Tra spiagge incontaminate e casette variopinte, il nord del Portogallo stupisce per arte, vivacità e cultura. E un curioso paragone con la città lagunare più amata d’Italia.

C’è un luogo sospeso tra le impetuose rive dell’Atlantico portoghese e quelle placide della Ria, dove è possibile imbattersi in un miraggio squisitamente italiano.
Una “Venezia” in miniatura costellata da canali, gondole ed eleganti edifici, che si specchiano nell’acqua confondendosi con l’elemento che più di tutto ha dettato tempi e fortuna di una delle mete più affascinanti del Portogallo, Aveiro, città lagunare che a dispetto delle apparenze, è in grado di rivelare un’anima inedita che ben poco ha a che spartire con la sua “cugina” veneta.
Non chiamatela Venezia

Profondamente diversa per storia, dimensioni e notorietà, Aveiro ha radici altrettanto antiche, risalenti all’epoca romana, quando già si distingueva per la posizione strategica lungo le antiche rotte commerciali.
Importante crocevia fluviale e marittimo nel Medioevo, costruì la propria fortuna sulla pesca e sulla produzione di sale, che ne favorirono la crescita economica fino al XVI secolo, quando una violenta tempesta alterò l’equilibrio della laguna, insabbiando il porto e interrompendo i collegamenti con l’oceano.
Fu solo nell’Ottocento, con il ripristino dei flussi marittimi e il passaggio della Linea Ferroviaria Lisbona – Porto, che la città assunse i suoi moderni tratti, abbracciando lo stile Art Nouveau e trasformandosi nel museo a cielo aperto che è oggi.
Il centro storico

Ricca di vicoli romantici, caffè e ponti affacciati su graziosi canali, Aveiro sa come restare impressa. E non perché simile ad altro, ma perché uguale solo a se stessa.
Il suo centro storico è un elegante dedalo di architetture, in cui piazze, chiese e palazzi di pregio si susseguono tracciando il perimetro virtuoso di una città vivace e autentica, incastonata come una gemma preziosa tra i flussi di una modernità che non ha scalfito il suo allure retrò.
Spartiacque tra la città antica e il resto, il Ponte dos Mercados, porta d’ingresso al centro storico e punto panoramico per eccellenza.
È da qui partono i famosi moliceiros, le iconiche imbarcazioni utilizzate un tempo per la raccolta delle alghe (moliço) e che oggi accompagnano i visitatori in un viaggio suggestivo tra i canali della città.
In viaggio sui Moliceiros

Costruiti artigianalmente nei cantieri di Murtosa e Ílhavo e decorati a mano con dipinti ironici e scene di vita quotidiana, le iconiche “gondole” portoghesi, sono il simbolo più autentico di Aveiro, custodi galleggianti di una tradizione che continua a oscillare con maestria tra passato e futuro.
Tra le tappe più suggestive del tour in moliceiros – 15/20 euro a persona per 45 minuti di fluttuante bellezza – il Ponte Laços de Amizade, celebre per i nastri colorati lasciati dai visitatori come simbolo d’amore e d’amicizia, il Centro Cultural e de Congressos de Aveiro, ex fabbrica di ceramiche oggi riconvertita in spazio mostre ed eventi, e il pittoresco Canal de São Roque, che conduce nel quartiere storico di Beira Mar, dove le antiche case di pescatori e i vecchi magazzini del sale raccontano l’importanza della laguna e delle saline nell’economia locale. Un modo per entrare in contatto con l’anima più vera dell’antico borgo marinaro.
La Ria de Aveiro
Oltre ai suoi canali urbani, Aveiro è strettamente legata alla Ria, che si estende per oltre 45 km lungo la costa, costituendo uno degli ecosistemi più ricchi del Portogallo, grazie alla complessa rete di saline, canali e isolette che la caratterizzano.
Formatasi nel XVI secolo, fondamentale per lo sviluppo economico e commerciale della città, rappresenta ancora oggi una risorsa essenziale per il territorio, garantendo un’eccezionale biodiversità e ponendosi come luogo privilegiato per praticare attività sportive come kayak, vela e canottaggio, per un’immersione totale nella natura incontaminata del luogo.
L’eredità Art Nouveau

Ma Aveiro non è solo laguna e moliceiros: è anche una delle capitali portoghesi dell’Art Nouveau. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il commercio del sale e il ritorno dei brasileiros, alimentarono una stagione di grande sviluppo economico e urbanistico, che arricchirono il suo centro storico di architetture sinuose, facciate in ceramica e ferro battuto, che rappresentano oggi la vera cifra stilistica della città.
Tra i più iconici c’è Casa Major Pessoa, oggi sede del Museu de Arte Nova, che ripercorre all’interno della sua unica sala espositiva la storia della Bella Epoque portoghese offrendo una preziosa testimonianza dell’evoluzione artistica del movimento tra il XIX e il XX secolo.
Oltre al percorso di visita, degna d’attenzione è la facciata riccamente decorata con alternanza di motivi floreali e geometrici, dove i toni dell’azzurro e del bianco omaggiano la tradizione ceramistica locale in un perfetto gioco di rimandi e corrispondenze tra le arti.
Dieci in totale gli edifici Art Nouveau da non perdere, segnalati dal sito del Turismo del Portogallo nel percorso Rota da Arte Nova che si snoda lungo gli eleganti quartieri della città.
Alcuni degli esempi più affascinanti ospitano oggi negozi, caffè storici e gallerie d’arte, restituendo alla città un’anima vibrante e creativa.
Gastronomia locale
Un viaggio ad Aveiro non può dirsi completo senza un’incursione nei suoi sapori più autentici. Tra i più amati, gli ovos moles, piccole sfere di ostia ripiene di una morbida crema a base di tuorli d’uovo e zucchero, la Caldeirada de Enguias – zuppa di anguille, spezie e verdure – o le Tripas, golosissime crêpes portoghesi da farcire a piacimento.
E il Bacalhau? Da provare “à Brás” con patate e uova, meglio se accompagnato da un bicchiere di buon vino locale.
Costa Nova: da villaggio di pescatori a icona di stile

A soli dieci chilometri da Aveiro, raggiungibile in autobus o attraverso una piacevole pedalata tra le bellezze naturalistiche della laguna, si nasconde Costa Nova, località balneare tra le più autentiche e pittoresche del Portogallo.
A renderla inconfondibile, le caratteristiche palheiros, tipiche case in legno a righe colorate, utilizzate un tempo dai pescatori e oggi emblema del villaggio, che continua anno dopo anno a richiamare con il suo fascino fotografi e turisti da ogni parte del mondo.
Nata alla fine del XIX secolo su un’esile striscia di terra tra l’oceano e la laguna, Costa Nova trova il suo cuore pulsante in Avenida José Estêvão, centro della vita turistica e commerciale, dove è possibile imbattersi, oltre che in una selezione di ristoranti tipici e botteghe che riflettono l’autenticità del luogo, nei palheiros più suggestivi, disseminati lungo la via principale con la loro alternanza di strisce variopinte.
Addentrandosi ancor di più tra le strade della città, ecco che a far capolino è l’oceano, preceduto da dune di sabbia e romantiche passerelle in legno.
Sono tanti i surfisti ad approfittare della sua irrequietezza, ed è parte del fascino della visita, soffermarsi ad osservare le prodezze di coloro che scelgono questa ridente porzione di nord per sfidare i propri limiti.
A proposito di icone di stile, da non perdere il vicino Faro da Barra, considerato, grazie ai suoi 62 metri di altezza, il più alto del Paese. Costruito nel XIX secolo, domina la spiaggia di Praia da Barra e offre una vista spettacolare sull’oceano e sulla Ria de Aveiro, condividendo con i palheiros la caratteristica veste “a strisce”.
La Riserva Naturale delle Dune di São Jacinto

A nord del Canale da Barra, a pochi chilometri da Costa Nova, val bene una visita la Riserva Naturale delle Dune di São Jacinto, un vero paradiso naturalistico che si estende su circa 600 ettari di paesaggio incontaminato, tra pinete, dune sabbiose e specchi d’acqua salmastra.
Istituita nel 1979 in seguito ad un’attenta bonifica della zona, la riserva è oggi rifugio per una ricca varietà di flora e fauna, proclamandosi tappa imperdibile per chi ama il birdwatching o desidera immergersi, a piedi o in bicicletta, nella contemplazione della natura più selvaggia.
Ed ecco che tra natura, storia e brezze oceaniche, va in scena la meraviglia, in un angolo di Portogallo che chiede di essere visitato con gli occhi, ma soprattutto col cuore.
Infoutili
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Testo e foto di Alessia Cipolla |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































