L’Austria accoglie chi ama Mozart con la Mozartwoche, il più grande evento mondiale di musica classica e sfida il freddo di fine gennaio per arrivare ai margini settentrionali delle Alpi e raggiungere la fascinosa Salisburgo, città straordinaria non solo per la sua bellezza architettonica e per il suo valore artistico e culturale, ma soprattutto per aver dato i natali a Wolfgang Amadeus Mozart.
Di Rosita Stella Brienza

Fu qui, nella perfezione di Salisburgo che il compositore nacque il 27 gennaio del 1756, quando ancora la città, governata in modo assolutistico da principi-arcivescovi, rimase un Arcivescovato indipendente fino al 1803. Poi, con le riforme napoleoniche, furono aboliti gli Stati ecclesiastici e, una volta smantellato il potere della Chiesa, Salisburgo divenne Stato laico.
Nel XVIII secolo, quando non esisteva la cittadinanza intesa in senso moderno, Mozart era prima di tutto salisburghese e poi, in virtù del suo trasferimento a Vienna, suddito asburgico.
Ovviamente, Salisburgo era ben diversa da Vienna: la prima perfetta, conservatrice e cattolica, la seconda imperiale, teatrale e cosmopolita. Mozart, eterno genio della musica, lasciò Salisburgo a 25 anni per trasferirsi a Vienna, dove morì all’età di 35 anni.
La Mozartwoche: la settimana di Mozart è una grandiosa esperienza europea

Oggi Salisburgo è Mozart, esattamente come Mozart è Salisburgo e le due parti si incastrano perfettamente come tasselli di un puzzle. Dal 1956, ogni anno si celebra il compleanno di Mozart con una serie di appuntamenti interamente dedicati al compositore e riconosciuti come il più importante evento di musica classica al mondo.
Conosciuta come Mozartwoche, si tratta di una settimana di concerti sinfonici e da camera, opere, recital, film musicali, eventi studiati per famiglie, incontri e talk con artisti. Ci sono spettacoli per tutte le età e i bambini partecipano allegramente agli spettacoli a loro dedicati come fosse una grande festa globale.
La 70esima edizione ha festeggiato insieme i 270 anni di Mozart, riconoscendo la musica come “lux aeterna” (luce eterna) del genio di Mozart.
L’incanto dell’opera nel giorno del 270° compleanno di Mozart

Partecipare alla nuova produzione dell’opera del Die Zauberflote (Il Flauto Magico) diretta dal regista Rolando Villazòn e condotta da Roberto Gonzàlez-Monjas con l’Orchestra Mozarteum Salzburg è stato come assistere a una rinascita del compositore.
Il Flauto Magico è una fiaba iniziatica in cui il giovane Tamino parte per salvare Pamina, creduta prigioniera del malvagio Sarastro, ma scopre in seguito che il vero inganno proviene dalla Regina della Notte.
Guidato da un flauto capace di portare armonia, Tamino affronta prove del silenzio e conoscenza insieme a Pamina, che diventa sua compagna. Accanto a loro Papageno incarna l’umanità semplice, più interessata all’amore e alla vita di tutti i giorni che all’eroismo.
Alla fine, prevale la luce della ragione affermando un ideale di armonia tra amore, musica e verità. Al grande Teatro del Festival di Salisburgo, proprio il 27 gennaio, durante la produzione del Flauto Magico,
Papageno, personaggio dell’opera de Il Flauto Magico rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1791
Con la magnifica interpretazione di Theodore Platt, che ha interpretato Papageno con grande presenza scenica e musicalità, si è assistito una combinazione che ha rubato la scena. Platt ha portato sul palco una figura di Papageno viva, riconoscibile e carismatica, che ha saputo catturare l’attenzione anche nei momenti meno “canori”, ma più drammatici o comici.
La sua performance è apparsa teatrale e spontanea, riflettendo bene l’idea originale di Papageno come personaggio buffo, ma umano. Nell’opera di Mozart Papageno non è l’eroe, non è il saggio e non è l’iniziato. Ha paura della morte, del dolore e della solitudine.
Non riesce a stare zitto, non regge la disciplina e fallisce il percorso iniziatico, eppure non viene punito, ma viene ricompendato con l’amata Papagena.
Il museo d’arte moderna Rupertinum continua a raccontare l’opera de Il Flauto Magico
Rimanendo nell’incanto dei Flauto Magico, fino al 14 giugno 2026, sarà possibile visitare una mostra che unisce musica e arti figurative, illustrando come l’opera abbia ispirato generazioni di artisti.
Sono esposte opere di Oskar Kokoschka, Max Slevogt, Wolfgang Hutter e Stephan von Huene, le cui sculture interattive permettono ai visitatori di immergersi nel magico mondo dell’opera.
Le residenze di Mozart sono il filo conduttore che porta alla scoperta del genio di Salisburgo

Per i 270 anni di Mozart, Salisburgo ha accolto i visitatori in tutti i suoi spazi teatrali come anche nelle residenze del genio musicale. La casa natia del compositore, in Getreidegasse 9 lo ricorda tra nostalgia e leggerezza, immaginandolo in un ambiente semplice che contrasta con la grandezza musicale.
Le stanze non sono grandi, hanno i soffitti bassi e ci si muove tra ritratti di famiglia, lettere e documenti che raccontano l’infanzia del piccolo prodigio. Poi, ci si ammutolisce di fronte al suo violino, ben custodito e si scappa via dalle emozioni più autentiche per ritrovarsi nella sua seconda abitazione: la Mozart Wohnhaus, in Makarplatz.
Qui, la famiglia si trasferì quando Mozart era un adolescente. Il respiro è diverso, gli spazi sono più ampi, borghesi. Si percepisce il passaggio dal bambino prodigio al musicista consapevole. Visitare entrambe le case permette di seguire Mozart dall’inizio alla sua piena fioritura, di capire il contesto familiare, la disciplina imposta dal padre Leopold, ma anche la straordinaria capacità e libertà creativa.
A Salisburgo, Mozart non è solamente celebrato. E’ ancora presente, è vivo. Le sue case diventano la storia dei primi 24 anni della sua breve vita. Fu qui che a 6 anni scrisse la sua prima composizione e all’età di 11 la sua prima opera “Apollo et Hyacinthus”. A 13 anni trovò il suo primo impiego fisso presso la corte dei principi vescovi di Salisburgo, dove compose circa metà delle sue opere.
Il Cafè Tomaselli di Salisburgo

Si dice che Wolfgang Amadeus Mozart spesso si recava in uno dei caffè più antichi e celebri d’Europa: l’attuale Cafè Tomaselli che, nel 1700, era un luogo di incontro per studenti e cittadini. Entrarvi è come fare un viaggio nel tempo.
Ci si muove tra interni eleganti con rivestimenti in legno intarsiato, tavoli di marmo e vassoi d’argento che evocano l’antica tradizione dei caffè viennesi. Sedersi al caffè Tomaselli non significa soltanto bere un ottimo caffè, ma soprattutto si tratta di un’esperienza sociale: i camerieri indossano la classica giacca nera con farfallino, mentre le signorine, dette Kuchendamen, portano vassoi di dolci ai tavoli.
Le origini del locale risalgono al 1700 e nel corso dei secoli la proprietà è passata a diverse famiglie per poi diventare, nel 1852, di Carl Tomaselli, figlio del celebre tenore milanese: Giuseppe Tomaselli.

Vivere il fascino di Salisburgo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità
Attraversare il centro storico di Salisburgo con i suoi vicoli medievali, le ampie piazze, i sontuosi edifici barocchi e i magnifici giardini è come entrare in una partitura aperta. E’ tutto sorprendente.
Ma l’emozione tuona forte dopo aver percorso i passaggi interni che portano dove non ci si aspetta di arrivare. Si rimane attoniti di fronte alla bellezza dei diversi stili architettonici che riflettono la movimentata storia culturale e politica della cittadina, tanto da essere inseriti già nel 1997 nel patrimonio mondiale dell’Agenzia dell’Unesco.
Le facciate barocche di Salisburgo diventano quinte teatrali, i campanili tengono il tempo e dalle sale teatrali si diffonde una musica che non appartiene solo al passato, ma al presente più vivo.
Il Giardino Mirabell

Tra i 1000 edifici, si scopre il Giardino di Mirabell: esempio perfetto di eleganza barocca e armonia urbana. Creato nel Seicento, accanto al palazzo omonimo, colpisce per le sue aiuole geometriche, le statue mitologiche e la celebre scalinata degli angeli.
Aperto alla città e incorniciato dalla Fortezza Hohensalzburg, il Mirabellgarten unisce rigore formale e leggerezza, diventando uno spazio quotidiano e scenografico che identifica la bellezza salisburghese.
La Fortezza Hohensalzburg domina su Salisburgo

Guardando in alto e ben visibile da ogni punto del centro storico, domina la Fortezza Hohensalzburg. Fondata nel 1077 dagli arcivescovi-principi non fu solo struttura difensiva, ma anche simbolo del potere ecclesiastico e politico della città. La Fortezza racconta secoli di storia alpina e imperiale, offrendo una vista spettacolare e una chiave essenziale per conoscere la fascinosa Salisburgo.
Dall’Eurovision Song Contest di Vienna al Festiva di Pentecoste di Salisburgo
Mentre Vienna è prossima a ospitare la 70° edizione dell’Eurovision Song Contest, Salisburgo si prepara ad accogliere appassionati e curiosi già con il prossimo Festival di Pentecoste che anticipa quello estivo in programma dal 17 luglio al 30 agosto per continuare a immergersi nella bellezza della musica classica.
Testo di Rosita Stella Brienza|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































