Aperta al pubblico la suggestiva Via Raetia, un itinerario di 95 km che si snoda in Valcamonica tra incisioni rupestri, antichi luoghi di culto e borghi medievali.

Gli appassionati di cammini, di storia e di natura hanno di che gioire. È stato finalmente aperto a tutti il percorso che attraversa uno dei più straordinari patrimoni archeologici d’Europa: la Via Raetia.
Questo suggestivo sentiero che si snoda in Valcamonica segue antichi tracciati montani che, tra paesaggi alpini di infinita bellezza, per secoli hanno collegato popolazioni diverse.
Il tracciato, che si sviluppa per circa 95 km, è completamente percorribile e facile da seguire grazie ad una guida cartacea e tracce GPS. Il sentiero attraverso territori che custodiscono l’Arte Rupestre Camuna, primo sito italiano riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1979.
La Via Raetia, riconosciuta ufficialmente dal Ministero del Turismo e inserita nel prestigioso “Catalogo dei cammini religiosi italiani”, si articola in cinque tappe.
Un’avventura che inizia da Darfo Boario Terme e si conclude ad Edolo. Passo dopo passo ci si immerge in epoche diverse, con dislivelli e difficoltà variabili pensati per accogliere anche i camminatori meno esperti.

“La Via Raetia non è solo un sentiero, ma una straordinaria macchina del tempo”, ha spiegato Carlo Zani, ideatore del progetto.”Cammini letteralmente- ha proseguito- su ciò che l’UNESCO ha definito ‘la più grande galleria d’arte preistorica all’aperto d’Europa’. Chi percorre questa via ha il privilegio di esplorare complessi megalitici, ammirare incisioni rupestri di 8.000 anni fa e sostare in pievi romaniche, tutto nell’arco di una singola giornata”.
Tappa 1: da Boario Terme a Borno (17,3 km)
L’avventura ha inizio dal Parco Archeologico di Luine: qui si possono ammirare alcune delle più antiche incisioni rupestri della valle. Il cammino prosegue in direzione del centro termale di Boario.
Dopo una breve sosta si continua attraverso fitti boschi fino al monastero dell’Annunciata che custodisce preziosi affreschi. La tappa si conclude nell’antico borgo di Borno dopo aver visitato il misterioso santuario di Valzel de Undine.
Tappa 2: da Borno a Capo di Ponte (28,3 km)

In questa tappa ci va alla scoperta della romanizzazione della valle. Dal santuario preistorico di Asinino Anvoia si scende verso Cividate Camuno dove si trova il Museo Archeologico Nazionale. Questa struttura custodisce reperti romani di inestimabile valore.
Si prosegue lungo il fiume Oglio fino a Breno, caratteristico borgo dominato dal un imponente castello medievale. Infine si giunge a Capo di Ponte, cuore del patrimonio archeologico UNESCO.
Tappa 3: da Capo di Ponte a Cimbergo (7,9 km)

Tappa breve ma decisamente interessante. Passo dopo passo si va alla scoperta dell’arte rupestre camuna nei famosi parchi archeologici di Naquane, Foppe di Nadro e Massi di Cemmo.
La tappa termina presso le rovine del castello medievale di Cimbergo.
Tappa 4: da Cimbergo a Cevo (21,5km)
In questa tappa il percorso segue un antico itinerario che univa i borghi della Val Saviore, attraversando boschi secolari e suggestivi pascoli alpini.
Lungo il cammino si incontra la roccia del Capitello dei Due Pini, considerato un osservatorio astronomico preistorico. Si prosegue poi verso la dismessa centrale idroelettrica di Isola e si attraversano i borghi di Valle, Ponte e Saviore prima di raggiungere Cevo.
Tappa 5: da Cevo a Edolo (20,7 km)
L’ultima tappa segue il famoso Sentiero della Memoria, un percorso storico che conserva testimonianze della Prima Guerra Mondiale tra fortificazioni, trincee e postazioni militari scavate nella roccia.
Il cammino prosegue verso il parco archeologico del Coren delle Fate e si conclude nella storica Edolo.
L’elemento distintivo della Via Raetia
Chi percorre la Via Raetia avrà uno “Smart Passport del Camminatore”. Si tratta di un documento che viene timbrato ad ogni tappa completata: al termine del cammino, i viaggiatori possono richiedere il “Memoria Itineris”, certificato ufficiale di completamento del percorso.
“La Via Raetia è un’esperienza che va oltre il semplice trekking”, ha spiegato Laura Bonetti, tra i promotori del progetto. “È un’occasione- ha proseguito– per riscoprire il piacere della lentezza, per lasciarsi sorprendere dalla bellezza autentica della Valcamonica e per creare una connessione profonda con un territorio che è stato crocevia di culture per millenni. Il cammino è aperto, la tua esperienza aspetta di essere vissuta”.
Informazioni utili:
Per seguire il cammino si consiglia di evitare i mesi estivi. I periodi migliori vanno da marzo a giugno e da settembre a novembre. Per chi vuole vivere l’esperienza del cammino è disponibile una guida cartacea completa, ricca di descrizioni dettagliate del percorso e approfondimenti storico-culturali sui luoghi attraversati.
Per saperne di più si consiglia di consultare il sito.
Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































