Piemonte e Giappone, un rapporto antico

Piemonte, territorio del Canavese: Agliè, piccolo centro sabaudo, conserva uno splendido maniero dove si trova un piccolo tesoro di arte giapponese

La bella facciata del castello di Agliè- Ph.Dario Fusaro

E’ famoso il castello di Agliè: fu lo sfondo della celebre serie televisiva “Elisa di Rivombrosa”. Oggi è proprietà dello Stato Italiano e parte del Patrimonio Unesco. Il complesso è delizioso: una sontuosa residenza barocca appartenuta ai Savoia.

La bella facciata anticipata dal doppio scalone d’accesso, è composta da un corpo centrale inserito tra due torri asimmetriche. Tutto attorno un grandioso parco dal taglio romantico. 320.000 mq con un grande lago, laghetti, isolotti e statue.

300 stanze care ai Savoia

L’interno non è meno gradevole; il castello inanella ben 300 stanze con splendidi appartamenti ducali, grandi sale di rappresentanza e saloni sontuosi. Tutto perfettamente arredato e restaurato di recente.

In questa Residenza Reale Sabauda trova posto una piccola ma preziosa collezione di arte giapponese appena aperta al pubblico.


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300 stanze perfettamente restaurate-Ph.Dario Fusaro

Si tratta di 21 dipinti giapponesi, rari rotoli su carta o seta risalenti al XIX° secolo e portati in Piemonte dal duca Tomaso di Savoia-Genova, famoso collezionista che viaggiò tra Italia e Giappone nella seconda metà dell’800. La sua storia echeggia quella dei primi occidentali arrivati laggiù.

Personaggi di fantasia come Pinkerton, il comandante americano raccontato da Puccini in Butterfly o meglio quella di Mattew Perry il commodoro statunitense che per primo forzò l’isolamento del Giappone con le sue “navi nere” obbligando i giapponesi a commerciare con gli Stati Uniti. Personaggi diversi tra loro ma sempre avvolti da un’aurea di leggenda.

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Un kakemono con il delicato profilo di una geisha Ph.Castello di Agliè

Un comandante collezionista

I reperti acquistati dal duca, anche lui come i due personaggi precedenti giunto nel paese del Sol Levante al comando di una nave, risalgono al 1879-1881. Si tratta di un corpo di opere delicatissime composto da 21 dipinti giapponesi che sono stati disposti tra l’anticamera della Sala Cinese e la Sala Cinese. in verità si tratta di diciannove dipinti su carta e due preziosissimi kakemono su seta.

21 dipinti di un Giappone da fiaba


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Uno dei kakemono con giunchi e fiori Ph.castello di Agliè

I kakemono erano i rotoli che si srotolavano in verticale, dipinti a inchiostro o acquarello, su tela, carta o seta; potevano rappresentare scenette comiche, fiori, animali o esercizi di calligrafia giapponese. Opere d’arte che trovavano posto nel tokonoma la rientranza al centro delle stanze tradizionali giapponesi, luogo centrale e posto d’onore per gli ospiti di lustro.

L’esposizione dei kakemono è distribuita tra le splendide armature da samurai del XVII secolo giunte ad Agliè insieme ai 21 dipinti ma più antiche di due secoli. I dipinti, dopo il recente restauro, diventano parte del percorso permanente. E non si tratta di opere “anonime” ma firmate per la maggior parte dal celebre pittore Kawanabe Kyōsai (1831-1889).

Vasi e samurai

A completare l’esposizione, 28 antichi vasi da giardino sempre di fattura giapponese provenienti da Yokohama. Si tratta di rari contenitori per bonsai che facevano già parte del fondo storico del castello che dopo il restauro sono stati portati in esposizione.

Ceramica raffinata nei colori del blu e del bianco, tipici della provincia di Owari, realizzati con la tecnica dell’invetriatura dal vivido colore blu intenso (ruri) ottenuta aggiungendo alla vetrina trasparente dell’ossido di cobalto.

La maggior parte dei dipinti – disegni ad inchiostro ed acquerelli su carta – porta la firma del noto pittore Kawanabe Kyōsai (1831-1889), autore di scenette satiriche, popolate di animali, caricature e rappresentazioni di vita quotidiana con personaggi giapponesi e occidentali realizzati con sorprendente rapidità esecutiva.  


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Uno degli antichi vasi in mostra-ph.Castello di Agliè

Un artista assai noto in Giappone tra ‘800 e ‘900, celebre per talento e per la particolarità del “tratto” leggero, rapido e quasi impalpabile.

Con pennellate tenui dipingeva rane come suonatrici di tamburi, serpenti e soprattutto corvi che ricorrono spesso nella sua produzione pittorica. Fauna fantastica e flora, racconti a pennello del mondo naturale. Foglie, fiori, rami di bambù e orchidee , soggetti antichi che ricorrono nella produzione giapponese.

Informazioni utili

Il Castello di Agliè, insieme a Palazzo Carignano, Villa della Regina e ai Castelli di Moncalieri e Racconigi, è uno dei gioielli del prestigioso sito UNESCO delle Residenze Sabaude iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale dal 1997.

Il Castello di Agliè è aperto nei giorni: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 13.00 (ultimo ingresso 12.00) e dalle 14.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.00)

Giardini e Parco
lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.00). Intero Castello € 8,00 Giardino € 3,00 Parco+Giardino € 5,00. Ridotto (18-25 anni): € 2,00

Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com