Francoforte, capitale della finanza, là dove corrono gli affari: questo il pensiero dominante collegato alla capitale dell’Assia. Ma Francoforte non è solo business ma anche la meta ideale per un city break di lenti piaceri, di buon cibo e di piacevoli incontri con l’arte. E nel weekend gli affari si fermano, la Borsa chiude e la città si lascia scoprire

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Panorama dalla Main Tower©Lucia Giglio

Noiosa? Per niente! Francoforte, meta sottovalutata dai più è un interessante obiettivo per turisti amanti del verde, dell’arte, della storia e del mangiar bene. E il weekend può essere un delizioso punto di partenza per la scoperta della città di Goethe.

Una città dove non ci si perde mai

Al sabato e alla domenica la Frankfurt Stock Exchange, la 12ª piazza finanziaria a livello globale, si ferma. Il bel palazzo in stile prussiano si quieta, gli uomini d’affari spariscono, i congressi latitano, i prezzi si abbassano e la città diventa vostra.

Come dicono gli habituè, in questa città non c’è pericolo di perdersi e muoversi è assai facile. Non è un centro storico da megalopoli ma di una città a misura di cammino.

Affacciata sul grande fiume Meno che la divide in due rive non sinistra e destra, però. La rigorosa mente tedesca parla di riva sud e riva nord.

Il Meno, grandiosa arteria liquida

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Il grande fiume Meno © Lucia Giglio

Il fiume è grandioso e attira e richiama ovunque vi troviate. Per arrivare alla riva si percorre tutto il centro cittadino.

La città è stata brutalmente rasa al suolo durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e dunque quasi tutto è stato rifatto di bel nuovo. Una singolare sensazione si fa largo osservando i molti palazzi ricostruiti in stile tradizionale.

Si vede che molto è stato ricostruito ma gli interventi sulle antiche facciate a graticcio si amalgamano perfettamente con le strutture medievali residue.

La città è come se trasudasse un orgoglio, una volontà di vita e di riscossa. Il ricostruito non viene nascosto o mascherato: c’è e basta.

Il risultato non delude e qui nel cuore centrale della città, la Römerberg, si vedono le stesse case costruite in circolo attorno alla piazza come sono disegnate nelle antiche stampe.

Un Municipio per gli Imperatori

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La facciata del Municipio © Lucia Giglio

L’edificio più sontuoso è il Rathaus, il Municipio. Ma tutti lo chiamano affettuosamente Römer tanto che se chiedete del Rathaus nessuno vi capirà. In questo punto nel I sec. D.C. venne fondata la città romana e Römerberg significa appunto “monte dei Romani”. Un toponimo visto che qui in origine si elevavano due colline.

All’interno v’è un chiostro ombroso e poi saliti al II piano ecco la sala degli Imperatori. Anche qui siamo di fronte ad un ambiente ricostruito nel dopoguerra ma il colpo d’occhio è notevole: tutte le pareti sono arricchite da grandi dipinti che ritraggono gli Imperatori del Sacro Romano Impero.

Römerberg, la piazza più bella

La Römerberg è uno spazio molto piacevole dove sostare per osservare con attenzione i colori pastello e i decori dei palazzi dalle facciate ricamate.

Uno degli edifici più ricchi è appena dietro la piazza, in Markt al numero 5. Qui ha sede una istituzione magnifica, il caffè pasticceria Goldene Waage. Un trionfo di panna, cioccolato, torte alte e soffici come quelle di Nonna Papera.

Il palazzo è all’altezza dei dolci: ricco, colorato, ricostruito nei minimi dettagli, così come gli interni. Soffitti stuccati, boiserie e velluti completano il quadro. Anche gli arredi sono stati restaurati o ricostruiti da vecchie immagini.

Riassunto: un luogo da vedere senz’altro. Qui è sempre in lista la favolosa Torta Corona, vanto locale. Una alta ciambella di soffice pan di spagna guarnito con marmellata e crema, sormontata da un giro di ciliegie.

La Frankfurter Kranz come viene chiamata, simboleggia la corona imperiale. La ciambella sarebbe la corona d’oro, le ciliegie i rubini. Impegnativa ma sublime.

Una città “Nuova e Vecchia”

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Notturno della Nuova Città Vecchia © Lucia Giglio

Poco più in là occhieggiano le acque del Meno; ma prima di approdare alla riva spingetevi nella Nuova Città Vecchia di Francoforte.

Il felice ossimoro riassume lo sforzo e l’orgoglio della ricostruzione. Il piccolo quartiere sul Meno venne distrutto nel ’45. Ricostruito nel dettaglio seguendo mappe e vecchie immagini, è stato festosamente inaugurato nel 2018. Oggi è un punto focale del centro città fitto di negozietti, bar e ristoranti dove la sera ferve la movida.

Ed eccoci infine nell’arteria liquida della città, il grandioso Meno. Il fiume apre orizzonti infiniti e lo sguardo si allarga. Da qui si apprezza lo skyline ipermoderno: una schiera infinita di grattacieli vetrati che avvolgono la città da ogni lato.

Il contrasto tra le case a graticcio e i giganti in vetro è intenso, ma brillante, petillante direbbero i francesi. Vecchio e nuovissimo abbracciati in una prospettiva molto spumeggiante.

Da qui partono tante crociere sul fiume; non aspettatevi viste strabilianti come se foste sul Tamigi o sulla Senna. Non ci sono grandi monumenti da vedere ma il placido fiume e le sue rive verdissime che si allungano per 19 km, placano l’animo. Frequentatissime dai locali, offrono infinite aree verdi per pic nic, giri in bici e jogging.

Francoforte come Manhattan

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Frankfurt_Mainufer- Maincafe © #visitfrankfurt_plazy_Isabela_Pacini

Dopo pochi minuti di navigazione si arriva alla maggior concentrazione di grattacieli. Si tratta del centro finanziario cittadino dove sono attualmente in costruzione altri 12 edifici in vetro. La zona viene chiamata Mainhattan: un gioco di parole che la paragona a New York; non a caso qui vengono girati numerosi film ambientati negli USA.

I ponti che uniscono le 2 sponde sono assai belli, in particolare l’Iron Bridge, tutto in ferro e sotto le cui campate ci si imbarca per le crociere fluviali, ma più ancora il ponte Holbeinsteg. Si tratta di una passerella pedonale sostenuta da alti tiranti e dove prendere splendide immagini del fiume e della città, soprattutto al crepuscolo.

La Riva dei Musei

Ma il valore assoluto del ponte Holbeinsteg sta nel suo essere il collegamento con la Riva dei Musei, il Museumsufer. Siamo sulla sponda meridionale e qui si susseguono ben 16 istituzioni museali, importanti e spesso ospitate in edifici prestigiosi. Un unicum: la maggiore concentrazione di musei di tutta Europa in un’unica strada.

Qui si possono trascorrere giornate felici. Non solo per le importanti esposizioni ma anche perché nei musei ci sono bei ristoranti, spazi all’aperto dove riposare, bere e pranzare sotto deliziose frasche e ammirando palazzi dalla grande storia.

Di certo la gemma più fluorescente è lo Städel Museum, centro culturale, luogo d’incontri per tutta la città e la regione. È una istituzione privata fondata nel 1815 dal banchiere e appassionato collezionista d’arte Johann Friedrich Städel. Il palazzo è imponente con una grandiosa scalinata d’accesso. Sotto questo tetto si concentrano 700 anni di arte europea.

Settecento anni d’arte europea in un unico museo

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La facciata dello Städel Museum © Lucia Giglio

Si va dall’arte del XIV secolo, al Barocco al Modernismo all’arte contemporanea. Una carrellata di capolavori assoluti: Botticelli, Bacon, Picasso, Monet e Vermeer. Tra i molti.

Sensazionale la grande tela di Chagall esposta al mezzanino. La quantità di opere è incredibile, spesso accomunate in accostamenti atemporali, antichi e moderni nelle stesse sale: una scelta interessante che toglie polvere e vivacizza la visita.

Allo Städel vi è una deliziosa caffetteria dove rilassarsi, ma il luogo più gradevole per drink e light lunch è all’interno del vicino Liebieghaus Skulpturensammlung, il Museo della Scultura.

Il palazzo del Barone von Liebieg è un piacevole esempio di stile neorinascimentale dei primi del ‘900. Il giardino è un incanto e si può bere e mangiare sotto le piante servendosi al Cafè Liebieghaus

Ancora, il DAM, Museo Tedesco di Architettura, ospitato in una bella villa neoclassica che risale al 1912, e da non perdere per gli appassionati il DFF, Museo del cinema tedesco.

Passeggiando a bordo acqua, si torna verso la riva opposta e la città vecchia. In circa 15 minuti a piedi si arriva alla casa natale di Goethe. È un bel palazzetto in stile settecentesco, fedele ricostruzione della casa del poeta distrutta nel 1944.

Goethe, il cittadino più importante

Per la città e per la Germania tutta, si tratta di un simbolo nazionale tanto da essere ricostruita già nel 1948 contemporaneamente ad altri due edifici dal forte valore simbolico: il Romenberg e la St. Paul Kirche. Tre metafore della nuova Germania: luoghi dell’arte, della democrazia e della libertà riacquistata.

Il Museo Goethe si estende su 3 piani dove sono stati ripristinati tutti gli ambienti domestici, la biblioteca e lo studio di Goethe. Un pellegrinaggio culturale: qui sono conservati i manoscritti del Faust e de “I dolori del giovane Werther”.

Al secondo piano osservate i due massicci armadi che occupano l’atrio. Sono due esemplari dei Frankfurter Schrank, capolavori di falegnameria barocca. Grandi armadi a due ante che arredavano le case patrizie.

Una leggenda dice che Goethe, ricco di famiglia, accumulasse in questi armadi così tanta biancheria da potersi permettere di fare il bucato solo due volte l’anno.

Altro vanto cittadino è il verde. Oltre alle boscose rive del Meno, la città è punteggiata di parchi e uno dei punti verdi più interessante è il Palmengarten.

È il giardino botanico della città, di antica costruzione: risale al 1871. L’area è molto vasta e sui 22 ettari di estensione, si trovano roseti, piante grasse, un laghetto, serre e padiglioni in ferro e vetro che si ispirarono a quelli dell’esposizione universale di Parigi del 1867.

La Palmenhaus è la grande serra che ospita un’oasi subtropicale dove vivono palme, felci, grandi arbusti, fiori colorati e corsi d’acqua.

Infoutili

In aereo:

Francoforte è servita dall’Aeroporto di Francoforte sul Meno (Flughafen Frankfurt am Main), uno degli aeroporti più trafficati d’Europa. Ryanair offre collegamenti diretti con la città dell’Assia da Bari, Cagliari, Catania, Lamezia, Milano Bergamo, Palermo, Pescara, Roma (Fiumicino), Trapani-Marsala e Venezia (Treviso).

Anche Lufthansa offre diversi voli  tra Italia e Francoforte. Milano e Roma sono collegate con le diverse soluzioni giornaliere. Anche Ita, propone collegamenti diretti da Roma e Milano.

In treno:

Con il treno si impiegano circa 7 ore e mezzo per raggiungere Francoforte partendo da Milano.

Quando andare:

La primavera e l’autunno sono ottimi periodi; in primavera le giornate si allungano e tutto fiorisce. Inoltre iniziano le attività e gli eventi all’aperto. Anche l’autunno ha temperature miti e parchi e boschi assumono colori unici. In città la stagione culturale riprende con molti eventi, mostre e concerti.

Le estati sono fresche con temperature attorno ai 25°. Tanti gli eventi e alle attività all’aperto nei mesi estivi, piacevoli da frequentare senza l’assillo dell’afa. In inverno le temperature sono rigide ma l’attrazione dei Mercatini di Natale porta molti visitatori a sfidare  il freddo.

Frankfurter Card

La Frankfurter card, della durata di 1 o 2 giorni, offre trasporti gratuiti sulle linee della RMV (Rhein-Main-Verkehrsverbund) nel comprensorio cittadino di Francoforte, compreso l’aeroporto. Inoltre sconto del 50% sul prezzo del biglietto di entrata in 28 musei di Francoforte, al  Palmengarten e allo Zoo. Sconto del 20% sulle visite guidate,  escursioni in barca, entrata Main Tower e molto altro. In vendita online.

Velotaxi:

Alternativa verde e divertente per esplorare la città.  I Velotaxi si trovano in giro per Francoforte o si prenotano via whatsapp al numero +49 69-71588855 oppure dal sito.

Sono utilizzabili come taxi veri e propri per farsi condurre da un punto all’altro della città oppure per sightseeing tra i monumenti cittadini. I guidatori sono anche guide turistiche (in inglese) e descrivono luoghi e istituzioni cittadine. Si fermano a vostra richiesta per scattare fotografie. Per un giro di 30 minuti, il costo è di 26 euro (2 persone). 60 minuti costano 46 euro e 120 minuti 86 euro.

Dove mangiare:

Restaurant Margarete. In pieno centro storico, un delizioso locale colorato e accogliente che miscela piatti tradizionali, con portate più moderne e internazionali. Piatti principali, 20-22 euro.

Zum Gemalten Haus. Vivacissimo ristorante dedicato al vino di mele, la bevanda più amata di Francoforte. Qui scorre a fiumi spillato nelle brocche bianco azzurre.  Locale tipicissimo e frequentato dalla gente del posto che sorseggia grandi bicchieri di vino di mele con grandiose schnitzel, le cotolette servite con la famosa salsa di 7 erbe. Una specie di salsa verde ma più aromatica di cui  pare, fosse ghiotto Goethe.

Prezzo medio 20-25 euro.

Dove Dormire:

Hilton Frankfurt City Center: City hotel in centro città con camere eleganti e spaziose, ristorante,  palestra e grande piscina. Nei weekend tariffe ribassate a partire da 140-150 euro.

Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com