Un viaggio nelle Alpi svizzere, tra natura, lingue di cristallo, buon cibo e scorci senza fine dove l’acqua, in vari modi, regna nel silenzio delle valli e al confine del cielo.

A volte i viaggi più sorprendenti sono quelli che fai a un passo da casa. Archiviati quest’anno i percorsi esotici e lontani, che possono anche oscillare tra l’hype e il provincialismo modaiolo, può capitare di superare il riarso confine italiano e accorgersi di essere penetrati proprio in un altro mondo: uno spazio con regole proprie (anche climatiche), freschissimo, ordinato ma mai distaccato, tranquillo ma mai noioso, elegante ma giammai esibito. Questo ecosistema territoriale, a noi geograficamente vicino, è il Vallese: una zona che ospita il pino e il larice, il cembro, il faggio e l’abete rosso, ove copiosa scorre l’acqua dei ghiacciai, tra prati fioriti scaldati dal sole d’estate e picchi innevati d’inverno.
In questa regione alpina della Svizzera sud-occidentale, dove fra l’altro si mangia benissimo, l’autenticità non è affatto un luogo comune da brochure, ma uno stile di vita incarnato negli impressionanti scenari da sogno legati alla presenza del ghiacciaio dell’Aletsch, nei villaggi in quota, un po’ sperduti tra cielo e terra, nelle casette lignee, ognuna con un proprio nome, nei sentieri formicolanti che si arrampicano in quota creando un dedalo verso l’infinito, nel Grande Equilibrio immanente tra elementi, nella gentilezza delle persone, nelle forme dell’acqua, onnipresente, benigna e vitale.
È una terra che, vivendo di natura e di benessere, respira lo sport, anche slow, la fiducia reciproca e il rispetto profondo per lo stato delle cose. Una Svizzera discreta, lontana dai riflettori delle località limitrofe più blasonate, ma con un’anima ben definita, che svetta, anch’essa, vicina ai giganti di pietra che la circondano. Questa volta ci siamo concentrati prevalentemente su due realtà territoriali elvetiche vicine ma molto diverse tra loro: la zona dell’Aletsch Arena e la cittadina di Leukerbad.
Briga: la soglia della meraviglia

Partiti da Roma verso Zurigo con un volo Swiss assolutamente perfetto, eccoci a Briga, piccola cittadina alpina del Vallese, già parte nel medioevo del Ducato di Milano, trampolino strategico per escursioni nella regione dell’Aletsch, sul Cervino o nella Valle di Dala.
Patrizio Perino – “Pat” per tutti – è il responsabile turistico per il mercato italiano dell’Aletsch Arena e di Briga. Con la sua simpatia e competenza, Pat ci introduce nel mood di una Svizzera di assoluta sostanza, vitale e attenta ai rapporti tra l’uomo e la montagna, rispettosa dell’ambiente e degli animali che vi abitano. Il messaggio è chiaro: ci teniamo tantissimo e lavoriamo duro per questo. Chapeau.
Alloggiamo all’Hotel du Pont, affacciato sulla piazza principale. Camere semplici e una cena a base di cordon bleu, piatto originario proprio di questa cittadina. Prima di sederci a tavola facciamo una breve passeggiata nel cuore del borgo: balconi fioriti, caffè a macchia di leopardo, calma generale e un’architettura interessante. Da Briga partenza per Mörel, da cui prendiamo la funivia per raggiungere la nostra prima destinazione: Riederalp.
Riederalp e il ghiacciaio dell’Aletsch: un immobile gigante in movimento

Sospeso sopra la valle del Rodano e balcone sull’infinito (insieme alle altre due” terrazze assolate” della Fiescheralp e della Bettmeralp che compongono il quadro dell’Aletsch Arena), Riederalp è un piccolo e straordinario abitato situato a 1925 metri sul livello del mare, completamente car‑free, come gli altri due insediamenti vicini, che si raggiungono solo in funivia, da Mörel.
In 18 minuti di risalita si delinea un panorama difficilmente descrivibile con i soliti termini senza rischiare di apparire banali. La prima sensazione che sprigiona il luogo è quasi di timor reverentialis, cioè di pura soggezione per la bellezza del contesto: una sorta di carosello di altissimi picchi ove si impone il Cervino, simbolo della Svizzera.

La seconda sensazione è di grande fresco climatico e di pace, ma anche di raffinato isolamento, posto che molti edifici sono frequentati solo in alcuni periodi dell’anno e, per strada, vediamo poche persone. Riederalp è infatti chiusa al traffico automobilistico ordinario: ideale per le famiglie, ma anche per chiunque voglia provare un senso di disorientamento rispetto alla vita di città. A Riederalp in pratica si trova tutto ciò che viene negato nella metropoli: silenzio, salute, calma, ascolto di se stessi, più tutto ciò che offre la località in sé.
In estate spiccano il verde brillante dei prati e una temperatura, decisamente liberatoria rispetto al caldo tipico delle città italiane. Nel frattempo la vita e i movimenti in quota rallentano naturalmente e i suoni si riducono alla voce del vento. Appena arrivati lasciamo le valigie all’Hotel Golf, un buon 4 stelle a pochi passi dalla funivia che ci porterà al viewpoint di Mossfluh.
Preparazione del burro “come una volta”

Ci soffermiamo un paio d’ore per andare a vedere come si faceva il burro fino a cinquant’anni fa grazie a una sorta di cooking-show all’aria aperta, all’esterno di una bellissima baita del ‘600.
Qui Heidi ci fa un baffo: condividiamo con alcune deliziose famiglie svizzere e pargoli ubbidienti al seguito – tra scampanellio di mucche, prati di giada, staccionate, fontane lignee ricolme di acqua purissima – l’esperienza della preparazione del burro, sapientemente orchestrata, per la gioia di tutti, da una gentile signora in abiti tradizionali.
Una volta pronto, mangiamo il burro spalmato su del pane fatto in casa: entrambi mondiali.
L’experience prosegue con la visita ad una stalla d’antan, non più operativa, al museo alpino attiguo che descrive la vita di una volta a Riederalp e infine alla baita seicentesca. L’intera esperienza è organizzata dalla 1606 Alpmuseum Association.
Il Royal Riederalp: uno spazio co-working per nativi digitali tra i campi da golf
Prima di affrontare “the Big One”, cioè il ghiacciaio, abbiamo ancora il tempo per vedere, immerso negli splendidi campi da golf da 9 buche più alti della Svizzera, il Royal Riederalp, una bellissima struttura di co-working per nativi digitali che si affaccia sul Cervino. Uno spazio da condividere per riunioni di alta gamma e team-building.
L’esperienza del contatto col Ghiacciaio dell’Aletsch

Saliamo sulla funivia per andare ancora più su, senza avere in mente un piano visivo preciso di cosa ci aspetta veramente. Un ghiacciaio, prima di averlo visto, come viene rappresentato nella testa di ognuno di noi? Una volta scesi e arrivati al viewpoint accade l’inaspettao: il cervello ha bisogno di un tempo per riordinare le cose che compaiono sulla retina, e poi ancora qualche secondo per giudicarle e soppesarle. Il ghiacciaio dell’Aletsch, patrimonio Unesco che in alcune parti raggiunge gli 800 metri di profondità, è uno spettacolo naturale veramente incontenibile e impressionante, il più grande delle Alpi, con oltre 20 km di lunghezza, circa 80 km² di superficie e un volume che supera i 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio. A spanne si direbbe quasi un parente stretto del Karakoram in Pakistan.

È un fiume ghiacciato che scende, lento e maestoso, una lingua translucida che serpeggia tra le vette trasformando il paesaggio in una tavolozza cristallizzata, su cui spicca il bianco, il blu e la roccia antica come detriti, passaggio e unificazione con altri ghiacciai. Lo scenario è dirompente perché la mente in qualche misura coglie la doppia dimensione di ciò che vede: un silenzio dinamico che avvolge un quadro apparentemente immobile ed etereo, dal quale invece vita segreta e movimento interno sprizzano con tempi propri. Nell’intimo, l’osservatore non vede ma sente un fermento perpetuo che abbraccia tutto il contesto incrinando qualsiasi certezza spazio-temporale pretesa dalla nostra parte razionale.
Dalla Moosfluh o dall’Eggishorn, i view point più celebri dell’Aletsch Arena, lo sguardo spazia sul labirinto glaciale che nasce dal Konkordiaplatz, dipanandosi via via verso l’Eiger, il Mönch, la Jungfrau e il Cervino: un altopiano innevato dove si sovrappongono quattro grandi lingue di neve compattata che si allunga verso valle, tra morene, crepacci e laghi come il Märjelensee.
Per chi desidera avvicinarsi al gigante in sicurezza, sono disponibili dei glacier tour guidati da Riederalp, Bettmeralp e Fiesch, con guide alpine esperte e attrezzatura base. Passeggiando sul ghiaccio – sempre accompagnati – si percepisce l’entità di questa immensa riserva di acqua dolce, e un po’, anche il suo destino, oltre alla sua storia geologica, posto che la mastodontica massa di ghiaccio disperde circa 1,3 km di lunghezza dai primi anni Ottanta ad oggi. Le previsioni più pessimistiche vedrebbero la scomparsa del ghiacciaio, al termine del suo progressivo percorso di ritiro, entro il 2100, sostituito da rocce e laghetti.
Attorno al ghiacciaio si snodano 72 km di sentieri estivi e 14 km di percorsi per le racchette da neve durante l’inverno.
Discesa intermedia fino a Blausee e passeggiata nel verde fiorito fino a Bettmeralp. Pranzo a Chüestall. Molto buoni i rösti, le tipiche frittate di patate, arricchite con cipolle, carne, formaggio o funghi.
Riedaralp tra trekking d’estate e sci nei mesi freddi

Riederalp e l’intera area circostante sembrano concepiti per famiglie e coppie interessate a escursioni panoramiche immerse nell’atmosfera alpina oppure agli sport invernali – come il trekking su neve o lo sci, anche notturno – su piste dedicate e poco battute.
La mattina salutiamo il piccolo e integro abitato di Riederalp ripromettendoci di tornare, scendiamo in funivia a Morel e prendiamo il treno per Leukerbad.
Dove dormire a Riederalp
Golf Hotel: “Comodo albergo a 4 stelle collocato in una posizione unica e preziosa, davanti al Cervino. Buona la cena e la prima colazione, camere spaziose e personale gentile…” Scopri le foto nella recensione di Voicesearch.travel su Google Maps.
Leukerbad: benessere integrale, tra sport, acque termali ed enogastronomia
A un’ora di distanza da Riederalp, a 1411 metri sul livello del mare, sempre nell’idilliaco contesto alpino del Vallese, si trova Leukerbad, chiamata anche Loèche-les-Bains. La raggiungiamo in treno utilizzando lo Swiss Travel Pass con un sistema integrato di treni e autobus.
Dal punto di vista orografico, alti picchi la sovrastano di oltre mille metri: da una parte il Torrent, dall’altra il Passo del Gemmi.
Nella scaletta delle attività previste in questa seconda località siamo accompagnati dai responsabili turistici Lisanne Simonis e Ryan Maxwell, simpatici e gentilissimi. Ryan ci descrive il suo rapporto con la cittadina di Leukerbad raccontandoci di come sulle persone che la visitano resti impresso un senso di sorpresa e di meraviglia.
Le terme, fin dall’antichità

Considerata la più importante località termale delle Alpi, Leukerbad è nota fin dall’antichità per le proprietà terapeutiche dei suoi quotidiani 3,9 milioni di litri di acqua calda naturale che sgorgano da ben 65 sorgenti minerali alla temperatura di circa 51 gradi. Il prezioso liquido blu impiega 40 anni per scendere e risalire dagli intimi recessi della pietra.
Il complesso delle terme – la più grande spa alpina d’Europa – offre dieci piscine termali (tra 28 °C e 43 °C), docce a cascata, idromassaggi, grotte di pietra naturale e percorsi wellness completi, ideali in ogni stagione e adatti a tutta la famiglia. I bambini fino a 8 anni entrano gratis e possono divertirsi nei lunghi scivoli d’acqua, mentre gli adulti si rilassano nella quiete con vista sulle montagne verdi o innevate.

Le gole del Dala e le sorgenti termali
In prossimità della piazza del paese di Leukerbad si trovano le sorgenti termali che derivano dal fiume Dala. Si può percorrere anche un pencolante (ma sicuro) ponte tibetano appeso proprio sul furibondo corso d’acqua che dà il nome alla gola.
In quota, tra trekking, sport di montagna, mountain bike e il Sentiero avventura Thermi
Da Leukerbad parte la funivia verso il Torrent che conduce al rifugio Rinder, a 2 313 m sul livello del mare, punto di accesso a oltre 50 km di piste da sci in inverno ed a itinerari per escursioni e mountain bike in estate. Inoltre i bambini possono incamminarsi sul percorso interattivo Thermi che consente, attraverso una serie di stazioni, di eseguire esperienze pratiche e sensoriali legate al territorio.
Il passo del Gemmi, anch’esso collegato da funivia, offre panorami indimenticabili sulle Alpi, passeggiate attorno al Daubensee, escursioni storiche che risalgono al vecchio valico tra Vallese e Bernese Oberland, nonché piste da sci di fondo e percorsi con racchette da neve in inverno.
Per gli amanti del brivido: la Via Ferrata

L’itinerario della Via Ferrata, la più lunga e difficile della Svizzera, presenta lunghe scale a pioli verticali e ripide salite. Emozioni a non finire ma l’attività richiede capacità, forma fisica e prudenza. Si snoda su una lunghezza complessiva di circa 800 metri in orizzontale, passando sotto la stazione a monte degli impianti del Gemmi per poi sbucare sulla terrazza del ristorante panoramico Gemmi Lodge 2350, “gastronomia oltre i 2000 metri: al passo Gemmi si mangiano ottimi rösti, una specie di tortino di patate abbinato a formaggi, salumi, uova e tanto altro…” Leggi la recensione completa di foto e video su Google Maps.
Dove mangiare a Leukerbad

Leukerbad dispone di altre frecce (ancora per poco segrete) nel proprio arco: l’enogastronomia.
Hotel-Ristorante Waldaus
Intervistiamo il giovane titolare dell’Hotel-Ristorante Waldaus, Joshua Beckert, un eccellente tre stelle fuori dal comune e oltre ogni aspettativa culinaria e ricettiva. Nell’attimo in cui si entra nella struttura, come d’incanto, ci si sente a casa. Ma non lo scrive tanto per dire qualcosa in lode del luogo. Piuttosto invitiamo le persone ad andare e dirci se anche loro hanno avuto la stessa sensazione. Merito di Joshua e del suo partner Lorenzo Leuenberger, alla terza generazione nella ristorazione. Un affare di famiglia si potrebbe dire, ed è proprio così. Voti altissimi sia per per piatti di alta classe sia per il contesto generale. Nelle parole di Joshua: ospitalità genuina, fascino alpino e modernità sofisticata. Sulla base di un blend di studi di hôtellerie, capacità imprenditoriali e piattaforme social da migliaia di contatti, i due ragazzi, anche grazie al rigore paterno in cucina di Harald Beckert, papà di Joshua e alla mamma, hanno saputo traghettare una storia familiare di successo proiettandola verso il futuro, riletto come cerniera da agganciare saldamente a radici profonde, le quali in questo caso risalgono addirittura alla fine del 1600. Il ristorante fa anche parte della Gilda svizzera dei ristoratori-cuochi provetti, e non potrebbe essere altrimenti data la qualità del cibo offerto. Leggi la recensione su Google Maps.
Se ci si sente maggiormente globber-trotter o in vena di spaziare tra i sapori, Leukerbad offre anche altre scelte, come il ristorante cinese Canaan e l’eccellente locale indiano Golden India.
Dove dormire a Leukerbad
L’Hotel Waldhaus è consigliatissimo, oppure per una questione di comodità l’Hotel Römerhof che è a un passo dalla stazione ferroviaria e dall’impianto termale.
Leukerbad è un paesino incantevole e completo, una sorta di micro-cittadina dove c’è tutto ed è possibile abbandonarsi al benessere termale, ma non solo. Tutta la giornata può essere impostata all’insegna della scoperta, del movimento e del dinamismo. E se il tempo non è dei migliori si dispone sempre dell’asso nella manica delle terme, collocate in uno scenario montano bellissimo. Al termine di una impegnativa escursione di trekking in quota o a fine sciata, immergersi nelle piscine termali significa lasciarsi andare al piacere indisturbato del relax. Molti alberghi hanno la loro spa ed è possibile vedere turisti a mollo sparsi qua e là nelle rispettive piscine delle varie strutture, interne ed esterne.
Arrivederci Vallese…
Questi due luoghi – Riederalp e dintorni, abitati “appesi” accanto al ghiacciaio, sognanti e raccolti nel loro minimalismo silenzioso; e Leukerbad, cittadina immersa nell’ acqua termale, negli sport e nella gastronomia di alto livello – incarnano, un po’ come due facce della stessa medaglia, la filosofia del Vallese segreto: una Svizzera di sostanza, al di fuori dai soliti schemi da cartolina, che invita al viaggio.
Per ripercorre su Google Maps le tappe del viaggio clicca qui.
Per maggiori info: Visit Vallese | Aletsch Arena | My Leukerbad
Lo Swiss Travel Pass
In tutti i nostri spostamenti abbiamo utilizzato lo Swiss Travel Pass che consente di fruire della rete di trasporti dei cantoni svizzeri in modo integrato. Gli spostamenti pubblici sono una eccellenza elvetica che non ha pari al mondo e che fa tutta la differenza. Le ferrovie e le linee su gomma sono talmente comode che sembra di spostarsi su un tappeto volante!
Testo di Andrea Scotto e Francesca Barbarancia Foto Voicesearch.travel|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com






































