Oltre il Loop e una quinta di grattacieli che fa invidia a New York, la vera anima della metropoli vive nei neighborhoods, i suoi 77 quartieri: come Pilsen, La Villita, Wrigleyville e Chinatown. Viaggio urbano nella città dell’Illinois che ha affascinato artisti di tutto il mondo.

Testo e foto di Lucio Luigi Rossi

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Allenamento sul Wrigley Field, la casa dei Cubs, il team di baseball di Chicago ©Lucio Luigi Rossi 2025

Chicago non si esaurisce nel suo indimenticabile skyline. La Willis Tower, i treni sopraelevati della L (la linea metropolitana sopraelevata), i palazzi Art Deco del Loop cuore della città sono solo l’immagine stereotipata che tutto il mondo riconosce.

Ma la città si estende ben oltre il suo downtown, articolata in 77 quartieri distinti, ciascuno con identità, storia, architettura, cucina, cultura proprie. The Windy City è un mosaico di anime che dialogano, si contaminano, resistono. Per capire la Chicago autentica bisogna uscire dal centro.

Downtown resta il punto di partenza: il Magnificent Mile; il Bean (o Cloud Gate, opera di Anish Kapoor) di Millennium Park che riflette lo skyline; l’Art Institute che custodisce capolavori di Monet e Hopper; le crociere architettoniche lungo il Chicago River che raccontano dell’opera di Mies van der Rohe e Frank Lloyd Wright; e poi, dalla Willis Tower, lo sguardo che raggiunge quattro stati.

Ma appena si esce dalla zona del Loop, Chicago diventa altro.

Pilsen: galleria a cielo aperto

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Il murales dedicato a Frida Kalo dipinto da Robert Valadez nel quartiere di Pilsen, Chicago ©Lucio Luigi Rossi 2025

Il quartiere di Pilsen si raggiunge con la linea rosa della metropolitana, fermata 18th Street. Situato nel Lower West Side, Pilsen è il cuore pulsante della comunità messicano-americana di Chicago. Il nome deriva dalla città ceca di Plzeň: prima dei latinos, qui vivevano immigrati tedeschi, cechi, polacchi arrivati dopo il Grande Incendio del 1871.

Negli anni Sessanta e Settanta, gli spostamenti forzati causati dalla costruzione del campus della University of Illinois spinsero i residenti messicani a trasferirsi qui. Oggi Pilsen è riconosciuta come una delle concentrazioni più dense di arte murale messicana fuori dal Messico.

16th Street è l’epicentro dell’arte pubblica. Lungo il terrapieno ferroviario che corre parallelo alla strada si susseguono decine di murales realizzati da artisti locali e internazionali. I primi comparvero alla fine degli anni Sessanta come forma di protesta contro la guerra del Vietnam. Artisti come Mario Castillo, Ray Patlan, Marcos Raya, Hector Duarte trasformarono i muri in manifesti politici e culturali.

Oggi il movimento si è evoluto: accanto ai murales tradizionali con iconografia azteca, figure storiche come Emiliano Zapata, la Virgen de Guadalupe, compaiono opere di street artist contemporanei come Hebru Brantley, Robert Valadez e Eduardo Kobra.

Il murale di Kobra dedicato a Muddy Waters, musicista blues di Chicago, occupa nove piani di un edificio. Il National Museum of Mexican Art, a 1852 W 19th Street, è l’unica istituzione del suo genere negli Stati Uniti accreditata dall’American Alliance of Museums.

La collezione permanente conta oltre 6.000 pezzi che coprono arte precolombiana, coloniale, moderna e contemporanea. L’ingresso è gratuito.

Lungo Halsted Street si riuniscono gallerie e studi. Il secondo venerdì di ogni mese si tiene La Noche de las Galerías, evento durante il quale oltre 30 loft e gallerie aprono al pubblico con vernissage, performance, musica dal vivo.

Il murale Somos Pilsen (Siamo Pilsen), completato nel 2021 all’indirizzo 1113 W 18th Street, raffigura 46 abitanti del quartiere. L’opera misura 27 metri di larghezza per 14 di altezza, realizzata interamente a pennello dagli artisti Pablo Serrano e Mateo Zapata in sei mesi.

La fenice che domina il murale rappresenta la resilienza della comunità di fronte alla gentrificazione: dal 2000 il quartiere ha perso migliaia di residenti latinos soprattutto a causa dell’aumento degli affitti.

A Pilsen anche i ristoranti mantengono la loro autenticità: Carnitas Uruapan, Nuevo Leon Restaurant, El Milagro Tortilleria sono tutti posti dove le tortillas sono ancora fatte a mano seguendo ricette tradizionali. La visita al quartiere richiede almeno mezza giornata: per esplorare i murales, visitare il museo e fermarsi in una taqueria.

La Villita: il Messico del Midwest

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L’arco che sovrasta 26th Street a Little Village, Chicago ©Lucio Luigi Rossi 2025

A ovest di Pilsen si estende La Villita, e il suo soprannome la dice tutta: “Mexico of the Midwest”. Qui l’83% dei residenti è di origine latinoamericana, il 77% messicana o messicano-americana. Oltre 71.000 residenti distribuiti su un territorio ristretto. La Villita era il primo porto d’ingresso per gli immigrati messicani diretti nel Midwest a partire dagli anni 70.

L’arco di terracotta che sovrasta 26th Street (costruito nel 1990) dà il benvenuto con la scritta “Bienvenidos a Little Village”. L’arco, decorato con motivi aztechi, è sormontato dall’orologio Centenario donato dal governo messicano nel 1991, l’orologio è funzionante ed è considerato un tesoro culturale dalla comunità.

La 26th Street è la seconda arteria commerciale di Chicago per fatturato dopo il Magnificent Mile. Due miglia di negozi, ristoranti, panetterie, boutique, mercati. Quasi 1.000 attività commerciali a conduzione familiare, molte operative da decenni.

Qualche esempio? Los Comales è una delle prime taquerias della città, è operativa dal 1973. La Catedral Cafe serve chilaquiles fatti in casa e cafe de olla seguendo ricette tradizionali. La Chaparrita Restaurant propone tacos autentici, gli amanti dei sapori decisi della cucina messicana avranno di che sbizzarrirsi.

I murales di La Villita seguono la tradizione muralista messicana ispirata a Diego Rivera e José Clemente Orozco. La storia di La Villita è storia di lavoro operaio, fabbriche, sindacati.

La Villita Park, 22 acri con cinque campi sportivi, nacque dalla bonifica di un sito industriale contaminato grazie alla mobilitazione della Little Village Environmental Justice Organization. La Villita si raggiunge con la linea rosa della metro, fermata 26th Street-Little Village. Il 26th Street Mexican Independence Day Parade a settembre è uno degli eventi più partecipati della città.

Chinatown: tradizione oltre lo stereotipo

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Il quartiere di Chinatown a Chicago ©Lucio Luigi Rossi 2025

Chinatown si trova a sud del Loop, raggiungibile con la linea rossa della metro, fermata Cermak-Chinatown. La comunità cinese di Chicago conta oltre un secolo di storia: i primi immigrati arrivarono nel 1869, alla conclusione della First Transcontinental Railroad mentre l’attuale Chinatown si sviluppò a partire dal 1912, quando la comunità si trasferì all’incrocio tra Cermak Road e Wentworth Avenue. Nel 1928 fu completato il Moy Association Building, simbolo della nuova Chinatown.

Chinatown a Chicago si sviluppa tra la storica Wentworth Avenue, cuore di negozi e ristoranti tradizionali, e la Chinatown Square su Archer Avenue, spazio pedonale inaugurato negli anni Novanta e riconoscibile per le statue dello zodiaco cinese e la Nine Dragon Wall.

La storia della comunità prende forma al Chinese American Museum of Chicago e nel vicino Pui Tak Center, edificio del 1928 che unisce art déco e motivi cinesi.

Sul fiume, il Ping Tom Memorial Park trasforma un ex scalo ferroviario in un’oasi verde con giardini, padiglioni e una vista sorprendente sullo skyline, animata in estate da gare di dragon boat e collegamenti fluviali con il centro.

Tra dim sum, panetterie storiche e profumo di tè, la Chinatown di Chicago resta uno dei quartieri più vitali e identitari della città, celebrato ogni inverno dalla parata del Capodanno lunare.

Wrigleyville e il Papa di Chicago

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Wrigleyville, le magliette celebrative del Papa di Chicago ©Lucio Luigi Rossi 2025

A nord, nel quartiere di Wrigleyville, attorno al Wrigley Field, lo stadio storico dei Chicago Cubs costruito nel 1914, si sviluppa una cultura urbana legata al baseball. I venditori ambulanti fuori dallo stadio nei giorni delle partite propongono merchandise ufficiale e non ufficiale.

Una delle magliette più curiose celebra Papa Leone XIV, nato a Chicago come Robert Francis Prevost, primo Pontefice statunitense nella storia della Chiesa.

La città rivendica con orgoglio il Papa di casa, e le t-shirt ne sono testimonianza popolare. Wrigley Field è uno degli stadi più antichi della Major League Baseball ancora in uso, con i muri ricoperti d’edera, i segnapunti manuali, l’atmosfera da ballpark d’epoca.

Chicago è questo stratificarsi di identità urbane che coesistono senza annullarsi. I 77 quartieri raccontano storie di immigrazione, lavoro, resistenza, trasformazione. Pilsen, La Villita, Chinatown non sono attrazioni turistiche costruite a tavolino, ma comunità vive che si adattano, cambiano, difendono il proprio spazio culturale.

Visitare Chicago senza uscire dal centro significa perdere il senso profondo della città: una metropoli costruita dal basso, quartiere per quartiere, comunità per comunità.

Infoutili

Informazioni: il sito turistico della città di Chicago è Choose Chicago ed è la bibbia per visitare la città. Chi è interessato a scoprire di più sui suoi 77 quartieri deve visitare questa pagina.

Come arrivare: Esistono numerosi voli in partenza dall’Italia con scalo nelle maggiori città europe per Chicago. L’ O’Hare International Airport dista circa ventisette chilometri dalla città ed è uno dei più grandi degli Stati Uniti d’America. Le principali compagnie aeree che operano su Chicago sono United, Air France KLM, Emirates, Air Lingus e Delta.

Quando andare: La città di Chicago si trova nella zona climatica continentale umida, quindi passa attraverso tutte e quattro le stagioni. Le estati sono abbastanza calde e torride, con temperature che arrivano anche a 30-35°. I famosi inverni di Chicago invece possono essere gelidi, con tempeste di neve e venti fortissimi che bloccano la città, portando le temperature ben sotto lo zero. Primavera e autunno sono sicuramente le stagioni migliori per visitare la città.

Dove dormire: A Chicago ci sono numerosi hotel storici che hanno fatto la storia architettonica e sociale della città. Il Palmer House Hilton, con i suoi soffitti affrescati e è uno di questi, nonché una pietra miliare, da 140 anni, dell’ospitalità americana. Si trova su 17 E. Monroe Street, Loop, t.+1 – (312) 726 7500. Un altro hotel storico è il Drake Hotel Chicago, dove hanno soggiornato Marylin Monroe e Joe Di Maggio, a pochi passi dalle principali attrazioni e con una vista mozzafiato. Si trova su 104 E. Walton Place, Gold Coast, t.+1 (312) 787 2200. Altro suggerimento storico è il Blackstone Reinassance Hotel, sul Magnificent Mile e punto di ritrovo per tanti presidenti americani, star del cinema e della musica. Si trova su 626 St. Michigan Avenue, Loop, t.+1 (312) 4470955.

Dove mangiare: Una specialità di Chicago è la pizza alta (Chicago Deep Dish Pizza) che si può mangiare da Lou Malnati’s Pizzeria su 439, North Wells Street, Chicago. Altri ristoranti tipici sono la Pleasant House Bakery, 946 West 31st Street. Per gli hamburger provate Publican Quality Meats, 825 West Fulton Market Street. Arami è invece uno dei migliori giapponesi della città, 1829, West Chicago Avenue.

Fuso orario: – 6 ore rispetto all’Italia.

Documenti: Per viaggi turistici o d’affari fino a 90 giorni, i cittadini italiani possono entrare negli USA senza visto aderendo al Visa Waiver Program, ma devono essere in possesso di passaporto elettronico (biometrico) valido e dell’autorizzazione ESTA (costa 40 USD a richiedente), da richiedere online sul sito ufficiale https://esta.cbp.dhs.gov. L’ESTA ha un costo ufficiale stabilito dal governo USA, è valida fino a due anni (o fino alla scadenza del passaporto) e consente ingressi multipli; va richiesta prima della partenza e presentata al check-in. In caso di rifiuto dell’ESTA o per viaggi non idonei al programma, è necessario richiedere un visto presso l’Ambasciata o un Consolato degli Stati Uniti https://it.usembassy.gov/it/visti/.

Vaccini: Non c’è bisogno di alcun vaccino. Tuttavia è saggio munirsi di una buona assicurazione sanitaria prima di partire.

Lingua: inglese

Religione: cristiana

Valuta: il dollaro americano – al momento della redazione di questo articolo il cambio di 1$ equivale a circa 0,84€.

Elettricità: 120V – 60Hz. Necessario portarsi un adattatore

Telefono: il prefisso dagli Stati Uniti è 001. Per Chicago bisogna comporre 312.

Link utili: Sito ufficiale della città di Chicago, Chicago City. L’autobus Chicago Film Tour vi accompagnerà per trenta miglia nei posti chiave dove sono stati girati i film più famosi ambientati a Chicago, dai Blues Brother a Harry ti presento Sally. La Architecture River Cruise offre l’opportunità di salire a bordo di una delle loro navi a salpare sull’acqua alla scoperta della città perla dell’architettura del XIX e XX secolo.

Testo e foto di Lucio Luigi Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com