Il suo primo nome fu coniato dai naviganti catalano-maiorchini. Era il XIV secolo e i marinai la chiamarono “Forte Ventura“, un aggettivo seguito da un sostantivo dove Forte è uguale a Grande, e Ventura uguale a Fortuna.
Testo e foto di Andrea Foschi

Un nome che si addice a questa isola di origine vulcanica temprata dal vento e dalle onde oceaniche, la più vicina alla costa africana tra le isole dell’arcipelago delle Canarie.
Quando si atterra sulla pista dell’aeroporto, a poche decine di metri dal mare, si assapora subito il carattere di questo luogo, aspro e dolce allo stesso tempo.
Zigzagando in tutte le direzioni

La vegetazione qui è scarsa come le precipitazioni, il clima è secco con temperature stabili tutto l’anno che oscillano tra i 18 e i 26 gradi.
Il consiglio, una volta atterrati dopo un volo di circa 4 ore dall’Italia, è quello di noleggiare subito un’auto, il mezzo migliore per esplorare l’isola in tutta la sua lunghezza di circa 120 chilometri.
Le strade sono ben tenute e scorrevoli. Solo all’estremo sud, all’interno del Parco Nazionale di Jandia le carreggiate non sono asfaltate.
Una visita di Fuerteventura può essere organizzata esplorando in una settimana prima il nord, poi il centro e infine il sud.
Puerto del Rosario è il capoluogo dell’isola, abitato per lo più da residenti.In città si trova l’interessante casa Museo di Miguel de Unamuno, celebre poeta, filosofo e politico spagnolo che fu portato qui al confino per volontà del dittatore spagnolo Primo de Rivera.
Il nord e l’Atlantico

Da Puerto del Rosario la prima tappa verso nord è il Parco Nazionale di Corralejo con le sue magnifiche dune.
Una distesa di sabbia bianca lambita dalle acque azzurre dell’Oceano Atlantico, battuta dai costanti alisei che modificano ogni giorno il profilo delle dune. Queste spiagge sono il paradiso degli amanti del surf e del kitesurf.
La tappa successiva è Corralejo, una delle cittadine più turistiche dell’isola, ricca di pub, ristoranti e alberghi: bella è la spiaggia che si distende di fronte al porto e dietro alle sue caratteristiche case bianche.
Da Corralejo, ogni ora, partono le imbarcazioni turistiche che portano, con soli 15 euro, all’isola di Los Lobos, parco marino.
Qui tra i sentieri che tagliano la roccia lavica si raggiungono baie protette dove è possibile praticare lo snorkeling per ammirare, con maschera e boccaglio, saraghi, ricciole, salpe e branzini per nulla spaventati dai nuotatori.
Dalla periferia nord di Corralejo si imbocca una strada sterrata che porta dopo circa 10 chilometri alle pendici di un vulcano spento, quello di Hondo. Dopo aver parcheggiato l’auto, si arriva con facilità alle sue pendici, su un sentiero adatto anche ai bambini, per ammirarne il cratere dai colori rossastri.
Da qui il panorama si apre all’orizzonte sino alla vicina isola di Lanzarote. Sul vulcano tra i buchi delle rocce spuntano piccoli scoiattoli in cerca di cibo, sono sfrontati ma innocui roditori, specie endemica dell’isola.
A soli 15 minuti di auto dal vulcano si raggiunge El Cotillo, un tempo solo villaggio di pescatori, oggi piacevole località turistica, ben attrezzata, dal sapore autentico.
La spiaggia più bella da queste parti è certamente quella di La Concha, sabbia bianca tra due lembi di roccia nera a pochi chilometri dal celebre faro de Tostòn.
Il consiglio è di cenare a El Cotillo nei deliziosi locali, sulle terrazze lungo la baia, per assaporare piatti di pesce fresco molto ben cucinati.
La strada, da El Cotillo, prosegue verso La Oliva, una località al centro nord dell’isola, nota per il museo del grano, la sua bella chiesa e i paesaggi agresti con i tipici mulini a vento.
Poco distante da La Oliva si trova il museo de La Alcogida, una testimonianza di come si viveva qui nel passato. Un vero e proprio villaggio rurale dal grande valore etnografico dove visitare gli appartamenti e le stanze con gli oggetti e gli arredi del passato contadino ottocentesco.
Al centro dell’isola c’è la sua storia

Il centro del paese è quello più vicino alla storia di questa bella isola. I primi abitanti, i Guanches, vennero dal nord Africa dedicandosi prevalentemente alla pastorizia. Ci sono ancora le loro tracce nelle pitture rupestri e nel vasellame ritrovato durante scavi archeologici.
Nel XIV secolo l’isola fu la patria dei cercatori d’oro e dei cacciatori di schiavi. Nel 1404, dopo aver preso Lanzarote, il nobile normanno Jean de Béthencourt entrò nell’isola e la conquistò. Il nome della prima capitale dell’isola, Betancuria, deriva certamente da lui.
La prima tappa per visitare il centro di Fuerteventura è Antigua. Qui merita una visita la chiesa in stile spagnolo coloniale al centro dell’abitato e il museo del formaggio.
Il museo del queso Majorero ospita un imponente mulino a vento, una sezione sulla storia geologica dell’isola, una sulla produzione del latte di capra e un affascinante giardino ricco di imponenti cactus che si mostrano in tutta la loro varietà e bellezza.
Passando per l’antica capitale

A pochi chilometri da qui si trova Betancuria l’antica capitale della Canarie. È un villaggio con le architetture ben conservate, case bianche in stile spagnoleggiante che risaltano sullo sfondo ocra della territorio circostante.
L’avita cattedrale è un gioiello unico. Al suo interno fregi in color pastello adornano le sue pareti. Mirabile il soffitto a cassettoni della sagrestia e la pala d’altare lignea dorata in stile barocco. Tra le strette vie di Betancuria si affacciano piccoli ristoranti e graziosi negozi di souvenir e artigianato locale.
Verso sud

La strada che va a sud consente una deviazione verso un luogo di grande fascino naturalistico: la spiaggia nera di Ajuy e le sue grotte scavate tra gli scogli.
È una tappa da non perdere dove apprezzare il lato selvaggio dell’isola e, forza del mare permettendo, concedersi un tuffo nell’oceano.
Sulla costa opposta, quella orientale, il viaggio prosegue passando da Gran Tarajal verso il Faro de La Entallada.
Un edificio dall’architettura bizzarra con la tipica muratura rossa di Tetir, su sfondo bianco, e le arcate del patio tipiche dei giardini marocchini.
Aloe e sale

Da Le Entallada su una pista in terra battuta si risale verso la strada asfaltata in direzione della Salinas del Carmen. Prima però, sosta obbligatoria alla bio-farm Verde Aurora.
Patrick, ragazzo lituano che vive da venti anni sull’isola, mostra ai visitatori la coltivazione dell’aloe illustrandone le proprietà curative e cosmetiche.
Con questo pianta grassa e il suo gel, noto per le proprietà cosmetiche e antinfiammatorie, si produce anche un succo digestivo e disintossicante.
La Salinas del Carmen è un museo ma è anche un luogo di produzione ancora attivo. Lo spazio espositivo ospita una mostra audiovisiva sul sale.
All’esterno si cammina ai bordi di vasche o piccole piscine dove viene raccolta l’acqua di mare che una volta evaporata consente di raccogliere il prezioso elemento. Domina la salina l’imponente scheletro di una balena, spiaggiata anni fa su questi litorali.
Le spiagge del sud

Il sud affascina per il suo lato selvaggio e ben tutelato. La playa di sotavento,lungo la Costa Calma, è un luogo di straordinaria bellezza. Qui si cammina per chilometri sulla spiaggia ascoltando il fragore delle onde sospinte dal vento.
Proseguendo più a sud si raggiunge Morro Jable da cui si parte per un’avventura in fuoristrada che porta alla Playa del Cofete. Lungo la costa sulla sabbia color oro ci si inoltra verso luoghi disabitati e selvaggi. Le scarse abitazioni che si incontrano non sono raggiunte né da elettricità né da acqua potabile.
Rientrando dal Cofete ci si dirige a sud verso l’estremità dell’isola per raggiungere il Faro de Jandia, il luogo di Fuerteventura più vicino all’Africa.
A pochi chilometri da qui si trova il villaggio di Joros con la sua spiaggia bianca, il mare dal blu intenso, sul quale si affacciano piccole abitazioni di pescatori e un fantastico ristorantino di pesce con i tavoli che guardano l’Atlantico.
Un’isola, quella di Fuerteventura, che rimane a lungo nei ricordi per i suoi colori, i suoi paesaggi desertici, il suo mare aspro e le sue rare ma dolci baie.
Infoutili
Informazioni sul sito di Visit Fuerteventura
Come arrivare: si raggiunge Fuerteventura in aereo. L’isola ha un aeroporto internazionale situato a El Matorral, vicino alla capitale Puerto del Rosario. Ci sono voli diretti di Ryanair, Vueling e Easyjet per Fuerteventura da molte città italiane.
Quando andare – Clima: Fuerteventura gode di un clima subtropicale secco, con temperature miti tutto l’anno e scarse precipitazioni. Gli inverni sono piacevolmente caldi (18-24°C), mentre le estati restano ventilate e mai eccessivamente torride (22-28°C). Il periodo migliore per visitarla va da marzo a novembre, quando il sole splende e il vento, ideale per surf e kitesurf, è meno intenso rispetto ai mesi invernali.
Dove dormire:
A nord: Hotellito Cotillo, un boutique hotel di qualità nel cuore di El Cotillo, in una casa Majorera degli anni ’20, dal design simile a quello dei Riad marocchini.
Nel centro: Hotel El Mirador Fuerteventura, un quattro stelle sul mare posto di fianco ad una lunga spiaggia, vicino a Puerto del Rosario e non lontano dall’aeroporto. Punto strategico da cui partire per visitare con comodità tutte le diverse zone dell’isola
A sud: Hotel Riu Palace, un resort con piscina a pochi metri dalla spiaggia di Jandia e ristorante interno di alta gamma.
Dove mangiare:
A nord: Ristorante Vista Lobos, ottimo ristorante di pesce tra le vie centrali di Corralejo; da non perdere la parrilada di pesce, la paella e i gamberi all’aglio.
Nel centro: Ristorante a Mi Manera, cucina spagnola salutista nel centro di Puerto del Rosario all’interno di una casa tipica isolana non lontana dal porto.
A sud: Ristorante Cofradia de Pescadores, locale sul porto di Morro Jable, si mangia pesce fresco con un servizio eccellente. Da consigliare il polpo gallego, la spigola fritta e un’ottima sangria.
Fuso orario: un’ora indietro rispetto all’Italia
Abbigliamento: abbigliamento comodo e sportivo per le esperienze via terra e scarpe da trekking per le camminate alla scoperta dell’isola.
Testo e foto di Andrea Foschi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































