e bellezze naturali. In questa primavera si possono sfruttare le belle giornate e i ponti per andare alla scoperta di Roma, Venezia e Mondovì. Tre città diverse le une dalle altre ma tutte accomunate da un unico elemento: il fascino.
Weekend a Roma

Roma è inesauribile nelle proposte in qualunque momento dell’anno, in particolare in primavera. Quest’anno la mostra da non perdere è quella di Caravaggio 2025 che si terrà a Palazzo Barberini, sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica, fino al prossimo 6 luglio.
Nello spazio espositivo, che vuole offrire una approfondita riflessione sulla rivoluzione artistica e culturale del Maestro, saranno esposti numerosi dipinti autografi. Tra i capolavori che il pubblico potrà ammirare ci sono il Ritratto di Maffeo Barberini e l’Ecce Homo. Senza dimenticare l’opera Martirio di sant’Orsola, ultimo dipinto realizzato da Michelangelo Merisi poco prima della sua morte.
In occasione della mostra a Roma del Caravaggio 2025 sarà eccezionalmente aperto al pubblico il sabato e la domenica il Casino di Villa Boncompagni Ludovisi dove si potrà ammirare il dipinto che nel 1597 Caravaggio realizzò sul soffitto di una camera al piano nobile dell’edificio, fatto erigere dal cardinale Francesco Maria Del Monte.
Nella struttura ci sono anche un affresco del Guercino e un soffitto dipinto da Antonio Circignani, detto il Pomarancio. Di solito chiuso al pubblico, il Casino si può ora vedere con biglietto della mostra a Palazzo Barberini e previa prenotazione.
Visitare Palazzo Altemps

La famiglia Ludovisi è protagonista anche a Palazzo Altemps. La struttura, situata a pochi passi da Piazza Navona, è la sede del Museo Nazionale Romano dedicata alla storia del collezionismo.
Palazzo Altemps conserva capolavori assoluti di scultura antica appartenenti a collezioni nobiliari fra cui quella di Boncompagni Ludovisi, la più celebre, con oltre cento sculture. Il primo nucleo della struttura fu edificato nel XV secolo per volontà di Girolamo Riario, signore di Imola.

Dove dormire: consigliamo l’Hotel Sofitel Rome Villa Borghese
Il Sofitel Rome Villa Borghese, in un palazzo del XIX, è un boutique hotel che si trova in posizione strategica vicino al Parco di Villa Borghese (che si vede anche da alcune camere) e a Villa Medici.
Al Settimo, il rooftop bar e ristorante aperto anche agli esterni, la vista si estende dagli alberi di Villa Borghese fino alla Basilica di San Pietro mentre per gli ospiti la colazione è di primissima qualità: il lungo banco che dall’entrata prosegue in sala è una sfilata di proposte dolci e salate con mini fusette e pan brioche servite da un personale attento e accogliente.
Di fronte c’è Villa Boncompagni Ludovisi, in cui si trova il Casino con il dipinto di Caravaggio che si può eccezionalmente vedere in occasione della mostra di Palazzo Barberini.
Dove mangiare: al Maio Restaurant&Rooftop oppure al Collegio Bistrot
Il primo è al 6° e 7° piano di Rinascente in via del Tritone. Aperto dalla colazione all’aperitivo e a cena, una realtà tutta italiana. Il MAIO Group fa capo ai fratelli Alessandro e Massimo Maio.
Il secondo è il posto giusto dove gustare i primi della tradizione romana e di Amatrice, la cicoria ripassata, le polpette comfort food. La Famiglia Santarelli, forte di una tradizione nel vino, propone anche un ottimo olio, degustazioni e cooking class.
Weekend a Venezia

A volte sono nascoste, a volte ci si capita per caso. Programmare un giro per Venezia significa incontrare artisti del legno, della ceramica, del vetro.
Come Lunardelli Venezia con la vetrina su Calle Seconda del Cristo 2210°, vicino a Campo San Polo: la bottega è un concentrato di opere d’arte di Sebastiano Lunardelli, artigiano contemporaneo.
Atelier1083A è una bottega situata vicino al Ponte Rugabella in cui Diana crea porcellana mentre Gabriele dà nuova vita al legno riciclato.
Il negozio di Rubelli è un invito a scoprire un brand protagonista della storia dei tessuti e delle sete veneziane, una storia che inizia a fine Ottocento e dura ancora oggi.
Micheluzzi Glass, infine, è il marchio di Elena e Margherita Micheluzzi. Vasi e bicchieri in vetro di Murano che traggono ispirazione dalle luci e dai colori di Venezia.
Vedere il tramonto sulle zattere

Venezia è una città ammantata da una profonda atmosfera romantica. Visitarla in gondola è una esperienza indimenticabile, soprattutto se fatta al tramonto. Ma anche a piedi si riesce ad assaporare quell’aria magica che divampa in ogni angolo della città.
Le zattere sono la passeggiata più piacevole di Venezia. Partono da San Basilio e arrivano a Punta della Dogana, costeggiando il canale della Giudecca per circa un km e mezzo.
Siamo nel sestiere di Dorsoduro. Qui l’aperitivo si può fare al vicino Bottegon (Dorsoduro 992, fondamenta Nani, 30123), dove si va per i chicheti, assaggi veneziani tipici di locali chiamati bacari, crostini di pane con sarde in saor, baccalà mantecato, moleche quando è stagione e fondi carciofi accompagnati da un bicchiere di vino.
Dove dormire a Venezia
Per soggiornare consigliamo l’Hotel Villa Barbarich. La struttura fa parte del circuito Ville Venete. Come scrisse il Palladio la villa “deve essere vista da lontano e dalla villa si deve poter veder lontano”. C’era quindi tutto uno studio su queste dimore ai tempi della Serenissima, in cui si distingueva fra Stato de tera e stato de acqua.

Le ville si trovavano nell’entroterra veneziano, in pianura, ed erano anche delle aziende agricole con campi, orto e il brolo dove si coltivavano alberi da frutto.
Pranzi e cene vengono serviti nella sala con gli affreschi di Ludovico Toeput, detto il Pozzoserrato: la prima volta che si vedono, salendo la scala, si rimane stupiti da tanta bellezza che ricopre soffitto e pareti. Villa Barbarich è oggi di nuovo uno splendore dopo un restauro durato 10 anni ma ne ha viste di tutti i colori.
È passata di mano in mano, di famiglia in famiglia e i primi sono stati i Malipiero, che l’acquistano all’inizio del XVI secolo, poi viene bruciata nel 1513 dall’esercito spagnolo e imperiale (austriaci e francesi della lega di Cambrai), che devasta e saccheggia Mestre e tutta la terraferma veneziana, un anno dopo infine viene ricostruita e sarà “una casa grande”.
La Villa dispone di 31 camere, ricavate nel corpo centrale e nell’antica barchessa, arredate in stile veneziano e circondate da un parco alberato di 20 mila mq con piscina. È a 10 minuti d’auto dalla stazione di Mestre dove si possono anche visitare il Muve e l’M9 Museo del 900.
In mezz’ora si arriva anche a Padova, dove ci sono l’Orto Botanico, La Cappella degli Scrovegni con il ciclo pittorico di Giotto, la Basilica di Sant’Antonio e il Caffè storico Pedrocchi.
Dove mangiare:
A pochi passi da Rialto, all’Osteria Bancogiro, con tavoli all’aperto, menu e carta dei vini eccellenti. Primi e secondi a seconda del menu di stagione, che cambia per garantire freschezza e qualità.
da Stappo, enoteca con cucina in una corte e una carta dei vini che conta 400 etichette. Pasta fatta in casa, qualche specialità veneziana, con una prevalenza di pesce anche nei secondi.
Weekend a Mondovì

Mondovì e il Monregalese permettono di vivere numerose esperienze tra arte, storia e cultura in un’area compresa tra le Langhe e le Alpi, non lontano dal mare.
Per vedere il centro storico di Mondovì bisogna salire al rione Piazza. Si può lasciare l’auto nella parte bassa e prendere la funicolare, disegnata da Giorgetto Giugiaro: dal rione di Breo arriva in piazza Maggiore, circondata da portici e palazzi, con la Chiesa di San Francesco Saverio, apoteosi del barocco. Seduti sulle panchine in una giornata di sole ci si rilassa e si respira aria pulita.
Numerose le attrazioni da visitare. Tra queste c’è il Museo della Stampa: forse non tutti sanno che a Mondovì, nel 1472, fu stampato il primo libro del Piemonte. Da allora aprirono molte tipografie.
Di grande interesse è anche il Museo della Ceramica, materiale inorganico che un tempo veniva prodotto qui da molte industrie della zona.
La trecentesca Torre medioevale, con 87 scalini, si trova nel Giardino del Belvedere. Simbolo della città, è situata in cima alla collina del rione Piazza.
La struttura, in origine, è stata edificata come campanile dell’antica chiesa di Sant’Andrea. Tale è rimasta fino al suo abbattimento avvenuto nel 1802 per volontà di Napoleone Bonaparte.
Da Piazza con una passeggiata di circa 4 km si arriva a Vicoforte. Il Santuario, monumento barocco di rilevanza mondiale, è famoso per la cupola ellittica e per l’affresco a tema unico più grande del mondo.
Grazie al progetto “Magnificat” è possibile esplorare la basilica in modo particolare usando casco e imbragatura: si arriva fino al cupolino sommitale posto a 75 metri d’altezza.
Dove dormire a Mondovì

Si può alloggiare presso Palazzo Fauzone; lo si incontra salendo verso la piazza. Negli ultimi 50 anni era disabitato ,tanto che il giardino era diventato una selva. Nella zona quando nevica, nevica parecchio.
E allora Barbara e Massimo, che abitavano di fronte e vedevano questa meraviglia cadere a pezzi, temendo che una forte nevicata facesse crollare il tetto decisero otto anni fa di acquistarlo e prendersene cura.
Barbara dice che è ancora un cantiere aperto, data la grandezza, ma le 6 camere e i 5 appartamenti sono perfetti. “Ci siamo messi in ascolto del palazzo, 2500 mq da arredare con quasi 500 mq di facciata e 11 finestre, il più grande palazzo di Mondovì“, spiegano. “In qualche modo ci sta guidando nelle scelte“.
I proprietari, nel fine settimana, propongono agli ospiti una visita in cui raccontano la storia del luogo e della famiglia Fauzone, per 800 anni unici proprietari del palazzo che risale al Duecento (il pozzo che si vede entrando nel palazzo è di quell’epoca).

Nel Salone delle alleanze sono stati ricevuti, nel ‘500, il futuro re Enrico IV di Francia e, a fine ‘700, Napoleone. Tanti i particolari e gli arredi disposti nelle sale, con gli stemmi di famiglia e delle famiglie alleate. Ci sono una vasca del peso di 700 chili che era della cucina del palazzo e ora si trova nella sala da bagno, pezzi di antiquariato che si parlano con gli oggetti originari, con scelte di rottura fra antichissimo e modernissimo, come le sedie trasparenti di Philippe Starck nella sala delle Grottesche, dove viene servita la colazione, con un grande camino.
“Tra poco apriremo anche una piccola spa, mentre il giardino rinascimentale all’italiana invita a sedersi, ascoltare l’acqua che scorre e magari leggere“, dice la proprietaria.
I libri sono la passione di Barbara e di Massimo e ogni stanza o appartamento è dedicata a un’opera che poi gli ospiti trovano in camera e negli appartamenti: Mr Darcy (Orgoglio e Pregiudizio), Il giardino segreto (un grande classico per ragazzi), Le mille e una notte, La storia infinita, Don Chisciotte, Il Piccolo Principe, una delle camere più richieste.
L’arredamento è ispirato dal libro: art deco per Il Grande Gasby, carte geografiche e cannocchiali per Il giro del mondo in 80 giorni, tessuti orientali per addormentarsi sfogliando Il Milione. Oltre a riproduzioni di opere antiche, alle pareti ci sono anche quelle di illustratori del premio Andersen (il più prestigioso riconoscimento italiano attribuito ai migliori libri per ragazzi, ai loro autori, illustratori ed editori), come Gek Tessaro. Lo stile è eclettico, con la palette di colori ispirata dai libri.
A Palazzo Fauzone convivono due mondi, quello del relais e quello della casa editrice: Barbara Franco è un’autrice che ha creato la linea editoriale QUID+, dedicata ai bambini 0-7 anni.
Dove mangiare:
alle Cantine Bonaparte, in piazza Maggiore, con spazio all’aperto nella bella stagione.
Link utili: visitcuneese.it – kalata.it – sentierolandande.it, propongono un circuito che si snoda tra le campagne del Monregalese: 55 km di percorsi adatti a tutti.
Testo di Anna Scarano|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































