Nel cuore dell’Alvernia, Thiers è la città dove il ferro incontra l’acqua e il coltello diventa arte. Un borgo medievale sospeso tra storia e modernità, dove gli artigiani come la famiglia Chambriard portano avanti una tradizione secolare che ancora oggi definisce l’identità del luogo.

Arrivando a Thiers, si resta colpiti dal suo profilo arroccato: case medievali aggrappate alla collina, tetti scuri che seguono i pendii, stradine strette che sembrano fatte apposta per sorprendere chi le percorre. Tutto scende e risale, come se la città fosse essa stessa una lama seghettata, forgiata dalla natura.
Alla base di questo paesaggio c’è la Durolle, il fiume che per secoli ha dato energia a martinetti e mulini. Le sue acque veloci hanno alimentato ruote e officine, trasformando la valle in una lunga sequenza di forge e laboratori artigianali. È lì, in questa Vallée des Usines, che la storia della coltelleria ha preso forma, fino a fare di Thiers la capitale francese del coltello.
Camminando nel borgo, ci si perde tra piazzette medievali, antiche dimore a graticcio e scalinate che si aprono con viste sull’Alvernia. Il Château du Pirou, edificio storico della città e oggi sede turistica e culturale, racconta il passato signorile della città, mentre il Musée de la Coutellerie mostra – con dimostrazioni dal vivo e strumenti d’epoca – come nasca un coltello, dalla lama al manico. Non è un museo polveroso, ma un percorso che fa entrare il visitatore in bottega, tra scintille e colpi d’acciaio.
Un mestiere che ha fatto la storia
Già nel Medioevo, a Thiers i coltelli erano considerati preziosi strumenti di lavoro, oggetti di uso quotidiano ma anche status symbol. Nei secoli successivi, la città arrivò a produrre fino all’80% dei coltelli utilizzati in Francia. E se oggi l’industria moderna ha certamente preso il sopravvento, il cuore artigiano non si è mai spento: le famiglie di couteliers hanno continuato a tramandare gesti, segreti e rigore.
Visitare Thiers non significa solo guardare vetrine: significa capire che qui ogni coltello racconta una storia. Ogni lama porta con sé decine di passaggi manuali, ogni manico rivela la provenienza del legno o del corno da cui è realizzato, ogni incisione custodisce l’identità di chi l’ha forgiato.
Gli Chambriard, quattro generazioni con il coltello nel sangue

È in questo contesto che si inserisce la storia della famiglia Chambriard, forse la più emblematica della città. Non si tratta di un marchio nato ieri, ma di una vera genealogia artigiana: dai Ferrier, che alla fine dell’Ottocento producevano cesoie poco fuori Thiers, a Jules Chambriard, che dopo la Grande Guerra montava coltelli a domicilio, fino ad André, che nel 1952 aprì la sua piccola fabbrica sulle colline di La Montférie.
Negli anni ’80 arrivò la svolta: Georges e Marie-Jo acquistarono due negozi nel cuore di Thiers, mentre i figli Philippe e Dominique portarono nuova linfa e idee innovative. Nel 1998 nacque il progetto che avrebbe reso celebre il nome Chambriard: il Thiers® par Chambriard, un coltello pensato come simbolo identitario della città, realizzato interamente in loco e protetto da severe regole di autenticità.
Quando Dominique ci racconta questa storia, lo fa con orgoglio ma senza retorica. «Abbiamo inventato il concetto di indicazione geografica protetta prima ancora che il termine esistesse», dice sorridendo. Per lui, un coltello non è un souvenir: «Lo realizziamo come una volta, a mano, in quantità piccole e artigianali. Dev’essere un oggetto che dura nel tempo».
Dentro la bottega: il regno delle lame

Entrare nella Coutellerie Chambriard è un po’ come entrare in una biblioteca, ma al posto dei libri ci sono coltelli e lame. Oltre cinquemila gli articoli esposti, dai coltelli da cucina ai pieghevoli da tasca, passando per modelli da collezione in legni pregiati o damasco.
Il “Compagnon”, con il suo design sobrio ed elegante, è uno dei best seller. Ma ci sono anche modelli pensati per il vino, come il “Grand Cru” con cavatappi, o il robusto “Trappeur”, adatto a chi vive la montagna. Ogni anno di produzione viene inciso sull’acciaio della lama, a certificare l’origine e il tempo di nascita: un dettaglio che rende ogni coltello unico.
E mentre nel negozio il visitatore può toccare e scegliere, nell’atelier attiguo si sente ancora il rumore della mola, l’odore del ferro scaldato, la pazienza dell’affilatura a mano. È lì che si comprende la differenza tra un oggetto qualsiasi e un coltello con un’anima.
Eventi e tradizioni: Coutellia, la festa delle lame
Ogni anno a maggio, Thiers ospita Coutellia, il più grande festival internazionale dedicato al coltello artigianale. Per due giorni, il borgo si riempie di coltellinai provenienti da oltre venti paesi, collezionisti, appassionati e curiosi.
È l’occasione per vedere da vicino dimostrazioni, competizioni di affilatura, esposizioni di lame rare e innovative. Più che una fiera, Coutellia è una festa: per le strade si respira la passione di una città che ha fatto del coltello il suo biglietto da visita nel mondo.
La Vallée des Usines: archeologia industriale sul fiume
Pochi passi dal centro e ci si ritrova immersi in un paesaggio quasi sospeso nel tempo: la Vallée des Usines. Antiche fabbriche, officine dismesse, vecchi canali e mulini abbandonati raccontano secoli di lavoro, sudore e metallo.
Oggi alcuni edifici sono stati recuperati come spazi culturali e percorsi espositivi, ma molti conservano un fascino ruvido e poetico.
Thiers, un borgo da vivere

Visitare Thiers significa scoprire un luogo che ha fatto dell’acciaio la propria identità, ma che non ha perso il calore del borgo medievale e l’accoglienza francese. Significa entrare nelle botteghe, ascoltare storie di famiglie come i Chambriard, toccare con mano la lama di un coltello che dura una vita.
E significa anche fermarsi a tavola, degustare prodotti locali e osservare il tramonto sui monti dell’Alvernia. Thiers non è solo un luogo da visitare: è un’esperienza da vivere, affilata e intensa come le sue lame.
Infoutili
Informazioni: Informazioni e idee di viaggio sono disponibili sul sito Explore France e sul sito del Turismo in Alvernia Rodano Alpi.

Dove mangiare
Bistrot Le BrindeZingue, Rue Camille Joubert, 63300 Thiers, Francia Tel. +33 6 77 34 43 50. Dopo aver esplorato officine e botteghe, la sosta ideale a pranzo o a cena è a Le BrindeZingue, bistrot ed enoteca che ha fatto del km 0 e dei vini naturali la propria filosofia. Il locale sorprende per la vista sulla catena dei Puy e per una cantina che conta migliaia di etichette. Il menu cambia con le stagioni: formaggi d’Alvernia, carni locali, verdure dell’orto, dolci fatti in casa. Qui ogni piatto è un racconto, e lo si accompagna con un calice di vino scelto con cura.
Dove dormire
Per chi vuole restare in città, una scelta semplice ed economica è l’Hôtel l’Aigle d’Or, in centro e con parcheggio privato; camere essenziali ma confortevoli, ristorante interno dove vengono servite le colazioni. Chi cerca invece qualcosa di più raffinato può optare per uno dei bed & breakfast ricavati nelle case medievali della parte alta: piccole strutture di charme che offrono un contatto autentico con il borgo e i suoi panorami.
Comperare: se si passa da queste parti è impossibile tornare a casa senza un coltello artigianale. Per acquistiare un coltello a Thiers l’indirizzo giusto è la Coltelleria Chambriard, 2 Place Antonin Chastel, 63300 Thiers, Tél. 04 73 80 06 90.
Testo e foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































