Sapori autentici, emozioni e scoperte sono le parole chiave di un viaggio tra biodiversità, storia e tradizione agricola nel cuore del Piemonte.

Testo e foto di Fabio Grandi

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Uno scorcio delle distese di prati e boschi che costituiscono la Baraggia, tra le province di Biella e Vercelli, in Piemonte ©Fabio Grandi

Semplicità, equilibrio di spazi e forme, apparire senza confini: è l’ultima savana d’Europa. 

Un luogo dal nome esotico che attira studiosi, naturalisti e appassionati di natura nelle sue distese di prati e boschi, alla scoperta della sua ricca biodiversità.

Si trova non all’altro capo del mondo ma in Piemonte, tra le province di Biella e Vercelli.

La biodiversità della Baraggia piemontese

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Animali al pascolo nelle distese di prati e boschi della Baraggia, Piemonte ©Fabio Grandi

La Baraggia nasce dall’erosione operata dai torrenti su antiche pianure, un fenomeno che ricorda quello del Grand Canyon statunitense: praterie e brughiere ricche di felce aquilina e di brugo (pianta spontanea appartenente alla famiglia delle Ericacee, un tempo usato per fare scope); querce, nelle baragge Biellesi e Vercellesi, carpino bianco a fondovalle, betulle nelle baragge Novaresi (Pian Rosa). 

Per scoprirla si può partire proprio dalla Baraggia del Piano Rosa con i suoi paesaggi attraversati da rivoli d’acqua imbrigliati in reti, canali e fossati che testimoniano la sua lunga storia agricola e di bonifica del territorio.

Zona prescelta dagli uccelli migratori, è un vero  paradiso per gli amanti del birdwatching: dal falco di palude alla cicogna nera e numerose altre specie di uccelli stanziali e migratori, la zona del Piano Rosa è molto frequentata da chi ama osservare la natura.

Diversi sono i progetti di conservazione e valorizzazione della Baraggia, frutto di un percorso lungo e complesso.

Nel 1929 la Baraggia fu ufficialmente inserita nelle otto aree più depresse d’Italia. Si dovette aspettare il 1950, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, per iniziare a vedere i primi segnali di ripresa, grazie all’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che costituì il Consorzio di bonifica.

Oggi, uno dei luoghi che più attirano un turismo lento ed ecosostenibile, è la Baraggia di Candelo: natura ancora intatta, boschi di rovere e castagno, piccoli calanchi che si alternano a brughiere dorate sotto le valli biellesi.

Luoghi che fanno bene all’anima e che aiutano a scrollarsi di dosso lo stress quotidiano, sia da soli che in compagnia.

Ricetto di Candelo, un tuffo nel passato

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Ricetto di Candelo, uno dei Borghi più belli d’Italia, Piemonte ©Fabio Grandi

Considerato uno dei Borghi più belli d’Italia, Ricetto di Candelo è una piccola gemma medievale nel cuore del biellese.

Fondato tra il XIII e XIV secolo, dal 2007 è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il borgo fu costruito dalla comunità contadina senza interventi feudali, su un fondo di proprietà dei nobili Vialardi di Villanova, poi riscattato dai Candelesi.

Originariamente, il ricetto proteggeva i beni più preziosi della comunità, come le granaglie e il vino ed era rifugio della popolazione in casi estremi di pericolo: circa tredicimila metri quadrati protetti da mura difensive realizzate con ciottoli di torrente messe in posa a “spina di pesce” (opus spicatum).

Agli angoli, quattro torri di difesa rotonde e una torre quadrata, sulla cortina del lato nord.

Il Castello di Castellengo

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Il Castello di Castellengo ©Fabio Grandi

Arroccato su una collina ed immerso nel verde di una natura rigogliosa, il Castello di Castellengo dal X secolo domina la pianura, dando le spalle alle dolci colline Biellesi.

Un colpo d’occhio da ricordare e da vivere nelle diverse stagioni. Dai tempi di Alberico di Monterone, che si vide confiscata la proprietà nel 1014 per aver sostenuto Arduino d’Ivrea, a quelli dei De Bulgaro,che ne furono proprietari dal1198 al 1406, il castello racconta importanti pezzi di storia d’Italia.

Nella notte fra il 4 e 5 maggio 1406 il Capitano di ventura Bando di Firenze occupò il castello. Per riaverlo, Amedeo VIII di Savoia lo assediò fino al febbraio del 1409 quando fu poi venduto a 14 nobili biellesi.

Tra alterne fortune, sul finire del 1600, mutate le condizioni politiche e militari, il castello si trasformò da fortezza in residenza signorile, ispirata ai modelli francesi ed è attualmente in restauro.

Il riso della Baraggia e i vini piemontesi

Il riso coltivato nella terra rossa della Baraggia ha una originalità tutta sua. Le risaie di quella che una volta era considerata terra priva di sussistenza, ai piedi del monte Rosa innevato, producono piccole quantità di riso ma di altissima qualità.

Uno dei posti per degustarlo è l’azienda agricola Una Garlanda dove le piccole produzioni, essiccate al sole, vengono rinnovate ogni anno con nuovi sapori e colori, contribuendo a preservare un patrimonio unico.

Per gli amanti delle degustazioni di vino, la famiglia Ioppa, nell’omonima cantina Ioppa, a Romagnano Sesia, da generazioni, si dedica con passione e dedizione alla coltivazione delle vigne: uve pregiate, coltivate con cura e attenzione, che danno vita a vini eleganti e di qualità superiore, capaci di esprimere il carattere autentico del Piemonte.

Un museo che parla di birra e formaggi

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Museo della Birra, Biella, Piemonte ©Fabio Grandi

Il MeBo Museum – Museo della birra e del formaggio, è il Museo d’Impresa di Biella nato dalla passione di due imprenditori di aziende storiche della zona: Birra Menabrea, il birrificio più antico d’Italia, e Botalla Formaggi, produttore dello Sbirro, il primo formaggio italiano alla birra.

Il museo si trova nel centro storico di Biella e racconta l’eccellenza nella sperimentazione e nell’innovazione gastronomica attraverso testimonianze, fotografie e oggetti.

Nell’area Experience, spazio all’interno dell’area espositiva, il museo offre diverse attività interattive ed esperienziali, come le tecniche di degustazione per apprezzare appieno gli aromi, i profumi e i sapori di birra e formaggi.

Che siate appassionati di escursionismo, fotografia o semplicemente desiderosi di esplorare, la Baraggia è un angolo di Piemonte ancora incontaminato capace di sorprendere ed emozionare.

Infoutili

Informazioni: tutte le informazioni necessarie ad organizzare una visita nel territorio della Baraggia si possono reperire informazioni sul sito del Consorzio di promozione turistica Discover Biella.

Come arrivare:

In auto

Da Vercelli: prendere la SP 230 in direzione Biella. Giunti al bivio di Crocicchio svoltare a destra sulla strada SP3 in direzione di Buronzo.

Da Milano e Torino: prendere l’autostrada A4 e uscire al casello di Balocco. Prendere la strada SP 6 in direzione di Buronzo.

Quando andare – Clima: è un territorio che regala visioni diverse in ogni stagione: consigliamo la primavera e l’estate ma anche l’autunno, con i suoi colori, garantisce esperienze di visita molto appaganti.

Dove dormire: Relais Santo Stefano, hotel 4 stelle ai piedi delle Alpi Biellesi, circondato da ampi spazi verdi, con piscina e campi da padel. Impreziosito da un’elegante SPA dove rilassarsi e arricchito da una cucina ricercata con ottima carta dei vini del territorio.

Dove mangiare: Al ristorante Armonie in Corte, che non è solo un ristorante, ma un RiceResort®. Un luogo dove gustare il riso in tutte le sue sfaccettature, dall’antipasto al dolce sino agli acquisti in bottega.

Testo e foto di Fabio Grandi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com