Da Ischia alla Sardegna a Santorini per una vacanza al mare che non si ferma sulla spiaggia. La bellezza dei luoghi è fuori discussione: il paesaggio è unico. Ma c’è molto di più da scoprire andando per musei, grotte, sorgenti e fumarole.

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Cala Sisine, una delle spiagge più conosciute del Golfo di Orosei ©Shutterstock

Il Golfo di Orosei ha una cala dopo l’altra, cale famose, alcune da raggiungere in barca, altre in auto.

L’acqua è quella della Sardegna, colori unici e trasparenti, anche chi va dall’altra parte del mondo riconosce che un mare così non ha rivali.

A Su Gologone per immergersi nella Sardegna più autentica

Ma quest’isola, quando si comincia a frequentarla, la si capisce allontanandosi dalle spiagge e andando verso l’interno. E farlo da queste parti significa penetrare in una terra che riporta all’antico e ai pastori, la Barbagia.

Siamo nella zona di Tiscali e dalla sua Voragine dove intorno a mezzogiorno penetra un fascio di luce. Zona archeologica, di canyon, grotte e nuraghi, imperdibile se si è qui in vacanza.

Cosa fare nel Golfo di Orosei

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Cala Goloritzè @Shutterstock

Cala Cartoe è un angolo di costa meno conosciuto e lungo il tragitto c’è la possibilità di visitare la Grotta di Ispinigoli e il Parco Museo S’Abba Friska.

Più conosciute Cala Luna, a cui si può arrivare a piedi o in barca, e Gola Gorroppu, uno tra i più grandi canyon d’Europa.

Si può inoltre andare alla scoperta della valle di Lanaitho È una valle sorprendente, con il Supramonte a fare da sfondo, un’aerea ricca di grotte, voragini e fiumi sotterranei, un paradiso dell’archeologia e dell’escursionismo.

Da qui si parte per diversi sentieri escursionistici a piedi o in mountain bike, tutti segnalati.

Vicinissimi da raggiungere sono la Grotta di Sa Ohe, parte di un complesso carsico, e il villaggio nuragico Sedda Sos Carros. Sei in Sardegna, vuoi non vedere un nuraghe?

Oppure ci si può recare alle Sorgenti Su Gologone. A pochi passi dall’albergo omonimo c’è l’ingresso all’area che porta alle sorgenti.

Le grotte che si diramano all’interno del Supramonte fuoriescono qui con una portata idrica media di 500 litri al secondo, la più abbondante di tutta la Sardegna e che cresce in occasione di piogge e piene.

Ora l’acqua è color smeraldo, incastonata fra due alte pareti di roccia dolomitica, uno specchio calmo.

Durante l’estate queste sorgenti sono le uniche che alimentano il fiume Cedrino che sfocia nel Golfo di Orosei e che garantisce l’approvvigionamento idrico dei paesi di Oliena e Dorgali.

Si ritorna passando da Nostra Signora della Pietà, una piccola chiesa campestre che reca ancora traccia su di un lato delle humbressias, che servivano a ospitare i pellegrini in arrivo qui nei giorni di festa.

Dove dormire nel Golfo di Orosei

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Art Studio Villa, Hotel Su Gologone

A Su Gologone. Citi il nome e qui in Sardegna lo conoscono tutti, non solo nel circondario dove si trova. Da tutta l’isola vengono per assaggiare le prelibatezze del ristorante che serve un menu tipico eccezionale ed è solo una delle eccellenze di questo Experience hotel, con suite e camere arredate con pezzi unici.

Sulla carta se ne possono fare 50 perché Giovanna Palimodde, la proprietaria, ha dato vita a poco a poco con la sua famiglia a un posto che è nello stesso tempo rifugio (si dorme nel silenzio e nel verde di un parco), tempio del benessere (ci sono una grande piscina con l’acqua della sorgente e una spa dove i trattamenti vengono fatti con le erbe locali), luogo di incontri per chi soggiorna qui in vacanza e decide di partecipare a un corso di ceramica.

Oppure ritrovarsi la sera sulle terrazze dei sogni e dei desideri (si chiamano proprio così) per l’appuntamento astronomico che spiega le stelle di un dark sky come pochi o lasciare nel grande vaso tondo di vetro un biglietto sperando che si avveri quello che si è scritto.

C’è poesia in questo luogo e anche arte. L’albergo, nato negli anni Sessanta grazie a Peppeddu Palimodde e alla moglie Pasqua, conserva un’importante collezione privata di quadri, mobili, ceramiche, costumi arazzi e manufatti di questa terra.

Si va dagli antichi utensili del mondo contadino alla pittura dei migliori artisti isolani dal Novecento ad oggi. Quattro percorsi d’arte che si possono ammirare nelle sale e nelle salette dell’albergo, che risulta infinito, pieno di sorprese a ogni angolo.

E l’arte è dappertutto: nei colori scelti per caratterizzare i diversi angoli del complesso, con cuscini e copridivani che invitano a una sosta. Rossi in piscina e al Mariolu Restaurant, turchesi all’ingresso, arancio più in alto prima di raggiungere il Magico Tablao, dove vengono serviti gli aperitivi di fronte al fitto verde della montagna.

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Le botteghe sono 6, ospitate nelle vecchie scuderie e raccolgono il meglio della produzione di artisti e artigiani locali, Hotel Su Gologone

Arte in mostra anche nelle Botteghe Su Gologone, che sono diventate un brand, con una sua cifra inconfondibile fra cuscini, arazzi, vetri e gioielli.

Se poi si è artisti, c’è l’Art Suite Studio in una zona appartata con tanto di cavalletto in dotazione. Non si finisce mai di raccontare questo posto, c’è ancora tanto altro ma è meglio scoprirlo da soli.

Ci sono la serata nell’orto, e che orto, e il pranzo dal pastore a cui si arriva arrampicandosi con la jeep, entrambe esperienze imperdibili. E in tutto questo l’accoglienza di Giovanna e delle signore, di chi vi accompagna in spiaggia o in montagna.

Benevegnos (Benvenuti)! La Sardegna è una terra speciale e qui lo si capisce ancora di più. In fondo è anche questo che si vuole trasmettere a chi soggiorna: custodire quello che è stato e trasmetterlo perché riviva oggi. In questo modo il passato non si dimentica, ma si alimenta.

Ischia: a Sant’Angelo, dove le auto non possono entrare

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Ischia Sant’angelo

La chiamano “la piccola Capri”: a Ischia, il tesoro del Golfo di Napoli, Sant’Angelo è un’isola nell’isola. Per raggiungerla, una volta sbarcati a Ischia Porto o a Casamicciola, c’è ancora da fare ancora un po’ di strada fra una rigogliosa vegetazione mediterranea e il mare sullo sfondo.

Si va in un punto dell’isola dove, una volta arrivati, si girerà solo a piedi o con i taxi, delle mini car elettriche.

Per salire ad alcuni alberghi nella parte alta del paese, o raggiungere la spiaggia delle Fumarole, la strada è davvero stretta; altri alberghi, con i ristoranti, i negozi e i locali, si trovano invece dopo il grande arco che fa da ingresso al vecchio borgo marinaro, con le case a pastello che guardano allo scoglio Torre, il punto più fotografato e che contraddistingue Sant’Angelo, intorno a cui si gira in barca uscendo dal porto andando verso Forio.

Chi viene qui (come Angela Merkel da anni) lo fa per la tranquillità e il silenzio, un angolo appartato da godersi in spiaggia, nelle piscine e nelle spa degli alberghi.

Cosa fare a Ischia

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Ischia, la spiaggia delle Fumarole

Il bagno caldo nella Baia di Sorgeto. È un’insenatura naturale, con sorgenti termali che sgorgano direttamente in mare, creando pozze di acqua calda dove è possibile immergersi. 

L’accesso è libero e il posto è raggiungibile a piedi (scendendo più di 200 gradini) o via mare. Si consiglia di fare attenzione perché ci sono punti molto caldi e l’entrata può essere scivolosa.

Arrivando in barca per fare il bagno qui, si prosegue in genere fino al faro di Punta Imperatore dove c’è il caratteristico scoglio “la nave” e dove è suggestivo vedere tramontare il sole.

Si può, inoltre, fare un pranzo geotermico in spiaggia allo Chalet Ferdinando a Mare, sulla spiaggia delle Fumarole.

Qui si possono gustare piatti cotti in modo speciale. Le fumarole sono un fenomeno termale e solo in questa spiaggia, attrezzata con gli ombrelloni, c’è un piccola area recintata dove la temperatura raggiunge oltre il 100° C.

Lo Chalet prepara pesce, pollo e verdure che, insaporiti con gli aromi e messi nelle teglie, vengono avvolti come se si preparasse un cartoccio, poi nei teli, quindi chiusi con lo spago e messi a cuocere sotto la sabbia. Non si può venire via da Sant’Angelo senza aver provato la cucina geotermica, delicata ma saporita.

D’obbligo è anche un’altra specialità. E va bene il coniglio all’ischitana per cui l’isola, in cucina, si fa da tempo ricordare ma qui si va al ristorante di Casa Celestino, che è anche un hotel con 20 camere, per mangiare le cozze alle fumarole.

Un omaggio all’isola, alla sua origine termale e vulcanica, ma non mancano tanti altri ottimi piatti a base di pesce, da gustare in veranda con le luci del paese in vista.

Se a un tavolo sentite parlare della barca Aprea (che porta in giro gli ospiti), dell’Associazione amici di Sant’Angelo, del vicino hotel di Rocco Barocco, allora quasi sicuramente si tratta di Paolo di Maio, il proprietario, instancabile per idee e progetti che riguardino il borgo.

Dove dormire a Ischia

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La piscina dell’Hotel San Michele a Ischia

L’Hotel Terme & Spa San Michele ha 42 camere e suite panoramiche, affacciate sul mare o immerse nel verde. L’albergo, uno dei primi aperti nell’isola e ora rinnovato, oltre che per la posizione ha un punto di forza nella Spa e nella sua carta dei trattamenti, che vanno dalla fangoterapia e massoterapia, alle cure inalatorie e ai trattamenti di osteopatia.

Questo albergo vanta una sorgente termale privata. L’acqua delle due piscine, una interna e una esterna, sgorga a 50° C e viene mantenuta a una temperatura di 37° C, favorendo il rilassamento muscolare e migliorando la circolazione sanguigna.

Tutt’intorno, quasi 2000 mq di verde che si affacciano sul mare, tra ulivi, palme e bouganville. E nel parco c’è anche una Chiesa dove ci si può sposare, per un “sì” romantico che ha il mare ai suoi piedi.

A Santorini una volta nella vita

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La vista sulla baia di Santorini dalla terrazza del Lure Restaurant

Dici Santorini e quasi non c’è bisogno di presentazioni. L’isola greca, con la famosa Caldera, è una delle più famose fra le Cicladi.

Chi la raggiunge per la prima volta non si scorderà più l’arrivo, con la strada che sale a zig zag e porta in alto per raggiungere poi Fira, Imerovigli e Oia.

Le case bianche e le chiese con la cupola azzurra sono addossate l’una all’altra, una sola e ininterrotta linea bianca se la si guarda dal mare, a picco su scogliere a strapiombo create da un’intensa attività vulcanica che nel corso di migliaia di anni ha dato vita a un grande cratere, la Caldera appunto.

Proprio perché unica, a Santorini ci vanno in tanti, grazie al fatto che c’è un aeroporto e che è una delle tappe delle navi da crociera. Se si può, è meglio programmare una vacanza prima o dopo i caldi mesi estivi.

Cosa fare a Santorini

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Barche in rada a Santorini

La passeggiata fra cielo e mare. È quella che parte da Fira e arriva a Oia, all’estremità della Caldera, con panorami affascinanti, passando per i villaggi di Firostefani e di Imerovigli: da un lato il mare a picco, dall’altro case, chiese e cappelle.

In parte la strada è pavimentata, quindi comoda, e permette di cogliere la bellezza dell’isola. Per farla tutta ci vogliono circa 2 ore e mezza perché è lunga 10 km.

Oia, alla fine del percorso, è un dedalo di vicoli e piazzette e il posto dove in genere tutti, ma proprio tutti, vanno a vedere il tramonto.

Assolutamente da compiere il giro in barca e il bagno nella sorgenti termali. Si parte per raggiungere Palea Kameni, dove ci si può immergere in acque calde ricche di zolfo e ferro.

La barca si ferma a circa 30 metri dalla riva e l’acqua termale può arrivare fino a 30–35°C. Suggestiva la partenza dal vecchio porto di Fira.

Inoltre si può visitare il museo per vedere Kore. Dal 20 giugno è stata inaugurata la mostra Kykladitisses: Untold Stories of Women in the Cyclades, organizzata dal Museo di Arte Cicladica e dal Ministero della Cultura di Atene, per inaugurare il rinnovato Museo Archeologico di Thera (era questo nell’antichità il nome dell’isola).

La mostra, aperta fino al 31 ottobre, fa luce sui ruoli e sulle rappresentazioni delle donne nelle Cicladi preistoriche.

Tra i reperti spicca la colossale Kore di Thera (alta 2,48 metri), una delle pochissime statue arcaiche giunte quasi intatte ed esposta per la prima volta.

Dove dormire a Santorini

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Santorini Mystique mystery villa private pool

Fra i vigneti, nel villaggio medievale di Megalohori, l’hotel Vedema ha 74 alloggi con 15 nuove suite e ville progettate con pietre locali e legni rifiniti a mano. 

Tra le nuove proposte, la Corinthian Villa, ideale per le famiglie, e la Grecian Villa, perfetta per un gruppo, entrambe con piscine privata.

In programma per gli ospiti ci sono laboratori artigianali, corsi di cucina, lezioni di lingua greca, trattamenti termali, escursioni e visite alle fattorie. E le ottime cene del ristorante Alati.

Arroccato sulla Caldera di Oia, Mystique Hotel offre un posto in prima fila sull’Egeo: 42 suite e ville studiati, dove prevalgono materiali naturali (anche i noccioli di oliva, riciclati e trasformati in mobili) e toni solari.

Al ristorante Lure c’è l’Executive Chef Thanos Feskos, che propone frutti di mare pescati a mano, i cetrioli katsouni, i capperi e le melanzane bianche. I salumi di produzione propria vengono fermentati e stagionati in casa mentre gli estratti alla verbena di limone o alle bucce di agrumi sono trasformati in infusi rinfrescanti.

Testo di Anna Scarano|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com