Sicilia, sulle tracce dell’olio

Sicilia Occidentale, Custonaci: un lembo di Trinacria poco battuto che raccoglie territori variegati dove il mare accarezza montagne quasi dolomitiche e le campagne verdeggiano tutt’attorno. Viti, colture e soprattutto olio prezioso.

5400 abitanti e un centro storico che si eleva sulla pianura a 186 metri. Da qui Custonaci domina sul Golfo di Bonagia e lo sguardo arriva giù fino alle coste di Macari e San Vito Lo Capo. Un Borgo marinaro elevato. Luogo ameno, ancora poco noto alle masse e che regala panorami folli sul Mediterraneo e sul Tirreno. Una realtà variegata immersa in una campagna splendida che finisce poi su spiagge di sabbia candida e acque di cristallo.

Il mare di Custonaci

La spiaggia di Custonaci si chiama Cornino. Lunga e bianca, degrada su fondali poco profondi dove l’acqua raggiunge colori caraibici. Non è mai troppo affollata Cornino, è ancora una destinazione nascosta. Quasi un concentrato di sicilianità con la dolcezza del mare che si fa seria quando si volge lo sguardo al Monte Cofano che si eleva alle spalle. Quiete marina, piaceri della vita marinara e dietro una montagna quasi dolomitica. Una scenografia naturale di grande fascino.

Dalla baia di Cornino si dipanano sentieri tra la macchia e il mare. Da qui è anche possibile affrontare il periplo del Monte Cofano, operazione non particolarmente difficile che porta ad una immersione tra la bellezza della Riserva Naturale. Tre ore di cammino ora a picco sulle scogliere, ora a mezza costa tra torri di avvistamento borboniche, distese di palme nane, calette solitarie e pozze d’acqua naturali.

E poi c’è la Tonnara di Cofano, luogo magico se avete la fortuna di arrivarci in un giorno qualunque senza altri visitatori. Un piccolissimo borgo di pescatori circonda una antica torre quadrata dalle strane pareti concave. La torre risale al ‘1500 e serviva all’avvistamento dei branchi di tonni e alla difesa delle case dei pescatori; oggi al suo interno si visita una mostra fotografica sul sistema delle Torri di difesa del trapanese.

Custonaci patria del marmo

Tornando verso l’alto si scopre l’altra celebrità di Custonaci, il marmo. La cittadina ha nel suo territorio ben duecento cave da cui si estrae il Pregiato perlato di Sicilia. Questi bacini marmiferi sono visitabili ed è bene farlo: ci si trova di fronte ad una doppia meraviglia. Da un lato gli immensi gradoni bianchi scavati nella montagna che ricordano un immenso teatro greco, dall’altro l’infinito scenario che si estende tra Monte Cofano e Monte Sparagio. Un panorama vertiginoso che sembra abbracciare tutta la Sicilia Occidentale.

Una campagna culla di tradizioni mediterranee

Invece giù, nella verde piana trova naturale casa la tradizione mediterranea, la coltura della vite e dell’olio. Vigneti perfettamente allineati si contendono la terra con gli uliveti argentei. Qui la coltura dell’olio fa rima con cultura e difesa del territorio.


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Una pregiata bottiglia degli Oleifici Barbera © premiati Oleifici Barbera

Come già con il vino, anche l’olio diventa un passaporto per la conoscenza delle tradizioni e delle genti di questo lembo di Sicilia. Gli oleifici si visitano, fanno cultura e racconto. Uno dei maggiori è la Premiati Oleifici Barbera, azienda dalle radici storiche la cui fondazione risale al 1894.

Si tratta di un marchio storico che vanta diverse eccellenze. In primo luogo l’azienda è tutt’ora gestita dalla famiglia fondatrice, i Barbera. Tradizione che va di pari passo con innovazione e sperimentazione. Inoltre qui si lavorano solo le produzioni autoctone rispettando e valorizzando i piccoli frantoi artigianali siciliani.

Il valore assoluto della Manfredi Barbera & figli sono i legami storici tra l’azienda familiare e il territorio. Gli uliveti producono olii eccellenti, 50 etichette e 7 tra le certificazioni DOP e IGP, tre milioni di bottiglie al mese apprezzatissime anche all’estero soprattutto negli Stati Uniti e Giappone.


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L’amministratore unico dell’azienda, Manfredi Barbera © premiati Oleifici Barbera

Visitare il Frantoio Sperimentale, la Fattoria Didattica e il Museo, è come un viaggio nella storia dell’artigianalità sicula. Il momento più caldo per immergersi in questo sapere antico è tra settembre e dicembre, mesi del raccolto. In questo periodo il frantoio lavora al massimo della sua potenza e vedere l’intero processo di lavorazione dalla spremitura alla bottiglia è molto suggestivo.

Visitare il frantoio per capire la Sicilia

Da quest’anno al frantoio Barbera si organizzano degustazioni accompagnate da piatti della gastronomia locale e incontri alla scoperta della storia dell’olivicoltura. In una parola immersione totale nella cultura agricola siciliana. L’esperienza si conclude con la visita agli uliveti.

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Gli uliveti visti dall’alto © premiati Oleifici Barbera

C’è l’uliveto Tradizionale dove le piante più antiche e contorte raccontano la storia antica della Sicilia e del suo olio, e c’è l’Uliveto Sperimentale dove si mettono in pratica le innovazioni. E non manca l’Uliveto del Germoplasma, “banca” genetica degli ulivi, dove si studia e conserva la biodiversità.

Vicino agli uliveti della Manfredi Barbera si trova un sito archeologico di grande interesse e bellezza, la Grotta Mangiapane, un profondo antro naturale abitato fin dall’antichità. La Grotta Mangiapane a Custonaci è parte dell’esperienza della visita. Qui si racconta la storia millenaria della Sicilia e la vita rurale di un tempo. 

Dentro la grotta è conservato un antico borgo rurale con vecchie abitazioni contadine e oggetti e strumenti utilizzati dai contadini. L’antico frantoio con ancora la pesante macina in pietra del XIX° secolo all’interno della caverna testimonia come si produceva l’olio e come tutto sia cambiato in poco più di un secolo.

Informazioni utili:

borgocustonaci.it

oliobarbera.it

Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com