Capo Verde è un arcipelago di contrasti. Ogni isola ha la sua anima, il suo ritmo, la sua storia. Ma è nella musica che tutte si ritrovano, unite dal filo invisibile della sodade e dalla forza di un popolo che ha fatto della propria cultura un patrimonio mondiale.

Um Passeio entre as gatas
“La prima volta che misi piede al Festival fu nel 2019, insieme a Livio, un tipo conosciuto sull’isola di Sal che stava girando l’arcipelago dipingendo acquerelli per ritrarre le persone incontrate lungo la strada. Arrivammo al tramonto e fummo subito travolti dal sabor du Festival: un odore inconfondibile, una vera sinestesia, un mix di mare, ganja, pollo bruciacchiato, grogue, fumo dei bracieri, sabbia, sudore e musica!
Davanti a noi si apriva una spiaggia infinita e, soprattutto, una moltitudine colorata di persone di ogni età. Una volta, a Mindelo, un vecchio pescatore mi disse che, secondo una leggenda, l’ultimo giorno della creazione il Buon Dio pare si sia fumato uno spinello e si sia divertito a mescolare le “razze”, proprio a Capo Verde. Da fotografo innamorato dell’homo sapiens, non potei che restarne folgorato.” È Nicola Vallotto, fotografo, a raccontarci la sua esperienza a Capo Verde.

Il Festival di Baía das Gatas si svolge ogni anno durante il primo weekend di luna piena di agosto, nella baia omonima, situata nella parte nord-orientale di São Vicente. È il festival musicale più popolare di Capo Verde e probabilmente il primo nella storia del Paese.
Nacque nel 1984 grazie all’iniziativa dei musicisti Vasco Martins, Djô d’Eloy e alcuni loro amici, con un budget di appena 180.000 escudos. Con il tempo è cresciuto fino a diventare uno dei festival musicali più importanti d’Africa.

Foto e acquerelli per raccontare una folgorazione
“Sono tornato l’anno scorso, per la 40ª edizione, e stavolta ho deciso di entrare nella vasta tendopoli che si estende lungo la battigia, dove per alcuni giorni intere famiglie vivono sulla spiaggia. Sono loro lo zoccolo duro del Festival, quelli che tornano ogni anno per non perdere nemmeno un istante di quel sabor.
La serie di immagini scaturite è un esperimento di fotografia istintiva. Tutte le foto sono state scattate in un tempo ridotto, una passeggiata tra le tende e i loro abitanti, definiti las gatas — come qui vengono affettuosamente chiamati gli squali gattuccio che popolano la baia.” A fine gennaio 2026 le foto saranno in mostra nello studio di Nicola Vallotto.

Nicola Vallotto ha immortalato diverse isole durante i suoi ripetuti viaggi nell’arcipelago, luoghi che da subito l’hanno stregato. Il reportage nell’accampamento di Baía das Gatas racconta per immagini come vengono vissuti i festival a Capo Verde.
Non solo a São Vicente, ma anche a Sal, Boa Vista e Santiago, dove si tengono altri importanti festival che attirano una moltitudine di persone dalle altre isole e dall’estero.
Il Livio di cui parla Nicola, è Livio Fania, che ha prodotto Il cammino delle gocce. Un diario illustrato frutto di un viaggio a Capo Verde tra incontri, luoghi e “scale minori armoniche”. Arrivato nell’arcipelago inseguendo il cavaquinho, uno strumento a corde tipico della musica capoverdiana, è rimasto affascinato dalle sue genti e ha iniziato a disegnarne i volti e le situazioni, accompagnati da racconti.
Grazie all’alchimia tra acquerello e parole, condivide il proprio punto di vista sull’arcipelago con particolare attenzione alla musica come forma di espressione maggiore della cultura capoverdiana. Livio abita a Parigi e lì continua a interessarsi alla world music e soprattutto alla tradizione capoverdiana.

São Vicente, isola della musica e della Diva scalza
São Vicente, con la sua capitale Mindelo, è il cuore pulsante della cultura musicale capoverdiana. L’isola ha portato alla notorietà mondiale la musica dell’arcipelago, soprattutto grazie a Cesária Évora. E continua a essere il polo culturale più vivace di Capo Verde e tra i più interessanti dell’Africa occidentale.
Viaggiando nell’arcipelago, ogni isola racconta una storia diversa e ha una sua melodia. Ma c’è una voce capace di riunire in sé lo spirito di tutto Capo Verde.
E’ quella di Cesária Évora. La chiamavano la Diva scalza, e ha portato nel mondo la Morna, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il genere musicale lento e suadente che si dice nato a Boa Vista, dallo struggimento del guardiano del faro sul Morro Negro.
Così nel canto inimitabile di Cesária, sull’onda magnetica del kriol, tanti hanno potuto conoscere le piccole incantate isole dell’Atlantico.

Attraverso la sua voce emerge soprattutto il sentimento della sodade (la saudade brasiliana), quel misto di nostalgia e tristezza che attanaglia chi rimane e chi se ne va, tanto sentito in una terra di migranti.
Ma si svelano anche la bellezza e la cultura capoverdiana, che Cesária voleva arrivassero al pubblico estero, esibendosi agli esordi con alterne fortune in Portogallo, poi trionfando a Parigi e quindi nel mondo.
Mindelo, una città in movimento

Oltre al Festival di Baía das Gatas, São Vicente ospita il prestigioso Mindel Summer Jazz e il Carnevale di Mindelo, per il 2026 in programma dal 13 al 22 febbraio, considerato una delle massime espressioni culturali dell’arcipelago e paragonabile, in scala minore, a quello di Rio de Janeiro.
Durante tutto l’anno, i grupos si ritrovano per costruire carri, inventare coreografie, scegliere costumi e musiche, in una preparazione che coinvolge l’intera comunità.
Mindelo è una città pulsante, con la nuova baia, gli artisti, gli artigiani, i locali di musica che animano le strade, rendendola un centro culturale unico nell’Atlantico d’Africa.
Sulle Orme di Cesária

Sicuramente da non perdere una passeggiata per le strade di Mindelo per esplorare i luoghi in cui Cesária Évora ha vissuto. La famosa Rua Lisboa con la sua “Walk of Fame”, che rappresenta i numerosi artisti, musicisti, poeti e scrittori famosi di Capo Verde.
Da visitare le case e il museo di Cesária con i premi e riconoscimenti, i vestiti di scena, le fotografie della sua vita e gli oggetti che l’accompagnarono nell’infanzia e nella giovinezza.
Passeggiando per le vie di Mindelo, in particolare vicino a Rua Lisboa, si incontrano i murales a lei dedicati. Il più spettacolare è quello realizzato dall’artista portoghese Vhils in soli tre giorni. Un disegno in bassorilievo di 10 metri scolpito con un trapano, che ritrae il volto della cantante, trasformando l’aspetto di un quartiere tipico della città.
Ma poi vale la pena di immergersi nella vivace scena musicale notturna. Esplorare i locali dove Cesária si esibiva da giovane permette di rivivere l’atmosfera che ha forgiato il suo talento.

Musica capoverdiana nel mondo
Tanti sono gli artisti capoverdiani conosciuti nel mondo. Per citarne alcuni: Tito Paris celebrato per la sua musica tradizionale, è diventato il punto di riferimento per la comunità capoverdiana in Portogallo.
Ildo Lobo, una delle voci maschili più influenti della Morna, erede diretto di Cesária Évora, originario dell’isola di Sal. Teófilo Chantre, compositore e cantante noto per il suo stile poetico e la collaborazione con Cesária, per la quale ha scritto molte canzoni.
Lura, nata in Portogallo da genitori capoverdiani: una delle voci più eleganti della nuova generazione. Mayra Andrade, originaria di Santiago, incarna la fusione e la globalizzazione della musica capoverdiana. Ceuzany, interprete contemporanea della morna, attualizzando il genere musicale nato a Capo Verde.

Santo Antão, l’isola verde
Con poco più di un’ora di traghetto da São Vicente si raggiunge Santo Antão. Montagne impervie solcate da gole e canyon, paesaggi lunari alternati a verdi vallate terrazzate e sentieri acciottolati che si inerpicano tra villaggi arroccati creano uno degli ambienti naturali più sorprendenti di Capo Verde.
Paradiso del trekking, l’isola sorprende per il contrasto tra zone aride e le vallate rigogliose, dominate da una catena montuosa che culmina sul Tope de Coroa. I sentieri attraversano piantagioni di canna da zucchero e banani, foreste di felci giganti, cedri e pini.
Ruscelli sgorgano dalle vette, convogliati da un ingegnoso sistema di canalizzazioni verso cisterne e terrazzamenti.

Qui non si viene per le spiagge. La vera essenza di Santo Antão si respira nell’entroterra, tra villaggi tradizionali e campi agricoli. Imperdibile la spettacolare Estrada da Corda, la via interna tra Porto Novo e Ribeira Grande.
Un susseguirsi di tornanti e strapiombi che attraversa paesaggi brulli ed emozionanti, prima di scendere tra la vegetazione lussureggiante del versante nord. Un misto fra Indonesia e Svizzera.
E’ un’isola che vive di agricoltura e le produzioni tradizionali sono molto apprezzate. Da Santo Antão proviene un grogue particolarmente pregiato. È il distillato di canna da zucchero lavorato ancora artigianalmente nei Trapiche. Da consumare puro, a diversi stadi d’invecchiamento, oppure mescolato a sciroppo di canna, cocco, tamarindo, frutta, per ottenere il ponche.
Ottimo il formaggio di capra di Planalto Norte, tanto da essere stato inserito fra i presidi Slow Food. C’è poi il caffè, raro e di qualità superiore, con un aroma e un palato caratteristici, specialmente quello proveniente da zone montuose come Lombo Branco.
Il Ritmo delle Isole

Tra São Vicente e Santo Antão si scopre l’essenza di Capo Verde. Da un lato la musica che anima le vie di Mindelo, i festival sulla spiaggia, le voci che hanno conquistato il mondo. Dall’altro il silenzio verde delle montagne, i sentieri che si arrampicano tra le valli, il brivido del grogue di canna appena distillato.
Sono due facce della stessa sodade: quella nostalgia che unisce chi resta e chi parte, quella malinconia dolce che diventa canto, quella bellezza che si fa cultura e resiste al tempo.
Visitando le due isole ci si immerge in un mondo in cui la musica è linguaggio dell’anima, e ogni nota racconta una storia di mare e migrazioni e i ritmi afro si mescolano a quelli portoghesi e brasiliani.
È il viaggio che Cesária Évora ha indicato. Ascoltare con il cuore, guardare con rispetto, e lasciarsi travolgere dal mood unico di queste piccole isole perdute nell’Atlantico che hanno portato lo loro musica a patrimonio dell’umanità.
Dove dormire a S.Vicente
Hotel Belvedere – Mindelo 70 camere vista mare e vista montagna, piscina con cascata, wi-fi fibra, prima colazione tradizionale con prodotti tipici e frutta di stagione, ideale per coppie e gruppi. L’hotel é composto da 7 ville immerse nella natura, dove regnano pace e tranquillità a due passi dal centro.

Info Pratiche:
Per arrivare a S. Vicente dall’Italia con Tap via Lisbona, Easy Jet, Cabo Vede Airlines. Transavia da Parigi, da Zurigo con Edelweiss.
S. Antao si raggiunge in traghetto in un’ora e mezza da Mindelo.
Mostra fotografica di Nicola Vallotto: fine gennaio 2026, Milano
Festival di Baía das Gatas: primo weekend di luna piena di agosto
Per informazioni sulle isole: CapoVerdeGo
Testo di Teresa Scacchi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
Photogallery “Um passeio entre as Gatas” che farà parte della mostra di Nicola Vallotto











































