Vado in vacanza in un Maso, ma non in uno qualunque, ma in uno dei Masi del Gallo Rosso. Attorno a Bolzano ve ne sono di bellissimi. Ve ne proponiamo alcuni: ecco che vivrete con una famiglia contadina, mangerete i prodotti del loro orto, le carni dei loro animali e condividerete la vita vera degli agricoltori e dei contadini sudtirolesi. Questa è la Dolce Vita al Maso

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Maso Kristplonerhof ©Eugenio Bersani

testo di Lucia Giglio foto di Eugenio Bersani

Non sono alberghi, né B&B, né case in affitto. Sono i Masi, realtà vitali, aziende agricole in piena attività, integrate nel fecondo territorio altoatesino. Dalla fine degli anni ’90 alcuni di loro si sono posti sotto la bandiera del Gallo Rosso, un marchio che garantisce qualità dei prodotti, rispetto del territorio, turismo sostenibile e che partecipa all’economia dell’azienda contadina.

Come divento amico del contadino

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Mentre si sale al Maso Rielingerhof si incontrano i cavalli nei prati Ph Eugenio Bersani

Quello che li accomuna tutti è essere in primo luogo aziende agricole gestite da contadini. Il turismo è un sostegno all’economia agricola. Ma non è prevalente: il Gallo Rosso tra le altre caratteristiche richieste ai Masi che aderiscono, prevede che le stanze per l’accoglienza turistica non siano mai più di 8 e gli appartamenti mai più di 5. Il turismo è solo un aspetto della vita agricola. Che rimane autentica.

Oziare o vendemmiare, questo è il problema

Risultato, piccole strutture dove si arriva da turisti e in breve si diventa amici e partecipi della vita della famiglia. I contadini  continuano le loro attività e apprezzano che gli ospiti vi partecipino. Ma se non si ha voglia nessuno lo impone. Tanti si beano di essere in queste realtà così autentiche, in paesaggi splendidi e non chiedono altro che oziare ammirando il paesaggio.

Ve ne proponiamo tre che abbiamo testato: sono tutti attorno a Bolzano permettendo così di gustare una vacanza che è cittadina e al tempo stesso immersa nella natura. Si sta molto bene. Una vacanza che si può ben dire unica, che conquista poco a poco e che lascia il segno. Non a caso i turisti austriaci e tedeschi prenotano le loro ferie al Maso anche con 2 anni di anticipo.

Bolzano, la montagna elegante

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Bolzano, via dei Portici Ph.Eugenio Bersani

Sud Tirolo, terra a lungo contesa, italiana da dopo la Grande Guerra, dove ancora si sente moltissimo l’influenza austriaca. Bolzano è la piccola capitale della regione, una città molto elegante, circondata da alture verdeggianti e dominata dalla presenza delle Dolomiti sullo sfondo.

Da sempre città ricca, fervida di commerci e di mercanti che hanno lasciato una trama urbana incantevole, fitta di architetture medievali, barocche, e palazzi di gusto mitteleuropeo.

Un giro alla ricerca del bello nascosto

Il Duomo di Bolzano Ph.Eugenio Bersani

E’partendo dal salotto cittadino, Piazza Walter che si comincia a percepire lo spirito del luogo. A lato della piazza, il Duomo, che è quasi un gemello della chiesa di Santo Stefano a Vienna. Bellissimo gotico dal tetto policromo fatto di 136.000 tessere smaltate verdi, gialle e blu che luccicano. Doveva vedersi da lontano a testimoniare la ricchezza della città.

Dalla piazza Walter infilatevi nel passaggio dove ha sede la Coop locale. Vi troverete in una bella piazzetta dominata da un enorme Ginko Biloba donato dall’imperatrice Sissi allo zio Heinrich Von Ӧsterreich. Il nobiluomo abitava nel palazzo adiacente, Palazzo Campofranco.

Entrate senza paura nel palazzo e vi troverete in uno dei misteriosi e nascosti passaggi cittadini. Pavimenti marmorei, scaloni d’onore con ricchi corrimani in ferro battuto: tutto autentico. Oggi qui c’è un elegantissimo negozio di fiori ma il soffitto barocco e i pavimenti in massello di legno antico sono ancora quelli originali.

E come per incanto, entrati da Piazza Walter, si esce in Via della Mostra, arteria nobile di Bolzano, tutta un fiorire di splendide architetture nobiliari. Qui vicino c’è un’altra chicca: Palazzo Pock, che prende il nome dal suo fondatore, bianco e dalle mille finestre che ricamano la facciata.

Oggi è sede di uffici ma si può accedere allo stupendo atrio e alle scale anche qui arricchite dall’arte dei fabbri che hanno plasmato corrimano elaboratissimi in ferro battuto, arte gli artigiani locali eccellevano. Levate gli occhi al soffitto dove troneggia un grandioso affresco del XVIII° secolo. Palazzo Pock era un grande albergo di lusso che al suo interno aveva anche un gran teatro con 700 posti, demolito nel 1804.

Passaggi infilati nel cuore della città

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Il Mercato contadino in Piazza delle Erbe

Portatevi ora in Piazza delle Erbe: qui ogni giorno c’è il mercato contadino. Da qui parte la città medievale, Via dei Portici che segue la trama dell’antico centro cittadino. Oggi i portici sono zona lussuosa, pieni di bellissimi negozi e grandi firme della moda. Ma in passato erano il luogo cardine degli scambi e del commercio, Le case si estendevano in profondità e terminavano sulle mura oggi perdute.

Si allungavano una sull’altra le abitazioni e la luce arrivava solo dai cavedi; si può capire bene questa singolare architettura penetrando nei passaggi che si aprono come budelli sulla Via dei Portici. Il più bello è al numero 66, Passaggio Annette Von Menz. E’ lunghissimo perché unisce in lunghezza tre abitazioni sviluppate in profondità e senza finestre laterali, solo pozzi di luce dall’alto.

La città spirituale

Questa città antica era dedicata al commercio e fuori le mura era invece la città spirituale con il Duomo e con la Chiesa dei Domenicani. Una chiesa gotica poco appariscente che rischia di essere sottovalutata. E invece gli interni sono incredibili. Affreschi medievali e una pregevole tela del Guercino per cominciare.

Affresco nella Cappella di San Giovanni all’interno della Chiesa dei Dominicani (ph. Eugenio Bersani)

Oltrepassata la navata principale ecco la sorpresa: la Cappella di San Giovanni è completamente affrescata dal soffitto al pavimento. Era il 1329 quando la famiglia De Rossi, ricchissimi banchieri di Firenze stabilitasi qui, decise di far erigere la cappella di famiglia. I pittori erano artisti itineranti di scuola giottesca; non a caso la Cappella di San Giovanni ricorda quella degli Scrovegni a Padova, opera di Giotto.

Razionalismo marmoreo

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Il Monumento alla Vittoria Ph. Eugenio Bersani

Oltre la città antica restano i segni di un’epoca terribile, ma dall’architettura assai interessante: il Trentennio fascista. Mussolini intendeva radere al suolo la via dei Portici e rifare una città nuova. Per fortuna restò solo un progetto, ma fuori dal centro storico nacquero edifici che rappresentavano la nuova era.

Il Monumento alla Vittoria svetta marmoreo in Piazza Vittoria. Simile ad un arco di Trionfo, celebra la vittoria italiana nella Grande Guerra. Risale al 1926-28 e ricorda il grande palazzo dell’Eur con tre bifore cieche ai lati e tanti simboli del regime sparsi nel marmo.

Altro punto caldo la Piazza del Tribunale. Qui si fronteggiano due capolavori del razionalismo, il Tribunale e l’ex Casa del Fascio. Risalgono alla fine degli anni ’30 e sono manifesti del razionalismo imperante. Il Tribunale, in travertino candido ha una grandiosa scalinata d’accesso che conduce alla facciata mossa da grandi colonne diritte. Bellissimo e decisamente imponente.

Di fronte l’ex Casa del Fascio, sede del Partito Fascista. Anche qui razionalismo architettonico estremo, linee diritte, superfici quadrate. A rendere unico l’edificio, l’enorme bassorilievo sul frontone che narra la storia del fascismo dalla nascita alla conclusione che doveva sfociare in una società pacificata. 57 pannelli che sono un racconto in pietra al cui centro svetta enorme il Duce a cavallo.

Un Maso in centro città

Maso Oberrautner a Bolzano Ph.Eugenio Bersani

Spesso a Florian Schmid chiedono come mai il suo Maso sia in centro a Bolzano. Come dice lui “ è la città che gli è cresciuta attorno”. Come a dire che il suo Maso è rimasto dove è sempre stato mentre Bolzano si è allargata. Il Maso Gallo Rosso Schmid Oberrautner è un unicum. Appartiene alla famiglia Schmid da 21 generazioni e risale al 1363. La casa originale in stile gotico conserva ancora merlature medievali visibili nel corpo del Maso che nei secoli si è allargato.

Oggi Florian ha ristrutturato l’antico fienile e ne ha ricavato 3 appartamenti moderni e con tocchi di design perfettamente inseriti nel contesto. Ma la parte che colpisce davvero è il grande giardino che si apre sul retro del Maso. Un vasto prato curatissimo, fiori e alberi e sul fondo il vecchio Maso. Qui gli ospiti godono delle 3 cose più importanti, dice Florian: vino, città, benessere.

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Florian Schmid, proprietario del Maso Oberrautner Ph.Eugenio Bersani

Già perché prima di tutto Florian è un insigne vignaiolo che ha vinto anche un premio nel 2023 per un suo vino, un Souvignier Gris da uve a macerazione prolungata. In effetti è un vero nettare dal colore ambrato e dai profumi intensi. Al Maso c’è anche l’antica cantina dove si organizzano degustazioni ogni giovedì. Le serate sono collegate all’Accademia dei Sommelier ma aperte anche agli ospiti. Nel piano ipogeo ci sono i grandi tini in acciaio e sugli scaffali polverosi, da manuale, riposano le bottiglie più pregiate.

La città è davvero fuori dal portone, ma non la si percepisce. Ma quando si vuole godere del milieu cittadino, ecco fatto: musei, ristoranti, teatri e negozi sono ad un passo.  Il Maso offre anche un servizio di noleggio biciclette.

Un Maso che ha Bolzano ai suoi piedi

La vista dal Maso Kristplonerhof Ph.Eugenio Bersani

Si esce appena dal centro cittadino e si sale verso San Genesio. Il colle sopra Bolzano è trapuntato di vitigni e man mano si sale, il panorama si fa più incredibile. Arrivati ad una stradicciola in discesa, si guadagna il Maso Gallo Rosso Kristplonerhof. Silenzio, verde, incanto. La padrona di casa è Evi, elegante ed accogliente, ci apre le porte del fienile diventato zona dedicata agli ospiti.

Evi del Maso Kristplonerhof a Bolzano Ph.Eugenio Bersani

Evi ha ereditato da sua madre il Maso Kristplonerhof che è uno dei più antichi della zona; viene menzionato già nel 1100. E qui si è trasferita con marito e figli; la famiglia abita nel corpo centrale del Maso, uno chalet da cartolina con gerani fioriti alle finestre. Tutt’attorno la realtà contadina è rimasta intatta, stalle, orto, galline e conigli rallegrano il tutto.

Ma anche qui come al Maso Schmid Oberrautner, è il vino il protagonista. Le vigne circondano il Maso, letteralmente. Si producono 5 uve diverse, 3 per vini rossi e 2 bianchi, circa 300 bottiglie a vendemmia. Oltre ai vigneti che si estendono davvero a perdita d’occhio, il Maso offre 3 piccoli appartamenti ricavati dal vecchio fienile. Legno chiaro, la camera al piano superiore, da 2 a 3-4 ospiti. Punto di forza il terrazzo con apertura sulla valle.

Visione ipnotica: Bolzano è la sotto, la si domina. Tutto attorno colline boscose, vigne ovvio, e sul fondo il massiccio del Catinaccio, granito grigio rosa che è già Dolomiti. Si fa fatica ad abbandonare la postazione. Il Maso ha diversi spazi relax con prati dall’erba tenera dove viene da buttare via le scarpe; ci sono altalene per i bambini, un’amaca e diversi lettini ombreggiati dai filari di vite. In fondo al praticello, un albero gravido di ciliegie mature da cogliere. Quiete, silenzio, volo d’insetti, cinguettio di uccellini: la vita è leggera quassù.

Evi ha un orto dove coglie delizie che arrivano per la colazione in un cesto di vimini che all’ora scelta, aspetta fuori dalla porta. Formaggi erborinati, succo fresco di sambuco, speck, the alle erbe dell’orto, marmellate di Evi, pane cotto dal contadino che abita di lato.

C’è anche un piccolo negozio dove gli ospiti possono servirsi e poi segnare ciò che hanno preso. Inoltre Evi è a disposizione per far visitare il suo maso e per degustazioni gratuite.

Lassù sulle montagne

Maso Rielingerhof Ph.Eugenio Bersani

Colle di Renon, solo 20 km dal centro di Bolzano. Ma qui la faccenda cambia: questa è montagna vera, potente. Compaiono i boschi e il massiccio del Catinaccio sembra di poterlo toccare tanto è vicino. Il Maso Gallo Rosso Rielingerhof è nascosto dietro tornanti sempre più ardimentosi immersi tra prati e foreste. Poi si arriva.

Davanti si apre una forra boscosa che precipita verso il fondo valle con i ruderi di un antico castello medievale, la Rovina di Stein. Sullo sfondo il massiccio dolomitico. Molto romanticismo tedesco, Sturm und Drang, per dire. Una costruzione di vera montagna, antica, medievale. Matthias Messner è il proprietario, contadino da capo a piedi e orgoglioso di esserlo. E un sorriso solare che fa sentire subito ben accolti.

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Evi e Matthias Messner del Maso Rielingerhof Ph.Eugenio Bersani

Nella corte del Maso si pranza su tavoli in legno che c’è da scommetterci, sono stati fatti dal nonno di Matthias. I piatti che arrivano sono frutto del genio di Evi, la moglie di Matthias. Evi sta silenziosamente ai fornelli, macina il grano saraceno, sforna torte, tira la sfoglia per dei deliziosi ravioli alle ortiche. Non parliamo dei canederli con un brodo che più profumato non si può.

Qui si mangia perché quello di Evi e Matthias è un Maso che è anche un’Osteria Contadina. Ma non lasciatevi distrarre dall’atmosfera bucolica perché i piatti di Evi hanno una raffinatezza da ristorante di rango. Tutto è autoprodotto o preso dai vicini. Tutto è rigorosamente bio. E credeteci, assaggiare lo speck che Matthias affumica dai suoi maiali, è una sensazione che avvicina al paradiso.

La cucina è aperta a tutti, non solo agli ospiti che possono soggiornare nei 4 appartamenti allestiti nel Maso. Quando è freddo ci si rifugia nelle tre stube, i locali riscaldati con le vecchie stufe e si gode la buona cucina e la compagnia dei proprietari. Da qui partono magnifici sentieri e addirittura uno nasce proprio nel prato dietro il maso e di lì si infila nel bosco.

Il Maso di Matthias è in primo luogo un maso vitivinicolo. Dal 2014 si produce vino bio e ogni venerdì si può partecipare ad una visita guidata al vigneto a cui segue la visita della cantina con degustazione. Riesling, Müller Thurgau, Sciava e soprattutto un Kerner strepitoso.

E quando è stagione, gli ospiti possono partecipare alla vendemmia. Matthias ridendo dice che accetta volentieri la partecipazione dei suoi ospiti.  C’è da scommettere che non si tratta solo di guardare.

Testo di Lucia Giglio Foto di Eugenio Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Informazioni utili

Come arrivare a Bolzano

In treno: con gli Eurocity  e i treni ad alta velocità Frecciarossa e Italo.

In auto: Autostrada del Brennero, A22

Aereo: Bolzano ha un piccolo aeroporto che serve destinazioni regionali; in alternativa si possono utilizzare gli aeroporti di Treviso, Verona e Venezia.

Dove mangiare

Batzen, birreria con cucina in centro città. Infinita scelta di birre e piatti di tradizione molto gustosi ed economici. Bel giardino da tipica biergarten. 

Osteria contadina, maso Rielinger-Hof. A tavola da Evi e Mathias Messner nell’antico maso di famiglia. Tutto autoprodotto e tutto bio, dalle carni, allo speck, ai vini batzen.it

Dove dormire

per tutti i dettagli sui prezzi ai Masi, visitare il sito del Gallo Rosso: gallorosso.it

Azienda di Soggiorno e Turismo Bolzano

bolzano-bozen.it

Shopping: da Die Heimischen, vastissimo assortimento di prodotti artigianali di Bolzano e dintorni. Vetri, oggetti in legno, feltro e ceramica. Via dei Portici 39, info@heimischen.it

Oggetto tipicissimo: il grembiule blu che tutti indossano in casa. E’ una specie di costume tradizionale e la domenica si vedono i locali uscire con il grembiule pulito e stirato con il margine inferiore piegato: significa che è festa e non si lavora.

Da Christian Mohr, simpaticissimo e loquace proprietario dell’antico negozio J.Mohr, Via dei Portici 62, il grembiule blu è in vendita a 15 euro. Su richiesta in 24 ore, Christian personalizza il vostro acquisto con disegni, dediche, nomi al costo di 7 euro.