Dalle maioliche di Caltagirone alla Valle dei Templi, passando per borghi, miti antichi e sapori che raccontano la Sicilia più vera.

Testo e foto di Mauro Parmesani

Caltagirone Scalata di Santa Maria del Monte (ph. Mauro Parmesani)

Il cammino ha inizio a Caltagirone, la città della ceramica, una delle sei città delle ceramiche siciliane. Un patrimonio che si esprime con i suoi 140 artisti-artigiani, le innumerevoli botteghe e l’Istituto professionale per ceramisti fondato da Don Sturzo.

Ceramica ovunque

Qui siamo  davanti ad uno scenario sorprendente di terrecotte, ceramiche, maioliche, fregi, mattonelle che abbelliscono facciate, balconi, finestre, porte, fontane e persino cartelli stradali.

Must imperdibile la famosa Scalinata di Santa Maria del Monte realizzata nel XVII secolo; 142 scalini che, agli inizi degli anni 50 del secolo scorso, furono abbelliti con maioliche policrome realizzate in tutti i differenti stili artistici succedutisi nel corso dei secoli.

Caltagirone, la “Magnifica”come la definiva l’Imperatore Carlo V, sonnecchia adagiata sulle  due colline che la accolgono, quella di San Francesco e quella di San Giuliano.

Parte della fama cittadina si deve alla ricchezza del  barocco che ricama molte delle sue chiese.

Altro vanto cittadino, l’ex carcere borbonico, trasformato in un moderno e interattivo museo.

Francesco Crispi, il repubblicano fedele al Re

Molte opere di pregio sono conservate qui oltre a celebri e numerosi busti, in particolare quello del cittadino onorario Francesco Crispi e della sua prima moglie da lui ripudiata.

Era Rosalia Montmasson, l’unica donna tra i Mille di Garibaldi. Crispi, da Repubblicano e poi divenuto Primo Ministro del Regno, la ripudiò.  Le sue gesta rivivono nel romanzo “La ragazza di Marsiglia” che la scrittrice Maria Attanasio, calatina doc, ha pubblicato per Sellerio.

Attraversando i magnifici Monti Sicani ci si addentra  in scenari primordiali di rocce e pascoli che si dividono lo spazio con l’onnipresente macchia mediterranea.  

Da Erodoto a Sant’Angelo

Siamo nella Sicilia meno conosciuta dove natura, storia, leggende, tradizioni e ospitalità si fondono in un unico e affascinante spettacolo agli occhi di chi la visita.

Sant’Angelo Muxaro si staglia nel cielo, arroccato sul colle Sant’Angelo: una visione che sbalordisce nella sua semplice bellezza.  Qui si trova la grotta conosciuta come la “Tomba del Principe”.

In questo luogo storia e leggenda si confondono; il mito racconta  che nel XII secolo questo fu l’eremo di Sant’Angelo.

Ma l’epopea del luogo si spinge  molto più indietro nel tempo. I misteriosi racconti dello storico greco Erodoto, dicono che qui fosse la tomba del leggendario re cretese Minosse.

L’inferno delle solfatare

Pochi chilometri verso la costa ed eccoci nel borgo di Aragona, un tempo villaggio di minatori, impegnati nelle miniere solfifere che scendevano, a più livelli, sino a 1500 metri di profondità.

Un lavoro immane, una vita misera per gli oltre 6000 minatori che vi lavoravano nudi, tra temperature insopportabili e aria tossica.

Nella miniera Taccia-caci aveva il suo business Stefano Pirandello, padre di Luigi. E il premio Nobel raccontò le sofferenze dei minatori nella novella “Ciàula scopre la Luna”.

La Magna Grecia è qui

Eccoci finalmente nell’antica Akragas, nella leggendaria Valle dei Templi, su cui troneggiano i Templi di Giunone, della Concordia, di Ercole e di Giove, costruiti dal V secolo a.C e oltre.

L’archeologia è un richiamo irresistibile che attira milioni di visitatori da tutto il mondo. Ma altrettanto attrattivo è Diodoros, l’eccellente progetto di recupero e valorizzazione della Biodiversità.

Un progetto avveniristico che punta a preservare i 1500 ettari di terreni del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, il più grande parco archeologico al mondo tutelato dall’Unesco.

Un modello pilota che ha dimostrato come l’enogastronomia e il bene demaniale, possano coesistere valorizzando esperienze umane, tradizioni e ritualità dell’antica cultura contadina del territorio.

Mandorle, olive, olio, pistacchi, uva, vino, zafferano, agrumi, fichi d’india, capperi, il miele dell’antica ape nera sicula e il grano del Giardino di Esculapio sono gli eccellenti prodotti coltivati e venduti da Diodoros.

Racconti dal mondo di Pirandello

Non altrettanto entusiasmante sono gli enormi palazzoni, classico scempio all’italiana, che deturpano l’affasciante dedalo di cortili, scalinate, piazze e vicoli dell’antica medina di impronta araba, tanto cara a Pirandello che qui ambientò numerose novelle.

Sebbene oggi non rappresenti più il cuore pulsante della città, il fascino di questi luoghi baciati dal tempo è immutato, al punto che ogni anno viene organizzato da Roberto Bruccoleri, cicerone, operatore culturale, appassionato di letteratura e instancabile promotore turistico, il festival “Libri in Cortile”.

L’affascinante manifestazione  si svolge tra i meandri e nei luoghi meno conosciuti del centro storico. Performance letterarie per avvicinare sia gli abitanti che i turisti, al mondo della letteratura. Con lui ci si addentra nel dedalo di viuzze ancora intatte.

Libri preziosi per il popolo agrigentino

È un percorso immaginifico in cui la guida celebra alcune delle novelle più celebri di Pirandello. Poi, dopo molto vagare, varchiamo il portone della meravigliosa Biblioteca Lucchesiana,uno scrigno voluto da Andrea Lucchesi Palli, vescovo di Agrigento dal 1755 al 1768.

La Lucchesiana venne donata al popolo agrigentino “di bravi cittadini e buoni cristiani”, perché se ne prendesse cura. Tra gli scaffali di legno intarsiati, sono custoditi 90mila volumi, fra cui 32 preziosissimi manoscritti arabi scritti tra il XI e XIV secolo.

La SS115, che collega Siracusa a Trapani, per lunghi tratti costeggia il mare, superiamo Porto Empedocle, la famosa Marina di Vigata descritta da Camilleri nei suoi romanzi.

Poco lontano è obbligo fare  una sosta alla celeberrima Scala dei Turchi, la candida falesia a picco sul mare per poi deviare verso l’interno tra aranceti e dolci declivi.

Dal mare verso i monti

Si va dunque, al borgo di Sambuca di Sicilia, adagiato tra i monti Genuardo e Adranone e la valle del lago Arancio.

Il quartiere arabo con i suoi 7 vicoli è la parte più suggestiva del borgo, grazie anche agli enormi murales che dal 2010 abbelliscono l’antica città-fortezza di Zabuth.

Al-Zabut fu il fondatore. E la cittadina ne ha preso il nome: Al Zabuth in lingua araba significa “lo splendido”.

Gli abitanti del borgo chiamati “sammucaribabbaluciari” (sambuchesilunaconi), vanno fieri della loro nomea. Lo dimostra la scultura in Piazza della Vittoria dedicata alla Lumaca Vittoria, opera dell’artista palermitano Gabriele Venanzio che, simboleggia il valore della lentezza e dello scorrere del tempo.

Un’isola emersa e sprofondata

Si ritorna sulla costa per raggiungere l’ultima meta, l’accogliente Sciacca.  Questa è la città dai mille volti, dapprima porto principale per il grano spedito in ogni angolo dell’impero al tempo dei romani, poi città ricca e fiorente grazie al commercio del corallo rosso.

Faccenda assurda questa del corallo: nel 1831 l’isola di Ferdinandea, nel Canale di Sicilia, a 27 miglia al largo di Sciacca, emerse e subito venne contesa tra il Regno delle due Sicilie, i francesi e gli inglesi.

In quest’isolotto vennero scoperti grandi quantità di banchi di corallo fossile, materiale prezioso e raro che scatenò le liti per il possesso dell’isolotto e del suo tesoro.

Salvo che la Ferdinandea si prese gioco di tutti i contendenti sprofondando in mare un anno dopo.

Sciacca, ceramica e corallo

Anche Sciacca è una delle sei città della ceramica ed è punto di riferimento per questa antica arte: oltre 40 artigiani e botteghe ne difendono e continuano la tradizione.

Ma la città è anche  esempio da imitare per un turismo sostenibile. È grazie all’impegno e alla dedizione della Cooperativa di Comunità Identità e Bellezza, che ha avviato il progetto del “Museo Diffuso dei 5 Sensi”, che vengono  valorizzate l’identità e le bellezze del luogo.

Cosicché le proposte per i turisti e per gli abitanti offrono il meglio delle attività commerciali, artigianali e culturali del territorio.

Con una identità precisa, dove le emozioni vengono percepite con i 5 sensi, all’interno di questo Museo Diffuso in cui le strade sono i corridoi del museo, le piazze le sale d’esposizione, i negozi, le botteghe e le finestre delle case rappresentano le teche.

Tutta la cittadinanza è parte del progetto custode e narratrice della propria bellezza. L’ospite è un “cittadino temporaneo” da accogliere con cura e competenza.

Un percorso che mette in risalto tradizioni ed usanze: da quelle religiose alle feste padronali. O anche l’antica arte della pesca e della conservazione del pesce azzurro, fino alla calafatura degli scafi.

Punti d’onore, la lavorazione del corallo rosso che viene trasformato in esclusivi monili e la realizzazione di ceramiche e maioliche di raffinata fattura. 

E da ultimo, nell’elenco delle tradizioni ma forse primo tra i vanti cittadini, ecco la grandiosa enogastronomia abbracciata alla calorosa ospitalità, che accoglie con calore tutti coloro che arrivano da queste parti.

Infoutili:

Informazioni:

Tutte le informazioni per organizzare un viaggio in Sicilia sul sito di Visit Sicily.

La Sicilia è terra di cultura, buon cibo e scenari maestosi, oggi ancora più al centro dell’interesse grazie anche ad Agrigento, Capitale della cultura 2025.

Come arrivare:

Con i voli di Easyjet, Ryanair o Ita. Il percorso può iniziare dall’aeroporto di Catania, nel caso Caltagirone sia la prima meta del viaggio, oppure atterrando a Palermo, nel caso la prima meta sia Sciacca.

Rent a car:
Sicily by Car negli aeroporti di Catania e Palermo.

Quando andare – Clima:

Le stagioni consigliate sono la primavera e l’autunno, sole a volontà ma senza il caldo soffocante estivo. 

Dove dormire:

Agri Resort La Judeka (Caltagirone)

Doric Eco Boutique Resort (Agrigento)

Fontes Episcopi (Aragona)

Hotel Paloma Blanca (Sciacca)

Dove mangiare:

Nine Bistrot; Via Luigi Sturzo, 41, 95041 Caltagirone CT – Tel. 339 186 4021.

Agriturismo Agliastro; s.n, 92020 Contrada Sopracanale – Sant’Angelo Muxaro AG – Tel. 380 242 8302.

Casa Barbadoro, una antico casa rurale restaurata che oggi ospita eventi e degustazioni tipiche. Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, Agrigento

Ristorante ColaPesce; Vicolo Samaritano, 22/24, 92019 Sciacca AG – Tel. 376 046 4868

La Focaccia di Luigi Dimino, street food d’autore, Sciacca AG.

Shopping:

La Sicilia è la terra dello shopping, spiccano i prodotti della cucina ma soprattutto le ceramichediGiacomo Cusumano, quelle di Scarlatella Francesco e quelle di Verus a Caltagirone. A Sciacca le botteghe giuste sono quelle dei Fratelli Soldano, di Salvatore Sabella e di Carlino Antonino.  A Sciacca si possono acquistare anche manufatti di corallo, gli indirizzi giusti sono: Oro di Sciacca; Museo Nocito; Sabrina Orafa e Consorzio Corallo di Sciacca.

Eventi:

ogni paese è al centro di feste culturali, processioni ed eventi, specialmente nella settimana di Pasqua, in particolare:

A Caltagirone:

in occasione per la festa di San Giacomo, Patrono della città.

(24-25 luglio), la Scala di Santa Maria del Monte, è completamente illuminata di coppi di carta, nel cui interno brillano le fiammelle della lumera, un recipiente di terracotta riempito di olio. Tra maggio e inizio giugno, la Scala Infiorata, un tripudio di fiori sui 142 gradini.

A Sciacca:

Azzurro Food, musica spettacoli degustazioni per gli amanti del mare e del pesce (fine agosto). Street Food Fest dedicato alla cucina di strada d’autore (fine ottobre).

Link utili:

Turismo esperienziale nei Sicani – Valdikam.it

Ecomuseo5Sensi di Sciacca – sciacca5sensi.it

Testo e foto di Mauro Parmesani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com